Intervento vicepresidente Repubblica di Cuba, Salvador Valdés Mesa

Intervento del Vicepresidente della Repubblica di Cuba, Salvador Valdés Mesa, al IV Vertice di Capi di Stato e di Governo della CELAC–Unione Europea. Santa Marta, Colombia, 9 novembre 2025

Stimato Gustavo Petro, Presidente della Repubblica di Colombia,

Stimato António Costa, Presidente del Consiglio Europeo,

Eccellenti Capi e Capi di Stato e di Governo,

Distinti Capi Delegazione e partecipanti:

Santa Marta, che celebra il suo quinto centenario e fu testimone della scomparsa fisica del Liberatore Simón Bolívar, in questi giorni si erge a epicentro del dialogo politico e della cooperazione tra paesi su entrambe le sponde dell’Atlantico.

Ci riuniamo in questa città simbolica, dove risuonano con maggiore forza le parole del Libertador de América, quando affermò: “La fiducia deve darci la pace. Non basta la buona fede, è necessario mostrarla, perché gli uomini vedono sempre e raramente pensano”.

Come dimenticare le idee di Bolívar, padre del pensiero di unità e integrazione dei popoli dell’America, in un momento di grandi sfide e rischi che minacciano gravemente la pace nel mondo e nella nostra regione?

Non possiamo ignorare in questo importante appuntamento l’irrazionale offensiva del governo USA contro il Venezuela, e lo spiegamento in corso di un’operazione militare offensiva USA nei Caraibi, sotto il falso pretesto della lotta al narcotraffico. È una minaccia inaccettabile di aggressione, di violazione della sovranità, che mina la pace e la cooperazione che i paesi latinoamericani e caraibici vogliamo e dobbiamo preservare.

Ci sembra indispensabile che la dichiarazione finale di questo Vertice di Santa Marta rifletta senza reticenze questa realtà che ci minaccia tutti.

Di fronte a questa offensiva egemonica imperialista e all’impegno a ravvivare la Dottrina Monroe, riaffermiamo l’invariabile sostegno al governo venezuelano, al suo Presidente e all’eroico popolo bolivariano. La comunità internazionale deve mobilitarsi per fermare questa aggressione diretta e le azioni militari nei Caraibi, che mettono in pericolo la PACE, la stabilità e la sicurezza regionale.

Sosteniamo, ugualmente, i nostri fratelli colombiani e messicani che, come tutti, sono anche vittime di questa minaccia.

L’America Latina e i Caraibi devono preservarsi come Zona di Pace, proclamata dal 2014, all’Avana, durante il II Vertice della CELAC.

Né prescriverà nella coscienza dell’umanità il genocidio brutale perpetrato da Israele a Gaza, che ha gettato il popolo palestino in un’allarmante crisi umanitaria.

Eccellenze:

Non sono sufficienti i progressi raggiunti nella nostra associazione biregionale dallo scorso Vertice di Bruxelles. Ciononostante, crediamo che sia possibile approfondire i nostri legami, basati sulla fiducia e sul rispetto dell’uguaglianza sovrana, della non ingerenza negli affari interni degli Stati, e del diritto inalienabile di ogni paese di decidere il proprio sistema politico e socioeconomico; senza imporre modelli culturali, democratici, politici né di diritti umani, né barriere commerciali o finanziarie che ostacolino lo sviluppo della nostra regione. Devono cessare le politiche escludenti e xenofobe per contrastare i flussi di migranti e aumentare lo scambio giusto, il finanziamento climatico e gli aiuti allo sviluppo, così come condonare il debito estero, già pagato più volte.

Un avvicinamento più solidale e collaborativo tra i paesi dell’Unione Europea e della CELAC permetterà di tradurre la volontà politica in impegni tangibili e di affrontare meglio le sfide globali. Aree prioritarie come il contrasto al cambio climatico; la sicurezza alimentare; il finanziamento allo sviluppo; il trasferimento di tecnologie; le energie rinnovabili; la trasformazione digitale; la ricerca scientifica e l’innovazione; il commercio e gli investimenti, richiedono una maggiore cooperazione.

Eccellenze:

Cuba ha sempre sostenuto un dialogo rispettoso tra pari, con una CELAC rappresentativa della nostra unità nella diversità, difenditrice dei suoi principi fondazionali e valori comuni.

Ci opponiamo a ogni forma di imposizione esterna che cerchi di sottomettere uno dei suoi Stati membri o attentì alla sua sovranità. In tal senso, rifiutiamo l’esclusione di 3 paesi della nostra regione dalla cosiddetta Vertice delle Americhe, ora rinviata.

Ringraziamo l’atteggiamento dignitoso, coraggioso e di principio della maggioranza dei paesi qui presenti che, nonostante le enormi pressioni a cui furono sottoposti, hanno chiesto in modo contundente alle Nazioni Unite la fine del blocco imposto dagli USA contro il nostro paese da oltre 60 anni e hanno respinto il suo impatto extraterritoriale.

Ringraziamo le denunce riguardanti la decisione arbitraria di includerci nuovamente nella fraudolenta e unilaterale lista di paesi presunti sostenitori del terrorismo.

Il mondo ha assistito al potere della verità. Sono state smascherate le strategie di strangolamento economico, ricatto e intossicazione mediatica del Governo USA contro il nostro paese, incluse le calunnie che intendono mettere in discussione il lavoro altruistico della collaborazione medica internazionale di Cuba.

Aspiriamo a che questo Vertice biregionale contribuisca a consolidare una relazione CELAC-Unione Europea più solida, orientata allo sviluppo inclusivo e alla cooperazione, con maggiore impegno e capacità di dialogo, su basi di reciprocità e senza ingerenze, che ci permettano di raggiungere obiettivi e costruire spazi di beneficio comune.

