Messaggio di Miguel Díaz-Canel Bermúdez, Presidente della Repubblica di Cuba, alla II Conferenza Internazionale sulle Misure Coercitive Unilaterali. Ginevra, 9 aprile del 2026
Stimata Alena Douhan, relatrice speciale sull’impatto negativo delle misure coercitive unilaterali sui diritti umani:
Distinti partecipanti a questa importante Conferenza:
Pochi giorni fa, l’arrivo di una nave petroliera russa in porto cubano è stato titolo notiziario in tutto il mondo. Centinaia di mezzi di comunicazione hanno seguito la rotta della petroliera con insolito interesse. Durava da più di tre mesi il blocco energetico a Cuba, cioè, la minaccia di applicare misure coercitive a qualsiasi Paese che, nell’uso delle sue prerogative sovrane, esporti combustibile a Cuba.
Di fronte al criminale proposito di asfissiare la nostra economia, le 100 mila tonnellate di combustibile della nave Anatoly Kolodkin sono diventate un fatto assolutamente straordinario, che il popolo cubano ha celebrato in tutti i modi possibili.
Perché? Quando un atto così comune tra nazioni sovrane si trasforma in un evento così straordinario? La risposta è molto semplice: quando si castiga un intero popolo, privandolo di risorse e mezzi essenziali per il suo sostentamento, con il criminale proposito di fare esplodere la sua economia.
Cuba è vittima di un castigo collettivo prolungato che pretende inginocchiare il suo popolo per fame, malattie e dure mancanze di input basilari. Questa politica di asfissia si aggiunge a 65 anni della guerra economica, commerciale e finanziaria più severa e prolungata applicata contro Paese alcuno, che è stata codificata attraverso un minuzioso e perverso sistema di misure coercitive unilaterali, disegnato per provocare una esplosione sociale e violentare l’ordine costituzionale legittimamente stabilito dai cubani in esercizio del nostro diritto all’autodeterminazione.
Nell’impedire l’arrivo di combustibile a Cuba, il governo USA viola in maniera flagrante, deliberata e ingiustificata i diritti umani di un intero popolo, così come la libertà di commercio di terzi paesi.
A Cuba, si stanno vivendo prolungati tagli giornalieri di elettricità, scarsità di acqua e gas liquefatto, ciò che rende un affanno la realizzazione delle faccende domestiche.
Più di 96 mila cubani, inclusi 11 mila bambini, si trovano in attesa di interventi chirurgici, a causa della mancanza di elettricità e nonostante lo sforzo delle istituzioni sanitarie in funzione di trovare soluzioni. Più di 16 mila pazienti che necessitano di radioterapia e 2 mila 888 che dipendono da emodialisi sono colpiti dalla paralisi di servizi che richiedono stabilità energetica.
I centri scolastici e universitari hanno dovuto riadattare i loro programmi di studi e ricorrere a modalità semipresenziali per garantire la continuità del processo docente educativo. Il trasporto pubblico e privato si trova praticamente paralizzato per mancanza di combustibile. Il sistema imprenditoriale e la produzione di cibo sono stati duramente impattati e incapaci di garantire input basilari.
Oltre a queste cifre, è impossibile contabilizzare l’esaurimento fisico e psicologico, le mancanze quotidiane, il rinvio dei sogni e la guerra mediatica a cui si sottomette, solo per malvagità, un popolo nobile, resiliente e solidale come il nostro.
Quale Paese può vivere e svilupparsi sotto questa pressione? Quale diritto ha la principale potenza economica mondiale di commettere simile abuso contro un piccolo paese in via di sviluppo?
Permetteranno le Nazioni Unite e gli Stati sovrani che si oltraggi il Diritto Internazionale e si tenti di tornare a epoche di vassallaggio, barbarie colonizzazione e schiavitù?
Dalle istituzioni internazionali dobbiamo fare molto di più per denunciare e affrontare le misure coercitive unilaterali che si impongono e rafforzano, non solo contro Cuba, ma anche contro numerosi paesi in via di sviluppo.
Questa Conferenza Internazionale è un’opportunità per visibilizzare il loro impatto e realizzare proposte orientate all’azione. Da Cuba, promuoviamo la creazione di un Gruppo di Lavoro del Consiglio dei Diritti Umani, composto da vari esperti, che offra un’attenzione più ampia e specializzata a questo tema.
Sosteniamo ugualmente, per l’adozione di uno strumento internazionale giuridicamente vincolante, che richieda il levantamento immediato di queste misure e la rendizione di conti dei responsabili.
Nonostante l’avverso contesto attuale, Cuba confida e punta sul multilateralismo e la diplomazia, come gli unici strumenti efficaci per il mantenimento della pace, la convivenza civilizzata e lo sviluppo sostenibile.
Da questa piccola nazione che resiste con dignità alle angherie del blocco in tutte le sue aggressive varianti, ringrazio profondamente le dimostrazioni di solidarietà internazionale e appoggio che abbiamo ricevuto in queste ore difficili.
Ringrazio l’Alto Commissario Volker Turk, ai titolari dei mandati tra altri esperti internazionali, per la loro ferma opposizione al blocco contro Cuba e la denuncia sistematica della sua illegalità e dell’impatto incalcolabile nei diritti umani delle cubane e dei cubani.
Vi assicuro che il popolo cubano non dimenticherà coloro che, di fronte al sopruso e al ricatto, si sono collocati dalla parte della giustizia e hanno alzato le loro mani e voci, senza paura, per difendere il diritto di questo eroico popolo a vivere e a scegliere sovranamente il suo destino.
