Le informazioni e gli eventi accaduti in Venezuela e Iran, uniti alle dichiarazioni riguardo a Cuba del presidente pedofilo Donald Trump e del suo segretario di Stato Marco Rubio, fanno pensare che sia in fase di sviluppo un nuovo piano di Azione Segreta della CIA, approvato dal presidente, per eliminare i governi che non sono accettabili per gli USA.
Il 17 marzo 1960, Dwight Eisenhower, allora presidente USA, approvò il primo piano di Azione Segreta contro il governo rivoluzionario cubano, a condizione che egli non apparisse collegato ad esso. L’obiettivo perseguito era: “Provocare la sostituzione del regime di Castro con uno che risponda meglio ai veri interessi del popolo cubano e sia più accettabile per gli USA”.
Da quando Trump ha approvato lo sviluppo dell’operazione contro il Venezuela, culminata il 3 gennaio 2026 con il sequestro e il trasferimento negli USA del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie, sotto un bombardamento criminale che è costato la vita a più di 100 persone, inclusi 32 militari cubani che hanno dimostrato un coraggio non calcolato dagli yankee, evidentemente Cuba era inclusa in quello stesso piano, poiché le dichiarazioni pubbliche del segretario di Stato e quelle del presidente stesso sono un presagio dei loro propositi.
A ciò si aggiunge la campagna mediatica sviluppata a Miami da senatori e congressisti anticubani, i quali senza alcuna paura affermano che è giunto il momento per sconfiggere il sistema socialista nell’Isola ed è “ora o mai più”.
Ricordiamo che il 29 gennaio 2026, il presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo in cui dichiara un’emergenza nazionale, davanti alla presunta minaccia che Cuba rappresenta per il potente impero yankee, qualcosa che prepara legalmente il terreno per un attacco militare all’Isola, giustificando tale ordine con l’argomento poco credibile che “il governo cubano è allineato con numerosi paesi ostili, accoglie gruppi terroristici transnazionali e permette lo schieramento nell’Isola di sofisticate capacità militari e di intelligence di Russia e Cina”.
Al fine di indebolire l’economia cubana e impedire lo sviluppo della Rivoluzione, gli USA hanno iniziato la guerra economica, commerciale e finanziaria il 19 ottobre 1960, approvando la Legge sul Commercio con il nemico, a cui se ne sono aggiunte altre successivamente, come:
- Legge sulla Cooperazione Internazionale del 1961, sezione 620.a.
- Decreto n. 3447, Risoluzione Federale n. 1085, Embargo sul commercio con Cuba del 1962.
- Regolamenti per il Controllo dei Beni Cubani del 1963.
- Legge per l’Amministrazione delle Esportazioni del 1979.
- Legge per la Democrazia a Cuba del 1992, nota anche come Legge Torricelli.
- Legge per la Libertà e la Solidarietà Democratica Cubana del 1996, nota come Legge Helms-Burton.
- Legge sulle Sanzioni Commerciali e l’Incremento del Commercio del 2000 e l’inclusione di Cuba nella lista dei Paesi che Sostengono il Terrorismo,
un insieme di leggi che incidono negativamente sullo sviluppo dell’economia del paese.
I governanti yankee vogliono far credere a tutti che il sistema politico cubano è un fallimento e non deve essere imitato da nessuno, ma omettono queste leggi contro Cuba.
Nonostante le privazioni che causano al popolo, non riescono a ottenere la desiderata rivolta popolare e per questo continuano con la loro escalation di sanzioni.
La più recente e crudele misura è stata applicata da Trump il 4 marzo 2026, consistente nell’assedio energetico, imponendo elevate tariffe doganali ai Paesi che vendono petrolio a Cuba e rappresaglie contro coloro che agiscono contro il suo ordine esecutivo. Il suo scopo è fare pressione sui dirigenti cubani affinché negozino cambi del sistema socialista.
Recentemente, in una conferenza stampa alla Casa Bianca, Trump ha speculato su una “presa amichevole del potere a Cuba, paese che considera come una nazione fallita sul punto di cadere” e ha aggiunto: “credo di avere l’onore di prendere Cuba. Credo di poter fare ciò che voglio con Cuba”.
Il suo modo di pensare ha implicito il pensiero del segretario di Stato Marco Rubio, il quale gli trasmette i suoi criteri formati a partire dalla sua stretta alleanza con la mafia terroristica anticubana di Miami.
Queste misure sembrano essere contemplate all’interno del possibile Piano di Azione Segreta dispiegato dal 3 gennaio 2026, il cui primo compito è stato il colpo di Stato militare contro il governo venezuelano.
