Filtrazioni da Washington su presunti preparativi militari contro Cuba

Denunciano che Trump cerchi una “preda facile” per restaurare la sua immagine bellicista mentre fabbrica giustificazioni per un’aggressione

Cubainformación

L’intellettuale cubano José Ernesto Nováez Guerrero ha lanciato l’allarme, questo mercoledì, dopo aver rivelato un’analisi pubblicata dal media indipendente USA Zeteo nel suo bollettino First Draft (Prima bozza), che indicherebbe una pericolosa svolta nella politica dell’amministrazione Trump verso Cuba. 

Secondo l’indagine dei giornalisti Asawin Suebsaeng e Andrew Perez, basata su fughe di notizie da tre fonti anonime, la Casa Bianca ha emesso una direttiva segreta al Pentagono e ad altre agenzie governative affinché “intensifichino i preparativi” per possibili operazioni militari contro l’Isola. 

“Questo, collegandolo con varie accuse fatte recentemente contro l’isola da diverse autorità nordamericane, suggerisce l’idea che si stiano fabbricando giustificazioni per una possibile azione contro il paese”, avverte Nováez Guerrero nel suo profilo Facebook, dove ha condiviso il contenuto del citato bollettino.

L’analista cubano sottolinea che questa notizia riafferma la preoccupazione già espressa in post precedenti: impantanata nel suo conflitto con l’Iran e di fronte al fallimento della sua politica estera, l’amministrazione Trump potrebbe stare cercando una “preda facile” per restaurare la sua immagine davanti ai settori più conservatori e bellicisti dell’establishment e delle sue stesse basi.

Allo stesso modo, Nováez Guerrero mette in guardia sulla possibilità che la stessa “filtrazione” risponda alla consueta strategia di sondare la reazione della comunità internazionale di fronte a un’eventuale aggressione militare. “Non è la prima volta che notizie di questo tipo arrivano ai media nordamericani dopo il 3 gennaio. Il pericolo è reale e dobbiamo seguirle da vicino”, sentenzia.

Il bollettino di Zeteo aggiunge dichiarazioni pubbliche del magnate repubblicano che non fanno altro che accendere gli allarmi. “Forse faremo un salto a Cuba dopo che avremo finito con questo”, ha detto Trump questa settimana, riferendosi alla sua disastrosa aggressione all’Iran, insieme allo stato sionista. Appena due settimane fa, il mandatario aveva già sbottato: “Cuba sarà la prossima”.

“Non è la prima volta che Trump minaccia di invadere Cuba, ma la differenza ora è che, secondo fonti del Pentagono, quelle spacconate sono diventate direttive operative concrete”, evidenzia la nota del mezzo USA.


Filtraciones desde Washington sobre supuestos preparativos militares contra Cuba

Denuncian que Trump busca una “presa fácil” para restaurar su imagen belicista mientras fabrica justificaciones para una agresión.

Cubainformación

El intelectual cubano José Ernesto Nováez Guerrero ha dado la voz de alarma este miércoles tras revelar un análisis publicado por el medio independiente estadounidense Zeteo en su boletín First Draft (Primer borrador), que apuntaría a un peligroso giro en la política de la administración Trump hacia Cuba.

Según la investigación de los periodistas Asawin Suebsaeng y Andrew Perez, basada en filtraciones de tres fuentes anónimas, la Casa Blanca ha emitido una directiva secreta al Pentágono y a otras agencias gubernamentales para que “intensifiquen los preparativos” para posibles operaciones militares contra la Isla.

“Esto, al conectarlo con varias acusaciones hechas recientemente contra la isla por diversas autoridades norteamericanas, sugiere la idea de que se están fabricando justificaciones para una posible acción contra el país”, advierte Nováez Guerrero en su perfil de Facebook, donde ha compartido el contenido del citado boletín.

El analista cubano subraya que esta noticia reafirma la preocupación ya expresada en posts anteriores: empantanada en su conflicto con Irán y ante el fracaso de su política exterior, la administración Trump podría estar buscando una “presa fácil” para restaurar su imagen ante los sectores más conservadores y belicistas del establishment y de sus propias bases.

Asimismo, Nováez Guerrero alerta sobre la posibilidad de que la propia “filtración” responda a la habitual estrategia de sondear la reacción de la comunidad internacional ante una eventual agresión militar. “No es la primera vez que noticias de este tipo llegan a los medios norteamericanos luego del 3 de enero. El peligro es real y debemos seguirlas de cerca”, sentencia.

El boletín de Zeteo añade declaraciones públicas del magnate republicano que no hacen más que encender las alarmas. “Quizás nos demos una vuelta por Cuba después de que terminemos con esto”, dijo Trump esta semana, refiriéndose a su desastrosa agresión a Irán, junto al estado sionista. Hace apenas dos semanas, el mandatario ya había espetado: “Cuba será la siguiente”.

“No es la primera vez que Trump amenaza con invadir Cuba, pero la diferencia ahora es que, según fuentes del Pentágono, esas bravuconadas han pasado a ser directrices operativas concretas”, destaca la nota del medio estadounidense.

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