José Manzaneda, coordinatore di Cubainformación
Tradotto da: Elena Masera Arigoni
«Non ci sarà pace senza le donne» è il titolo di un recente documentario dei giornalisti Patricia Simón e Álex Zapico, che racconta le violazioni dei diritti umani delle donne palestinesi da parte dell’esercito israeliano (1).
Simón, inoltre, ha trattato altre notizie sul genocidio palestinese, facendoci conoscere i massacri, le persecuzioni e le torture perpetrate dal sionismo (2). Ma vi immaginate se i suoi titoli fossero “La Palestina che non vuole né Netanyahu né la resistenza”? O “Il popolo palestinese vittima di Israele e delle sue organizzazioni”? Riuscite a immaginare se la giornalista attribuisse la colpa del dramma umano e del genocidio palestinese, in maniera equidistante, allo Stato di Israele e alle forze palestinesi? Il rifiuto sarebbe scandaloso. Anche da parte della stampa “progressista” spagnola che, di solito, la assolda per i suoi lavori.
Tuttavia, nel caso di Cuba, un paese sottoposto a un genocidio silenzioso, a una brutale guerra economica da parte degli Stati Uniti che miete migliaia di vittime, la faccenda cambia. E gli stessi giornalisti, che hanno appena visitato l’isola, ci propongono titoli del tipo: «La Cuba che non vuole né Trump né il regime» (3) o «Il popolo cubano, vittima degli Stati Uniti e del regime castrista» (4).
Un quadro selettivo e manipolato
Che la popolazione di Gaza e quella di Cuba siano esauste, che «non ne possano più», non è un segreto per nessuno. Sono vittime di due strategie di sterminio volte a porre fine ai loro progetti politici. Ma vi immaginate che le donne scelte per il citato documentario sulla Palestina invocassero la resa davanti a Israele? Al contrario, sono tutte voci dignitose e resilienti. Perché, allora, la selezione di testimonianze a Cuba è un ritratto di disfattisti e rinunciatari che, secondo l’autrice, rappresentano “il puzzle cubano” (5)? «A Cuba ogni passo che bisogna compiere per arrivare alla fine della giornata con dignità è una corsa a ostacoli estenuante che il regime ha venduto al mondo come una dimostrazione della capacità di resistenza del suo popolo di fronte all’imperialismo statunitense, un popolo esausto, sfinito, che ripete a chiunque voglia ascoltarlo con diverse intonazioni, coniugazioni e volumi che non ce la fa più, che non ne può più».
Cuba non è questo spettro selettivo e manipolato. La sua popolazione è impoverita, stanca, sfinita, è vero. Questo è, proprio, l’obiettivo di una guerra economica e cognitiva attuata con precisione, un budget enorme e migliaia di agenti della Comunità di intelligence, del Dipartimento del Tesoro, decine di ambasciate e centinaia di collaborazionisti dentro e fuori Cuba. Negli ultimi sette anni, l’economia cubana è stata devastata da missili (sanzioni e minacce a terzi) che hanno distrutto ogni fonte di reddito, investimento o credito. Non è retorica. È assolutamente provato. Ma, anche in queste circostanze estreme, sull’isola ci sono milioni di persone che, consapevoli di chi sia il loro carnefice, sono disposte a combattere fino alla morte e si addestrano per farlo (6).
L’agenda per la narrazione
La sua agenda selettiva di interviste a Cuba includeva già la narrazione, confezionata su misura per i suoi clienti: vari media digitali spagnoli di stampo “progressista” che, in modo selettivo ed esclusivo, riguardo a Cuba accettano solo voci che condannino il Governo e lo facciano “da sinistra”. Anche se le loro tesi sono contraddittorie: non importa se lo accusano di non liberalizzare abbastanza l’economia o di aver reintrodotto il capitalismo.
Il messaggio centrale è quello dell’equidistanza: l’economia crollata, la povertà, la morte negli ospedali, sono attribuibili, nella stessa misura, al blocco petrolifero di Trump quanto al «regime». «Regime» e basta, perché questa etichetta peggiorativa è applicabile solo al governo cubano, mai al sistema criminale e totalitario vigente negli Stati Uniti.
È un messaggio che si sposa perfettamente, inoltre, con quello dei media corporativi come il Grupo Prisa, che non ha tardato a intervistare la giornalista Patricia Simón (7). Così come non hanno tardato a esaltare il suo lavoro i media trumpisti di Miami (8) (9).
Quale libertà e quale democrazia per Cuba?
E, naturalmente, il discorso sulla «libertà» e sulla «transizione verso la democrazia». Verso quale democrazia? Quella che non sottopone mai la propria Costituzione, le proprie leggi fondamentali o le proprie riforme economiche a consultazioni popolari di massa, come invece ha fatto Cuba (10)?
