Questa situazione era insostenibile. A maggior ragione se si tiene conto del gabinetto di falchi di Trump, purtroppo per lui, per tutta l’America Latina e per il mondo. Molti dei membri di questo gabinetto sono finanziatori del terrorismo esercitato contro Cuba da Miami, tra i quali c’è il segretario di Stato Marco Rubio, espressione di una lobby cubano-americana.
Héctor Bernardo* Fonte: Noticias PIA
La nota intellettuale argentina ha analizzato la situazione dell’America Latina, l’aggressione USA contro il Venezuela e il sequestro del presidente Nicolás Maduro. Calloni ha affermato che Trump è l’espressione più evidente della decadenza dell’impero e ha sostenuto che la domanda da porsi è: “chi detiene oggi il maggior potere economico nel mondo, persino all’interno degli stessi USA?”.
Stella Calloni è una delle giornaliste e analiste politiche più importanti dell’America Latina. Ha pubblicato innumerevoli articoli sulla controinsurrezione e sulle politiche interventiste USA nella regione. Tra le sue numerose opere di ricerca si possono ricordare Operazione Condor. Patto criminale, testo in cui svela il ruolo della CIA nell’articolazione delle dittature del Cono Sud per perseguitare e annientare oppositori politici oltre i confini nazionali; Panama: piccola Hiroshima, in cui racconta l’invasione USA del paese centroamericano, della quale fu testimone diretta; ed Evo nel mirino. La CIA e la DEA in Bolivia, che descrive gli attacchi dell’agenzia di intelligence USA contro il dirigente boliviano. Per il suo lavoro ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti in America e in Europa.
Calloni conosce inoltre in profondità il processo politico e sociale venezuelano: ha intervistato l’ex presidente Hugo Chávez in una decina di occasioni e ha conosciuto anche l’attuale presidente Nicolás Maduro.
– Che lettura dà dell’intervento militare USA in Venezuela e del sequestro del presidente Nicolás Maduro?
– Era prevedibile che il presidente USA, Donald Trump, agisse come ha agito. La situazione per lui si era complicata. Aveva cercato di fare pressione sul governo venezuelano del presidente Maduro, imponendogli scadenze per le dimissioni, il che era già un’ingerenza inaccettabile, e dall’agosto 2025 aveva dispiegato una gigantesca flotta nel Mar dei Caraibi, assediando il Venezuela. Non poteva più tornare indietro.
Questa situazione era insostenibile, soprattutto considerando il gabinetto di falchi che Trump ha, purtroppo per lui, per tutta l’America Latina e per il mondo. Molti di questi membri sono finanziatori del terrorismo esercitato contro Cuba da Miami, tra cui il segretario di Stato Marco Rubio, espressione di una lobby cubano-americana.
Per questo, dopo aver fallito in tutti i tentativi e dopo aver assassinato più di 100 pescatori (crimini di guerra che stanno persino venendo indagati negli USA, poiché sono state bombardate imbarcazioni senza dimostrare che trasportassero droga), dopo tutto ciò non potevano più tornare indietro a mani vuote. Hanno quindi programmato questa invasione, questa brutale e criminale incursione.
Ora stiamo vedendo il numero di vittime che ciò ha provocato, ma sappiamo anche che ci sono feriti tra i soldati USA e un elicottero danneggiato.
– Tuttavia, l’intervento militare diretto USA in Venezuela ha sorpreso.
– All’inizio ci si chiedeva come fosse possibile che ciò accadesse in Venezuela. Ma se guardiamo ai progetti elaborati da Washington per i conflitti degli anni 2000 in America Latina (per esempio il Documento IV di Santa Fe, basato sulla Dottrina Monroe) e consideriamo che gli USA hanno la necessità di appropriarsi rapidamente delle risorse geostrategiche dell’America Latina, un territorio ricchissimo di ogni tipo di riserva, questa aggressione non sorprende.
Di fronte all’avanzata della Cina e della Federazione Russa, gli USA cercano rifugio in ciò che hanno più vicino: l’America Latina. Per questo arrivano per il saccheggio totale della regione.
– Lei ha scritto un articolo in cui afferma che queste azioni rappresentano anche la decadenza dell’impero USA.
– La decadenza è iniziata da tempo, ma ora è chiarissima. Il loro piano per l’America Latina era creare alleanze tra partiti politici tradizionali e nuovi gruppi di destra che loro stessi hanno finanziato.
