Cubainformacion: Miami Fake

Scorte cubane per Maduro e altri racconti deliranti

 

Cubainformación presenta la quarta edizione di “Miami Fake”, spazio che smonta la guerra di propaganda contro Cuba promossa e finanziata dal Governo USA attraverso la sua vasta rete di media mercenari a “tema cubano”: Diario de Cuba, ADN Cuba, Cubanet, 14ymedio, CiberCuba, Cubanos por el Mundo, Cuba Noticias 360, Martí Noticias e altri, con sede a Miami, Madrid o diversi punti da cui viene articolata una macchinaria internazionale di manipolazione.

In questa puntata, esaminiamo come questi media fabbricano narrazioni per giustificare la politica di blocco, asfissia economica e ingerenza contro il popolo cubano, nonché il loro allineamento con la propaganda di guerra contro altri paesi “ribelli” agli USA, come il Venezuela.

1 – Un mezzo anticubano rettifica in silenzio la sua menzogna contro Cubainformación

Il media mercenario 14ymedio ha rettificato la sua notizia falsa, in cui affermava che Cubainformación “è finanziato dal Governo basco”.

La menzogna è stata rimossa in silenzio, senza una nota esplicita di rettifica, dopo essere stata esposta e denunciata da Cubainformación, Cubadebate e dal programma della TV Cubana Con Filo. Infatti, il titolo “Un media finanziato con fondi pubblici baschi si unisce alla caccia ai collaboratori de ‘El Toque’ in Spagna” è stato cambiato in “Un mezzo spagnolo si unisce alla caccia contro ‘El Toque’”.

Tuttavia, 14ymedio, in un altro articolo successivo, intitolato “La SIP condanna l’intimidazione del regime cubano contro ‘El Toque’” ha ripetuto la menzogna del finanziamento del Governo basco. “L’ufficialismo estende i suoi attacchi (…) da un mezzo con sede in Spagna e che riceve finanziamenti dal governo basco”. Sembra che nella redazione di 14ymedio la comunicazione non sia abbondante e si contraddicano: mentono, rettificano e tornano a mentire.

2 – La mafia dei media privati dell’America Latina difende l’attività criminale di El Toque

Sia su 14ymedio che su altri giornali digitali, come Diario de Cuba, si sono mobilitati per proteggere El Toque, un altro progetto finanziato dagli USA e legato a schemi di inflazione indotta attraverso la manipolazione del tasso di cambio, un meccanismo che avvantaggia la guerra economica contro Cuba.

“La Sociedad Interamericana de Prensa condanna l’escalation del regime cubano contro ‘El Toque’”, pubblicava Diario de Cuba, che definiva la SIP (Sociedad Interamericana de Prensa) una “organizzazione dedicata alla difesa e alla promozione della libertà di stampa e di espressione nelle Americhe” e che “sottolinea che le azioni contro il media (El Toque) ‘costituiscono gravi violazioni della libertà di stampa'”, unendosi a “un modello sistematico di persecuzione contro giornalisti indipendenti a Cuba”.

“La SIP – ci dice – è un’organizzazione non profit che integra più di 1300 media dell’emisfero occidentale e che ha la sua sede a Miami, Florida, USA”. Casualità… a Miami! Ed è logico! Perché la SIP, lungi dall’essere un ente benefico come si vuole far credere, in realtà è un cartello mafioso e un importante lobby dei miliardari proprietari della stampa latinoamericana, che esercita l’oligopolio sull’informazione, l’opinione e l’industria culturale nel continente. E a questo chiamano libertà di stampa!

3 – Coprire la responsabilità delle sanzioni USA nell’epidemia di arbovirosi a Cuba

Sebbene il Ministero della Salute Pubblica di Cuba, ogni giorno, in televisione nazionale, svolga un rapporto esaustivo sull’epidemia di arbovirosi che colpisce il paese (qualche giorno fa informava di 33 decessi per dengue e chikungunya), El Toque titolava “Dalla neuropatia ottica alle arbovirosi, le epidemie che il regime ha cercato di nascondere”. Nascondere! Mediante una conferenza stampa quotidiana in televisione!

E così per tutto: “Qui piangono in molti: l’odissea dei cubani per ottenere medicinali in un paese malato”, titolava il mezzo mercenario e filoUSA Cuba Noticias 360, ignorando completamente l’impatto decisivo delle sanzioni USA nella crisi sanitaria, in quanto incidono sulla mancanza di risorse per la fumigazione (contro la zanzara), l’igienizzazione delle strade o l’acquisto di medicinali.

