La battaglia per la Colombia

Sebastian Ronderos

Per decenni, la Colombia è stata il principale avamposto militare di Washington in America Latina. Ora Trump vuole riconquistare le sue basi, ma la sinistra ha altri piani. La battaglia per uno dei paesi più strategici dell’emisfero inizia a maggio.

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Perù: il voto popolare sotto assedio

Johnatan Fuentes

Il fujimorismo e l’ultradestra di López Aliaga non hanno ottenuto il risultato sperato alle urne. Ora, a due settimane dalla votazione, cercano di stravolgere il risultato per altre vie per escludere Sánchez dal secondo turno.

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Venezuela, la caduta annunciata: l’ingenuità che costa il potere

Kulturjam

Il Venezuela sta cedendo ai diktat di Washington non per tradimento ma per debolezza strutturale. Crisi economica, pressione USA e assenza di strategia difensiva. L’Iran, al contrario, si è preparato al conflitto. Morale: non sopravvive chi ha ragione, ma chi si prepara.

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“Solo fuoco daremo”: la diplomazia dei popoli al tempo dell’assedio

Geraldina Colotti

Roma. “La terra, l’acqua e l’aria ci vogliono strappare… e allora solo fuoco, solo fuoco daremo”. Le parole della canzone cantata dai bambini di una scuola di Villa Moro, all’Avana, hanno chiuso l’incontro all’Ambasciata di Cuba in un clima di profonda commozione e determinazione politica. Non è solo un ritornello, è la sintesi della dottrina di resistenza di un popolo che, nell’anno del centenario di Fidel Castro, lancia un messaggio chiaro all’imperialismo: non ci sarà resa.

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Ministro dell’Energia

“Cuba ha bisogno di 8 navi al mese per risolvere il deficit di carburante”

RazonesdeCuba

Il titolare del MINEM, Vicente de la O Levy, è comparso alla Mesa Redonda per spiegare la situazione reale del Sistema Elettro-Energetico Nazionale. Non ha nascosto nulla: ha riconosciuto i blackout, ha dettagliato l’impatto “brutale” del blocco energetico, ha informato sul recupero delle capacità di generazione e ha chiarito perché l’arrivo della nave russa non è la soluzione magica. “Servono otto navi al mese”, ha sentenziato. Ha anche annunciato obiettivi ambiziosi: passare dall’attuale 10% di energie rinnovabili al 24% nel 2030 e al 100% nel 2050.

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“Emergenza Nazionale” o il fallimento di Trump

Javier López

All’Avana, Santiago di Cuba, Camagüey o in qualsiasi altra città del Paese, la vita quotidiana trascorre sotto il peso dei blackout, degli ospedali limitati dalla mancanza di elettricità e carburante, dell’acqua potabile scarsa, e dei rifiuti che si accumulano agli angoli perché non c’è diesel per i camion della nettezza urbana, tra altri mali maggiori o minori che affliggono i cubani, a seconda del coinvolgimento individuale o familiare nella crisi.

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Guerra mediatica e cognitiva

ecco come gli USA cercano (e falliscono) nel distruggere Cuba dagli schermi

Claudia Samon

Per capire la guerra mediatica contro Cuba, bisogna tornare al 1959. Gli USA non potevano accettare una Rivoluzione a 90 miglia dalle loro coste. Ma non potevano nemmeno invadere apertamente senza costi politici. Così trovarono un’altra via: usare i mezzi di comunicazione come ariete. Secondo Alfonso J. Palacios Echeverría, la guerra mediatica è lo scontro dei poteri economici e politici che, impossibilitati a compiere colpi di Stato mediante l’uso delle forze armate, utilizzano i mezzi di comunicazione nazionali e internazionali per sollevare campagne mediatiche al fine di screditare i governi che si oppongono ai loro interessi.

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Cronaca di un modello di successo: chiavi politiche del governo di Chávez

Stabilità e trasformazione istituzionale

Misión Verdad

Le trasformazioni che hanno segnato il periodo di governo di Hugo Chávez fanno parte di un processo politico che ha riconfigurato l’ordine istituzionale venezuelano e ridefinito il ruolo dello Stato nella vita nazionale. Questo processo ebbe come punto di partenza il ciclo costituente del 1999, a partire dal quale si stabilì un nuovo quadro orientato ad ampliare la partecipazione, riorganizzare le relazioni di potere e porre le basi per un progetto politico con capacità di attuazione duratura.

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