Aprire spazi politici in un paese in guerra? A chi? A coloro che collaborano con la potenza che la impone? Libertà per i detenuti? Di quali detenuti? Di coloro che, nel mezzo del peggior assedio al paese, hanno canalizzato la loro comprensibile disperazione attraverso la violenza contro persone o istituzioni (e non hanno subito alcun procedimento “per aver protestato”)? Libertà di stampa? Per chi? Per i giornalisti e i media che sono sostenuti con fondi milionari del governo degli Stati Uniti per legittimare la loro versione (e il loro blocco) contro il Paese? Nessun Paese in guerra lo farebbe. Nemmeno Cuba.
Giornalismo prepotente e neocoloniale
Patricia Simón riflette un marcato eurocentrismo, con forti dosi di arroganza. Una delle sue prime interviste al suo arrivo sull’isola è stata con l’intellettuale critico Fabio Fernández, dal quale non è riuscita a ottenere le condanne feroci al “regime” che cercava (11). In realtà, le sue domande sono state, in effetti, le risposte attese. “Anche in Spagna abbiamo un sistema sanitario e un’istruzione pubblici nel quadro di una democrazia liberale. Che Cuba diventasse uno Stato del benessere socialdemocratico sarebbe lo scenario peggiore o quello migliore?”, è stata una delle sue perle. Paragonare la realtà e le possibilità di un paese del Sud, dei Caraibi e sotto blocco, con quelle di un paese d’Europa non può essere definito altro che mentalità neocoloniale. O ignoranza supina.
La flottiglia per Gaza sì, quella per L’Avana no
Appena due settimane fa, un convoglio e una flottiglia con 700 attivisti provenienti da tutto il mondo sono giunti a L’Avana per portare un abbraccio di solidarietà e 50 tonnellate di aiuti umanitari (12) (13). Nonostante una diffamazione mediatica atroce, sono riusciti a far inserire la denuncia del blocco contro Cuba nell’agenda pubblica internazionale (14) (15).
Ma la giornalista Patricia Simón ha preferito unirsi al coro dei diffamatori. Perché la popolazione cubana «vuole solo godere degli stessi diritti e delle stesse libertà di coloro che, da lontano, mitizzano Cuba, sostengono senza riserve i suoi governanti e legittimano così la loro oppressione», accusava così migliaia di militanti abnegati del movimento di solidarietà con l’Isola.
Una delle interviste di Patricia Simón sulla Palestina ha un titolo eloquente: «La storia giudicherà i media occidentali per essere complici dei crimini commessi da Israele» (16). Un titolo perfettamente applicabile al suo ultimo lavoro su Cuba.
- https://www.rtpa.es/video:No-habra-paz-sin-las-mujeres.-Palestina-(2014-2024)_551749806932.html
- https://rebelion.org/autor/patricia-simon/
- https://www.revista5w.com/temas/poder/la-cuba-que-no-quiere-ni-a-trump-ni-al-regimen-159920
- https://www.infolibre.es/internacional/pueblo-cubano-victima-estados-unidos-regimen-castrista-no-aguanta_1_2165852.html?
- https://www.facebook.com/watch/?v=4337334186585457
- https://www.elmundo.es/cultura/musica/2026/03/18/69bad5bee4d4d81f7d8b458c.html
- https://cadenaser.com/nacional/2026/03/17/la-desesperacion-de-los-cubanos-como-si-vienen-los-extraterrestres-pero-que-esto-cambie-ya-cadena-ser/
- https://noticias.cubitanow.com/periodista-espaola-retrata-el-sentir-y-la-realidad-de-los-cubanos-video
- https://elmiamero.com/article/periodista-espanola-captura-la-realidad-cubana-de-escasez-y-resistencia
- https://www.youtube.com/watch?v=IZlGJtUDulc
- https://www.lamarea.com/2026/03/21/fabio-fernandez-batista-cuba-trump/
- https://www.cubainformacion.tv/solidaridad/20260324/121594/121594-venimos-a-retribuir-al-pais-mas-solidario-del-mundo-primer-barco-de-la-flotilla-nuestra-america-llega-a-cuba-con-medicamentos-y-paneles-solares-fotos
- https://www.cubainformacion.tv/solidaridad/20260321/121547/121547-estamos-aqui-porque-cuba-nos-ha-ensenado-lo-que-significa-la-solidaridad-cientos-de-activistas-del-convoy-nuestra-america-dan-su-apoyo-al-presidente-diaz-canel
- https://www.abc.es/internacional/flotilla-cuba-intenta-lavar-imagen-regimen-medio-20260324224459-nt.html
- https://www.elmundo.es/opinion/columnistas/2026/03/21/69bf1757fdddff7e7c8b45c2.html
- https://www.lamarea.com/2025/02/28/ilan-pappe-la-historia-juzgara-a-los-medios-occidentales-por-ser-complices-de-los-crimenes-cometidos-por-israel/