Cubanet, da parte sua, in un testo intitolato “Non è abbandono, è perversità”, arrivava ad attaccare persino le vie attraverso le quali Cuba ottiene valuta estera —ospedali all’estero, impianti di produzione farmaceutica—, risorse che permettono di sostenere (oggi in modo molto precario, con deficit colossali di medicinali e materiali) il sistema sanitario. Collaborando così alla strategia degli USA per impedire a Cuba di accedere a fondi indispensabili per affrontare emergenze sanitarie.

4 – Sostenere la propaganda di guerra di Trump contro il Venezuela

I media anticubani agiscono anche come megafoni della guerra psicologica di Washington contro il Venezuela, legittimando narrazioni senza prove, come “Il Cartello dei Soli NON è ‘un’invenzione’ degli USA” (titolo di El Toque) o “Trump conferma la sua conversazione con Maduro, che ha ricevuto l”opportunità di andarsene’” (titolo di Diario de Cuba).

Diario de Cuba titola “Agenti della Controspionaggio cubano sarebbero volati in Venezuela per rafforzare la sicurezza di Maduro”, in un testo in cui afferma che “questo dimostra l’infiltrazione totale dell’Avana nella gerarchia del regime chavista (…) Secondo diverse fonti, dette scorte avrebbero ricevuto l’ordine di giustiziare Maduro nel caso in cui decida di andarsene”.

Cioè, un supporto totale alla narrazione della Casa Bianca in questa guerra psicologica e assedio militare al Venezuela, per forzare il cambio politico necessario per le compagnie petrolifere USA. Questa versione delirante di presunte “scorte cubane” con “ordine di giustiziare Maduro” era già stata portata su un canale televisivo USA dalla congressista repubblicana neofascista e terrorista María Elvira Salazar. Il media Cubanos por el Mundo faceva propaganda delle sue parole, titolando “María Elvira Salazar dice che Maduro ha paura di uscire dal Venezuela perché ‘i cubani che controllano l’apparato repressivo potrebbero ucciderlo prima che fugga’”. Però, si guardava bene questo media anticubano dallo spiegare che Salazar, nella stessa intervista, sostenne l’invasione militare del Venezuela per impadronirsi del petrolio, che passerebbe a compagnie USA, guadagnando così, in poco tempo, un trilione di dollari. Senza filtri e senza freni.

5 – Che gli USA possano impedire la partecipazione di Cuba alle Olimpiadi di Los Angeles non sembra grave

“Cuba dipende da Marco Rubio per essere nel Classic Mondiale di Baseball”, titolava 14ymedio che, invece di fare una difesa del diritto di Cuba di poter competere internazionalmente e una denuncia della politica di blocco allo sport cubano da parte di Marco Rubio, attaccava —anche in questo!— il “regime cubano”: “La squadra cubana è intrappolata in una realtà creata dal regime stesso, un sistema che per decenni ha mescolato politica, controllo e censura con lo sport”, diceva.

Ricordiamo: più di 100 atleti di Cuba, quest’anno, sono stati impediti di competere negli USA e a Porto Rico, influenzando la preparazione per Los Angeles 2028. I media anticubani giustificano o minimizzano questa flagrante violazione dello sport internazionale.

Mentre la campagna solidale promossa da Hands Off Cuba Committee chiamata “Let Them Play” (“Lasciateli giocare”) denuncia questa ingiustizia, i media anticubani mantengono un assoluto silenzio su di essa.

6 – Parlare di povertà a Cuba senza menzionare gli USA?

Qualche settimana fa pubblicammo un lavoro con il titolo “Parlare di povertà a Cuba senza menzionare gli USA? Come parlare di genocidio in Palestina senza menzionare Israele”. Ed è ciò che fanno ogni giorno (parlare dei problemi economici del popolo cubano senza menzionare la guerra che subisce) questi media anticubani. In questo caso, portando il mezzo Diario de Cuba il tema della povertà (reale) all’estremo più assurdo, con questo titolo: “Il 100% dei lavoratori statali di Cuba è in situazione di povertà estrema”.

“Miami Fake” rivela come opera l’industria mediatica anticubana:

  • fabbrica bugie,
  • nasconde le sanzioni USA,
  • difende progetti finanziati da Washington,
  • promuove narrazioni di guerra contro Cuba e Venezuela,
  • e ripulisce aggressioni politiche, economiche e mediatiche.

