Nel mezzo dell’inasprimento delle aggressioni economiche e politiche contro Cuba, e del tentativo esplicito di soffocare la sua fonte energetica per paralizzare servizi di base e diritti fondamentali, un ampio arco di movimenti sociali, culturali e politici ha alzato la voce in tutto il mondo
La nuova stretta del governo di Donald Trump contro Cuba non solo inasprisce un blocco di oltre sei decenni: punta ora al cuore energetico dell’isola. La minaccia di imporre dazi ai Paesi che esportano petrolio a L’Avana cerca di soffocare la sua generazione elettrica e con essa paralizzare ospedali, scuole, trasporti e industrie strategiche. Senza combustibile non c’è luce. E senza luce, la vita quotidiana diventa una corsa di resistenza.
Nelle ultime settimane, il blocco delle spedizioni da Venezuela, Messico e Russia ha portato a prolungati blackout, tagli ai servizi pubblici e un piano di contingenza del governo cubano per sostenere l’essenziale. L’obiettivo di Washington è esplicito: provocare un collasso economico che eroda il sostegno popolare al processo rivoluzionario. Ma se l’assedio si indurisce, si moltiplicano anche le risposte solidali dei popoli.
Cineasti contro l’oscuramento di Cuba
Più di 1190 cineasti di diversi continenti hanno firmato un proclama internazionale denunciando l’intenzione di “assediare e oscurare” Cuba. Il documento mette in discussione le dichiarazioni di Trump, che ha definito l’isola “una minaccia inusuale e straordinaria”, e risignifica quelle parole: ciò che è straordinario di Cuba, sostengono, è la sua dignità e la sua tradizione solidale con il cinema del mondo.
La comunità audiovisiva ha rivendicato il ruolo storico dell’isola come spazio di formazione, rifugio e incontro per generazioni di creatori latinoamericani e del Sud globale, e ha avvertito che il blocco non cerca solo di soffocare l’economia, ma anche di isolare culturalmente un paese che è stato faro critico nella regione.
Flottiglia Nuestra América dell’Internazionale Progressista
Dal canto suo, l’Internazionale Progressista ha lanciato una convocazione aperta per costituire la “Flottiglia Nuestra América”, un’iniziativa solidale che progetta di salpare dalle coste messicane con aiuti umanitari destinati al popolo cubano.
Secondo la convocazione, si tratta di aggiungere organizzazioni collaboratrici per strutturare la missione, definire responsabilità e aprire il processo a donazioni pubbliche. L’organizzazione denuncia le azioni con cui il governo trumpista sta strangolando l’isola, “tagliando la fornitura di combustibile, voli e beni essenziali”, e avverte che le conseguenze dell’accerchiamento energetico “sono letali”, colpendo specialmente neonati, anziani e persone malate.
Nei prossimi giorni si prevede l’annuncio pubblico dell’iniziativa seguito dalla realizzazione di una prima assemblea organizzativa che dia apertura formale a organizzazioni associate che desiderino e possano contribuire alla missione.
La convocazione sottolinea che l’obiettivo è portare “aiuti umanitari vitali” a Cuba e trasformare l’azione in un gesto collettivo continentale di fronte all’inasprimento delle sanzioni coercitive unilaterali. Con ciò si apre un processo di articolazione politica e organizzativa che cerca di trasformare la solidarietà in azione concreta.
“Da popolo in popolo, finiamo il blocco”: lo Zócalo come epicentro
A Città del Messico, il cuore politico del paese torna ad essere scenario di solidarietà internazionalista. Dal 14 al 22 febbraio, lo Zócalo della capitale ospita la campagna nazionale di raccolta “Da popolo in popolo, finiamo il blocco”, promossa dal Collettivo di Solidarietà Militante “Va per Cuba” e dall’Associazione dei Cubani Residenti in Messico José Martí.
L’appello è concreto: riunire alimenti non deperibili e medicinali essenziali per inviarli direttamente all’isola. Latte in polvere, riso, fagioli, olio, tonno; siringhe, presidi chirurgici, antipiretici, antipertensivi e materiali di base che oggi scarseggiano a causa dell’asfissia energetica e finanziaria.
Le organizzazioni convocanti sono chiare: non si tratta di carità, ma di reciprocità storica.
Messico e Cuba condividono decenni di vincoli diplomatici, culturali e politici. In questo contesto, la presidentessa Claudia Sheinbaum ha definito “molto ingiuste” le minacce tariffarie di Washington contro i Paesi che commerciano petrolio con L’Avana e ha confermato la continuità dell’invio di aiuti umanitari. Domenica scorsa, 8 febbraio, sono salpate due navi con aiuti umanitari messicani verso l’isola.
L’offensiva USA non impatta solo Cuba; viola anche la sovranità di terzi paesi pretendendo di dettare con chi possono o meno commerciare. Da qui la campagna allo Zócalo ha un doppio significato: solidarietà con il popolo cubano e difesa del diritto del Messico a mantenere relazioni di cooperazione indipendenti.
