Di fronte alla diffamazione e alla menzogna, resistenza e lotta

Sara Rosenberg

È stato e continua ad essere un inizio d’anno molto duro e difficile. Hanno sequestrato il nostro Presidente e la sua Compagna, hanno invaso e assassinato il popolo, e tentano di distruggere uno stato e saccheggiare un Paese. I pirati vengono per il sangue e il petrolio.

Tuttavia, e come sempre accade quando l’imperialismo attacca – e non ha mai smesso di attaccare – dobbiamo essere più vigili e organizzati che mai. La nostra risposta all’aggressione deve essere chiara e netta.

Abbiamo una lunga esperienza nella lotta contro la bestia assassina, ma a volte sembra che la si dimentichi con una facilità proporzionale alla comodità del discorso facile – dalle poltrone o dai divani, da quei luoghi comodi dell’Occidente – e si cerca che nulla cambi né incida profondamente su ciò che invece deve essere intaccato e trasformato radicalmente.

E non mi riferisco all’informazione cosiddetta “ufficiale” a cui i media ci hanno abituati e anestetizzati, ma alle posizioni di molti messaggi dei cosiddetti “di sinistra” che consapevolmente o inconsciamente (per essere condizionati dalla loro classe e ideologia) sono diventati trasmettitori delle peggiori dicerie e posizioni infondate, e le hanno diffuse in nome di quella schifosa idea di una “purezza” che non esiste né è mai esistita in alcun processo di trasformazione sociale, e ancor meno nella guerra aperta che oggi si combatte a livello internazionale.

In mezzo al dolore e alla battaglia, ci hanno assalito con pagine che parlano di tradimento, accusando il governo bolivariano, creando confusione, indebolendo le coscienze, insomma, facendo il solito gioco della CIA, che naturalmente è infiltrata ovunque perché questo è il suo lavoro di depredazione e crimine costante. Il problema sono coloro che se ne fanno eco e lo diffondono.

Qui, in Spagna, i “purissimi” sinistroidi da salotto si sono dedicati a minare la fiducia nel nostro processo di emancipazione socialista.

Possiamo commettere errori, certo, e bisognerà valutarli e imparare da essi, ma in mezzo alla battaglia, in mezzo all’immane bestialità di un’invasione e del sequestro di un presidente e della sua compagna di lotta nel paese più democratico del mondo, i soliti piagnoni si sono dedicati a fare eco alla paranoia funzionale all’impero, a screditare il governo e la Forza Armata Nazionale Bolivariana, ed è stato un lavoro arduo esigere e smontare tutte queste fandonie, pubblicate su reti e media presumibilmente di sinistra.

E non parlo della sinistra da quattro soldi parlamentare. Parlo dell’altra, di quella che si suppone anti-imperialista. O almeno è quello che dicono di essere.

In questi giorni, dal nefasto 3 gennaio, sono stata incollata alle informazioni e ho seguito ogni istante ciò che sta accadendo al mio amato popolo del Venezuela, alla Nostra America e al mondo.

E ho dovuto rispondere ad articoli, comunicati, messaggi che mettevano in dubbio non solo Delcy Rodríguez ma l’intero stato, come se stessero facendo eco al maligno, riproducendo l’infamia dei discorsi della bestia. Ieri si è insediata l’Assemblea Nazionale, in mezzo al dolore e al lutto per i morti. Ieri ha assunto come presidente ad interim la vicepresidentessa, come comanda la Costituzione. Ieri molta gente ha dovuto abbandonare le proprie case bombardate, ieri è iniziata una nuova tappa di difesa e lotta contro la barbarie imperialista.

Mentre qui, nell’obesa e decadente Europa, la benpensante sinistra si dedicava a lanciare messaggi sul “tradimento”, come è scritto nei manuali della CIA da tanto tempo. Jugoslavia, Iraq, Libia, Siria, e tanti altri paesi sembrano essere stati cancellati dalla loro memoria. O sembra che la storia stessa della lotta dei popoli, con i suoi progressi e i suoi arretramenti, venga cancellata automaticamente non appena ci sono difficoltà e mancanza di “purezza”, secondo le loro mal imparate lezioni di marxismo-leninismo.

Di fronte alla grande difficoltà, compagni, bisogna chiudere i ranghi e avanzare, essere capaci di fare analisi profonde, cioè storiche, capire che questa è una guerra totale e che il Venezuela oggi è un obiettivo essenziale nella catena della guerra contro la Cina e contro l’umanità intera.

