Redditi, salari, pensioni e riforma tributaria sul tappeto
Questo 8 aprile, la presidentessa incaricata Delcy Rodríguez ha presentato al Paese un insieme di dichiarazioni, dati e annunci di carattere essenzialmente economico.
La presentazione si è centrata su un sincero e contundente bilancio sulle dinamiche economiche e politiche degli ultimi anni, enfatizzando gli stati di conto principali del Paese riguardo agli effetti delle sanzioni sui redditi nazionali, il finanziamento della Sicurezza Sociale, lo status di salari e pensioni pubbliche, tra altri temi.
Nello stesso modo, ha realizzato un insieme di annunci per attendere a queste questioni indicando la necessità di non ripetere errori del passato e stabilendo un cambio di prospettiva nella gestione dello Stato, la politica economica e l’approccio a settori economici oltre il governo.
LA PERDITA DELLA BASE DI RISORSE
La Presidente (E) ha rivelato un dato duro che illustra le dimensioni del Prodotto Interno Lordo (PIL) reale, rispetto al 2012.
È necessario chiarire che, sebbene il PIL nominale annualizzato abbia registrato una crescita molto maggiore in termini percentuali, il calcolo di questa base del PIL reale si realizza in accordo con la dimensione dell’economia del 2012.
Secondo quanto indicato, alla chiusura del 2025, il PIL reale sarebbe appena del 35,7% della dimensione che ebbe nel 2012. Ciò suggerisce che l’economia venezuelana, in termini reali, è più piccola del 64,3% rispetto al 2012, pertanto, è un’economia che genera meno ingressi netti reali.
La tendenza decrescente nel PIL reale è chiaramente apprezzabile dal 2016, anno in cui prendono corpo le basi legali sanzionatorie degli anni 2014 e 2015, quando il governo USA pubblicò le sue prime leggi e ordini esecutivi che sono stati i pilastri legali di una lista di più di 1000 sanzioni al Venezuela.
Secondo un’immagine divulgata dalla mandataria, l’anno del punto massimo di caduta del PIL reale è stato il 2020, con il 24,9%. Da allora, si è apprezzata una crescita moderata di questo indicatore, la quale suggerisce che l’economia continua a riprendersi, ma rimane lontana dal raggiungere il suo massimo storico e punto di maggiore bonanza.
Il PIL reale del Paese, sebbene si sia ripreso, permane lontano dai livelli del 2012 (Foto: Presidenza della Repubblica Bolivariana del Venezuela)
Rodríguez ha indicato che la relazione tra la caduta del PIL reale è direttamente vincolata alla caduta del valore delle esportazioni nazionali. Secondo quanto segnalato, questa è stata del 91% nel ciclo 2012 e 2020. Cioè, per l’anno 2020 è entrato nel Paese il 9% di quanto entrava nel 2012; ciò è chiaramente associato al boicottaggio alle attività di idrocarburi mediante sanzioni e blocco.
Un’immagine presentata nell’allocuzione suggerisce che dal 2022 e fino al 2025, le esportazioni totali di questi 4 anni hanno appena superato i 93 miliardi di $ e questa cifra continua a essere inferiore agli ingressi del solo anno 2012.
Il degrado del valore delle esportazioni venezuelane ha relazione diretta con le sanzioni alle attività di idrocarburi (Foto: Presidenza della Repubblica Bolivariana del Venezuela)
Ciò che riferisce l’immagine è che i redditi da esportazioni di petrolio e derivati, che sono la base fondamentale del bilancio nazionale, sebbene si siano ripresi negli ultimi anni, sono enormemente minori che nel 2012, anno in cui fu approvata l’attuale Legge Organica del Lavoro (LOTTT).
INFLAZIONE E PERDITA DEL POTERE D’ACQUISTO DEI SALARI
Delcy Rodríguez ha indicato, con necessaria crudezza, un paradosso che esiste nel reddito minimo della classe lavoratrice. Da un lato, il reddito minimo nazionale si è ripreso in un valore equivalente da 30 $ nell’ottobre 2021, fino al suo valore attuale di 190 dollari. Questa ripresa è stata in termini nominali. Ma, in simultaneo, il potere d’acquisto del reddito minimo si è deteriorato gravemente.
Un grafico presentato dalla mandataria illustra in maniera esemplare che nel giugno 2018 si realizzò un aumento dell’ingresso integrale ai lavoratori e, successivamente, l’inflazione polverizzò il potere d’acquisto reale ottenuto in quell’aggiustamento, fino a un drammatico 0,1% in meno di un anno, fino ad aprile 2019.