Nello stesso modo, vi assicuro che il popolo cubano difenderà, di fronte all’appetito vorace dell’impero che ci aggredisce, ogni palmo del suolo patrio.
Molte grazie.
Mensaje de Miguel Díaz-Canel Bermúdez, Presidente de la República de Cuba, en la II Conferencia Internacional sobre Medidas Coercitivas Unilaterales. Ginebra, 9 de abril del 2026
Estimada Alena Douhan, relatora especial sobre el impacto negativo de las medidas coercitivas unilaterales en los derechos humanos:
Distinguidos participantes en esta importante Conferencia:
Hace pocos días, la llegada de un buque petrolero ruso a puerto cubano fue titular noticioso en todo el mundo. Cientos de medios siguieron la ruta del tanquero con inusual interés. Cumplía más de tres meses el bloqueo energético a Cuba, es decir, la amenaza de aplicar medidas coercitivas a cualquier país que, en uso de sus prerrogativas soberanas, exporte combustible a Cuba.
Frente al criminal propósito de asfixiar nuestra economía, las 100 mil toneladas de combustible del barco Anatoly Kolodkin se convirtieron en un hecho absolutamente extraordinario, que el pueblo cubano celebró de todas las maneras posibles.
¿Por qué?¿Cuándo un acto tan común entre naciones soberanas se transforma en un suceso tan extraordinario? La respuesta es muy sencilla: cuando se castiga a todo un pueblo, privándolo de recursos y medios esenciales para su sostenimiento, con el criminal propósito de hacer estallar su economía.
Cuba es víctima de un castigo colectivo prolongado que pretende arrodillar a su pueblo por hambre, enfermedades y duras carencias de insumos básicos. Esta política de asfixia se suma a 65 años de la guerra económica, comercial y financiera más severa y prolongada aplicada contra país alguno, que ha sido codificada a través de un minucioso y perverso sistema de medidas coercitivas unilaterales, diseñado para provocar un estallido social y violentar el orden constitucional legítimamente establecido por los cubanos en ejercicio de nuestro derecho a la libre determinación.
Al impedir la llegada de combustible a Cuba, el gobierno de Estados Unidos viola de manera flagrante, deliberada e injustificada los derechos humanos de todo un pueblo, así como la libertad de comercio de terceros países.
En Cuba, se están viviendo prolongados cortes diarios de electricidad, desabastecimiento de agua y gas licuado, lo que convierte en un agobio la realización de las labores domésticas.
Más de 96 mil cubanos, incluidos 11 mil niños, se encuentran a la espera de cirugías, debido a la falta de electricidad y a pesar del esfuerzo de las instituciones de salud en función de encontrar soluciones. Más de 16 mil pacientes que necesitan radioterapia y 2 mil 888 que dependen de hemodiálisis están afectados por la paralización de servicios que requieren estabilidad energética.
Los centros escolares y universitarios han tenido que reajustar sus programas de estudios y acudir a modalidades semipresenciales para garantizar la continuidad del proceso docente educativo. EI transporte público y privado se encuentra prácticamente paralizado por falta de combustible. El sistema empresarial y la producción de alimentos han sido duramente impactados e incapacitados para garantizar insumos básicos.
Más allá de estas cifras, es imposible contabilizar el agotamiento físico y psicológico, las carencias diarias, la posposición de los sueños y la guerra mediática a la que se somete, solo por maldad, a un pueblo noble, resiliente y solidario como el nuestro.
¿Qué país puede vivir y desarrollarse bajo esta presión? Qué derecho tiene la principal potencia económica mundial de cometer semejante abuso contra un pequeño país en desarrollo?
¿Permitirán las Naciones Unidas y los Estados soberanos que se agravie el Derecho Internacional y se intente regresar a épocas de vasallaje, barbarie colonización y esclavitud?
Desde las instituciones internacionales debemos hacer mucho más para denunciar y enfrentar las medidas coercitivas unilaterales que se imponen y refuerzan, no solo contra Cuba, sino también contra numerosos países en desarrollo.
Esta Conferencia Internacional es una oportunidad para visibilizar su impacto y realizar propuestas orientadas a la acción. Desde Cuba, impulsamos la creación de un Grupo de Trabajo del Consejo de Derechos Humanos, conformado por varios expertos, que brinde una atención más amplia y especializada a este tema.
Abogamos igualmente, por la adopción de un instrumento internacional jurídicamente vinculante, que demande el levantamiento inmediato de estas medidas y la rendición de cuentas de los responsables.
A pesar del adverso contexto actual, Cuba confía y apuesta por el multilateralismo y la diplomacia, como las únicas herramientas eficaces para el mantenimiento de la paz, la convivencia civilizada y el desarrollo sostenible.
Desde esta pequeña nación que resiste con dignidad el acoso del bloqueo en todas sus agresivas variantes, agradezco profundamente las muestras de solidaridad internacional y apoyo que hemos recibido en estas horas difíciles.
Agradezco al Alto Comisionado Volker Turk, a los titulares de mandatos entre otros expertos internacionales, por su firme oposición al bloqueo contra Cuba y la denuncia sistemática de su ilegalidad y del impacto incalculable en los derechos humanos de las cubanas y los cubanos.
Les aseguro que el pueblo cubano no olvidará a los que, frente al atropello y el chantaje, se colocaron del lado de la justicia y alzaron sus manos y voces, sin miedo, para defender el derecho de este heroico pueblo a vivir y a elegir soberanamente su destino.
Del mismo modo, les aseguro que el pueblo cubano defenderá, frente al apetito voraz del imperio que nos agrede, cada palmo del suelo patrio.