Cubainformación continuerà a smontare questa rete di disinformazione al servizio del blocco e dell’ingerenza.


Escoltas cubanos de Maduro y otros relatos delirantes

 

Cubainformación presenta la cuarta edición de “Miami Fake”, espacio que desmonta la guerra de propaganda contra Cuba impulsada y financiada por el Gobierno de Estados Unidos a través de su amplia red de medios mercenarios de “temática cubana”: Diario de Cuba, ADN Cuba, Cubanet, 14ymedio, CiberCuba, Cubanos por el Mundo, Cuba Noticias 360, Martí Noticias y otros, con sede en Miami, Madrid o múltiples puntos desde donde se articula una maquinaria internacional de manipulación.

En esta entrega, examinamos cómo estos medios fabrican narrativas para justificar la política de bloqueo, asfixia económica e injerencia contra el pueblo cubano, así como su alineamiento con la propaganda de guerra contra otros países “díscolos” a EEUU, como Venezuela.

1 – Medio anticubano rectifica en silencio su mentira contra Cubainformación

El medio mercenario 14ymedio rectificó su noticia falsa, en la que aseguraba que Cubainformación “está financiado por el Gobierno vasco”.

La mentira fue retirada en silencio, sin nota expresa de rectificación, tras ser expuesta y denunciada por Cubainformación, Cubadebate y el programa de la TV Cubana Con Filo. De hecho, el titular “Un medio financiado con fondos públicos vascos se apunta a la cacería de los colaboradores de ‘El Toque’ en España” fue cambiado por “Un medio español se apunta a la cacería contra ‘El Toque’”.

Sin embargo, 14ymedio, en otra nota posterior, titulada “La SIP condena la intimidación del régimen cubano contra ‘El Toque’” volvió a repetir la mentira del financiamiento del Gobierno vasco. “El oficialismo extiende sus ataques (…) desde un medio con sede en España y que recibe financiación del gobierno vasco”. Parece que en la redacción de 14ymedio no abunda la comunicación y se contradice: mienten, rectifican y vuelven a mentir.

2 – La mafia de medios privados de América Latina defiende la actividad delictiva de El Toque

Tanto en 14ymedio como en otros diarios digitales, como Diario de Cuba, se han movilizado para proteger a El Toque, otro proyecto financiado por EEUU y relacionado con esquemas de inflación inducida mediante la manipulación de la tasa de cambio, un mecanismo que beneficia la guerra económica contra Cuba.

“La Sociedad Interamericana de Prensa condena la escalada del régimen cubano contra ‘El Toque’”, publicaba Diario de Cuba, que definía a la SIP (Sociedad Interamericana de Prensa) como una “organización dedicada a la defensa y promoción de la libertad de prensa y de expresión en las Américas” y que “señala que las acciones contra el medio (El Toque) `constituyen graves violaciones a la libertad de prensa´”, sumándose a “un patrón sistemático de persecución contra periodistas independientes en Cuba”.

“La SIP – nos dice- es una organización sin fines de lucro que integran más de 1.300 medios del hemisferio occidental y que tiene su sede en Miami, Florida, Estados Unidos”. Casualidad… ¡en Miami! ¡Y es lógico! Porque la SIP, lejos de ser un ente benéfico como se nos quiere hacer creer, en realidad es un cártel mafioso e importante lobby de los multimillonarios dueños de la prensa latinoamericana, que ejerce el oligopolio sobre la información, la opinión y la industria cultural en el continente. ¡Y a esto le llaman libertad de prensa!

3 – Tapar la responsabilidad de las sanciones de EEUU en la epidemia por arbovirosis en Cuba

Aunque el Ministerio de Salud Pública de Cuba, cada día, en televisión nacional, realiza un reporte exhaustivo sobre la epidemia por arbovirosis que sufre el país (hace unos días informaba de 33 fallecimientos por dengue y chikungunya), El Toque titulaba “De la neuropatía óptica a las arbovirosis, las epidemias que el régimen ha intentado esconder”. ¡Esconder! ¡Mediante una comparecencia diaria en televisión!

Y así todo: “Aquí llora mucha gente: la odisea de los cubanos para conseguir medicamentos en un país enfermo”, titulaba el medio mercenario y proyanqui Cuba Noticias 360, ignorando completamente el impacto decisivo de las sanciones estadounidenses en la crisis sanitaria, por cuanto impactan en la falta de recursos para la fumigación (contra el mosquito), la higienización de calles o la compra de medicamentos.