Dagli anni ’80 in Nicaragua, da Washington si approvò la creazione di alleanze in cui compravano dirigenti di vecchi partiti tradizionali e li univano a una nuova destra rozza e ignorante. Rappresentanti di questa destra sono Donald Trump, Jair Bolsonaro e Javier Milei. Forse le caricature più evidenti della decadenza imperiale sono Trump e Milei.
Gli USA non vogliono più intermediari perché vogliono controllare direttamente tutte le risorse dell’America Latina. Lo hanno dichiarato apertamente.
Ora abbiamo l’impero messo a nudo, nella sua totale decadenza e barbarie, perché è in chiaro declino. Questo si riflette nella situazione interna USA, che in questo momento è gravissima. Trump ha sostenuto una spesa enorme per mantenere la flotta nel Mar dei Caraibi: milioni e milioni di dollari. A ciò si aggiunge l’aumento della povertà estrema, della disoccupazione e dell’indigenza negli USA. Ci sono persone che dormono in tende per le strade.
Tutta questa situazione ha ripercussioni anche in Europa, perché i paesi dell’Unione Europea sono stati quelli che hanno pagato le armi delle guerre coloniali del XXI secolo. Erano i soci nelle avventure della NATO e hanno distrutto lo stato sociale costruito in Europa.
L’azione di Trump ha generato una grande incertezza interna negli USA. Le sue decisioni hanno provocato le dimissioni di un capo del Comando Sud; il suo partito ha perso le elezioni del sindaco di New York e anche quelle di Miami, dove si concentra la lobby cubano-americana, finanziatrice e parte del terrorismo anticubano, oggi unita alla lobby sionista.
Abbiamo una convergenza di elementi che segnano la caduta dell’imperialismo, e la presenza di Trump negli USA e ciò che ha fatto in Venezuela rendono evidente questo crollo.
– L’azione di Trump contro il Venezuela è stata contestata da legislatori democratici e repubblicani, che sostengono che, non avendo chiesto l’approvazione del Congresso, abbia violato la Costituzione USA. Alcuni parlano della “certificato di morte” del diritto internazionale, mentre altri sostengono che il genocidio israeliano a Gaza avesse già segnato la fine del diritto internazionale come lo conoscevamo.
– La Corte Penale Internazionale ha stabilito che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è un criminale di guerra. Ciò che accade a Gaza è paragonabile al nazismo della II Guerra Mondiale.
Bisogna capire che il sionismo è una dottrina colonialista e imperialista nata a Londra con la complicità di Sua Maestà e della famiglia Rothschild. Chi controlla le più grandi imprese del mondo? Questa è una domanda che non viene posta. Chi detiene oggi il maggior potere economico nel mondo, persino all’interno degli USA?
La lobby sionista negli USA è fortemente respinta da una grande parte della comunità ebraica di New York, che non vuole che le vittime dell’Olocausto vengano utilizzate per provocare lo sterminio di una popolazione innocente.
– Il rappresentante USA al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, Mike Waltz, ha dichiarato apertamente: “Questo è l’emisfero occidentale, è qui che viviamo e non permetteremo che venga utilizzato come base operativa da avversari. Non si possono avere le più grandi riserve energetiche del mondo sotto il controllo di avversari degli USA”.
– Per questo hanno bisogno di governi propri. Non servono più intermediari. Devono controllare direttamente le risorse. Per questo Trump ha detto che il petrolio venezuelano era loro.
Alla fine del XX secolo è stata elaborata una strategia per infiltrare le strutture giudiziarie. Quando all’inizio del XXI secolo ci fu un decennio straordinario di unità dell’America Latina e dei Caraibi, concretizzatosi nella Caribe la Comunidad de Estados Latinoamericanos y Caribeños (CELAC), gli USA dovettero distruggere rapidamente questa unità. Iniziarono distruggendo i tribunali elettorali, costruendo strutture di frode, intervenendo nei poteri giudiziari e cooptando i grandi mezzi di comunicazione. La situazione dei media è dimostrata dalla censura internazionale imposta per nascondere il genocidio del popolo di Gaza.
Vediamo ora l’impero in declino, ma il comandante Fidel Castro Ruz ci aveva già avvertiti che la barbarie più brutale si sarebbe espresso nel periodo della caduta dell’impero. È come una tigre selvaggia in gabbia che sferra zampate in tutte le direzioni: ed è ciò che sta succedendo e dobbiamo essere preparati a ciò.
– Che ruolo resta ai popoli, in particolare a quelli dell’America Latina?