Esempio che illustra la perdita del potere d’acquisto dei salari, finanziando gli aumenti mediante emissione di bolívares (Foto: Presidenza della Repubblica Bolivariana del Venezuela)
Indicò anche che nel 2022 si realizzò un altro aggiustamento salariale “senza appoggio”, il quale innescò l’inflazione mensile.
L’ingresso nominale si è incrementato, ma il paradosso sta nell’inflazione e nella sedimentazione di quel reddito quando perde il suo potere d’acquisto (Foto: Presidenza della Repubblica Bolivariana del Venezuela)
La premessa è molto semplice: nel caso del settore pubblico, gli incrementi salariali non devono realizzarsi senza rafforzare la base degli ingressi dello Stato. Altrimenti, si ricorre all’emissione di bolívares come meccanismo di finanziarizzazione del deficit fiscale. Ciò implica un incremento della massa monetaria in moneta nazionale accelerando l’inflazione.
Dall’altro lato, sebbene i redditi salariali dei lavoratori privati siano sostanziosi, la capacità reale di acquisto di questi redditi sarà anche diluita se si aggrava l’emissione monetaria per finanziare i salari pubblici. Secondo la più alta funzionaria, ciò fu palpabile nel 2018 e nel 2022. Ci sono lezioni apprese e pratiche che non si devono rieditare.
Allo stesso modo evidenziò la necessità di rompere la tendenza e agire a favore di una correzione strutturale.
SUL SISTEMA DI PENSIONI
La Presidente (E) ha rivelato dati su situazioni pressanti nel sistema di pensioni. Dall’entrata in vigore della Legge di Protezione delle Pensioni, il settore privato ha incrementato il suo contributo, ma questo rappresenta solo il 9% della base di risorse per finanziare il sistema.
Nel frattempo, lo Stato venezuelano paga il 91% del pagamento delle pensioni.
Un dato chiaramente preoccupante è quello del numero di contribuenti versus il numero di pensionati. Nel paese ci sono 5,3 milioni di lavoratori attivi che contribuiscono e 6,2 milioni di jubilati e pensionati.
Relazione attuale del sistema di pensioni: contribuenti e beneficiati (Foto: Presidenza della Repubblica Bolivariana del Venezuela)
Il significato di questi dati si decanta in varie maniere: primieramente, il sistema attuale è inviabile essendoci più dipendenti dal sistema che contribuenti che lo sostengano. In secondo luogo, c’è un chiaro vuoto che ha lasciato la perdita demografica (per migrazione) di popolazione in età economicamente attiva. In terzo luogo, esiste una importante massa lavoratrice non riflessa in questi dati, che permane nel settore informale e che pertanto non contribuisce davanti alla Sicurezza Sociale.
ANNUNCI E MISURE
La presidentessa (e) Rodríguez ha indicato che il prossimo 1º maggio annuncerà un aumento “responsabile” del reddito minimo ai settori dei lavoratori.
Considerando i dati e le riflessioni che ha presentato, ciò suggerisce che sarà un incremento realistico, in accordo con la modesta ripresa degli ingressi nazionali, senza che sia appoggiato mediante l’emissione di bolívares.
Dall’altro lato, ha dichiarato che il modello attuale di pensionati “non è sostenibile”, suggerendo una futura ristrutturazione del sistema di protezione sociale.
In quest’ordine di idee, ha annunciato l’installazione della Commissione per il Dialogo Lavorativo che abbracci la Costituente Lavorativa e di Sicurezza Sociale che è in corso, con partecipazione dello Stato, del settore privato, dei lavoratori e dei pensionati. Lo scopo di ciò sarebbe avanzare nella costruzione di una nuova convenzione lavorativa e anche in un sistema di sicurezza sociale secondo le realtà nazionali.
In un altro ordine di idee, ha firmato la Legge Organica per l’Accelerazione e l’Ottimizzazione di Pratiche e Procedure Amministrative. La firma dello strumento legale segna una pietra miliare nella semplificazione burocratica del Paese. Durante la sua allocuzione, ha spiegato che la nuova normativa dota l’Esecutivo di strumenti giuridici diretti per disarticolare nodi critici nell’amministrazione pubblica, cercando una maggiore efficienza dello Stato.
In materia di riforma tributaria, ha indicato: “Dispongo installare immediatamente il Consiglio Nazionale di Economia per ricevere proposte nell’ordine di un nuovo modello tributario per il Venezuela”.