Per provocare quella tanto ambita rivolta popolare che non si produce, la CIA ha dovuto concepire il compito di inviare il 25 febbraio 2026 dieci cubani residenti a Miami, pesantemente armati, per eseguire atti di sabotaggio e assassinio di dirigenti politici, al fine di offrire una falsa idea dell’opposizione del popolo contro il governo, cosa che sarebbe stata ampiamente divulgata dalla stampa al loro servizio, come hanno fatto in altre occasioni, anche durante la fallita invasione della Baia dei Porci nel 1961.
Un altro compito complementare in questa direzione è stato il reclutamento e l’invio a Cuba il 3 marzo 2026 di dieci giovani panamensi con l’incarico di dipingere per le strade dell’Avana slogan contro il socialismo e i governanti, qualcosa che da tempo orientano attraverso le reti sociali.
Nel libro intitolato “Azione Segreta e la Presidenza”, William J. Daugherty afferma: “Nell’impiego da parte della CIA delle operazioni di Azione Segreta, questa è prevalentemente una funzione di tempo di pace da usare contro i nemici”. “Il valore dell’Azione Segreta per un presidente è che essa offre una terza via o un’opzione discreta, […] è un’alternativa che può essere più efficace della diplomazia e un po’ meno rumorosa e invadente dell’uso aperto della forza”.
Durante il suo discorso il 7 marzo 2026, nell’ambito del Vertice Scudo delle Americhe, a Miami, Trump ha annunciato: “Un grande cambio arriverà presto a Cuba”, e ha indicato: “Quattro di voi, in effetti, hanno detto: Potrebbe farci un favore? Occuparsi di Cuba. E io me ne occuperò”.
Lo scorso 28 marzo 2026, toccando il tema del sequestro del presidente del Venezuela, ha affermato: “Cuba sarà la prossima”. “Ho costruito queste grandi Forze Armate e ho detto: ‘Non dovrete mai usarle’, ma a volte bisogna usarle”. E ha aggiunto: “Cuba è la prossima, comunque, ma fate finta che non l’abbia detto… per favore ignorate questa dichiarazione”.
Gli USA stanno preparando l’opinione pubblica per un’aggressione a Cuba e per eseguire con la forza un cambio di sistema, poiché non hanno ottenuto la sollevazione interna come avevano pianificato.
Quanto accaduto in Iran mesi prima dell’attacco armato, con la stimolazione e il sostegno alle proteste degli studenti, incluso l’invio di armi, è un compito simile a quello che hanno voluto portare a termine a Cuba, inducendo le proteste a causa dei lunghi blackout dovuti al blocco all’ingresso del petrolio.
Tuttavia, attaccando l’Iran, il popolo si è unito per respingere i bombardamenti, il che ha messo in evidenza il sostegno maggioritario della popolazione al governo e l’errore di calcolo degli yankee.
Trump riceve consulenza politica su Cuba dal segretario di Stato, Marco Rubio, e questi ripete costantemente: “Cuba ha bisogno di una nuova guida. Ha un’economia che non funziona e un sistema politico e governativo incapace di sistemarla, per cui devono cambiare radicalmente”. A ciò si aggiungono i congressisti di origine cubana che arrivano a chiedere un’invasione di Cuba.
Tutto indica che Trump è imbevuto nell’idea di aggredire Cuba ed eseguire un’operazione simile a quella del Venezuela e dell’Iran.
In una recente conferenza stampa alla Casa Bianca, ha espresso: “Prendere Cuba, sarebbe un grande onore. Prendere Cuba, prendere Cuba in qualche modo, sì. Che sia liberarla o prenderla. Potrei fare ciò che volessi con essa”. “Il governo dell’Avana ‘cadrà molto presto’ perché il Paese ‘è in rovina’, colpito dal blocco petrolifero imposto da Washington lo scorso gennaio”.
Davanti alla ripercussione internazionale di queste parole e al sostegno alla Rivoluzione cubana, l’8 aprile la Casa Bianca ha smentito che l’Isola fosse letteralmente “la prossima” a essere attaccata dagli USA, e la segretaria stampa Karoline Leavitt ha chiarito: “il messaggio era piuttosto che il governo è destinato a cadere, senza la necessità di un intervento esterno”.
Trump e Marco Rubio dovrebbero studiare i fallimenti del presidente Kennedy e di suo fratello Robert, il procuratore generale, entrambi innamorati dell’Azione Segreta contro Cuba, i quali non trassero conclusioni dalla sconfitta subita da D. Eisenhower.
Si sbagliano coloro che pensano che insoddisfazione sia uguale a opposizione. I cubani sono dispiaciuti e insoddisfatti per l’accumulo di scarsità, ma non sono oppositori del socialismo perché sanno di avere più da perdere che da guadagnare, se gli USA tornassero a impadronirsi di Cuba, a costo di un bagno di sangue da entrambe le parti.