– Ci sono popolazioni che definisco “zombificate”. Joseph Goebbels è stato ampiamente superato: oggi esiste un dominio mondiale dei mass media. Viene violato il diritto dei popoli a ricevere informazioni veritiere. Si sono moltiplicati i mercenari mediatici, sia tra i proprietari sia tra i giornalisti.
Bisogna chiedersi quanti milioni di dollari vengono investiti per mantenere la menzogna, la disinformazione e la manipolazione. Un esempio chiarissimo fu il discorso sulle “armi di distruzione di massa” dell’Iraq, o l’idea che Al-Qaeda fosse in Afghanistan, o le presunte ragioni umanitarie per invadere la Libia e assassinare il suo presidente.
Dobbiamo recuperare la memoria e capire che tutto ciò fa parte dello stesso progetto quando dicono: l’Occidente è nostro.
Gli USA vogliono queste risorse e, se per ottenerle devono distruggere un’intera popolazione, lo faranno.
– Cosa fare di fronte a tutto questo?
– Dobbiamo collocarci nella realtà, avere un discorso per la popolazione, lavorare con le masse, perché molte persone si sono abituate a risolvere la politica davanti alla televisione. È gravissimo.
Oggi, qui in Argentina, governa l’impero, che ha molte facce: USA, Israele e Gran Bretagna.
– La comunità internazionale riuscirà a fermare questa offensiva dell’impero contro il Venezuela?
– È una domanda difficile. Come avrebbe dovuto agire la comunità internazionale se ormai non riesce a contenere situazioni come Gaza o il Venezuela? Da tempo si chiede la democratizzazione dell’ONU. È necessario un cambio: siamo in un altro momento storico, con un altro tipo di guerra.
I paesi delle periferie devono rapidamente unirsi, ricostituirsi, unirsi a tutti coloro che vivono la stessa situazione ed esigere questo cambio.
*Héctor Bernardo – Giornalista, scrittore e professore di Introduzione al Pensiero Sociale e Politico Contemporaneo – Facoltà di Giornalismo e Comunicazione Sociale – UNLP. Membro del gruppo di PIA Global.
Stella Calloni: “Tenemos al imperio al desnudo, en su total decadencia y salvajismo”
Esta situación era insostenible. Más aún si se tiene en cuenta el Gabinete de halcones que tiene Trump, lamentablemente para él, para toda América Latina y para el mundo. Muchos de los que están en este Gabinete son financistas del terrorismo que se ha ejercido contra Cuba desde Miami, entre los que está el secretario de Estado, Marco Rubio, que es de un lobby cubano-americano.
Por Héctor Bernardo*- Fuente: Noticias PIA
La destacada intelectual argentina analizó la situación de América Latina, la agresión de Estados Unidos contra Venezuela y el secuestro del presidente Nicolás Maduro. Calloni dijo que Trump es la expresión más evidente de la decadencia del imperio y aseguró que la pregunta que hay que hacerse es “¿quién tiene hoy el mayor poder económico en el mundo, incluso dentro del propio Estados Unidos?”.
Stella Calloni es una de las periodistas y analistas políticas más destacadas de América Latina. Ha publicado innumerables artículos sobre la contrainsurgencia y las políticas injerencistas de Estados Unidos hacia la región. Dentro de su prolífico trabajo de investigación se pueden destacar los libros “Operación Cóndor. Pacto criminal”, texto en el que devela el rol de la CIA en la articulación de las dictaduras del Cono Sur para perseguir y aniquilar opositores políticos más allá de las fronteras de sus países; “Panamá: pequeña Hiroshima”, en el que narra la invasión de Estados Unidos al país centroamericano de la que ella fue testigo, y “Evo en la mira. La CIA y DEA en Bolivia”, en el que se describen los ataques de la agencia de inteligencia norteamericana contra el líder boliviano. Por su trabajo ha recibido numerosos premios y distinciones en América y en Europa.
Calloni, además, conoce en profundidad el proceso político y social venezolano, entrevistó al ex presidente Hugo Chávez en una decena de ocasiones y también conoció al actual mandatario Nicolás Maduro.
– ¿Qué lectura hace de la intervención militar de Estados Unidos en Venezuela y del secuestro del presidente Nicolás Maduro?
– Era de esperarse que el presidente de Estados Unidos, Donald Trump, fuera a actuar como actuó. La situación se le había complicado. Intentó presionar al gobierno venezolano del presidente Maduro, al que le daba plazos para que renunciara, lo que era ya una injerencia inaceptable, y desde agosto de 2025 había desplazado esa tremenda flota en el Mar Caribe sitiando a Venezuela. Ya no podía volver atrás.
