Remember Girón

Gli eventi di Playa Girón, nell’aprile del 1961, trascesero i confini della nazione; per questo, tra il 14 e il 15 di questo mese, studiosi del tema avranno uno spazio all’Avana per scambiare opinioni su questi fatti a 65 anni da quella grande vittoria sull’imperialismo.

Ventura de Jesús

Matanzas – Tra pochi giorni Cuba celebrerà il 65° anniversario della Vittoria di Playa Girón, un evento che sbalordì il mondo e rallegrò i popoli della Nostra America.

Non era mai accaduto prima. La macchina da guerra USA fallì e questo, naturalmente, provocò un profondo amaro nei circoli di potere dell’impero, un sentimento che perdura nel tempo. Nessuna sconfitta duole loro tanto quanto quella.

Prima dell’aprile 1961, il nome Girón non diceva nulla a nessuno. Appena un pezzo di terra costiera a sud della geografia matanzera. Ma a partire dall’epica gesta cessò di essere ciò che era stato fino ad allora per diventare simbolo e speranza.

Da quel momento si modificarono alcune nozioni sull’invincibilità del potente nemico.

Nelle prime ore del 17 aprile 1961, i mercenari sbarcarono in diversi punti della cosiddetta Baia dei Porci, sicuri di una facile vittoria.

Ma non erano consapevoli della loro disgrazia. Non poterono calcolare in anticipo ciò che avrebbero trovato qui. La realtà fu un’altra. Due giorni dopo firmarono la loro sconfitta davanti alle truppe cubane, perdendo ogni speranza di un reimbarco salvatore o della miracolosa apparizione dei marines e dell’aviazione USA.

Come risulta dai piani, intendevano creare una testa di ponte a Girón per conseguire le loro previsioni di insediare un governo provvisorio che avrebbe chiesto aiuto agli USA e coinvolto irreparabilmente Washington nell’intervento.

Gli invasori erano ben organizzati e armati, con buon supporto, «ma mancava loro la ragione, la giustezza della causa che difendevano», avrebbe commentato anni dopo José Ramón Fernández, protagonista della battaglia.

E rimasti senza ragioni, non combatterono con l’ardore e la fermezza con cui lo fecero le forze rivoluzionarie, con un arsenale di mezzi di gran lunga inferiore. Sì, avevano la volontà e lo spirito di vittoria. Fu così che affrontarono, respinsero e rovesciarono l’invasione straniera.

E qui risiede l’eccezionale portata della vittoria, qualcosa che sorprese il governo USA. Una specie di mistero che non riuscirono mai a decifrare.

Miliziani, truppe dell’Esercito Ribelle e effettivi della Polizia Nazionale Rivoluzionaria non fecero altro che difendere con le loro vite il socialismo proclamato da Fidel appena 24 ore prima, quando in un memorabile e inedito avvenimento armò il suo popolo e lo esortò a vincere o morire.

Fidel, con la sua predicazione, incoraggiò i combattenti e contribuì all’alta moralità delle milizie. In data così precoce il popolo si identificava già con i concetti di sovranità nazionale, giustizia sociale, uguaglianza e dignità. La Rivoluzione aveva risolto non pochi dei suoi problemi, soprattutto quello della terra, e la gente viveva momenti di patriottismo e fervore rivoluzionario. E questa realtà fu chiave per il trionfo.

Molto tempo dopo, nel riferirsi alle cause della sconfitta, l’ex consigliere del Presidente Kennedy avrebbe ammesso che Fidel Castro si era rivelato un nemico molto più formidabile e al comando di un sistema molto meglio organizzato di quanto nessuno avesse supposto.

L’aggressione fu preparata dalla Agenzia Centrale di Intelligence USA e ebbe l’appoggio aereo e navale dell’Esercito di quella potenza settentrionale, il cui governo cercò, fin dall’inizio della Rivoluzione, di invertire il processo di trasformazioni sociali a Cuba.

È in parte la ragione per cui, nel valutare il significato della Vittoria di Aprile del 1961, Fidel assicurò che l’evento trascendeva i confini della nazione, perché quel giorno l’imperialismo yankee ricevette la sua prima grande sconfitta in America.

Nonostante l’invasione abbia stroncato la vita di più di un centinaio di cubani, Girón rimane nella memoria come paradigma dell’eroismo di un popolo con eredità mambisa.

Possa il suo lascito servire affinché la storia non si ripeta e i nemici della Rivoluzione non si inventino un pretesto per aggredire nuovamente Cuba, popolo amante della pace, ma capace di difendere la Patria con la vita dei suoi uomini e delle sue donne.


