Daniel «Narco» Noboa: chi è il presidente dell’Ecuador?

La decisione del presidente ecuadoriano Daniel Noboa di espellere senza motivo i diplomatici cubani da quel Paese non è stato un atto isolato. È avvenuta due giorni prima che Donald Trump convocasse a Miami quella che il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha definito una «piccola assemblea reazionaria e neocoloniale» con 12 regimi della destra regionale.

La connessione è evidente: Noboa si è inginocchiato davanti a Trump per ingraziarsi l’attuale amministrazione USA.

Come ha detto il nostro presidente, l’azione è stata «ingiustificata, ostile e inamichevole, un fatto senza precedenti che danneggia le storiche relazioni di amicizia e cooperazione tra i nostri popoli». La sua diagnosi: risponde a «una chiara sottomissione agli interessi imperiali».

Il ministro degli Esteri cubano, in una nota del Ministero delle Relazioni Estere, ha approfondito questa linea: «Non sembra casuale che la misura sia stata adottata in un contesto caratterizzato dal rafforzamento dell’aggressione degli Stati Uniti contro Cuba e dalle forti pressioni del governo di quel paese su terzi Stati affinché si uniscano a tale politica, a pochi giorni dall’Assemblea convocata a Miami».

Chi è Daniel Noboa: un presidente nato a Miami

 

Per capire la decisione di Noboa, è opportuno ripercorrere la sua biografia. È nato a Miami, in Florida, il 30 novembre 1987, e si è laureato alla George Washington University nel 2022. Suo padre è il banchiere miliardario Álvaro Noboa, che ha tentato di raggiungere la presidenza dell’Ecuador in diverse occasioni senza successo.

Noboa, del partito Azione Democratica Nazionale, ha assunto il potere il 23 novembre 2023 fino al maggio 2025, ed è stato rieletto in mezzo a denunce di frode elettorale contro la candidata progressista Luisa Gonzáles del Movimento Rivoluzione Cittadina.

Dal suo insediamento, i problemi si sono accumulati:

Aumento della violenza e del narcotraffico.

Mancanza di progressi nella riduzione dell’insicurezza.

Blackout elettrici ricorrenti.

Cattiva gestione governativa con peggioramento degli indicatori economici.

Disoccupazione crescente.

Un allineamento totale con gli USA.

Alla fine di agosto del 2024, l’allora capo del Comando Sud USA, colonnello Laura Richardson, e il capo del Comando Congiunto delle Forze Armate dell’Ecuador, Jaime Patricio Vela Erazo, hanno firmato un accordo militare che consente operazioni congiunte e la partecipazione di truppe USA nella nazione andina. L’accordo apre anche la porta all’istituzione di basi nordamericane a Malta e nelle isole Galapagos.

Le accuse che avvolgono Noboa: narcotraffico e assassinio

 

Al di là della decisione contro Cuba, il presidente ecuadoriano accumula denunce gravi che hanno preso forma in inchieste giornalistiche e dichiarazioni giudiziarie.

Il controllo del narcotraffico

Un’analisi del portale specializzato InsightCrime definisce l’Ecuador come una «autostrada della cocaina verso gli Stati Uniti e l’Europa», e sottolinea che non è più un paese «di transito della droga, ma uno dove si immagazzina, si esporta e persino si processa».

Secondo InsightCrime, la Corporación Noboa controlla il 75% delle esportazioni di banane ed è l’unica azienda che lascia i suoi prodotti nei porti più grandi del mondo con la propria flotta navale.

La rivista colombiana Raya, che ha avuto accesso a documenti della polizia ecuadoriana, dettaglia come l’azienda bananiera della famiglia del presidente Daniel Noboa sia coinvolta nell’esportazione di più di mezza tonnellata di cocaina dal 2020 verso vari paesi d’Europa. La droga viene mimetizzata in mezzo a scatole di banane nei porti di Guayaquil.

L’assassinio di Fernando Villavicencio

Noboa è stato implicato anche nell’assassinio nel 2023 del candidato presidenziale Fernando Villavicencio.