Esta situación era insostenible. Más aún si se tiene en cuenta el Gabinete de halcones que tiene Trump, lamentablemente para él, para toda América Latina y para el mundo. Muchos de los que están en este Gabinete son financistas del terrorismo que se ha ejercido contra Cuba desde Miami, entre los que está el secretario de Estado, Marco Rubio, que es de un lobby cubano-americano.
Por ello, después de haber fracasado en todos sus intentos y de haber asesinado a más de 100 pescadores (crímenes de guerra que inclusive están siendo investigados en Estados Unidos porque se bombardearon lanchas sin demostrar que llevaran ningún tipo de cargamentos de drogas, después de todo ello ya no se podía volver atrás con las manos vacías), programaron esta invasión, esta salvaje entrada criminal.
Ahora estamos viendo la cantidad de víctimas que esto dejó, pero también sabemos que hay heridos entre los soldados de Estados Unidos, un helicóptero averiado.
– Sin embargo, sorprendió la intervención militar directa de Estados Unidos en Venezuela.
– En un principio, uno se preguntaba cómo podía ser que haya sucedido esto en Venezuela. Pero si nos remitimos a los proyectos que Washington estableció para los conflictos de los años 2000 en América Latina (por ejemplo, el Documento IV de Santa Fe está que está encabezado por con la Doctrina Monroe), y además consideramos que Estados Unidos tiene la necesidad de apropiarse rápidamente de los recursos geoestratégicos de América Latina, que es un territorio muy rico en todo tipo de reservas, no sorprende esta agresión.
Ante el avance de China y de la Federación Rusa; Estados Unidos busca refugiarse en lo que tienen más cerca: América Latina. Por ello, vienen para el saqueo total de la región.
– Usted escribió un artículo en el que señalaba que estas acciones también representan la decadencia del imperio estadounidense.
– La decadencia comenzó hace rato, pero ahora está clarísima. El plan de ellos para América Latina era crear alianzas de partidos políticos tradicionales con nuevos grupos de derechas que ellos financiaron.
Desde los ‘80 en Nicaragua, desde Washington aprobó crear alianzas donde compraban a líderes de algunos viejos partidos tradicionales y los unían con esta nueva derecha burda e ignorante. Representantes de esa derecha son Donald Trump, Jair Bolsonaro y Javier Milei. Quizás las caricaturas más claras de la decadencia imperial son Trump y Milei.
Estados Unidos ya no quiere intermediarios porque quieren controlar directamente todos los recursos de América Latina. Lo han confesado abiertamente.
Ahora tenemos al imperio al desnudo, en su total decadencia y salvajismo, porque está en claro declive. Esto se refleja en la situación interna de Estados Unidos que en este momento es gravísima. Trump ha hecho un gasto enorme durante el sostenimiento de esta flota en el Mar Caribe, fueron millones y millones de dólares. A ello hay que sumarle que en Estados Unidos aumentó la pobreza extrema, la desocupación y la indigencia. Hay gente durmiendo en carpas en las calles de ese país.
Toda esta situación también repercute en Europa, porque los países de la Unión Europea fueron los que pagaron las armas de las guerras coloniales del siglo XXI. Ellos eran los socios en las aventuras de la OTAN. Destruyeron el estado de bienestar que se había construido en Europa.
El accionar de Trump ha generado una incertidumbre muy grande hacia el interior de los Estados Unidos. Sus acciones generaron la renuncia de un jefe del Comando Sur, su partido perdió la elección de la alcaldía de Nueva York y también la de Miami, que es donde está acumulado el lobby cubano-americano financista y parte del terrorismo anticubano. Un terrorismo que hoy está unido al lobby sionista.
Tenemos una conjunción de elementos que marcan la caída del imperialismo y la presencia de Trump en Estados Unidos y lo que ha hecho en Venezuela evidencian ese debacle.
– La acción de Trump contra Venezuela fue cuestionada por legisladores demócratas y republicanos porque aseguran que, al no solicitar la aprobación del Congreso, violó la propia Constitución de Estados Unidos. Pero, más allá de la situación interna, hay que quienes aseguran que este acto fue “la carta de defunción” del derecho internacional, aunque otros señalan que el genocidio que Israel realizó y realiza en Gaza ya había marcado el fin del derecho internacional como lo conocimos hasta hoy.
– La Corte Penal Internacional determinó que el primer ministro de Israel, Benjamín Netanyahu, es un criminal de guerra. Es decir, lo que sucede en Gaza se asimila a lo que fue el nazismo en la Segunda Guerra Mundial.