Girón: l’alternativa tra passato e futuro

Il Centro Fidel Castro Ruz ospiterà il 14 e 15 aprile il workshop «Girón, a 65 anni dalla grande vittoria contro l’imperialismo»

Granma 

A 65 anni da quell’aprile di fuoco e coraggio, il Centro Fidel Castro Ruz ospiterà il 14 e 15 aprile il workshop «Girón, a 65 anni dalla grande vittoria contro l’imperialismo». L’evento, che fa parte delle attività per il Centenario del Comandante in Capo, mira ad analizzare il significato dell’impresa che il 19 aprile 1961 dimostrò al mondo la volontà del popolo cubano di difendere con le armi la Rivoluzione.

Secondo le informazioni pubblicate dal Centro Fidel Castro Ruz sul suo sito web, la conferenza inaugurale Le Forze Armate degli Stati Uniti e l’invasione mercenaria di Playa Girón. La Base Navale di Guantánamo, sarà tenuta dal dottore in scienze René González Barrios, direttore del Centro.

Il programma include la presentazione del libro Playa Girón. A 65 años de aquel abril socialista (Playa Girón. A 65 anni da quell’aprile socialista), una compilation di Elier Ramírez Cañedo, vice capo del Dipartimento Ideologico del Comitato Centrale del Partito, pubblicato sotto il marchio Ocean Sur, e l’apertura della mostra Fidel, días de Girón (Fidel, giorni di Girón), nella sala Cinco Palmas.

Tra le relazioni che saranno presentate spiccano: Antecedenti dell’Operazione PlutoLa brigata mercenaria e il piano invasoreLa lotta contro i banditi nell’aprile del 1961, tra le altre.

Dalla sua fondazione nel 2021, il Centro Fidel Castro Ruz ha promosso lo studio di Girón come asse della resistenza antimperialista. Inoltre, in ogni edizione del workshop, storici, giornalisti e ricercatori hanno approfondito le lezioni di quell’impresa.

I giorni eroici di Girón ispirarono anche la scelta del 16 aprile 1961 come data fondativa del nostro attuale Partito Comunista di Cuba.

Come definì Fidel nel 1976, Girón fu «l’alternativa tra passato e futuro, la reazione o il progresso, la tradizione o la lealtà ai principi, il capitalismo o il socialismo, il dominio imperialista o la liberazione». Questa verità rinnova la sua attualità in ogni anniversario.

Le conferenze potranno essere seguite in diretta sul canale Youtube del Centro Fidel Castro Ruz.


Remember Girón

Los sucesos de Playa Girón, en abril de 1961, trascendieron los marcos de la nación; por eso, entre el 14 y el 15 de este mes, estudiosos del tema tendrán en espacio en La Habana para intercambiar sobre estos hechos a 65 años años de esa gran victoria sobre el imperialismo

Autor: Ventura de Jesús 

Matanzas – En pocos días Cuba celebrará el aniversario 65 de la Victoria de Playa Girón, suceso que asombró al mundo y alegró a los pueblos de Nuestra América.

Nunca había ocurrido antes. La maquinaria bélica estadounidense falló y eso, como es natural, provocó una profunda amargura en los círculos de poder del imperio, sentimiento que perdura en el tiempo. Ninguna derrota les duele tanto como esa.

Antes de abril de 1961, el nombre de Girón no le decía nada a nadie. Apenas un pedazo de tierra costera al sur de la geografía matancera. Pero a partir de la épica gesta dejó de ser lo que hasta entonces para convertirse en símbolo y esperanza.  

Desde ese momento se modificaron ciertas nociones sobre la invencibilidad del poderoso enemigo.   

En las primeras horas del 17 de abril de 1961, los mercenarios desembarcaron por diversos sitios de la llamada Bahía de Cochinos seguros de un triunfo fácil.

Pero no eran conscientes de su desgracia. No pudieron calcular de antemano lo que aquí se encontrarían. La realidad fue otra. Dos días después firmaron su derrota ante las tropas cubanas, al perder toda esperanza de un reembarque salvador o la milagrosa aparición de los marines y la aviación estadounidense.

Como consta en los planes, pretendían crear una cabeza de playa en Girón para conseguir sus pronósticos de establecerse un gobierno provisional que pediría ayuda a EE. UU. e involucraría irremediablemente a Washington en la intervención.

Los invasores estaban bien organizados y armados, con buen apoyo, «pero les faltó la razón, la justeza de la causa que defendían», comentaría años después José Ramón Fernández, protagonista de la batalla.

