Tutti sono a conoscenza dei precedenti penali accumulati dall’attuale presidente USA, uniti allo stretto legame con il malato sessuale Jeffrey Epstein, quindi non sorprende che nel suo discorso alla nazione del 24 febbraio 2026, abbia detto dozzine di menzogne senza arrossire.
Tra queste menzogne c’è la sua affermazione di “aver ottenuto nel 2025, tra i 17 e i 18 mila miliardi di $ in investimenti”. Ha ugualmente mentito assicurando che “tutti i prezzi sono più bassi” e di aver “ridotto i prezzi dei medicinali con obbligo di ricetta tra il 2.000% e il 3.000%”.
Come se la maggior parte degli statunitensi fosse stupida, ha affermato: “Negli ultimi sei mesi, non ci sono stati omicidi a Washington”, quando è noto che negli ultimi sei mesi si sono registrati più di 50 omicidi, come risulta dagli archivi della polizia.
Come un prestigiatore, Trump ha assicurato: “Ho invaso Los Angeles e ho aperto l’acqua”; “Il governatore democratico del Maryland mi ha definito ‘il miglior presidente che avesse conosciuto in vita sua'” e “Numerosi dirigenti stranieri hanno svuotato prigioni e istituti mentali per inviare la loro gente più indesiderabile negli Stati Uniti”.
Una delle sciocchezze più rilevanti del suo lungo discorso è stata l’affermazione che il suo governo “aveva pianificato di spendere 50 milioni di dollari per acquistare preservativi per Hamas”.
Per vendere un’immagine da supereroe, ha esposto che “ogni nave con droga nei Caraibi uccide 25000 statunitensi”, cifra irreale e fantasiosa per giustificare i bombardamenti eseguiti contro quelle imbarcazioni e l’assassinio dei loro membri dell’equipaggio, senza avere prove che fossero narcotrafficanti, né sottoporli a un processo con il giusto iter legale.
È tornato a mentire ripetendo: “Ho concluso sette guerre e in tutti i casi erano guerre in corso con migliaia di persone uccise”. Nelle guerre inventate ha incluso Egitto ed Etiopia, nazioni che non sono mai state in guerra da quando ha assunto la presidenza. Un’altra delle sue bugie è stata quando ha affermato: “Al popolo canadese piace la mia idea che il Canada diventi il 51° stato degli Stati Uniti”.
Diverse agenzie di stampa e importanti reti televisive hanno contato fino a 50 menzogne durante il suo discorso alla nazione, una ogni 22 secondi, un fatto che potrebbe costituire un record mondiale.
Tuttavia, nessuno di quei giornalisti che lo definiscono bugiardo e persino squilibrato, osa dirgli che mente quando accusa Cuba di essere “un paese che mette a rischio la sicurezza nazionale degli Stati Uniti”; che è “uno stato sponsor del terrorismo”; che viola i diritti umani, la libertà religiosa, di stampa e quante falsità espone per giustificare la sua criminale guerra economica, commerciale e finanziaria che mira a far morire di fame e malattie un intero popolo.
Per coloro che hanno poca memoria, è necessario ricordare che quando Trump e il suo segretario di Stato, Marco Rubio, affermano che Cuba è uno “stato fallito”, omettono slealmente le leggi approvate dagli USA contro Cuba, al fine di impedire il suo sviluppo economico e con esso la soddisfazione dei bisogni del suo popolo.
Perché la grande stampa yankee non pubblica queste leggi e le fa conoscere al popolo nordamericano?
Dovrebbero pubblicare la Legge sul Commercio con il Nemico del 1917, sezione 5.b., applicata a Cuba dal 19 ottobre 1960. La Legge sulla Cooperazione Internazionale del 1961, sezione 620.a. Il Decreto N. 3447 Risoluzione Federale N. 1085, Embargo sul commercio con Cuba del 1962. Le regolamentazioni sul Controllo dei Beni Cubani del 1963. La Legge per l’Amministrazione delle Esportazioni del 1979.
La Legge per la Democrazia a Cuba del 1992, nota anche come Legge Torricelli. La Legge per la Libertà e la Solidarietà Democratica Cubana del 1996 (Legge Helms-Burton). La Legge sulle Sanzioni Commerciali e l’Incremento del Commercio del 2000 e le sanzioni che gravano su quelli inclusi nella lista dei Paesi Sponsor del Terrorismo.
Sarebbe importante che il popolo statunitense e del mondo conoscesse che Cuba è l’unico Paese che resiste a questa guerra economica, commerciale e finanziaria da 67 anni, per ostacolare il suo sviluppo, e poi hanno la sfacciataggine di definirla uno “stato fallito” che deve cambiare il suo sistema perché incapace di soddisfare la sua popolazione.
Quale nazione sopporterebbe tante sanzioni senza arrendersi?
Quella stampa USA deve divulgare le più di 240 sanzioni imposte a Cuba da Trump dal 2019, che includono tutti gli hotel del Paese, anche quelli ancora in costruzione, per colpire il turismo, principale settore che apporta valuta al paese.