Senza capire questo, ancora una volta l’albero coprirà la foresta e quasi senza accorgercene staremo funzionando da supporto all’imperialismo e alla sua miserabile ideologia di morte, che dobbiamo combattere con tutte le nostre forze.

Un gran coro di pettegoli vestiti da sinistra si è dedicato a parlare di tradimento, quando è ovvio che probabilmente ci sono stati errori, che abbiamo sbagliato a non essere più vigili e meglio preparati per questo tipo di attacchi, e abbiamo pagato un prezzo altissimo, ma non possiamo mai fare l’infame gioco di screditare coloro che dopo il colpo di stato stanno lottando per andare avanti e superare questa terribile situazione che affrontiamo.

Oggi più che mai dobbiamo parlare con serietà, non riprodurre i messaggi del nemico, non dividere le nostre forze, essere inflessibili contro l’imperialismo, esigere la liberazione del nostro presidente e di sua moglie sequestrati violentemente dalla mafia statunitense con l’appoggio dell’Europa e di tutte le mafie finanziario-militari, vampiri del petrolio, capaci di saltare tutta la legalità internazionale e di assassinare a sangue freddo.

Siamo in una fase in cui bisogna capire che ciò che chiamiamo legalità internazionale ha cessato di esistere e che siamo in guerra totale. E che in questa guerra totale bisogna rispondere in modo unitario al mostro.

Da qui i messaggi e le notizie che seminano confusione, che occultano la verità, che credono che l’importante in questo momento sia dire che c’è una talpa e non che c’è un crimine contro l’umanità, un crimine che viola assolutamente tutta la legalità internazionale, siano funzionali al crimine stesso.

Avremo tutti i dati e li giudicheremo con serietà e chiederemo punizione.

Sicuramente c’è stata un’infiltrazione di lunga data della CIA, questo è il suo modus operandi e sicuramente si possono aver commesso errori, ma ciò che non si può fare, e questo è l’urgente, non si può usare questo per continuare a approfondire il piano della CIA che è lanciare messaggi perversi per creare divisione e sfiducia in un processo rivoluzionario in corso.

La rivoluzione bolivariana deve essere difesa a oltranza, con tutta la forza che abbiamo. È sopravvissuta ad attacchi feroci fin dal suo inizio, la storia è molto chiara e deve insegnarci a rispondere con grandezza e determinazione.

La guerra ideologico-informativa è un campo di battaglia essenziale, non permettiamo che ci minino la fiducia nella nostra Vittoria.

Vinceremo.


Frente a la difamación y la mentira, resistencia y lucha

Por Sara Rosenberg

                            

Ha sido y está siendo un inicio de año muy duro y difícil. Nos han secuestrado a nuestro Presidente y a su Compañera, han invadido y asesinado al pueblo, e intentan destruir un estado y saquear a un país. Los piratas vienen por sangre y petróleo.

 Sin embargo y tal como sucede siempre que el imperialismo ataca -y no ha dejado de atacar nunca- hemos de estar más alertas y organizados que nunca. Nuestra respuesta a la agresión debe ser clara y rotunda.

Tenemos una larga experiencia en la lucha contra la bestia asesina, pero a veces pareciera que se olvida con una facilidad proporcional a la comodidad del discurso fácil –desde las sillas o sillones, desde esos lugares cómodos de Occidente- y se busca que nada cambie ni afecte profundamente lo que debe ser afectado y transformado profundamente.

 Y no me refiero a la información llamada “oficial” a la que los medios nos tienen acostumbrados y anestesiados, sino a las posturas de muchos mensajes de los llamados de “izquierda” que consciente o inconscientemente (por estar condicionados por su clase y su ideología), se han vuelto transmisores de las peores rumorologías y posturas sin fundamento y las han transmitido en nombre de esa asquerosa idea de una “pureza” que no existe ni existió nunca en ningún proceso de transformación social y menos aún en la guerra abierta que hoy se libra a escala internacional.

En medio del dolor y la batalla nos han asolado con paginas hablando de traición, acusando al gobierno bolivariano, creando confusión, debilitando las conciencias, en fin, haciendo el juego de siempre a la CIA, que por supuesto esta infiltrada en todas partes porque se ese su trabajo de depredación y de crimen constante. El problema son los que se hacen eco y lo difunden.

Aquí, en España, los “puros/purísimos” izquierdistas de salón se han dedicado a socavar la confianza en nuestro proceso de emancipación socialista.

