“Stronzi ce ne sono in tutto il mondo e di tutte le nazionalità, ma la peculiarità della cricca fascista venezuelana in Spagna non possiamo eluderla perché ha la capacità di spostare la società spagnola su posizioni reazionarie attraverso il suo potere economico e la sua influenza politica…”
Antonio Maestre – Web de La Sexta – Cubainformacion
Un rifugiato venezuelano in Spagna viene intervistato dalla televisione delle Canarie per raccontare le sue sensazioni sul sequestro di Nicolás Maduro e sull’azione criminale degli USA in Venezuela. Al termine chiede di fare un’ultima considerazione, la presentatrice glielo permette e il rifugiato dice: “Ora tocca alla Spagna”. Stronzi ce ne sono in tutto il mondo e di tutte le nazionalità, ma la peculiarità della cricca fascista venezuelana in Spagna non possiamo eluderla perché ha la capacità di spostare la società spagnola su posizioni reazionarie attraverso il suo potere economico e la sua influenza politica. La sinistra non può ignorare questo processo e permettere che agisca contro i suoi interessi.
Tra l’esigere di adattarsi alla cultura del paese che ti ospita e il rispetto dei processi democratici, evitando di essere un agente che invoca colpi di stato militari, c’è una distanza che chiunque di buon senso dovrebbe comprendere. Il problema del collettivo della cricca fascista venezuelana in Spagna è che questo modo di pensare è molto diffuso nel governo dal quale fuggono. Lo stesso processo di radicalizzazione del territorio che stiamo vivendo in Spagna con l’arrivo di migliaia di venezuelani di una specifica ideologia è quello che si è visto in alcuni stati degli USA con la diaspora cubana ed è un problema politico di primo ordine, non per la sua origine, ma per la sua ideologia.
Madrid è un esempio paradigmatico di quella realtà. Una Miami in Spagna. In Puerta del Sol si riunivano migliaia di quei membri della cricca fascista, molti dei quali erano stati esiliati dal governo socialista, gridando “Pedro Sánchez figlio di puttana” mentre celebravano il sequestro di Nicolás Maduro da parte dell’imperialismo USA. Agire come una masnada di parassiti può servirgli per ottenere il favore dell’estrema destra, ma ciò che otterranno è il ripudio di una parte importante della popolazione spagnola che non solo li vedrà come nemici, ma come feccia ingrata per aver disprezzato con tanta ira un governo che ha dato loro tutto l’appoggio.
Il più grande errore del governo socialista di questi anni è stato essere così lasso nel concedere asilo a una masnada di fascisti che rappresentano il peggio dell’ultradestra mondiale e che sono stati una cinghia di trasmissione della peggiore propaganda ultra che assimila qualsiasi governo progressista a una peste da eradicare. Una cosa è dare asilo a persone vulnerabili che fuggono dalla repressione, e ci sono stati, e un’altra è diventare volontariamente il depositario di una quinta colonna antidemocratica che non distingue tra governi autoritari e democratici quando quelli al potere non condividono la sua ideologia.
Il ruolo principale dei capi fascisti venezuelani in Spagna è stato tessere alleanze con l’estrema destra spagnola e lavorare per l’ultradestrizzazione della società con i loro libelli come ‘The Objective’ e con i soldi di ‘Little Caracas’. Tutto ciò senza menzionare il processo di speculazione immobiliare che sta provocando l’aumento dei costi per l’accesso alla casa di chi ha meno risorse, senza importare la sua origine.
La libera espressione è un diritto inalienabile di chiunque e questo non può essere negato a nessuno per il fatto di essere immigrato o rifugiato, ma bisogna essere consapevoli che chiedere un intervento militare nel paese che li ha accolti perché non risponde ai loro interessi ideologici è una gravità che non può essere tollerata, a prescindere dall’origine di chi lo chiede, ma che nel caso della diaspora venezuelana ha la capacità di cambiare la realtà sociale e politica del paese.
La composizione sociologica della cricca venezuelana è completamente diversa da quella di qualsiasi altro gruppo di immigrati perché è composta da individui con un potere economico molto maggiore di quello che può avere tutta la sinistra post-comunista spagnola. I fascisti venezuelani in Spagna sono fortunati che i valori progressisti, molto lontani dagli ultras a cui si avvicinano, non proporranno mai la loro espulsione nonostante la loro presenza nuoccia agli interessi progressisti, ma io vengo dal passato per mostrare loro il loro futuro: se gli ultras vinceranno le elezioni in Spagna, forse dovranno vedere come alcuni dei loro familiari vengono deportati con una forza paramilitare simile all’ICE trumpiano. La stupidità a volte si paga. Non sarebbe poi così male se ciò accadesse.