Il 9 ottobre 2019 il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, disse in un comunicato: “Attraverso cambiamenti normativi, il Tesoro sta negando a Cuba l’accesso alle valute estere”.
L’Ufficio per il Controllo dei Beni Stranieri del Dipartimento del Tesoro, OFAC, ha anche proibito che banche USA processino transazioni bancarie relative a Cuba tramite terzi, operazioni note come transazioni U-turn, sebbene da anni ormai, la maggior parte delle banche già rifiutasse queste operazioni per timore di violare le regolamentazioni del blocco a Cuba.
Da giugno 2019, il governo di Trump ha proibito i viaggi di navi da crociera USA a Cuba, per interrompere il flusso di risorse finanziarie e invertire il processo di riavvicinamento tra i due paesi promosso dall’amministrazione di Barack Obama.
Un’altra delle sue misure è stata quella di sanzionare i capi delle missioni mediche cubane all’estero, per impedire l’entrata di denaro tramite questa via, qualcosa che ora Marco Rubio come segretario di Stato, attua mediante l’incremento di pressioni e minacce ai governi che assumono i cubani, professionisti che aiutano solo quei popoli.
Si saranno dimenticati di queste sanzioni coloro che definiscono Cuba uno “stato fallito“? Le stesse entrarono in vigore il 21 ottobre 2019, come fu la negazione di licenze per il noleggio di aeromobili a linee aeree statali cubane. L’imposizione della regola del 10%, consistente nel negare qualsiasi riesportazione a Cuba di articoli stranieri che contengano più del 10% di componenti USA.
Cosa dire della limitazione alle esportazioni di beni destinati a migliorare l’infrastruttura di telecomunicazioni cubana. E la proibizione dell’uso di denaro federale per lo scambio culturale con Cuba, approvata il 4 novembre 2019, a cui si è aggiunta la regolamentazione per impedire l’assistenza degli USA in programmi educativi.
Allo stesso modo, il 3 dicembre 2019 l’Ufficio per il Controllo dei Beni Stranieri del Dipartimento del Tesoro, ha sanzionato varie navi che trasportavano petrolio dal Venezuela, per impedire che Cuba ottenesse petrolio.
È lunga la lista delle sanzioni degli yankee contro una piccola isola delle Antille, solo per il delitto di aver resistito con coraggio per la sua sovranità e indipendenza, di fronte a quell’impero che pretende di dominare il mondo, situazione che necessita di divulgazione affinché si conosca la verità e non imperi la matrice d’opinione fabbricata dagli USA di “volere il meglio per il popolo cubano”.
Giusto fu José Martí quando scrisse: “Questi tempi non sono per coricarsi con il fazzoletto in testa, ma con le armi come cuscino”.
Por Arthur González
Todos están al tanto de los antecedentes penales que acumula el actual presidente de Estados Unidos, unido a su estrecha vinculación con el enfermo sexual Jeffrey Epstein, por tanto, no es de extrañar que en su discurso a la nación del pasado 24 de febrero de 2026, haya dicho varias docenas de mentiras sin sonrojarse.
Entre esas mentiras están su afirmación de “haber logrado en 2025, entre 17 y 18 billones de dólares en inversiones”. Igualmente mintió al asegurar que “todos los precios están más bajos” y haber “reducido los precios de los medicamentos recetados entre un 2.000 % y un 3.000 %”.
Como si la mayoría de los estadounidenses fueran tontos, afirmó: “Durante los pasados seis meses, no hubo asesinatos en Washington”, cuando se conoce que en los últimos seis meses se registraron más de 50 homicidios, según consta en los archivos de la policía.
Al igual que un prestidigitador, Trump aseguró: “Invadí Los Ángeles y abrí el agua”; El gobernador demócrata de Maryland me calificó como “el mejor presidente que había conocido en su vida” y “Numerosos líderes extranjeros vaciaron prisiones e instituciones mentales para enviar a su gente más indeseable a Estados Unidos”.
Uno de los disparates más relevantes de su extenso discurso, fue la aseveración de que su gobierno “había planeado gastar 50 millones de dólares en adquirir condones para Hamas”.
Para vender una imagen de super héroe, expuso que “cada barco con droga en el Caribe mata a 25.000 estadounidenses”, cifra irreal y fantasiosa para justificar los bombardeos ejecutados contra esas lanchas y el asesinato de sus tripulantes, sin tener pruebas de ser narcotraficantes, ni someterlos a un juicio con el debido proceso legal.
Volvió a mentir al repetir: “Terminé siete guerras y en todos los casos fueron guerras en curso con miles de personas asesinadas”. En las inventadas guerras incluyó a Egipto y Etiopía, naciones que nunca han estado en guerra desde que asumió la presidencia. Otra de sus mentiras fue cuando afirmó: “Al pueblo canadiense le gusta mi idea de que Canadá se convierta en el estado número 51 de los Estados Unidos”.
Varias agencias de prensa e importantes cadenas televisivas, contaron hasta 50 mentiras durante su discurso a la nación, una cada 22 segundos, algo que pudiera constituir un récord mundial.
