Era giovane,
nelle sue mani si apriva il futuro
di una terra nuova.
Era povero,
conosceva il sudore che si raccoglie
con la schiena stanca e la tasca vuota.
Era un patriota;
Cuba, la Rivoluzione, erano per lui
una realtà.
Morì distrutto dalla scheggia yankee
all’alba del 15 aprile.
Si chiamava Eduardo García.
Era Miliziano.
Prima pagina del quotidiano Revolución, pubblicata il 17 aprile del 1961, in omaggio al giovane miliziano Eduardo García Delgado, assassinato due giorni prima nei bombardamenti contro gli aeroporti cubani, che furono la premessa all’invasione di Playa Girón. Prima di morire, Eduardo scrisse con il suo sangue un nome: Fidel!

