Oscurità per naturalizzare la minaccia: Cuba secondo The New York Times

Osservatorio dei Media di Cubadebate

Tra gennaio e maggio 2026, il quotidiano statunitense The New York Times non si è limitato a seguire da vicino la situazione cubana. L’Isola è apparsa più e più volte associata a blackout, petrolio, blocco, pressione politica, Russia, possibili proteste e scenari di cambio. Il risultato è stato un’immagine persistente: un Paese oscurato, teso e presentato come se fosse sull’orlo di un epilogo politico imminente, coerente con l’agenda di pressione attualmente spinta da Washington.

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L’Internazionale dell’Odio

anatomia della lobby (gruppo di pressione) bellicista che vuole invadere Cuba

razonesdecuba

L’architettura dell’aggressione contro la Repubblica di Cuba ha raggiunto nel biennio 2025-2026 un livello di sofisticazione e virulenza senza precedenti nella storia delle relazioni interamericane. Quella che oggi viene definita come l’Internazionale dell’Odio non è una semplice aggregazione di interessi dispersi, ma un ecosistema sistemico, finanziato dall’erario pubblico USA e operato da una rete di attori politici, mediatici e operativi che hanno fatto del rovesciamento dello Stato cubano il loro principale attivo strategico ed economico.

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ONU contro assedio energetico

I Relatori Speciali del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite hanno chiesto agli USA la fine dell’assedio energetico contro Cuba perché è illegale e viola i diritti umani del popolo cubano 

Bruno Rodríguez Parrilla, ministro delle Relazioni Estere di Cuba lo ha segnalato nel suo muro di X dopo la sessione a Ginevra di una riunione d’esperti della ONU.

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Il Maggiore continua a cavalcare nella sua pianura, nella sua Isola

A 153 anni dalla sua morte il Maggiore non sembra di bronzo. Sembra quello che studia, quello che crea, quello che apporta alla società. 

 

Ci sono date che non si possono trascurare e l’11 maggio è una di queste, in Camagüey —e in Cuba intera— e non si dimentica il giorno in cui il Maggiore di soli 31 anni divenne immortale.  E non è retorica. È che ci sono uomini che muoiono solo nel corpo, ma il loro spirito resta libero per i cammini, per il passare degli anni, dei secoli, e termina montando di nuovo a cavallo.

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L’Honduras diventa un narco-Stato, Usa e Israele lo proteggono

Il caso Hernández smaschera il doppio standard: quando il narcotrafficante è alleato, la notizia scompare dai media mainstream

Fabrizio Verde

Ci sono scandali che esplodono, occupano le prime pagine per settimane, innescano interrogazioni parlamentari e mobilitano interi governi. E poi ci sono scandali che restano intrappolati in un cono d’ombra, ignorati volutamente dai grandi network internazionali, quasi non fossero accaduti. Il cosiddetto Hondurasgate appartiene senza dubbio alla seconda categoria. E questo, di per sé, dice già molto su come funziona l’informazione globale quando a essere messi sotto accusa non sono i soliti nemici, ma vassalli dell’imperialismo statunitense come l’ex presidente dell’Honduras.

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Un Ordine Esecutivo che viola il Diritto Internazionale – 2

SUL «CONTRASTARE L’INFLUENZA NEGATIVA DI CUBA»

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Un ordine Esecutivo che viola il Diritto Internazionale – 1

SULL’IMPOSIZIONE DI NUOVE SANZIONI (LEGGE IEEPA)

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Fascismo digitale e guerra automatizzata

Il mondo vive una nuova forma di autoritarismo basata su algoritmi, piattaforme private e controllo massiccio dell’informazione

Emilia Reed

Ancora oggi in molte accademie e facoltà di Giornalismo si ripete l’idea che le grandi piattaforme digitali non siano mezzi di comunicazione, ma semplici intermediari tecnologici. Si afferma che non producono contenuti, che si limitano a connettere utenti e a organizzare informazioni. Ma quel confine non è mai esistito, e ora questa verità risulta scandalosamente evidente.

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Una lettera e un articolo: le chiavi della sfida

Cuba resiste in modo creativo alle persecuzioni e all’asfissia. Non siamo stati sconfitti, nonostante tutto, proprio perché questo non è uno Stato fallito, perché c’è volontà e organizzazione per superare ogni difficoltà, e perché il popolo di Cuba si lamenta, ma sa chi è il nemico

Enrique Ubieta Gómez

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