In questo senso, ha chiesto che questo modello sia più efficiente e anche impulsi piattaforme tecnologiche che permettano al Venezuela di passare a un “livello superiore”.
Si aspetta che una riforma al sistema tributario contribuisca alla sua modernizzazione, riduzione dell’evasione, focalizzazione dei gravami in settori che non compromettano la crescita e l’impiego, e in una efficacia superiore dell’erario pubblico.
La mandataria ha riferito che la ripresa di risorse bloccate, che sono del popolo del Venezuela, si destineranno immediatamente a riabilitare la nostra infrastruttura base (elettricità, acqua, viabilità, scuole, ospedali) e all’investimento produttivo, “che garantisca ingressi sufficienti per migliori pensioni e redditi dei lavoratori”, ha segnalato.
Ha anche indicato che esistono 500 mila abitazioni “congelate” o fuori dal mercato nel Paese. Lo scopo è incorporare queste abitazioni al mercato immobiliare per facilitare l’accesso all’affitto (rendita), specialmente per i giovani e nuove famiglie che non hanno capacità immediata di acquisto.
In tal modo, ha richiesto all’Assemblea Nazionale una riforma delle leggi relative al mercato immobiliare, che costruiscano nuove garanzie per incentivare le attività con garanzie a locatori e locatari.
LE SANZIONI AL CENTRO
Un fattore trasversale nel discorso presidenziale è stato il tema delle sanzioni contro l’economia nazionale. Nuovamente, si è rivolta al governo degli USA e al Paese evidenziando la gravità e peso che continuano a mantenere le misure illegali.
Rodríguez ha annunciato lo sviluppo di un’agenda di mobilitazione sociale, in tutto il Paese, a modo di “pellegrinaggio”, ciò che dà un profilo politico a riferire le sanzioni come un’inerzia che compromettono la stabilizzazione e miglioramento di grandi variabili socioeconomiche.
La mobilitazione è programmata per iniziare il 19 aprile, Giorno della Dichiarazione di Indipendenza del Venezuela e concludere il 1º maggio, Giornata Internazionale della Classe Lavoratrice.
La connotazione di questa agitazione ha una denominazione chiaramente simbolica. Si aspetta che il pellegrinaggio percorra diversi punti del territorio venezuelano per terminare a Caracas.
Dalla prospettiva dell’Esecutivo Nazionale, il ritiro totale delle sanzioni potrebbe significare l’incremento della base di risorse per sostenere gli impegni dello Stato venezuelano e appoggiare le nuove riforme che potrebbero sorgere nella convenzione lavorativa e nel sistema di pensioni del Paese.
Ingresos, salarios, pensiones y reforma tributaria en la palestra ¿Hacia una reforma estructural de la economía venezolana?
Este 8 de abril, la presidenta encargada Delcy Rodríguez presentó al país un conjunto de declaraciones, datos y anuncios de carácter esencialmente económico.
La presentación se centró en un sincero y contundente balance sobre las dinámicas económicas y políticas de los últimos años, enfatizando sobre los estados de cuenta principales del país en cuanto a los efectos de las sanciones sobre los ingresos nacionales, el financiamiento de la Seguridad Social, el estatus de salarios y pensiones públicas, entre otros temas.
Del mismo modo, realizó un conjunto de anuncios para atender estos asuntos indicando la necesidad de no repetir errores del pasado y estableciendo un cambio de perspectiva en la gestión del Estado, la política económica y el abordaje de sectores económicos más allá del gobierno.
LA PÉRDIDA DE LA BASE DE RECURSOS
La Presidenta (E) reveló un dato duro que ilustra las dimensiones del Producto Interno Bruto (PIB) real, con respecto a 2012.
Es necesario aclarar que, si bien el PIB nominal anualizado ha registrado un crecimiento mucho mayor en términos porcentuales, el cálculo de esta base del PIB real se realiza de acuerdo con el tamaño de la economía de 2012.
Según indicó, al cierre de 2025, el PIB real sería apenas de 35,7% del tamaño que tuvo en 2012. Esto sugiere que la economía venezolana, en términos reales, es un 64,3% más pequeña que en 2012, por lo tanto, es una economía que genera menos ingresos netos reales.
La tendencia decreciente en el PIB real es claramente apreciable desde 2016, año en que se toman cuerpo las bases legales sancionatorias de los años 2014 y 2015, cuando el gobierno estadounidense publicó sus primeras leyes y órdenes ejecutivas que han sido los pilares legales de una lista de más de 1000 sanciones a Venezuela.
