Quale impatto ha il bloqueo USA sul sistema elettrico nazionale cubano?

Il ministro degli Affari Esteri di Cuba, Bruno Rodríguez Parrilla, ha recentemente presentato l’aggiornamento del rapporto nazionale sugli effetti del blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli USA, relativo al periodo compreso tra marzo 2024 e febbraio 2025. Il documento rivela l’impatto devastante che questa politica unilaterale di Washington ha sull’economia di Cuba.

Nella sua presentazione, il capo della diplomazia cubana ha spiegato come questa politica incida sulla vita quotidiana di ogni cubano, frenando lo sviluppo socioeconomico della nazione, e ha posto particolare enfasi sull’effetto dell’embargo sul settore energetico.

📉 49% in più di blocchi

Secondo il rapporto, da marzo 2024 a febbraio 2025 il blocco ha causato perdite materiali stimate in 7556,1 milioni di $, con un aumento del 49% rispetto al periodo precedente. Questo aumento è attribuito principalmente al calo delle entrate da esportazioni e alla persecuzione finanziaria che ostacola le transazioni internazionali. Ricordiamo che Cuba è stata nuovamente inclusa nella famigerata lista degli Stati che presumibilmente sostengono il terrorismo, il che la rende un Paese “a rischio” per qualsiasi transazione, affare e investimento.

Il blocco USA contro Cuba consiste in una serie di misure coercitive e di aggressione economica che comportano un comportamento genocida, volte a provocare soffocamento e immobilità, e che quindi rappresentano un freno allo sviluppo socioeconomico cubano.

Si tratta di una politica unilaterale che viola tutte le norme del diritto internazionale e costituisce una flagrante violazione dei diritti umani di tutti i cubani.

A prezzi correnti, i danni accumulati a causa dell’impatto di questa politica ammontano a oltre 170677 milioni di $.

Tenendo conto del valore dell’oro sul mercato internazionale, per evitare le fluttuazioni del valore del dollaro, i danni accumulati superano i 2 000 000 103 897 (oltre 2,1 miliardi) di dollari, “una cifra straordinaria per qualsiasi economia, non solo per un’economia insulare e in via di sviluppo come quella cubana”, ha affermato il ministro degli Esteri.

🔌Il settore energetico è tra quelli più colpiti

“Non è possibile esprimere in cifre il danno emotivo, l’angoscia, le sofferenze, le privazioni che il blocco genera nelle famiglie cubane. È così da diverse generazioni, poiché oltre l’80% dei cubani dell’isola è nato dopo l’inizio del blocco”, ha affermato il ministro degli Esteri Bruno Rodríguez Parrilla nel presentare il rapporto alla stampa.

“Le conseguenze di questa politica sono evidenti nelle drammatiche carenze che affliggono la nostra popolazione. Questa realtà è innegabile, tangibile”, ha sostenuto il ministro, sottolineando che “se il blocco cessasse per due mesi, avremmo a disposizione le risorse che ci consentirebbero di garantire il combustibile necessario per generare elettricità”.

E ha fatto un altro esempio: “Cinque giorni di embargo equivalgono al finanziamento necessario per la riparazione di alcune centrali termoelettriche, come quella di Antonio Guiteras, a Matanzas, o quella di Carlos Manuel de Céspedes, a Cienfuegos”.

Ha aggiunto che poche settimane fa la centrale termoelettrica di Cienfuegos “ha subito direttamente l’effetto del blocco quando un Paese industrializzato, amico di Cuba, non ha potuto fornire assistenza tecnica per una riparazione sostenendo che l’assistenza richiesta avrebbe contenuto più del 10% di componenti statunitensi”.

Vediamo altri dati:

– Cinque giorni di embargo impediscono di finanziare la riparazione di una centrale termoelettrica, il cui costo è di circa 100 milioni di $.

– Dodici giorni di embargo rappresentano il budget annuale per la manutenzione del sistema elettrico nazionale: 250 milioni di $.

– Un mese di embargo equivale al costo del Piano di investimenti nell’energia solare di tutto il Paese per l’intero anno 2025, che prevede l’installazione di 1.015 megawatt: 600 milioni di $.

– Due mesi di blocco equivalgono al costo del combustibile necessario per coprire la domanda elettrica nazionale: 1,6 miliardi di $.

Il rapporto denuncia che a Cuba è stato impedito di ricevere assistenza tecnica per riparare le centrali elettriche a causa della presenza di componenti statunitensi nelle apparecchiature, il che viola le restrizioni del blocco. Inoltre, 40 banche straniere si sono rifiutate di operare con Cuba, bloccando 140 bonifici bancari.

