Rete Solidarietà Rivoluzione Bolivariana
La fonte è l’agenzia dell’ONU che si occupa dello studio delle economie dei paesi della America Latina e dei Caraibi.
La domanda verrebbe spontanea: visto che anche lo scorso anno il Venezuela del presidente socialista Maduro ha guidato la crescita del continente (+8,5%), gli indicatori economici e sociali del paese hanno un segno positivo, l’inflazione è sotto controllo e la produzione petrolifera ha di nuovo superato il milione di barili al giorno (dati della Banca Centrale del Venezuela), per quale motivo ai media “democratici” tutto ciò non interessa?
Sarebbe stato interessante leggere come mai, nonostante le sanzioni continuino, il presidente socialista sia riuscito a invertire la rotta debellando la criminalità, rinforzando il programma di abitazioni gratuite (oltre 5 milioni), offrendo piccoli crediti senza interessi ad oltre 1 milione di micro imprese familiari, mantenendo l’età pensionabile a 55 anni per le donne e a 60 per gli uomini, con istruzione gratuita per tutti fino alla laurea, raggiungendo il 100% di autonomia alimentare (oltre il 90% dei prodotti alimentari nei supermercati sono di produzione nazionale).
Ovvio che ci sia ancora moltissimo da fare, ma a chi ama criticare a prescindere è importante ricordare che embargo, sanzioni e guerra economica che vanno avanti da oltre 10 anni avrebbero fatto cadere qualsiasi governo, solo Cuba resiste da più tempo.
Di seguito riportiamo il rapporto economico dell’ultimo trimestre della Banca Nazionale del Venezuela.
“Il Prodotto Interno Lordo (PIL) nel terzo trimestre del 2025 è aumentato dell’8,71% rispetto al terzo trimestre del 2024. Ciò rappresenta 18 trimestri consecutivi (4 anni e mezzo) in cui l’economia venezuelana ha registrato un livello di attività economica più elevato, rafforzando ulteriormente il suo processo di ripresa.
Nel terzo trimestre 2025, vale la pena sottolineare la crescita del 16,12% dell’attività petrolifera e del 6,12% dell’attività non petrolifera.
Per quanto riguarda le attività non petrolifere, le maggiori espansioni sono state le seguenti: 16,40% nelle Costruzioni; 9,35% nei Trasporti e Stoccaggio; 8,98% nel Manifatturiero; 8,19% nel Commercio e Riparazione Veicoli; 7,08% nell’Estrazione Mineraria; 6,89% in Elettricità e Acqua; 6,78% nei Servizi di Alloggio e Ristorazione; 6,60% nel Settore Immobiliare, Professionale, Scientifico, Tecnico, Amministrativo e di Supporto; e 6,11% nell’Agricoltura.
Mentre il petrolio contribuisce alla crescita, l’edilizia, la produzione manifatturiera, l’estrazione mineraria e l’agricoltura generano forti legami interni e rafforzano le catene del valore che rendono la crescita sostenibile.
Il dinamismo delle attività economiche registrato dal secondo trimestre del 2021 è un indicatore della resilienza dell’economia nazionale di fronte alle avversità derivanti dall’instabilità economica internazionale e dal modello di aggressione unilaterale. Il Venezuela si sta rafforzando e procede con equilibrio, resilienza e fiducia nella ripresa economica.”
Fonti: https://www.cepal.org/…/cepal-actualiza-proyecciones…