Según una imagen divulgada por la mandataria, el año del punto máximo de caída del PIB real fue el 2020, con 24,9%. Desde entonces, se ha apreciado un crecimiento moderado de este indicador, lo cual sugiere que la economía sigue recuperándose, pero sigue lejos de alcanzar su máximo histórico y punto de mayor bonanza.
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El PIB real del país, si bien se ha recuperado, permanece lejos de los niveles de 2012 (Foto: Presidencia de la República Bolivariana de Venezuela)
Rodríguez indicó que la relación entre la caída del PIB real está directamente vinculada a la caída del valor de las exportaciones nacionales. Según señaló, esta ha sido de un 91% en el ciclo 2012 y 2020. Es decir, para el año 2020 ingresó al país un 9% de lo que ingresaba en 2012; esto está claramente asociado al boicot a las actividades de hidrocarburos mediante sanciones y bloqueo.
Una imagen presentada en la alocución sugiere que desde 2022 y hasta 2025, las exportaciones totales de esos cuatro años apenas superaron los 93 mil millones de dólares y esa cifra sigue siendo inferior a los ingresos tan solo del año 2012.
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La degradación del valor de las exportaciones venezolanas tiene relación directa con las sanciones a las actividades de hidrocarburos (Foto: Presidencia de la República Bolivariana de Venezuela)
Lo que refiere la imagen es que los ingresos por exportaciones de petróleo y derivados, que son la base fundamental del presupuesto nacional, si bien se han recuperado en los últimos años, son abrumadoramente menores que en 2012, año en que se aprobó la actual Ley Orgánica del Trabajo (LOTTT).
INFLACIÓN Y PÉRDIDA DEL PODER DE COMPRA DE LOS SALARIOS
Delcy Rodríguez indicó, con necesaria crudeza, una paradoja que existe en el ingreso mínimo de la clase trabajadora. Por un lado, el ingreso mínimo nacional se ha recuperado en un valor equivalente desde 30 dólares en octubre de 2021, hasta su valor actual de 190 dólares. Esa recuperación ha sido en términos nominales. Pero, en simultáneo, el poder de compra del ingreso mínimo se ha deteriorado gravemente.
Una gráfica presentada por la mandataria ilustra de manera ejemplar, que en junio de 2018 se realizó un aumento del ingreso integral a los trabajadores y, seguidamente, la inflación pulverizó el poder de compra real logrado en ese ajuste, hasta un dramático 0,1% en menos de un año, hasta abril de 2019.
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Ejemplo que ilustra la pérdida del poder de compra de los salarios, al financiar los aumentos mediante emisión de bolívares (Foto: Presidencia de la República Bolivariana de Venezuela)
También indicó que en 2022 se realizó otro ajuste salarial “sin respaldo”, el cual detonó la inflación mensual.
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El ingreso nominal se ha incrementado, pero la paradoja está en la inflación y la sedimentación de ese ingreso cuando pierde su poder de compra (Foto: Presidencia de la República Bolivariana de Venezuela)
La premisa es muy simple: en el caso del sector público, los incrementos salariales no deben realizarse sin fortalecer la base de ingresos del Estado. De lo contrario, se acude a la emisión de bolívares como mecanismo de financiarización del déficit fiscal. Esto implica un incremento de la masa monetaria en moneda nacional acelerando la inflación.
Por otro lado, aunque los ingresos salariales de los trabajadores privados sean sustanciosos, la capacidad real de compra de esos ingresos también será diluida si se agudiza la emisión monetaria para financiar los salarios públicos. Según la más alta funcionaria, esto fue palpable en 2018 y 2022. Hay lecciones aprendidas y prácticas que no se deben reeditar.
Asimismo destacó la necesidad de romper la tendencia y actuar en favor de una corrección estructural.
SOBRE EL SISTEMA DE PENSIONES
La Presidenta (E) reveló datos sobre situaciones apremiantes en el sistema de pensiones. Desde la puesta en vigencia de la Ley de Protección de las Pensiones, el sector privado ha incrementado su aporte, pero este representa solo el 9% de la base de recursos para financiar el sistema.
Entretanto, el Estado venezolano paga el 91% del pago de pensiones.
Un dato claramente preocupante es el del número de cotizantes versus el número de pensionados. En el país hay 5,3 millones de trabajadores activos cotizando y 6,2 millones de jubilados y pensionados.