Podemos cometer errores, por supuesto, y habrá que evaluarlos y aprender de ellos, pero en medio de la batalla, en medio de tamaña bestialidad de lo que significa una invasión y el  secuestro de un presidente y su compañera de lucha en el país más democrático del mundo, las y los plañideros de siempre se han dedicado a hacer eco de la paranoia funcional al imperio, a desacreditar al gobierno y a la Fuerza Armada Nacional Bolivariana y ha sido un trabajo arduo exigir y desmontar todas estas patrañas, publicadas en redes y medios supuestamente de izquierda.

Y no hablo de la izquimierda parlamentaria.  Hablo de la otra, de la que se supone antiimperialista.  O es lo que dicen ser.

Estos días, desde el aciago 3 de enero he estado pegada a la información y he seguido cada instante lo que le esta sucediendo a mi amado pueblo de Venezuela, a Nuestra América y el mundo.

Y he tenido que ir respondiendo a artículos, comunicados, mensajes que ponían en duda no sólo a Delcy Rodríguez sino a todo el estado, como si estuvieran haciéndose eco del maligno, reproduciendo la infamia de los discursos de la bestia . Ayer se juramentó la Asamblea Nacional, en medio del dolor y del duelo por los muertos. Ayer asumió como presidenta interina la vicepresidenta, tal como manda la Constitución. Ayer mucha gente tuvo que abandonar sus casas bombardeadas, ayer se inició una nueva etapa de defensa y lucha contra la barbarie imperialista.

Mientras aquí, en la obesa y decadente Europa, la biempensante izquierda se dedicaba a lanzar mensajes sobre la “traición” , tal como esta escrito en los manuales de la CIA desde hace tanto tiempo . Yugoeslavia, Irak, Libia, Siria, y tantos otros países parece habérseles borrado de la memoria. O parece que la historia misma de la lucha de los pueblos, con sus avances y sus retrocesos también se les borrara de manera automática en cuanto hay dificultades y falta de “pureza”, según sus muy mal aprendidas lecciones de marxismo leninismo.

Frente a la gran dificultad, compañeros, hay que cerrar filas y avanzar, ser capaces de hacer análisis profundos es decir históricos, entender que esta es una guerra total y que Venezuela es hoy un objetivo esencial en la cadena de la guerra contra China y contra la humanidad entera.

Sin entender esto, una vez más el árbol tapará el bosque y casi sin darnos ni cuenta estaremos siendo funcionales al imperialismo y su miserable ideología de la muerte, a la que tenemos que combatir con todas nuestras fuerzas.

Un gran coro de chismosos vestidos de izquierda se ha dedicado a hablar de traición, cuando es obvio que es probable que hubo errores, que nos hemos equivocado en no estar más alertas y mejor preparados para este tipo de ataques, y hemos pagado un precio altísimo, pero jamás podemos hacer el juego infame de desacreditar a los que despues del golpe están luchando para seguir adelante y superar esta situación terrible a la que nos enfrentamos.

Hoy mas que nunca necesitamos hablar con seriedad, no reproducir los mensajes del enemigo, no dividir nuestra fuerza, ser inquebrantables contra el imperialismo, exigir la liberación de nuestro presidente y su mujer secuestrados violentamente por la mafia estadounidense con el apoyo de Europa y de todas las mafias financiero militares, vampiros del petróleo, capaces de saltarse toda la legalidad internacional y de asesinar a mansalva.

Estamos en una etapa donde hay que entender que eso que llamamos legalidad internacional ha dejado de existir y que estamos en guerra total. Y que en esta guerra total hay que responder de manera unitaria al monstruo.

De allí que los mensajes y noticias que siembran confusión, que ocultan la verdad, que creen que lo importante en este momento es decir que hay un topo y no que hay un crimen de lesa humanidad, un crimen que viola absolutamente toda legalidad internacional sean funcionales al crimen.

Ya tendremos todos los datos y los juzgaremos con seriedad y exigiremos castigo.

Seguramente hubo infiltración de larga data de CIA, ese es su modus operandi y seguramente se pueden haber cometido errores, pero lo que no se puede hacer y esto es lo urgente, no se puede usar esto para seguir profundizando el plan de la CIA que es lanzar perversos mensajes para crear división y desconfianza en un proceso revolucionario en marcha.

La revolución bolivariana debe ser defendida a ultranza, con toda la fuerza que tengamos. Ha sobrevivido a taques feroces desde su inicio, la historia está muy clara y debe enseñarnos a responder con altura y determinación.

La guerra ideológico- informativa es un campo de batalla esencial, no permitamos que nos minen la confianza en nuestra Victoria.

Venceremos.

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