Dichiarazione dell’Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli (ICAP) in occasione della Giornata Internazionale contro le Basi Militari Straniere di USA e NATO
Nel quadro della Giornata Internazionale contro le Basi Militari Straniere di USA e NATO, l’Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli (ICAP) alza la sua voce per condannare energicamente la persistente espansione e la criminale presenza militare straniera nel nostro pianeta, espressione flagrante del colonialismo moderno e della dominazione imperiale.
Denunciamo in modo particolare e urgente l’illegale occupazione da parte USA di una porzione del nostro territorio nazionale nella Baia di Guantánamo. Questa base navale, imposta sotto coercizione al nostro paese e mantenuta contro la volontà espressa del popolo e del governo cubani, è un simbolo vivente dell’usurpazione e del disprezzo per il diritto internazionale. In quell’enclave illegittima, lontano da ogni trasparenza e legalità, sono stati e vengono commessi gravi crimini: detenzioni arbitrarie e indefinite, torture sistematiche, trattamenti crudeli, inumani e degradanti che hanno lasciato una scia di dolore e trauma documentata da molteplici organizzazioni di diritti umani internazionali e dalle stesse Nazioni Unite. Guantánamo non è solo una base; è un centro di tortura e un monumento all’impunità, la cui stessa esistenza macchia la dignità umana.
Questa base, a sua volta, costituisce punta di lancia della proiezione imperialista USA nella nostra regione e un nodo chiave per l’ingerenza, la destabilizzazione e il controllo sui popoli dell’America Latina e dei Caraibi. La sua esistenza mina i principi della “Proclamazione dell’America Latina e dei Caraibi come Zona di Pace” e perpetua una logica di dominazione e minaccia contro le nazioni che difendono la loro sovranità e il diritto all’autodeterminazione.
Estendiamo la nostra ferma condanna alla rete globale di più di 800 basi militari USA e alla macchina bellica della NATO, alleanza anacronistica che, lungi dallo sciogliersi dopo la Guerra Fredda, si è espansa aggressivamente, servendo come braccio armato degli interessi geopolitici più reazionari. Queste basi sono strumenti di aggressione, provocazione e squilibrio globale. Fomentano conflitti, avallano colpi di Stato, minano la sovranità dei popoli e costituiscono una minaccia permanente per la pace mondiale e la sopravvivenza stessa dell’umanità, mentre deviano risorse colossali che sono urgentemente necessarie per affrontare le vere sfide globali: la povertà, la disuguaglianza, le emergenze sanitarie e la crisi climatica.
L’ICAP, fedele alla sua tradizione di solidarietà e lotta per un mondo più giusto, esprime il suo più fraterno appoggio e ammirazione a tutti i movimenti e popoli che in ogni angolo del pianeta resistono all’occupazione militare straniera, alla NATO e alla guerra. Riaffermiamo il nostro impegno incrollabile con la pace, la sovranità piena e il diritto inalienabile di tutti i popoli a decidere il proprio destino libero da ogni ombra imperiale.
Via la base navale illegale di Guantánamo!
Cessi l’espansione delle basi militari straniere USA e la corsa agli armamenti!
No alla NATO e alla sua agenda bellicista!
Per la pace, la sovranità e la solidarietà tra i popoli!
Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli (ICAP)
L’Avana, 23 febbraio 2026
Presenza della base navale USA viola la sovranità di Cuba
Se cumplen 123 años de la formalización del tratado impuesto por el gobierno de EEUU, por el cual ese país usurpa 117.6 km² de la Bahía de Guantánamo, con una ilegal Base Naval utilizada como centro de torturas de cientos prisioneros, y ahora de detención ilegal de migrantes bajo… pic.twitter.com/Kekn8O8H0h
— Bruno Rodríguez P (@BrunoRguezP) February 23, 2026
L’Avana – Bruno Rodríguez Parrilla, ministro degli Affari Esteri, ha reiterato oggi che la presenza della base navale USA a Guantánamo viola la sovranità e l’integrità territoriale di Cuba e il Diritto Internazionale.
A 123 anni dalla formalizzazione del Convenio per le Stazioni Carbonifere e Navali, il cancelliere cubano ha condannato l’inesistenza di una clausola di recesso in detto trattato, che materializzò l’usurpazione di 117,6 km² della Baia di Guantánamo.
Ha sottolineato che la Base Navale stabilita in quel territorio permane contro la volontà del popolo e del governo di Cuba.
Il capo della diplomazia cubana ha segnalato che il trattato firmato tra il 16 e il 23 febbraio del 1923 fu un’imposizione del governo USA, poiché a causa dell’Emendamento Platt (1901) Cuba non possedeva praticamente indipendenza alcuna.
Rodríguez Parrilla ha denunciato che l’illegale Base Navale fu utilizzata come centro di torture di centinaia di prigionieri, e attualmente serve per la detenzione illegale di migranti in terribili condizioni di vita e fuori dalla giurisdizione delle corti di giustizia.
L’enclave militare iniziò le sue operazioni nel dicembre del 1903 e fu utilizzata in invasioni di Stati dell’area, come Messico, Haiti, Repubblica Dominicana, Nicaragua e Guatemala.
Dopo gli attentati terroristici dell’11 settembre 2001 a New York, fu stabilito in quel territorio un carcere militare di alta sicurezza, dove, secondo esperti dell’ONU, furono commesse “violazioni implacabili e continue” delle garanzie fondamentali dei detenuti.