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Relación actual del sistema de pensiones: cotizantes y beneficiados (Foto: Presidencia de la República Bolivariana de Venezuela)
El significado de esos datos se decanta de varias maneras: primeramente, el sistema actual es inviable al haber más dependientes del sistema que cotizantes que lo sostengan. En segundo lugar, hay un claro vacío que ha dejado la pérdida demográfica (por migración) de población en edad económicamente activa. En tercer lugar, existe una importante masa trabajadora no reflejada en estos datos, que permanece en el sector informal y que por ende no cotiza ante la Seguridad Social.
ANUNCIOS Y MEDIDAS
La presidenta (e) Rodríguez indicó que el próximo 1º de mayo anunciará un aumento “responsable” del ingreso mínimo a los sectores de trabajadores.
Considerando los datos y reflexiones que ha presentado, ello sugiere que será un incremento realista, de acuerdo con la modesta recuperación de los ingresos nacionales, sin que esté apalancado mediante la emisión de bolívares.
Por otro lado, declaró que el modelo actual de pensionados “no es sostenible”, sugiriendo una futura reestructuración del sistema de protección social.
En ese orden de ideas, anunció la instalación de la Comisión para el Diálogo Laboral que abarque la Constituyente Laboral y de Seguridad Social que está en curso, con participación del Estado, del sector privado, de los trabajadores y los pensionados. El propósito de ello sería avanzar en la construcción de una nueva convención laboral y también en un sistema de seguridad social según las realidades nacionales.
En otro orden de ideas, firmó la Ley Orgánica para la Aceleración y Optimización de Trámites y Procedimientos Administrativos. La firma del instrumento legal marca un hito en la simplificación burocrática del país. Durante su alocución, explicó que la nueva normativa dota al Ejecutivo de herramientas jurídicas directas para desarticular nudos críticos en la administración pública, buscando una mayor eficiencia del Estado.
En materia de reforma tributaria, indicó: “Dispongo instalar inmediatamente el Consejo Nacional de Economía para recibir propuestas en el orden de un nuevo modelo tributario para Venezuela”.
En este sentido, pidió que ese modelo sea más eficiente y también impulse plataformas tecnológicas que permitan a Venezuela pasar a un “nivel superior”.
Se espera que una reforma al sistema tributario contribuya a su modernización, reducción de la evasión, focalización de los gravámenes en sectores que no comprometan el crecimiento y el empleo, y en una eficacia superior de la hacienda pública.
La mandataria refirió que la recuperación de recursos bloqueados, que son del pueblo de Venezuela, se destinarán inmediatamente a rehabilitar nuestra infraestructura básica (electricidad, agua, vialidad, escuelas, hospitales) y a la inversión productiva, “que garantice ingresos suficientes para mejores pensiones e ingresos de los trabajadores”, señaló.
También indicó que existen 500 mil viviendas “congeladas” o fuera del mercado en el país. El propósito es incorporar estas viviendas al mercado inmobiliario para facilitar el acceso al alquiler (renta), especialmente para los jóvenes y nuevas familias que no tienen capacidad inmediata de compra.
De esa manera, solicitó a la Asamblea Nacional una reforma de las leyes relativas al mercado inmobiliario, que construyan nuevas garantías para incentivar la actividades con garantías a arrendadores y arrendatarios.
LAS SANCIONES EN EL CENTRO
Un factor transversal en el discurso presidencial fue el tema de las sanciones contra la economía nacional. Nuevamente, se ha dirigido al gobierno de los Estados Unidos y al país destacando la gravedad y peso que siguen manteniendo las medidas ilegales.
Rodríguez anunció el desarrollo de una agenda de movilización social, en todo el país, a modo de “peregrinaje”, lo cual da un perfil político a referir a las sanciones como una inercia que comprometen la estabilización y mejoramiento de grandes variables socioeconómicas.
La movilización está programada para iniciar el 19 de abril, Día de la Declaración de Independencia de Venezuela y concluir el 1º de mayo, Día Internacional de la Clase Trabajadora.
La connotación de esta agitación tiene una denominación claramente simbólica. Se espera que la peregrinación recorra diversos puntos del territorio venezolano para terminar en Caracas.
Desde la perspectiva del Ejecutivo Nacional, el retiro total de las sanciones podría significar el incremento de la base de recursos para sostener los compromisos del Estado venezolano y apalancar las nuevas reformas que podrían surgir en la convención laboral y el sistema de pensiones del país.