La gusanera fascista venezolana en España
“Gilipollas hay en todo el mundo y de todas las nacionalidades, pero la peculiaridad de la gusanera fascista venezolana en España no podemos eludirla porque tiene la capacidad de mover la sociedad española a posiciones reaccionarias a través de su poder económico y de su influencia política…”
Antonio Maestre – Web de La Sexta
Un refugiado venezolano en España es entrevistado por la televisión de Canarias para que cuente sus sensaciones sobre el secuestro de Nicolás Maduro y la acción criminal de EEUU en Venezuela. Al terminar pide hacer una última apreciación, la presentadora se lo permite y el refugiado dice: “Ahora le toca a España”. Gilipollas hay en todo el mundo y de todas las nacionalidades, pero la peculiaridad de la gusanera fascista venezolana en España no podemos eludirla porque tiene la capacidad de mover la sociedad española a posiciones reaccionarias a través de su poder económico y de su influencia política. La izquierda no puede ignorar este proceso y permitir que actúe contra sus intereses.
Entre exigir adaptarse a la cultura del país que te acoge y respetar los procesos democráticos no siendo un agente que pide golpes militares hay un trecho que cualquiera bien nacido tiene que entender. El problema del colectivo de la gusanera fascista venezolana en España es que esta manera de pensar está muy extendida por el gobierno del que huyen. El mismo proceso de radicalización del territorio que estamos viviendo en España con la llegada de miles venezolanos de una ideología específica es el que se ha visto en estados de EEUU con la diáspora cubana y es un problema político de primer orden, no por su origen, sino por su ideología. Madrid es un ejemplo paradigmático de esa realidad.
Miami en España. En la Puerta del Sol se reunían miles de esos miembros de la gusanera fascista, que habían sido asilados muchos de ellos por el gobierno socialista, gritando “Pedro Sánchez hijo de puta” mientras celebraban el secuestro de Nicolás Maduro por el imperialismo americano. Actuar como una caterva de parásitos puede servirles para lograr el favor de la extrema derecha, pero lo que lograrán es conseguir el repudio de una parte importante de la población española que no solo los verá como enemigos, sino como escoria desagradecida por despreciar con semejante ira a un gobierno que les ha prestado todo el apoyo.
El mayor error del gobierno socialista de estos años es haber sido tan laxo con la concesión de asilo a una caterva de fascistas que representan lo peor de la ultraderecha mundial y que han sido correa de transmisión de la peor propaganda ultra que asimila cualquier gobierno progresista a una peste a erradicar. Una cosa es dar asilo a personas vulnerables que huyen de la represión, que los ha habido, y otra convertirse de manera voluntaria en depositario de una quintacolumna antidemocrática que no discrimina entre gobiernos autoritarios y democráticos cuando los que están en el poder no comparten su ideología.
El principal papel de los líderes fascistas venezolanos en España ha sido tejer alianzas con la extrema derecha española y trabajar para la ultraderechización de la sociedad con sus libelos como ‘The Objective’ y con el dinero de ‘Little Caracas’. Todo esto sin mencionar el proceso de especulación inmobiliaria que está provocando el encarecimiento del acceso a la vivienda de quienes menos recursos tienen sin importar su origen.
La libre expresión es un derecho inalienable de cualquiera y eso no se le puede privar a nadie por el hecho de ser inmigrante o refugiado, pero hay que ser consciente de que pedir una intervención militar en el país que les ha acogido porque no responde a sus intereses ideológicos es de una gravedad que no puede ser tolerada sin importar el origen de que quien lo pide, pero que en el caso de la diáspora venezolana tiene la capacidad de cambiar la realidad social y política del país.
La composición sociológica de la gusanera venezolana es completamente diferente a la de cualquier otro grupo de inmigrantes porque está compuesta por individuos con mucho más poder económico que el que puede tener toda la izquierda poscomunista española. Los fascistas venezolanos en España tienen suerte de que los valores progresistas, muy alejados de los ultras a los que se acercan, nunca propondrán su expulsión a pesar de que su presencia atente contra los intereses progresistas, pero vengo del pasado para enseñarles su futuro, si los ultras ganan las elecciones en España igual tienen que ver cómo algunos de sus familiares es deportado con una fuerza paramilitar similar al ICE trumpiano. La estupidez a veces se paga. No está tan mal que eso ocurra.