🛑 Ostacoli tecnici e finanziari

Il ministro dell’Energia e delle Miniere, Vicente de la O Levy, ha spiegato in diverse occasioni che la situazione del sistema elettrico nazionale (SEN) è molto complessa e richiede risorse milionarie per il suo ripristino.

Anche la viceministra del settore Tatiana Amarán Bogachova è stata molto chiara durante una recente tavola rotonda, dove oltre ad affrontare l’effetto che i fastidiosi blackout hanno sulla vita della popolazione, ha spiegato perché il blocco costituisce il principale ostacolo alla soluzione di molti dei problemi che affliggono oggi il SEN.

“I blackout influenzano la vita della popolazione: nelle nostre case, nell’economia, nelle aziende e, senza dubbio, il protrarsi di questa situazione ha portato a un esaurimento e a uno stress sempre maggiore”, ha affermato Amarán Bogachova. Ha anche riconosciuto che questa situazione incide direttamente sul lavoro, sul riposo e sulla routine quotidiana di tutti, e ha sottolineato la necessità di affrontare la questione senza minimizzare il disagio che genera.

Il viceministro ha spiegato che la crisi energetica a Cuba è il risultato di una combinazione di problemi strutturali interni (infrastrutture obsolete, mancanza di manutenzione, lentezza nella transizione verso fonti di energia rinnovabili e danni causati da uragani e altri fenomeni meteorologici) e dell’impatto dell’embargo statunitense, che è, ha affermato, “il principale ostacolo alla loro risoluzione”.

Come esempi concreti dell’impatto dell’embargo sul settore, ha citato l’impossibilità di accedere alla tecnologia e ai pezzi di ricambio:

  • Non è possibile acquistare attrezzature di ultima generazione per riparare le centrali termoelettriche perché le aziende produttrici utilizzano componenti statunitensi e la legge lo vieta.
  • Un semplice sensore che costa 500 $ sul mercato globale, a Cuba può costare 10000 $ e richiedere mesi per arrivare, poiché deve essere acquistato tramite un terzo.

Un altro effetto della politica unilaterale di Washington è la cancellazione dei contratti a causa delle pressioni finanziarie:

  • Nel 2023, un’azienda europea ha annullato la vendita di pezzi di ricambio per turbine di generazione (che avrebbero fornito più di 100 MW, sufficienti per 120000 abitazioni) per paura delle sanzioni degli USA, nonostante Cuba disponesse già dei finanziamenti.

Allo stesso modo, le difficoltà per l’acquisto e il trasporto di combustibile:

  • Le navi cisterna che trasportano combustibile a Cuba sono minacciate di multe, sequestro dei beni ed esclusione dal sistema finanziario globale. Ciò causa ritardi nell’arrivo del combustibile e rende indisponibili più di 300 MW al giorno nella generazione distribuita.

Un altro esempio dell’impatto del blocco sul SEN è l’ostacolo alla transizione energetica:

  • le banche si rifiutano di elaborare transazioni per l’acquisto di tecnologia solare o eolica a causa del dominio del dollaro nel sistema finanziario mondiale.
  • È stata negata l’assistenza tecnica per mettere in funzione un componente essenziale della centrale termoelettrica di Cienfuegos perché conteneva più del 10% di componenti di origine USA.

Non si può inoltre non menzionare la pressione esercitata sul personale tecnico del settore, che è altamente specializzato:

  • I tecnici delle aziende incaricate di fornire assistenza hanno deciso di non recarsi a Cuba, pur trovandosi già all’aeroporto di partenza, a causa delle minacce e delle pressioni.

Il blocco non è una scusa, “è una politica deliberata di strangolamento economico che mira a generare malcontento sociale e indebolire la sovranità nazionale”. Si tratta di un “ostacolo concreto” che rende più costoso, ritarda e impedisce l’accesso alla tecnologia e ai finanziamenti necessari per risolvere la crisi energetica nazionale. È, secondo le parole del viceministro del MINEM, come avere un “sistema malato” a cui vengono negate le “medicine” per curarlo.

Ci troveremmo oggi nella stessa situazione se non esistesse questa ostinata guerra economica contro Cuba?

Il 28 e 29 ottobre l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite esaminerà la risoluzione del progetto intitolato “Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba”.

Nel video, il direttore della CTE di Cienfuegos

Fonte: CUBADEBATE

Traduzione: italiacuba.it

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