Cuba non tornerà mai a essere una colonia degli USA

Roberto Vallepiano

Nell’Isola Ribelle socialismo è sinonimo di indipendenza.

E’ questo che non le perdonano, di aver fatto una Rivoluzione sotto il naso degli americani e di averla difesa per oltre 65 anni.

L’offensiva di Trump intende letteralmente strangolare Cuba negandogli ogni accesso a fonti di energia, cibo e medicinali.

Misure punitive intrise di sadismo per far soffrire il popolo cubano.

L’obiettivo è impedire a scuole e ospedali di funzionare, rendere la vita impossibile alla popolazione civile, creare povertà e ogni genere di carenze e difficoltà per poi incolpare il governo cubano delle conseguenze delle loro azioni.

Siamo di fronte a una feroce aggressione coloniale che mira a provocare un cambio di regime.

Ma la verità è che l’aggressione volgare e vergognosa da parte di Washington ha ottenuto il solo effetto di radicalizzare ancora di più la Rivoluzione Cubana. Di renderla più combattiva, più antimperialista.

Gli USA dopo il blitz criminale consumato a Caracas si sentono ringalluzziti ma CUBA NON E’ IL VENEZUELA.

A Cuba Trump non si sognerebbe mai di arrivare in elicottero e portarsi via il Presidente perché semplicemente non sarebbe possibile. Oltre ai Soldati della Rivoluzione troverebbe un intero popolo pronto a impedirglielo, con ogni mezzo necessario.

A piangere i 32 internazionalisti cubani morti per difendere Nicolás Maduro c’erano centinaia di migliaia di persone comuni.

File interminabili di famiglie con bambini e anziani in coda per ore  per omaggiare i rivoluzionari caduti.

A Cuba Patria è umanità. Un Paese con una cultura anticoloniale e antimperialista profondamente radicata, con una grande forza culturale e un vigoroso senso di identità.

Si scrive Cuba e si legge Dignità.

Si scrive Cuba e si legge NO PASARAN!

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