Oltre 6 milioni di cubani sostengono la Rivoluzione

in una mobilitazione storica contro l’intensificazione delle minacce USA

Ángel González

In una pietra miliare storica dal trionfo della Rivoluzione, più di 6 milioni e 200 mila cubani hanno apposto la loro firma a sostegno della “Dichiarazione del Governo Rivoluzionario”, un documento che respinge fermamente le crescenti aggressioni e minacce militari provenienti dal governo USA. Questa cifra, che continua a crescere, rappresenta quasi il 70% dell’elettorato del paese e costituisce il più grande atto di sostegno popolare alla continuità del processo rivoluzionario degli ultimi decenni.

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Perché il 1° maggio è un fallimento per i nemici della Rivoluzione

Osservatorio di Guerra Non Convenzionale Contro Cuba

Periodo di analisi: 23 – 30 aprile 2026

Nella settimana precedente il 1° maggio, mentre i cubani ultimavano i preparativi per la più genuina festa della dignità operaia, i laboratori di intossicazione mediatica operati dall’estero hanno attivato tutte le loro batterie. L’obiettivo era chiaro: smobilitare, seminare paura e presentare la manifestazione di massa come un lusso irraggiungibile in mezzo alle ristrettezze. Tuttavia, la risposta del popolo — massiccia, gioiosa, consapevole e per le strade — ha dimostrato che la guerra cognitiva ha un limite: la volontà sovrana di una nazione.

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Avana, 1 maggio 2026

Il 1 maggio a Cuba, un paese di fronte all’impero

 

L’alba a L’Avana iniziò a risvegliarsi molto prima che il sole aprisse le tende del cielo. Alle sei, le strade erano un fiume umano in marcia: carri spinti dagli operai, il passo deciso dei contadini, l’inevitabile eco dello slogan «La Patria si difende». Decine di migliaia di persone hanno iniziato a percorrere le strade verso la Tribuna Antiimperialista José Martí, proprio di fronte alla simbolica sfida rappresentata dall’Ambasciata degli Stati Uniti. Più di 250 brigadisti internazionali, giunti da 20 paesi, si sono mescolati alla marea. I marciapiedi si sono trasformati in trincee e la sfilata in una celebrazione di sfida.

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Nicolás Maduro: il prigioniero di guerra

Luis Britto García

Una vera e propria delusione si è rivelata la vistosa invasione militare del Venezuela con portaerei, corazzate, sottomarini nucleari, un centinaio e mezzo di cacciabombardieri ed elicotteri, un diluvio di missili e forze dei reparti speciali.

Dopo tre mesi dall’aggressione, e dopo incursioni di perspicaci corpi di intelligence come la CIA e dirigenti del Comando Sud, non è stato localizzato un solo membro del fantasmagorico Cartello dei Soli. Nemmeno uno.

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1 maggio 2026

Miguel Díaz-Canel, Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba (PCC) e Presidente della Repubblica, ha ribadito oggi l’invito a partecipare alla manifestazione del Primo Maggio, Giornata Internazionale dei Lavoratori, assicurando che sarà una marcia per la pace.

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Verso una diplomazia geoeconomica nelle frontiere caribico-andine del Venezuela

Cooperazione su assi multipli e complementarietà

Misión Verdad

La politica estera venezuelana rimane attiva sotto la guida della presidentessa incaricata Delcy Rodríguez ed è entrata in una fase di risultati tangibili. Nelle ultime settimane, una serie di incontri di alto livello con Grenada, Barbados e Colombia evidenziano l’approfondimento dei legami diplomatici e delineano un modello di integrazione basato sulla cooperazione produttiva, sulla sicurezza energetica e su una dottrina di pace sovrana.

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The Guardian. Di fronte al persistente shock energetico a Cuba, salvare vite non può aspettare

Francisco Pichón

A quattro mesi dall’aggravamento della crisi energetica a Cuba, le sue conseguenze continuano a segnare il ritmo della vita quotidiana. Le strade rimangono in silenzio prima che cali completamente la notte. Gli ospedali riducono le loro operazioni. I piccoli negozi chiudono per mancanza di forniture. All’alba, la stanchezza si riflette sui volti dopo lunghe notti senza elettricità.

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La crisi dell’egemonia statunitense

Emir Sader

Il XX secolo è stato, senza dubbio, un secolo statunitense. Quando gli USA compresero che la Germania probabilmente avrebbe vinto la Seconda Guerra Mondiale, intervennero e, con la partecipazione dell’Unione Sovietica, la sconfissero.

Da quel momento in poi, gli USA organizzarono il mondo occidentale sotto la loro direzione e divennero la forza egemonica decisiva per tutto il secolo.

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Memorie della violenza politica: insurrezione del 2017 e il progetto Guaidó

Marco storico dell’amnistia

Misión Verdad

Con questa quarta puntata continuiamo a dare contesto storico alla Legge di Amnistia per la Convivenza Democratica, promulgata recentemente con l’obiettivo di “promuovere la stabilità politica e l’unità nazionale”. Lo strumento giuridico è un’altra espressione della volontà del Governo di raggiungere la stabilità sociale dopo più di due decenni di turbolenze causate dalla violenza dell’opposizione.

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