Sin embargo, ninguno de esos periodistas que lo califican de mentiroso y hasta desequilibrado, se atreven a decirle que miente cuando acusa a Cuba de ser “un país que pone en riesgo la seguridad nacional de Estados Unidos”; que es “un estado patrocinador del terrorismo”; violador de los derechos humanos; de la libertad religiosa; de prensa y cuantas falsedades expone para justificar su criminal guerra económica, comercial y financiera que persigue matar de hambre y enfermedades a todo un pueblo.
Para quienes tienen mala memoria, es preciso recordarles que cuando Trump y su secretario de Estado, Marco Rubio, aseveran que Cuba es un “estado fallido”, omiten alevosamente las leyes aprobadas por Unidos Estados contra Cuba, con el fin de evitar su desarrollo económico y con ello la satisfacción de las necesidades de su pueblo.
¿Por qué la gran prensa yanqui no publica esas leyes y las da a conocer ante el pueblo norteamericano?
Deberían publicar la Ley de Comercio con el Enemigo de 1917, sección 5.b., aplicada a Cuba desde el 19 de octubre de 1960. La ley de Cooperación Internacional de 1961, sección 620.a. El Decreto N0 3447 Resolución Federal N0 1085, Embargo sobre el comercio con Cuba de 1962. Las regulaciones al Control de los Activos Cubanos de 1963. La ley para la Administración de las Exportaciones de 1979.
La ley para la Democracia en Cuba de 1992, conocida también como Ley Torricelli. La ley para la Libertad y la Solidaridad Democrática Cubanas de 1996 (Ley Helms-Burton). La ley de Sanciones Comerciales e Incremento del Comercio de 2000 y las sanciones que pesan sobre aquellos incluidos en la lista de Países Patrocinadores del Terrorismo.
Sería importante que el pueblo estadounidense y del mundo, conociera que Cuba es el único país que resiste esa guerra económica, comercial y financiera desde hace 67 años, para entorpecer su desarrollo, y después tienen la desvergüenza de calificarla como un “estado fallido” y tiene que cambiar su sistema que es incapaz de satisfacer a su población.
¿Qué nación soportaría tantas sanciones sin rendirse?
Esa prensa estadounidense debe divulgar las más de 240 sanciones impuestas a Cuba por Trump desde el 2019, que incluyen todos los hoteles del país, incluso los que aún están en construcción, para afectar el turismo, principal sector que aporta divisas al país.
El 9 de octubre de 2019 el secretario del Tesoro, Steven Mnuchin, dijo en un comunicado. “A través de cambios regulatorios, el Tesoro está negando el acceso de Cuba a las divisas”.
La Oficina de Control de Activos Extranjeros del Departamento del Tesoro, OFAC, también prohibió que bancos estadounidenses procesen transacciones bancarias relacionadas con Cuba a través de terceros, operaciones conocidas como transacciones U-turn en inglés, aunque desde años atrás, la mayoría de los bancos ya rechazaban esas operaciones por temor a incumplir las regulaciones del bloqueo a Cuba.
Desde junio de 2019, el gobierno de Trump prohibió los viajes de cruceros estadounidenses a Cuba, para cortar el flujo de recursos financieros y revertir el proceso de acercamiento entre los dos países promovido por la administración de Barack Obama.
Otra de sus medidas fue la de sancionar a los jefes de las misiones médicas cubanas en el extranjero, para impedir la entrada de dinero por esa vía, algo que ahora Marco Rubio como secretario de Estado, instrumenta mediante el incremento de presiones y amenazas a los gobiernos que contratan a los cubanos, profesionales que solo ayudan a esos pueblos.
¿Se habrán olvidado de estas sanciones aquellos que califican a Cuba de “estado fallido”? Las mismas entraron en vigor el 21 de octubre de 2019, como fue la denegación de licencias para el arrendamiento de aeronaves a aerolíneas estatales cubanas. La imposición de la regla del 10%, consistente en denegar cualquier reexportación a Cuba de artículos extranjeros que contengan más de un 10 % de componentes estadounidenses.
Qué decir de la limitación a las exportaciones de bienes destinados a mejorar la infraestructura de telecomunicaciones cubanas. Y la prohibición del uso de dinero federal para el intercambio cultural con Cuba, aprobada el 4 de noviembre de 2019, a lo que se sumó la regulación para impedir la asistencia de Estados Unidos en programas educacionales.
Asimismo, el 3 de diciembre de 2019 la Oficina de Control de Activos Extranjeros del Departamento del Tesoro, sancionó a varios buques que transportaban petróleo desde Venezuela, para impedir que Cuba obtuviera petróleo.
Es larga la lista de sanciones de los yanquis contra una pequeña isla de las Antillas, solo por el delito de haber resistido con valentía su soberanía e independencia, ante ese imperio que pretende dominar al mundo, situación que necesita divulgación para que se conozca la verdad y no impere la matriz de opinión fabricada por Estados Unidos de “querer lo mejor para el pueblo cubano”.
Certero fue José Martí cuando escribió: “Estos tiempos no son para acostarse con el pañuelo en la cabeza, sino con las armas como almohada”.