Appello internazionale degli Zapatisti e di altre organizzazioni e collettivi: solidarietà con il popolo di Cuba
Quest’11 febbraio, l’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale insieme a numerosi gruppi, collettivi e persone da diversi angoli del Messico e del mondo ha anche riaffermato la propria solidarietà con il popolo cubano e il proprio rifiuto del blocco.
Il documento, di carattere politico e collettivo, denuncia che le aggressioni economiche e militari che subisce Cuba fanno parte di un’offensiva maggiore del sistema capitalista globale, una “tempesta” che, nella sua espansione, lascia fame, miseria e distruzione in molteplici regioni.
Il pronunciamento sottolinea:
-La resistenza storica del popolo cubano di fronte a oltre sei decenni di aggressioni da parte dei governi statunitensi.
-L’interconnessione delle lotte di Cuba con altre resistenze globali, come quelle di Venezuela, Palestina e Iran.
-La critica al progetto di dominazione globale del capitale e al “nuovo ordine internazionale” che si costruisce sullo sfruttamento e la sofferenza dei popoli.
I firmatari chiedono di manifestare solidarietà attiva con Cuba e di affrontare insieme le politiche che cercano di soffocare non solo l’isola, ma tutte le esperienze sociali e politiche antagoniste al capitale egemonico. “Cuba sopravvivrà, il Venezuela sopravvivrà, la Palestina sopravvivrà, l’Iran sopravvivrà. La resistenza e la ribellione sopravvivranno”, conclude il pronunciamento.
Blocco energetico e crisi indotta
Dal 1960, nessun occupante della Casa Bianca ha raggiunto l’obiettivo dichiarato di forzare un cambio di regime a L’Avana. La strategia è variata: invasioni, sabotaggi, sanzioni finanziarie, persecuzione alle imprese, ma la crudeltà permane: provocare carenze e sofferenza che generino malcontento sociale.
Oggi il fronte è energetico. Senza petrolio, la rete elettrica collassa. Senza elettricità, il sistema sanitario soffre, la produzione cade e la vita quotidiana si paralizza. La perversità del blocco risiede precisamente nel suo carattere extraterritoriale: punisce chi commercia con Cuba, cerca di isolarla dal sistema finanziario globale e ostacola persino l’acquisto di forniture mediche.
La solidarietà come risposta politica
Di fronte al tentativo di “oscurare” Cuba mediante l’assedio energetico, la risposta popolare insiste nell’accendere altre luci: quelle della cooperazione, della memoria condivisa e della convinzione che la sovranità non si negozia.
Ogni scatola di latte in polvere, ogni siringa, ogni tonnellata di viveri inviata all’isola è anche un gesto politico: un’affermazione che Cuba non è sola e che nemmeno il blocco, per quanto lungo, riuscirà a spezzare la rete di affetti e alleanze tessuta per decenni.
Frente al bloqueo energético, crece la solidaridad internacional popular con Cuba
En medio del recrudecimiento de las agresiones económicas y políticas contra Cuba, y del intento explícito de asfixiar su fuente energética para paralizar servicios básicos y derechos fundamentales, un amplio arco de movimientos sociales, culturales y políticos ha levantado la voz en todo el mundo
Crismar Lujano
La nueva vuelta de tuerca del gobierno de Donald Trump contra Cuba no sólo recrudece un bloqueo de más de seis décadas: apunta ahora al corazón energético de la isla. La amenaza de imponer aranceles a los países que exporten petróleo a La Habana busca asfixiar su generación eléctrica y con ello paralizar hospitales, escuelas, transporte e industrias estratégicas. Sin combustible no hay luz. Y sin luz, la vida cotidiana se vuelve una carrera de resistencia.
En las últimas semanas, el bloqueo de los envíos desde Venezuela, México y Rusia ha derivado en apagones prolongados, recortes en servicios públicos y un plan de contingencia del gobierno cubano para sostener lo esencial. El objetivo de Washington es explícito: provocar un colapso económico que erosione el respaldo popular al proceso revolucionario. Pero si el cerco se endurece, también se multiplican las respuestas solidarias de los pueblos.
Cineastas contra el “oscurecimiento” de Cuba
Más de 1.190 cineastas de distintos continentes han firmado una proclama internacional denunciando la intención de “cercar y oscurecer” a Cuba. El documento cuestiona las declaraciones de Trump, quien calificó a la isla como “una amenaza inusual y extraordinaria”, y resignifica esas palabras: lo extraordinario de Cuba, sostienen, es su dignidad y su tradición solidaria con el cine del mundo.
La comunidad audiovisual reivindicó el papel histórico de la isla como espacio de formación, refugio y encuentro para generaciones de creadores latinoamericanos y del Sur global, y advirtió que el bloqueo no sólo busca asfixiar la economía, sino también aislar culturalmente a un país que ha sido faro crítico en la región.
Flotilla NuestraAmericana de la Internacional Progresista
Por su parte, la Internacional Progresista lanzó una convocatoria abierta para conformar la “Flotilla Nuestra América”, una iniciativa solidaria que proyecta zarpar desde costas mexicanas con ayuda humanitaria destinada al pueblo cubano.