Hay que entender que el sionismo es una doctrina colonialista, imperialista nacida en Londres con la confabulación de su Majestad y la Casa Rothschild. ¿Quiénes manejan las empresas más grandes del mundo? Esta es una pregunta que no se está haciendo. ¿Quién tiene hoy el mayor poder económico en el mundo, incluso dentro del propio Estados Unidos?
El lobby sionista de Estados Unidos es muy rechazado por una gran parte de la comunidad judía de New York que no quieren que se utilice a las víctimas del Holocausto para provocar el exterminio de una población inocente.
– El representante de Estados Unidos en el Consejo de Seguridad de Naciones Unidas, Mike Waltz, dijo abiertamente: “Este es el hemisferio occidental, aquí es donde vivimos y no vamos a permitir que se utilice como base de operaciones para adversarios (…). No se pueden tener las reservas de energía más grandes del mundo bajo el control de adversarios de los Estados Unidos”.
– Por eso ellos necesitan gobiernos propios. Ya no les sirven los intermediarios. Necesitan controlar por su propia mano los recursos. Por eso Trump dijo que el petróleo venezolano era de ellos.
A fines del siglo este XX se elaboró una estrategia para infiltrar las estructuras judiciales. Cuando a principios del siglo XXI hubo una década extraordinaria que se materializó en la unidad de América Latina y el Caribe la Comunidad de Estados Latinoamericanos y Caribeños (CELAC), Estados Unidos tenía que destruir rápidamente esa unidad. Empezó por destruir los tribunales electorales. Armaron toda una estructura para cometer fraudes. Intervinieron con las estructuras de los poderes judiciales y con los grandes medios de comunicación que han cooptado. La situación de los medios queda demostrada con la censura internacional que impusieron para mantener el genocidio y el exterminio del pueblo en Gaza.
Ahora vemos al imperio en decadencia, pero el comandante Fidel Castro Ruz ya nos había advertido que el salvajismo más brutal se iba a expresar en el periodo de la caída del imperio. Es como un tigre salvaje encerrado que pega zarpazos para todas partes y eso es lo que nos está sucediendo y nosotros tenemos que estar preparados para eso.
– ¿Qué rol le quedan jugar a los pueblos, sobre todo a los pueblos de América Latina?
– Hay poblaciones que yo le llamo “zombificada”. Joseph Goebbels ha sido superado de forma contundente, ahora hay un dominio mundial de los medios masivos de comunicación. Se viola el derecho de los pueblos a recibir información veraz. Se han multiplicado los mercenarios mediáticos, tanto de dueños como de periodistas.
Tenemos que preguntarnos cuántos millones de dólares invierten en mantener la mentira, la desinformación y la manipulación. Un ejemplo clarísimo fue la instalación del discurso sobre las “armas de destrucción masiva” que decían tenía Irak, o la idea de que Al Qaeda estaba en Afganistán, o las supuestas razones humanitarias que plantearon para invadir Libia y asesinar a su presidente.
Hay que recuperar esa memoria y hay que entender que todo eso también está en ese proyecto cuando ellos dicen: Occidente es nuestro.
Estados Unidos quiere estos recursos y si necesita destruir una población entera para tenerlos, lo hará.
– ¿Qué hacemos frente a ello?
– Debemos ubicarnos en la realidad, tener un discurso para la población, tener un trabajo en esa población de masa, porque hay una cantidad de gente que se ha acostumbrado a que la política se dirima en la televisión. Eso es gravísimo.
Hoy aquí, en Argentina está gobernando el imperio, que tiene varias caras. Aquí se ve la presencia de Estados Unidos, Israel y Gran Bretaña.
– ¿La comunidad internacional va a poder ponerle un freno a esta arremetida de del imperio contra Venezuela?
– Es una pregunta difícil: ¿Cómo tenía que actuar la comunidad internacional en este caso cuando ya evidentemente no sirve para contener estas situaciones como la de las de Gaza o como la de Venezuela? Hace tiempo que se pide la democratización de la ONU. Es necesario un cambio. Es otro momento, otro tipo de guerra que se está aplicando.
Los países de las periferias necesitamos rápidamente una unidad, reconstituirnos, unirnos con todos los que están pasando la misma situación y exigir ese cambio.
Héctor Bernardo* – Periodista, escritor y profesor de Introducción al Pensamiento Social y Político Contemporáneo – Facultad de Periodismo y Comunicación Social – UNLP. Miembro del equipo de PIA Global.