La vedova di Villavicencio ha accusato direttamente Daniel Noboa e Diana Salazar, ex procuratrice generale, di essere dietro la morte di suo marito, cosa che, secondo lei, ha permesso a Noboa di vincere le elezioni tramite frode.

Recentemente, Wilmer Chavarría, noto come Pipo, detenuto in Spagna lo scorso novembre e massimo capo della banda criminale Los Lobos, ha accusato Noboa di aver ordinato l’assassinio. Davanti alla Procura di Saragozza, Chavarría ha dichiarato che una persona vicina al ministro dell’Interno, John Reimberg, gli aveva manifestato che il delitto fu ordinato da Noboa per il timore che Villavicencio vincesse le elezioni.

L’assemblea di Miami: lo scenario della “genuflessione”

 

In questo contesto di accuse, Noboa è arrivato alla cosiddetta Assemblea “Scudo delle Americhe” convocata da Trump a Miami. Il suo gesto verso l’ospite è stato quello di regalargli la sua decisione di espellere i funzionari diplomatici cubani.

La lettura è chiara: Noboa cerca di ingraziarsi Washington per mantenere l’appoggio mentre le accuse contro di lui si accumulano.

Il presidente cubano Díaz-Canel ha riassunto la situazione con una frase categorica: «Senza morale e con numerosi fatti delittuosi a suo carico, al pari del suo ospite, si può parafrasare il vecchio proverbio: Trump paga i suoi traditori ma li disprezza».

Cuba: etica contro sottomissione

 

Di fronte a questo panorama, il governo cubano rivendica la sua posizione. «Nel frattempo, Cuba, con la sua immensa forza etica, continuerà a brillare come faro di libertà, sovranità e indipendenza per tutta l’America Latina», conclude l’analisi di Hedelberto López Blanch.

L’espulsione dei diplomatici cubani, più che un gesto isolato di Noboa, si inserisce in una strategia regionale di Washington per isolare l’Isola. Ma L’Avana risponde con denuncia pubblica e appellandosi alla storia di relazioni fraterne con i popoli latinoamericani, al di là dei governi di turno.


Daniel «Narco» Noboa: ¿Quién es el presidente de Ecuador?

 

La decisión del mandatario ecuatoriano Daniel Noboa de expulsar sin motivos a los diplomáticos cubanos de ese país no fue un acto aislado. Ocurrió dos días antes de que Donald Trump convocara en Miami lo que el presidente cubano Miguel Díaz-Canel calificó como una «pequeña cumbre reaccionaria y neocolonial» con 12 regímenes de la derecha regional. 

La conexión es evidente: Noboa se arrodilló ante Trump para congraciarse con la actual administración estadounidense. 

Como dijo nuestro presidente, la acción fue «injustificada, hostil e inamistosa, un hecho sin precedentes que daña las históricas relaciones de amistad y cooperación entre nuestros pueblos». Su diagnóstico: responde a «una clara sumisión a intereses imperiales». 

El canciller cubano, en un comunicado del Ministerio de Relaciones Exteriores, profundizó en esa línea: «No parece casual que haya sido tomada la medida en un contexto caracterizado por el reforzamiento de la agresión de Estados Unidos contra Cuba y de las fuertes presiones del Gobierno de ese país a terceros Estados para que se sumen a esa política, a escasos días de la Cumbre convocada en Miami». 

Quién es Daniel Noboa: un presidente nacido en Miami 

Para entender la decisión de Noboa, conviene repasar su biografía. Nació en Miami, Florida, el 30 de noviembre de 1987, y se graduó en la universidad George Washington en 2022. Su padre es el multimillonario banquero Álvaro Noboa, quien intentó alcanzar la presidencia de Ecuador en varias ocasiones sin éxito. 

Noboa, del partido Acción Democrática Nacional, asumió el poder el 23 de noviembre de 2023 hasta mayo de 2025, y fue reelegido en medio de denuncias de fraude electoral ante la candidata progresista Luisa Gonzáles del Movimiento Revolución Ciudadana. 