Y al quedarse sin razones, no combatieron con el ardor y la firmeza con que lo hicieron las fuerzas revolucionarias, con un arsenal de medios muy inferior. Eso sí, tenían la voluntad y el espíritu de victoria. Así fue como enfrentaron, rechazaron y derrocaron la invasión extranjera.

Y ahí radica lo extraordinario del alcance de la victoria, algo que sorprendió al gobierno de Estados Unidos. Una especie de misterio que nunca pudieron descifrar

Milicianos, tropas del Ejército Rebelde y efectivos de la Policía Nacional Revolucionaria, no hicieron otra cosa que defender con sus vidas el socialismo proclamado por Fidel apenas 24 horas antes, cuando en memorable e inédito acontecimiento, armó a su pueblo y lo conminó a vencer o a morir.

Fidel, con su prédica, alentó a los combatientes y contribuyó a la alta moral de las milicias. En fecha tan temprana ya el pueblo se identificaba con los conceptos de soberanía nacional, justicia social, igualdad y dignidad. La Revolución había resuelto no pocos de sus problemas, sobre todo el de la tierra, y la gente vivía momentos de patriotismo y fervor revolucionario. Y esa realidad fue clave para el triunfo.   

Mucho tiempo después, al referirse a las causas de la derrota, el ex asesor del Presidente Kennedy admitiría que Fidel Castro había resultado ser un enemigo mucho más formidable y estar al mando de un sistema mucho mejor organizado que lo que nadie había supuesto.

La agresión fue preparada por la Agencia Central de Inteligencia de Estados Unidos y tuvo el apoyo aéreo y naval del Ejército de esa potencia norteña, cuyo gobierno pretendió, desde el comienzo de la Revolución, revertir el proceso de transformaciones sociales en Cuba.

Es en parte la razón por la que al valorar la significación de la Victoria de Abril de 1961, Fidel aseguró que el hecho trascendió los marcos de la nación, porque ese día el imperialismo yanki recibió su primera gran derrota en América.

A pesar de que la invasión segó la vida de más de un centenar de cubanos, Girón queda en la memoria como paradigma del heroísmo de un pueblo con herencia mambisa.

Ojalá su legado sirva para que no se repita la historia y los enemigos de la Revolución no se inventen un pretexto para agredir de nuevo a Cuba, pueblo amante de la paz, pero capaz de defender la Patria con la vida de sus hombres y mujeres.


Girón: la alternativa entre el pasado y el futuro

El Centro Fidel Castro Ruz acogerá los días 14 y 15 de abril el taller «Girón, a 65 años de la gran victoria contra el imperialismo»

 

A 65 años de aquel abril de fuego y coraje, el Centro Fidel Castro Ruz acogerá los días 14 y 15 de abril el taller «Girón, a 65 años de la gran victoria contra el imperialismo». El evento, que es parte de las actividades por el Centenario del Comandante en Jefe, busca analizar el significado de la hazaña que el 19 de abril de 1961 demostró al mundo la voluntad del pueblo cubano de defender con armas la Revolución.

De acuerdo con la información publicada por el Centro Fidel Castro Ruz en su página web, la conferencia inaugural Las Fuerzas Armadas de Estados Unidos y la invasión mercenaria de Playa Girón. La Base Naval en Guantánamo, estará a cargo del doctor en Ciencias René González Barrios, director del Centro.

El programa incluye la presentación del libro Playa Girón. A 65 años de aquel abril socialista, compilación de Elier Ramírez Cañedo, vice jefe del Departamento Ideológico del Comité Central del Partido, bajo el sello Ocean Sur, y la apertura de la exposición Fidel, días de Girón, en la sala Cinco Palmas.

Entre las ponencias que se presentarán destacan: Antecedentes de la Operación Pluto; La brigada mercenaria y el plan invasor; La lucha contra bandidos en abril de 1961, entre otras.

Desde su fundación en 2021, el Centro Fidel Castro Ruz ha promovido el estudio de Girón como eje de la resistencia antimperialista. Además, en cada edición del taller, historiadores, periodistas e investigadores han profundizado en las lecciones de aquella gesta.

Los días heroicos de Girón también inspiraron que el 16 de abril de 1961 se tomara como fecha fundacional de nuestro actual Partido Comunista de Cuba.

Como definió Fidel en 1976, Girón fue «la alternativa entre el pasado y el futuro, la reacción o el progreso, la tradición o la lealtad a los principios, el capitalismo o el socialismo, el dominio imperialista o la liberación». Esa verdad renueva su vigencia en cada aniversario.

Las conferencias podrán seguirse en vivo por el canal de Youtube del Centro Fidel Castro Ruz.

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