E come espresse José Martí: “A Cuba daremo la vita sorridendo”.
Cuba en el punto de mira de la CIA
Por Arthur González
Las informaciones y hechos acontecidos en Venezuela e Irán, unido a las declaraciones respecto a Cuba del presidente pedófilo Donald Trump y su secretario de Estado Marco Rubio, hacen versionar que está en desarrollo un nuevo plan de Acción Encubierta de la CIA, aprobado por el presidente, para eliminar a los gobiernos que no son aceptables para los Estados Unidos.
El 17 de marzo de 1960, Dwight Eisenhower, entonces presidente de Estados Unidos, aprobó el primer plan de Acción Encubierta contra el gobierno revolucionario cubano, bajo la condición de que él no apareciera vinculado al mismo. El objetivo perseguido era: “Provocar la sustitución del régimen de Castro por uno que responda mejor a los verdaderos intereses del pueblo cubano y sea más aceptable para Estados Unidos”.
Desde que Trump aprobó el desarrollo de la operación contra Venezuela, que culminó el 3 de enero del 2026 con el secuestro y traslado a Estados Unidos del presidente Nicolás Maduro y su esposa, bajo un bombardeo criminal que costó la vida de más de 100 personas, incluidos 32 militares cubanos que demostraron un coraje no calculado por los yanquis, evidentemente Cuba estaba incluida en ese mismo plan, pues las declaraciones públicas del secretario de Estado y las del propio presidente, resultan un augurio de sus propósitos.
A eso se suma la campaña mediática desarrollada en Miami por senadores y congresistas anticubanos, quienes sin el menor temor afirman que ha llegado el momento para derrotar al sistema socialista en la Isla y “es ahora o nunca”.
Recordemos que el 29 de enero 2026, el presidente Trump, firmó una orden ejecutiva donde declara una emergencia nacional, ante la supuesta amenaza que representa Cuba para el poderoso imperio yanqui, algo que prepara legalmente el escenario para un ataque militar a la Isla, al justificar dicha orden con el argumento poco creíble de que “el gobierno cubano está alineado con numerosos países hostiles, acoger a grupos terroristas transnacionales y permitir el despliegue en la Isla de sofisticadas capacidades militares y de inteligencia de Rusia y China”.
Con el fin de debilitar la economía cubana e impedir el desarrollo de la Revolución, Estados Unidos inició la guerra económica, comercial y financiera el 19 de octubre de 1960, al aprobar la Ley de Comercio con el enemigo, a lo sumaron otras posteriormente, como son:
Ley de Cooperación Internacional de 1961, sección 620.a.
Decreto N0 3447 Resolución Federal N0 1085 Embargo sobre el comercio con Cuba de 1962.
Regulaciones al Control de los Activos Cubanos de 1963.
Ley para la Administración de las Exportaciones de 1979.
Ley para la Democracia en Cuba de 1992, conocida también como Ley Torricelli.
Ley para la Libertad y la Solidaridad Democrática Cubanas de 1996, conocida como Ley Helms-Burton.
Ley de Sanciones Comerciales e Incremento del Comercio de 2000 y la inclusión de Cuba en la lista de Países que Patrocinan el Terrorismo, amasijo de leyes que inciden negativamente en el desarrollo de la economía del país.
Los gobernantes yanquis le quieren hacer creer a todos que el sistema político cubano es un fracaso y no debe ser imitado por nadie, pero omiten esas leyes contra Cuba.
A pesar de las penurias que causan en el pueblo, no logran la deseada sublevación popular y por eso continúan con su escalada de sanciones.
La más reciente y cruel medida fue aplicada por Trump el 4 de marzo de 2026, consistente en el cerco energético, al imponer elevados aranceles a los países que vendan petróleo a Cuba y represalias contra aquellos que actúen contra su orden ejecutiva. Su propósito es presionar a los líderes cubanos para que negocien cambios del sistema socialista.
Recientemente en una comparecencia de prensa en la Casa Blanca, Trump especuló sobre una “toma amistosa del poder en Cuba, país que considera como una nación fallida a punto de caer” y añadió: “creo tener el honor de tomar Cuba. Creo que puedo hacer lo que quiera con Cuba”.
Su forma de pensar tiene implícito el pensamiento del secretario de Estado Marco Rubio, quien le traslada sus criterios formados a partir de su estrecha alianza con la mafia terrorista anticubana de Miami.
Estas medidas parecen estar contempladas dentro del posible Plan de Acción Encubierta desplegado desde el 3 de enero del 2026, cuya primera tarea fue el golpe militar contra el gobierno venezolano.