Desde su investidura, los problemas se han acumulado: 

Aumento de la violencia y el narcotráfico.

Falta de avances en la reducción de la inseguridad.

Apagones de electricidad recurrentes.

Mala gestión gubernamental con empeoramiento de indicadores económicos.

Desempleo creciente. 

Un alineamiento total con Estados Unidos. 

A finales de agosto de 2024, la entonces jefa del Comando Sur de Estados Unidos, coronela Laura Richardson, y el jefe del Comando Conjunto de las Fuerzas Armadas de Ecuador, Jaime Patricio Vela Erazo, firmaron un convenio militar que permite operaciones conjuntas y la participación de tropas estadounidenses en la nación andina. El acuerdo también abre la puerta al establecimiento de bases norteamericanas en Malta y en las islas Galápagos. 

Las acusaciones que envuelven a Noboa: narcotráfico y asesinato

Más allá de la decisión contra Cuba, el presidente ecuatoriano acumula denuncias graves que han ido tomando forma en investigaciones periodísticas y declaraciones judiciales. 

El control del narcotráfico 

Un análisis del portal especializado InsightCrime define a Ecuador como una «autopista de la cocaína hacia Estados Unidos y Europa», y señala que ya no es un país «de tránsito de la droga, sino uno donde se almacena, se exporta e incluso se procesa». 

Según InsightCrime, la Corporación Noboa controla el 75 por ciento de las exportaciones de banano y es la única empresa que deja sus productos en los puertos más grandes del mundo con su propia flota naviera. 

La revista colombiana Raya, que tuvo acceso a documentos de la policía ecuatoriana, detalla cómo la empresa bananera de la familia del presidente Daniel Noboa está involucrada con la exportación de más de media tonelada de cocaína desde 2020 a varios países de Europa. La droga se camufla en medio de cajas de bananos en puertos de Guayaquil. 

El asesinato de Fernando Villavicencio 

A Noboa se le ha implicado también en el asesinato en 2023 del candidato presidencial Fernando Villavicencio. 

La viuda de Villavicencio acusó directamente a Daniel Noboa y a Diana Salazar, exfiscal general, de estar detrás de la muerte de su esposo, lo que, según ella, permitió que Noboa ganara las elecciones mediante fraude. 

Recientemente, Wilmer Chavarría, conocido como Pipo, detenido en España en noviembre pasado y máximo líder de la banda delictiva Los Lobos, acusó a Noboa de ordenar el asesinato. Ante la Fiscalía de Zaragoza, Chavarría declaró que una persona cercana al ministro del Interior, John Reimberg, le había manifestado que el crimen fue ordenado por Noboa ante el temor de que Villavicencio ganara las elecciones.

 La cumbre de Miami: el escenario del «arrodillamiento» 

En ese contexto de acusaciones, Noboa llegó a la denominada Cumbre «Escudo de las Américas» convocada por Trump en Miami. Su gesto hacia el anfitrión fue entregarle como regalo su decisión de expulsar a los funcionarios diplomáticos cubanos. 

La lectura es clara: Noboa busca congraciarse con Washington para mantener respaldo mientras las acusaciones en su contra se acumulan. 

El presidente cubano Díaz-Canel resumió la situación con una frase contundente: «Sin moral y con numerosos hechos delictivos en su contra, al igual que su anfitrión, se puede parafrasear el viejo refrán: Trump paga a sus traidores pero los desprecia». 

Cuba: ética frente a sumisión 

Frente a este panorama, el gobierno cubano reivindica su posición. «Mientras tanto, Cuba, con su inmensa fuerza ética, continuará brillando como faro de libertad, soberanía e independencia para toda América Latina», concluye el análisis de Hedelberto López Blanch. 

La expulsión de los diplomáticos cubanos, más que un gesto aislado de Noboa, se inscribe en una estrategia regional de Washington para aislar a la Isla. Pero La Habana responde con denuncia pública y apelando a la historia de relaciones fraternales con los pueblos latinoamericanos, más allá de los gobiernos de turno.                                                                                                                

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