Cubanet, por su lado, en un texto titulado “No es abandono, es perversidad”, llegaba a atacar incluso las vías mediante las cuales Cuba obtiene divisas —hospitales en el exterior, plantas de producción farmacéutica—, recursos que permiten sostener (hoy de manera muy precaria, con déficits colosales de medicamentos e insumos) el sistema de salud. Colaborando así en la estrategia de EEUU para impedir que Cuba acceda a fondos imprescindibles para enfrentar emergencias sanitarias.

4 – Apoyar la propaganda de guerra de Trump contra Venezuela

Los medios anticubanos actúan también como altavoces de la guerra psicológica de Washington contra Venezuela, legitimando narrativas sin pruebas, como “El Cártel de los Soles NO es ‘un invento’ de EE. UU.” (titular de El Toque) o “Trump confirma su conversación con Maduro, quien recibió la ‘oportunidad de irse’” (titular de Diario de Cuba).

Diario de Cuba titula “Agentes de la Contrainteligencia cubana habrían viajado a Venezuela para reforzar la seguridad de Maduro”, en un texto en el que dice que “esto demuestra la infiltración total de La Habana en la jerarquía del régimen chavista (…) Según varias fuentes, dichos escoltas habrían recibido la orden de ejecutar a Maduro en caso de que decida marcharse”.

Es decir, un apoyo total a la narrativa de la Casa Blanca en esta guerra psicológica y acoso militar a Venezuela, para forzar el cambio político necesario para las petroleras de EEUU. Esta la versión delirante de unos supuestos “escoltas cubanos” con “orden de ejecutar a Maduro” ya había sido llevada a un canal de televisión de EEUU por la congresista republicana neofascista y terrorista María Elvira Salazar. El medio Cubanos por el Mundo hacía propaganda de sus palabras, titulando “María Elvira Salazar dice que Maduro teme salir de Venezuela porque «los cubanos que controlan el aparato represivo podrían matarlo antes de huir”. Eso sí, se cuidaba este medio anticubano de explicar que Salazar, en la misma entrevista, apoyó la invasión militar de Venezuela para apoderarse del petróleo, que pasaría a compañías de EEUU, ganando así, en poco tiempo, un billón de dólares. Sin filtro y sin freno.

5 – Que EEUU pueda impedir la participación de Cuba en los Juegos Olímpicos de Los Ángeles no les parece grave

“Cuba depende de Marco Rubio para estar en el Clásico Mundial de Béisbol”, titulaba 14ymedio que, en vez de realizar una defensa del derecho de Cuba a poder competir internacionalmente y una denuncia de la política de bloqueo al deporte cubano por parte de Marco Rubio, atacaba ¡también en esto! al “régimen cubano”: “El equipo cubano está atrapado en una realidad creada por el propio régimen, un sistema que durante décadas ha mezclado política, control y censura con el deporte”, decía.

Recordemos: más de 100 atletas de Cuba, este año, han sido impedidos de competir en EEUU y Puerto Rico, afectando la preparación para Los Ángeles 2028. Los medios anticubanos justifican o minimizan esta violación flagrante al deporte internacional.

Mientras la campaña solidaria impulsada por Hands Off Cuba Committee llamada Let Them Play” (“Déjenlos jugar”) denuncia esta injusticia, los medios anticubanos guardan absoluto silencio sobre ella.

6 – ¿Hablar de pobreza en Cuba sin mencionar a EEUU?

Hace unas semanas publicamos un trabajo con el titular “¿Hablar de pobreza en Cuba sin mencionar a EEUU? Como hablar de genocidio en Palestina sin mencionar a Israel”. Y es lo que hacen cada día (hablar de los problemas económicos del pueblo cubano sin mencionar la guerra que padece) estos medios anticubanos. En este caso, llevando el medio Diario de Cuba el tema de la pobreza (real) al extremo más absurdo, con este titular: “El 100% de los trabajadores estatales de Cuba está en situación de pobreza extrema”.

“Miami Fake” revela cómo opera la industria mediática anticubana:

fabrica mentiras,

oculta las sanciones de EEUU,

defiende proyectos financiados desde Washington,

promueve narrativas de guerra contra Cuba y Venezuela,

y blanquea agresiones políticas, económicas y mediáticas.

Cubainformación continuará desmontando esta red de desinformación al servicio del bloqueo y la injerencia.

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