Según la convocatoria, se trata de sumar organizaciones colaboradoras para estructurar la misión, definir responsabilidades y abrir el proceso a donaciones públicas. La organización denuncia las acciones con las que el gobierno trumpista está estrangulando la isla, cortando el suministro de combustible, vuelos y bienes esenciales”, y advierte que las consecuencias del cerco energético “son letales”, afectando especialmente a recién nacidos, ancianos y personas enfermas.
En los próximos días se espera el anuncio público de la iniciativa seguida de la realización de una primera asamblea organizativa que de apertura formal a organizaciones asociadas que deseen y puedan contribuir a la misión.
La convocatoria subraya que el objetivo es llevar “ayuda humanitaria vital” a Cuba y convertir la acción en un gesto colectivo continental frente al endurecimiento de las sanciones coercitivas unilaterales. Con ello se abre un proceso de articulación política y organizativa que busca transformar la solidaridad en acción concreta.
“De pueblo a pueblo, acabemos con el bloqueo”: el Zócalo como epicentro
En Ciudad de México, el corazón político del país vuelve a ser escenario de solidaridad internacionalista. Del 14 al 22 de febrero, el Zócalo capitalino alberga la campaña nacional de acopio “De pueblo a pueblo, acabemos con el bloqueo”, impulsada por el Colectivo de Solidaridad Militante “Va por Cuba” y la Asociación de Cubanos Residentes en México José Martí.
El llamado es concreto: reunir alimentos no perecederos y medicamentos esenciales para enviarlos directamente a la isla. Leche en polvo, arroz, frijoles, aceite, atún; jeringas, insumos quirúrgicos, antipiréticos, antihipertensivos y materiales básicos que hoy escasean por la asfixia energética y financiera.
Las organizaciones convocantes son claras: no se trata de caridad, sino de reciprocidad histórica.
México y Cuba comparten décadas de vínculos diplomáticos, culturales y políticos. En este contexto, la presidenta Claudia Sheinbaum calificó como “muy injustas” las amenazas arancelarias de Washington contra los países que comercien petróleo con La Habana y confirmó la continuidad del envío de ayuda humanitaria. El pasado domingo 8 de febrero, zarparon dos buques con ayuda humanitaria mexicana a la isla.
La ofensiva estadounidense no sólo impacta a Cuba; también vulnera la soberanía de terceros países al pretender dictar con quién pueden o no comerciar. De ahí que la campaña en el Zócalo tenga un doble significado: solidaridad con el pueblo cubano y defensa del derecho de México a mantener relaciones de cooperación independientes.
Llamado internacional de los Zapatistas y otras organizaciones y colectivos: solidaridad con el pueblo de Cuba
Este 11 de febrero, el Ejército Zapatista de Liberación Nacional junto a numerosos grupos, colectivos y personas desde distintos rincones de México y el mundo también reafirmaron su solidaridad con el pueblo cubano y su rechazo al bloqueo.
El documento, de carácter político y colectivo, denuncia que las agresiones económicas y militares que sufre Cuba son parte de una ofensiva mayor del sistema capitalista global, una “tormenta” que, en su expansión, deja hambre, miseria y destrucción en múltiples regiones.
El pronunciamiento hace hincapié en:
La resistencia histórica del pueblo cubano frente a más de seis décadas de agresiones por parte de los gobiernos estadounidenses.
La interconexión de las luchas de Cuba con otras resistencias globales, como las de Venezuela, Palestina e Irán.
La crítica al proyecto de dominación global del capital y al “nuevo orden internacional” que se construye sobre la explotación y el sufrimiento de los pueblos.
Los firmantes llaman a manifestar solidaridad activa con Cuba y a enfrentar juntos las políticas que buscan asfixiar no solo a la isla, sino a todas las experiencias sociales y políticas antagónicas al capital hegemónico. “Cuba pervivirá, Venezuela pervivirá, Palestina pervivirá, Irán pervivirá. La resistencia y la rebeldía pervivirán”, concluye el pronunciamiento.
Bloqueo energético y crisis inducida
Desde 1960, ningún ocupante de la Casa Blanca ha logrado el objetivo declarado de forzar un cambio de régimen en La Habana. La estrategia ha variado: invasiones, sabotajes, sanciones financieras, persecución a empresas, pero la crueldad permanece: provocar carencias y sufrimiento que generen descontento social.
Hoy el frente es energético. Sin petróleo, la red eléctrica colapsa. Sin electricidad, el sistema sanitario sufre, la producción cae y la vida cotidiana se paraliza. La perversidad del bloqueo reside precisamente en su carácter extraterritorial: castiga a quien comercie con Cuba, intenta aislarla del sistema financiero global y obstaculiza incluso la compra de insumos médicos.
La solidaridad como respuesta política
Frente al intento de “oscurecer” a Cuba mediante el cerco energético, la respuesta popular insiste en encender otras luces: las de la cooperación, la memoria compartida y la convicción de que la soberanía no se negocia.
Cada caja de leche en polvo, cada jeringa, cada tonelada de víveres enviada a la isla es también un gesto político: una afirmación de que Cuba no está sola y de que ni siquiera el bloqueo, por largo que sea, logrará quebrar la red de afectos y alianzas tejidas durante décadas.