Molte grazie.


Intervención del vicepresidente de la República de Cuba, Salvador Valdés Mesa, en la iv Cumbre de Jefes de Estado y de Gobierno de Celac–Unión Europea. Santa Marta, Colombia, 9 de noviembre de 2025

 

Estimado Gustavo Petro, presidente de la República de Colombia,

Estimado António Costa, presidente del Consejo Europeo,

Excelentísimos jefas y jefes de Estado y de Gobierno,

Distinguidos jefes de Delegaciones y participantes:

Santa Marta, que celebra su quinto centenario y fue testigo de la desaparición física del libertador Simón Bolívar, se erige en estos días como epicentro del diálogo político y la cooperación entre países a ambos lados del Atlántico.

Nos reunimos en esta simbólica ciudad, donde resuenan con mayor fuerza las palabras del Libertador de América, cuando expresó: “La confianza ha de darnos la paz. No basta la buena fe, es preciso mostrarla, porque los hombres siempre ven y pocas veces piensan”.

¿Cómo olvidar las ideas de Bolívar, padre del ideario de unidad e integración de los pueblos de América, en momentos de grandes desafíos y riesgos que amenazan gravemente la paz en el mundo y en nuestra región?

No podemos ignorar en esta magna cita la irracional arremetida del gobierno de EE. UU. contra Venezuela, y el despliegue en curso de una operación militar ofensiva estadounidense en el Caribe, bajo el falso pretexto de la lucha contra el narcotráfico. Es una amenaza inaceptable de agresión, de violación de la soberanía, que socava la paz y la cooperación que los países latinoamericanos y caribeños queremos y debemos preservar.

Nos parece indispensable que la declaración final de esta cumbre de Santa Marta refleje sin cortapisas esta realidad que nos amenaza a todos.

Frente a esta ofensiva hegemónica imperialista y al empeño en reactivar la Doctrina Monroe, reafirmamos el invariable apoyo al Gobierno venezolano, a su Presidente y al heroico pueblo bolivariano. La comunidad internacional debe movilizarse para detener esta agresión directa y las acciones militares en el Caribe, que ponen en peligro la PAZ, la estabilidad y la seguridad regional.

Respaldamos, igualmente, a nuestros hermanos colombianos y mexicanos que, como todos, también son víctimas de esta amenaza.

América Latina y el Caribe debe preservarse como Zona de Paz, proclamada desde el 2014, en La Habana, en la ii Cumbre de la Celac.

Tampoco prescribirá en la conciencia de la humanidad el genocidio brutal perpetrado por Israel en Gaza, que ha sumido al pueblo palestino en una alarmante crisis humanitaria.

Excelencias:

No son suficientes los avances alcanzados en nuestra asociación birregional desde la pasada Cumbre de Bruselas. Aun así, creemos que es posible profundizar nuestros vínculos, basados en la confianza y el respeto a la igualdad soberana, la no injerencia en los asuntos internos de los Estados, y al derecho inalienable de cada país de decidir su propio sistema político y socioeconómico; sin imponer modelos culturales, democráticos y políticos ni de derechos humanos, ni barreras comerciales ni financieras que obstaculicen el desarrollo de nuestra región. Deben cesar las políticas excluyentes y xenófobas para contrarrestar los flujos de migrantes y aumentar el intercambio justo, el financiamiento climático y la ayuda al desarrollo, así como condonarse la deuda externa, ya pagada varias veces.

Un acercamiento más solidario y colaborativo entre los países de la Unión Europea y la Celac permitirá traducir la voluntad política en compromisos tangibles y abordar mejor los desafíos globales. Áreas prioritarias como el enfrentamiento al cambio climático; la seguridad alimentaria; el financiamiento al desarrollo; la transferencia de tecnologías; las energías renovables; la transformación digital; la investigación científica y la innovación; el comercio y la inversión, requieren mayor cooperación.

Excelencias:

Cuba siempre ha abogado por un diálogo respetuoso entre iguales, con una Celac representativa de nuestra unidad en la diversidad, defensora de sus principios fundacionales y valores comunes.

Nos oponemos a toda forma de imposición externa que busque someter a alguno de sus Estados miembros o atente contra su soberanía. En ese sentido, rechazamos la exclusión de 3 países de nuestra región de la llamada Cumbre de Las Américas, ahora pospuesta.

Agradecemos la actitud digna, valiente y de principios de la mayoría de los países aquí presentes que, a pesar de las enormes presiones a que fueron sometidos, demandaron de manera contundente en las Naciones Unidas el fin del bloqueo impuesto por Estados Unidos contra nuestro país durante más de 60 años y rechazaron su impacto extraterritorial.

Agradecemos las denuncias a la arbitraria decisión de incluirnos nuevamente en la fraudulenta y unilateral lista de países supuestamente patrocinadores del terrorismo.

El mundo fue testigo del poder de la verdad. Fueron expuestas las estrategias de asfixia económica, chantaje e intoxicación mediática del Gobierno de Estados Unidos contra nuestro país, incluyendo las calumnias que pretenden cuestionar la labor altruista de la colaboración médica internacional de Cuba.

Aspiramos a que esta Cumbre birregional contribuya a afianzar una relación Celac–Unión Europea más sólida, orientada al desarrollo inclusivo y la cooperación, con mayor compromiso y capacidad de diálogo, sobre bases de reciprocidad y sin injerencias, que nos permitan alcanzar objetivos y construir espacios de beneficio común.

Muchas gracias

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