Fallito? Chi?

Pastor Batista Valdés

La Casa Bianca e coloro che le strisciano dietro leccando i piedi continuano ostinatamente a imporre una funesta campagna d’opinione contro il nostro Stato, definendolo “fallito”.

Additano le stesse difficoltà create e ricreate dalle successive amministrazioni USA, nel contesto di un morboso accanimento e di una politica apertamente ostile verso Cuba, per impedirne la sovranità, il suo diritto di essere libera, di vivere in pace, di aiutare e di essere aiutata da tutto il mondo, da ogni parte del mondo.

Dopo aver inasprito il loro blocco economico, commerciale, finanziario e ora energetico, in violazione del diritto internazionale, ora criticano il governo cubano per tutto ciò che non funziona, lo definiscono incapace e parlano di rovesciarlo e avviare una transizione, che è lo stesso che dire: sottometterci, tenerci sotto il tallone.

Secondo loro, siamo “falliti” perché siamo più al buio che illuminati (pur avendo un’infrastruttura che elettrifica praticamente tutta la popolazione). Certo, hanno imposto dazi brutali a chiunque osi inviare una goccia di petrolio a Cuba. Eppure hanno la sfrontatezza di affermare che qui non c’è alcun blocco.

Ci condannano perché ci mancano gli stessi reagenti, le stesse attrezzature e medicine che loro impediscono arrivino. Eppure fingono di essere “molto preoccupati” e persino di voler “aiutare”, quando il mondo intero sa che durante la pandemia ci hanno negato persino l’ossigeno.

Siamo “falliti” perché – attratti dalla sinfonia della loro stessa orchestra imperiale – aumenta il numero di cubani che emigrano.

Naturalmente, non definiscono “falliti” gli indicatori di istruzione e salute raggiunti da Cuba sotto “il regime dei fratelli Castro” e di Díaz-Canel.

Non menzionano il prestigio mondiale dello sport cubano, della cultura, della scienza, dell’industria farmaceutica, dell’ingegneria genetica e della biotecnologia, e tantomeno la Scuola Latinoamericana di Medicina, il metodo di alfabetizzazione “Io sì che posso”, o i milioni di vite umane salvate dai nostri medici in altre latitudini.

A qualcun altro con questa favola. Ciò che è fallito – e nessuno si faccia ingannare – è la loro stessa politica: quella che anno dopo anno la stragrande maggioranza dei paesi del mondo all’ONU disapprova.

Ciò che è veramente fallito sta “dall’altra parte”, fin dagli anni ’60, quando proibirono di esportare petrolio, macchinari industriali, decretarono l’embargo totale del commercio, il congelamento dei beni cubani negli USA, ci esclusero dagli organismi finanziari internazionali…

Negli anni ’70 e ’80 imposero nuove restrizioni in ambito alimentare, tecnologico, scientifico, commerciale, finanziario, culturale; niente investimenti nell’Isola, zero rimesse familiari…

Negli anni ’90 spuntarono con la Legge Torricelli, sanzioni alle navi che toccavano porto cubano, minacce a chi ci aiutava, la Legge Helms Burton, la codificazione del cosiddetto embargo in legge, restrizione degli investimenti stranieri nel turismo…

Nel bel mezzo del XXI secolo attaccano la cooperazione medica, proibiscono le crociere, i viaggi, le rimesse, le esportazioni verso Cuba, ci inseriscono nelle liste degli stati sponsor del terrorismo, stabiliscono multe per le banche che operano con noi, ora decretano uno spietato blocco energetico, minacciano, parlano di collasso totale…

Basta, non seccateci oltre, e non fatevi illusioni. Noi siamo qui. La vergogna è ciò che dovrebbero provare… ma ne sono orfani.


¿Fallido quién?

Autor: Pastor Batista Valdés 

La Casa Blanca y quienes se le arrastran a lamer pies siguen empecinados en imponer una matriz de opinión funesta acerca de nuestro Estado, calificándolo de fallido. 

Esgrimen las mismas dificultades creadas y recreadas por las sucesivas administraciones norteamericanas, en el contexto de un enfermizo empeño y de una política abiertamente hostil hacia Cuba, para impedir su soberanía, su derecho a ser libre, a vivir en paz, a ayudar y a ser ayudada por todo el mundo, desde todo el mundo. 

Tras agudizar su bloqueo económico, comercial, financiero y ahora energético, contra el derecho internacional, ahora le critican al Gobierno cubano todo cuanto no funciona, lo califican de incapaz y hablan de derrocarlo e ir a una transición, o lo que es igual: someternos, plantarnos bota encima. 

Somos –según ellos– fallidos porque estamos más a oscuras que alumbrados (aun teniendo infraestructura que electrifica prácticamente a toda la población). Claro, han establecido brutales aranceles para quien ose enviar una gota de petróleo a Cuba. Y aun así tienen el descaro de afirmar que aquí no hay bloqueo. 

Nos condenan porque nos faltan los mismos reactivos, equipos y medicamentos que ellos impiden llegar. Y aun así fingen estar «muy preocupados» y hasta querer «ayudar», cuando todo el mundo sabe que durante la pandemia nos negaron hasta el oxígeno. 

Fallidos porque –atraídos por la sinfonía de su propia orquesta imperial– aumenta el número de cubanos que emigran. 

Desde luego, no califican de fallidos indicadores de educación y de salud logrados por Cuba bajo «el régimen de los hermanos Castro» y de Díaz-Canel. 

No mencionan el prestigio mundial del deporte cubano, de la cultura, de la ciencia, de la industria farmacéutica, de la ingeniería genética y la biotecnología, y mucho menos de la Escuela Latinoamericana de Medicina, del método de alfabetización Yo sí puedo, o de los millones de vidas humanas salvadas por nuestros médicos en otras latitudes. 

A otro con ese cuento. Lo fallido –y nadie se deje confundir– es su propia política: la que año tras año desaprueba la abrumadora mayoría de los países del orbe en la ONU. 

Lo realmente fallido está «del lado de allá», desde los años 60, cuando prohibieron exportar petróleo, maquinaria industrial, decretaron embargo total del comercio, congelación de activos cubanos en EE. UU., nos excluyeron de organismos financieros internacionales… 

En las décadas de los años 1970 y 1980 impusieron nuevas restricciones en los ámbitos alimentario, tecnológico, científico, mercantil, financiero, cultural; nada de inversión en la Isla, cero remesas familiares… 

En los 90 se aparecieron con la Ley Torricelli, sanciones a barcos que tocaran puerto cubano, amenazas a quienes nos ayudaran, Ley Helms Burton, codificación del llamado embargo en ley, restricción de inversión extranjera en el turismo… 

En pleno siglo xxi atacan la cooperación médica, prohíben cruceros, viajes, remesas, exportaciones a Cuba, nos meten en listas de países patrocinadores del terrorismo, establecen multas para bancos que operen con nosotros, ahora decretan un despiadado bloqueo energético, amenazan, hablan de colapso total… 

No fastidien más, caramba, ni se hagan ilusiones. Aquí estamos. Vergüenza es lo que debieran sentir… pero son huérfanos de ella.                                                                                                       

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