L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha avvertito venerdì 15 maggio che la crisi energetica a Cuba, conseguenza del blocco USA, ha causato il rinvio di 100000 interventi chirurgici e sta aumentando il rischio di diffusione di malattie trasmesse da vettori e dall’acqua, come la dengue, la malaria e la chikungunya.
Altaf Musani, direttore per gli aiuti umanitari e la gestione delle catastrofi dell’organizzazione, ha confermato dopo una visita sull’isola che la mancanza di carburante sta avendo un impatto diretto sulla salute pubblica e sull’accesso alle strutture sanitarie.
Secondo Musani, la situazione energetica sta costringendo il sistema sanitario cubano a sospendere i servizi medici essenziali, con ripercussioni particolari sull’assistenza alle donne in gravidanza.
Del numero totale di pazienti interessati dal rinvio degli interventi chirurgici, è stato specificato che oltre 11000 sono minorenni, “quindi ciò sta già avendo un impatto sia sulla ricerca di assistenza sanitaria sia sugli esiti clinici”, ha sottolineato il funzionario.
Dal 29 gennaio di quest’anno, il governo degli USA ha imposto un embargo petrolifero contro Cuba. In quella data, l’inquilino della Casa Bianca ha firmato un ordine esecutivo che impone dazi doganali sulle merci provenienti dai paesi che forniscono petrolio a Cuba, direttamente o indirettamente.
Il suddetto attacco, che ha gravemente colpito il sistema sanitario della più grande delle Antille, è stato giustificato sostenendo che l’isola rappresenta una minaccia insolita e straordinaria per la sicurezza USA, un’accusa respinta sia dal governo e dal popolo cubano, sia da diversi cittadini, leader e organizzazioni in tutto il mondo.
Lo scorso marzo, il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha chiesto che l’accesso all’assistenza sanitaria a Cuba rimanga indipendente da fattori geopolitici o energetici.
Attraverso i suoi canali ufficiali, l’esecutivo ha sottolineato che la tutela della vita deve essere una priorità assoluta, non condizionabile da fattori esterni o dalla mancanza di risorse di base.
All’epoca, il direttore generale dell’OMS riconobbe gli sforzi delle autorità nazionali per ripristinare la fornitura di energia elettrica e insistette affinché ospedali e ambulanze ricevessero un supporto costante e ininterrotto.
(Con informazioni fornite da teleSur)
Fonte: www.cubadebate.cu

