Donald Trump: un pericolo per l’umanità

Marco Velázquez Cristo

Le affermazioni di Susie Wiles, capo di gabinetto del presidente Donald Trump, rilasciate in un’intervista a Vanity Fair, hanno sorpreso Washington e spinto la Casa Bianca a gestire la situazione. Wiles, prima donna ad assumere quell’incarico, ha descritto Trump come una persona con una personalità simile a quella di un alcolista.

La percezione che la funzionaria ha della personalità del presidente, con il quale interagisce sistematicamente, è un elemento che, al di là di intrighi e dissapori interni alla corte imperiale, le conferisce credibilità.

Non può essere ignorata, data la pericolosità implicita nel fatto che chi governa la nazione che si considera la più potente del pianeta, con una capacità bellica tale da poter distruggere la vita sullo stesso, presenti tratti di personalità simili a quelli di un alcolista.

Le somiglianze con il caso Bush

 

Fidel affrontò questo tema quando George W. Bush, con un passato legato alla dipendenza dall’alcol, assunse la presidenza USA e adottò una politica aggressiva verso Cuba, fondata su menzogne e false accuse. Secondo il Comandante in Capo, l’obiettivo era calunniare Cuba per giustificare minacce e misure brutali contro il popolo. Oggi Trump ripete questa strategia con il Venezuela.

Per chiarire le sue affermazioni sulle intenzioni di Bush e sull’impatto del suo alcolismo nel mondo, Fidel incorporò le opinioni dello psichiatra Dr. Justin A. Frank, che analizzò il comportamento del presidente nel suo libro Bush sul lettino, mettendo in luce l’influenza della sua dipendenza dall’alcol.

«…la letteratura (…) associa all’alcolismo la grandiosità, la natura sentenziosa, l’intolleranza, il distacco, la negazione della responsabilità, la tendenza a reagire in modo eccessivo e l’avversione all’introspezione.»

Sembra quasi che questa citazione descriva il comportamento di Trump.

In un’altra parte della sua analisi, Fidel faceva riferimento a un articolo del The New York Times in cui si affermava che: «… Bush era “abbagliato dal mito inventato dal suo stesso governo”.»

Questo si applica alle “allucinazioni” del magnate riguardo all’inesistente Cartello dei Soli.

Se a quanto sopra aggiungiamo che Bush arrivò ad affermare: «Non ho alcun dubbio che Saddam Hussein rappresenti una minaccia alla sicurezza USA e una minaccia alla pace nella regione…»

si tratta quasi testualmente di ciò che Trump ha ripetuto a proposito del presidente venezuelano Nicolás Maduro.

Secondo il Dr. Justin A. Frank, gli alcolisti tendono a sovradimensionare le minacce o a vederle dove non esistono.

Esistono molte altre coincidenze tra il comportamento di entrambi i presidenti; forse Susie Wiles conosce il libro del prestigioso specialista nordamericano e ha tratto le sue conclusioni.

Donald Trump non presenta una storia nota di problemi con l’alcol e, anzi, è l’opposto. Tuttavia, è preoccupante che esibisca tratti di personalità simili a quelli di chi soffre o ha sofferto di dipendenza, soprattutto considerando che è un mitomane con una megalomania che si manifesta in un senso di superiorità.

In sintesi, questa caratteristica si traduce in un’insaziabile ambizione per ciò che considera suo, senza alcuna giustificazione. Le deviazioni della sua personalità rivelano tratti tipici degli alcolisti, anche se la sua dipendenza è dal potere. Questo comportamento è, senza dubbio, estremamente pericoloso.


Donald Trump: un peligro para la humanidad

Marco Velázquez Cristo

Las afirmaciones de Susie Wiles, jefa de despacho del presidente Donald Trump, en una entrevista con Vanity Fair, han sorprendido a Washington y alentado a la Casa Blanca a gestionar la situación. Wiles, quien fue la primera mujer en asumir ese cargo, caracterizó a Trump como una persona con una personalidad similar a la de un alcohólico.

La percepción que tiene la funcionaria sobre la personalidad del presidente, con quien interactúa sistemáticamente, es un aspecto que, al margen de intrigas y desavenencias internas de la corte imperial, le otorga credibilidad.

No puede ser ignorada dada la peligrosidad que encierra el hecho de que alguien que gobierna la nación que se considera la más poderosa del planeta, con capacidad bélica para destruir la vida en el mismo, tenga rasgos en su personalidad semejantes a los de un alcohólico.

Las semejanzas con el caso de Bush

Fidel abordó este tema cuando George W. Bush, con un pasado ligado a la adicción al alcohol, asumió la presidencia de EE.UU. y adoptó una política agresiva hacia Cuba, basada en mentiras y falsas acusaciones. Según el Comandante en Jefe, el objetivo era calumniar a Cuba para justificar amenazas y medidas brutales contra el pueblo. Ahora, Trump repite esa estrategia con Venezuela.

Para aclarar sus afirmaciones sobre las intenciones de Bush y el impacto de su alcoholismo en el mundo, Fidel incorporó las opiniones del psiquiatra Dr. Justin A. Frank, quien analizó el comportamiento del presidente en su libro «Bush en el diván», destacando la influencia de su adicción al alcohol.

“…la literatura (…) asocia con el alcoholismo, la grandiosidad, la naturaleza sentenciosa, la intolerancia, el desapego, la negación de la responsabilidad, una tendencia a reaccionar excesivamente y una aversión por la introspección.»

Tal pareciera que la cita describiese el comportamiento de Trump.

En otra parte de su análisis Fidel hacía alusión a un artículo del The New York Times en el cual se planteaba que: “… Bush estaba ‘deslumbrado con el mito inventado por su propio gobierno’.»

Esto aplica a las “alucinaciones” del magnate sobre el inexistente Cartel de Soles.

Si a lo anterior le agregamos que Bush llegó a plantear: «No tengo duda alguna, de que Saddam Hussein representa una amenaza a la seguridad de los Estados Unidos y una amenaza a la paz en la región…»

Es casi textualmente lo que ha estado repitiendo Trump con respecto al presidente venezolano Nicolás Maduro.

Según el Dr. Justin A. Frank los alcohólicos tienden a sobredimensionar las amenazas o verlas donde no existen.

Concurren muchas más coincidencias entre el comportamiento de ambos presidentes, quizás Susie Wiles conozca el libro del prestigioso especialista norteamericano y haya sacado sus propias conclusiones.

Donald Trump no presenta un historial conocido de problemas con el alcohol, y de hecho, es lo opuesto. Sin embargo, es preocupante que exhiba rasgos de personalidad similares a los de quienes sufren o han sufrido adicción, especialmente al considerar que es un mitómano con una megalomanía que se manifiesta en un sentido de superioridad.

En resumen, esta característica se traduce en una insaciable ambición por lo que considera suyo, sin justificación alguna. Las desviaciones en su personalidad revelan rasgos de alcohólicos, aunque su adicción sea al poder. Este comportamiento es, sin duda, extremadamente peligroso.

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