Para provocar esa ambicionada sublevación popular que no se produce, la CIA debió concebir la tarea de enviar el 25 de febrero 2026, a 10 cubanos radicados en Miami, fuertemente armados para ejecutar actos de sabotajes y asesinato a dirigentes políticos, a fin de ofrecer una falsa idea de la oposición del pueblo contra el gobierno, lo cual sería ampliamente divulgado por la prensa a su servicio, como han hecho en otras oportunidades, incluso durante la fracasada invasión por Bahía de Cochinos en 1961.
Otra tarea complementaria en esa dirección, fue el reclutamiento y envió a Cuba el 3 de marzo del 2026, de 10 jóvenes panameños con el encargo de pintar en las calles habaneras consignas contra el socialismo y los gobernantes, algo que desde hace un tiempo orientan por las redes sociales.
En el libro titulado “Acción Encubierta y la Presidencia”, William J. Daugherty, afirma: “En el empleo por la CIA de las operaciones de Acción Encubierta, es predominantemente una función de tiempo de paz para usar contra los enemigos”. “El valor de la Acción Encubierta para un presidente es que esta ofrece una tercera vía o una opción discreta, […] es una alternativa que puede ser más efectiva que la diplomacia y un poco menos ruidosa e intrusiva que el uso abierto de la fuerza”.
Durante su discurso el pasado 7 de marzo de 2026, en el marco de la Cumbre Escudo de las Américas, en Miami, Trump anunció “Un gran cambio pronto llegará a Cuba”, y señaló: “Cuatro de ustedes, de hecho, dijeron: ¿Podría hacernos un favor? Ocuparse de Cuba. Y yo me ocuparé de ello.
El pasado 28 de marzo de 2026, al tocar el tema del secuestro del presidente de Venezuela, afirmó: “Cuba será la que sigue”. “Construí estas grandes Fuerzas Armadas y dije: ‘Nunca tendrán que usarlas’, pero a veces hay que usarlas”. Y añadió: “Cuba es la siguiente, por cierto, pero finjan que no dije eso…, por favor ignoren esta declaración”.
Estados Unidos está preparando a la opinión pública para una agresión a Cuba y ejecutar mediante la fuerza un cambio de sistema, ya que no ha logrado la sublevación interna como planificaron.
Lo ocurrido en Irán meses antes del ataque armado, con la estimulación y apoyo a las protestas de los estudiantes, incluso con el envío de armas, es una tarea similar a la que han querido llevar a cabo en Cuba, al inducir las protestas debido a los largos apagones producto del bloqueo a la entrada de petróleo.
Sin embargo, al atacar a Irán el pueblo se unió para rechazar los bombardeos, lo que puso de manifiesto el apoyo mayoritario de la población al gobierno y el error de cálculo de los yanquis.
Trump recibe asesoramiento político sobre Cuba del secretario de Estado, Marco Rubio y este reitera constantemente: “Cuba necesita un nuevo liderazgo. Tiene una economía que no funciona y un sistema político y gubernamental incapaz de arreglarla, por lo que deben cambiar radicalmente”. A esto se suman los congresistas de origen cubano que llegan a pedir una invasión a Cuba.
Todo indica que Trump está imbuido en la idea de agredir a Cuba y ejecutar una operación similar a la de Venezuela y la de Irán.
En una reciente comparecencia ante la prensa en la Casa Blanca, expresó: “Tomar Cuba, eso sería un gran honor. Tomar Cuba, tomar Cuba de alguna forma, sí. Ya sea liberarla o tomarla. Podría hacer lo que quisiera con ella”. “El gobierno de La Habana “caerá muy pronto” porque el país “está en ruinas”, afectado por el bloqueo petrolero impuesto por Washington en enero pasado”.
Ante la repercusión internacional de esas palabras y el apoyo a la Revolución cubana, el 8 de abril la Casa Blanca desestimó que la Isla fuera literalmente “la siguiente” en ser atacada por Estados Unidos, y la secretaria de prensa Karoline Leavitt aclaró: “el mensaje era más bien que el gobierno está destinado a caer, sin la necesidad de una intervención externa”.
Trump y Marco Rubio deberían estudiar los fracasos del presidente Kennedy y su hermano Robert, el fiscal general, ambos enamorados de la Acción Encubierta contra Cuba, quienes tampoco sacaron conclusiones de la derrota sufrida por D. Eisenhower.
Se equivocan quienes piensan que insatisfacción es igual a oposición. Los cubanos están disgustados e insatisfechos por la acumulación de escaseces, pero no son opositores al socialismo porque saben que tienen más que perder que ganar, si Estados Unidos volviera a apoderarse de Cuba, bajo costoso un baño de sangre de ambas partes.
Y como expresó José Martí: “En Cuba daremos la vida sonriendo”.

