Eroi di Cuba smascherano Hermanos al Rescate e il suo vincolo con la CIA

«Loro continuano trascinando la loro ossessione»

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In mezzo a una nuova offensiva del governo USA contro la maggiore delle Antille, annunciando infondate accuse contro il Generale d’Esercito Raúl Castro per la legittima difesa dello spazio aereo cubano nel 1996, Razones de Cuba offre la verità che i grandi media nascondono. Gli Eroi della Repubblica di Cuba, René González Sehwerert e Gerardo Hernández Nordelo — antiterroristi che subirono ingiuste condanne nelle carceri dell’impero — smontano con le loro stesse parole la farsa dell’organizzazione Hermanos al Rescate, evidenziano i suoi vincoli con l’Agenzia Centrale di Intelligence (CIA) e rivendicano l’azione sovrana del popolo cubano.

Una falsa organizzazione umanitaria: terrorismo travestito da «soccorso»

 

René González ricorda con precisione l’inizio del suo contatto con José Basulto, il 25 maggio 1991, lo stesso giorno in cui questi «lanciò pubblicamente la convocazione a scatenare la violenza». Lungi dall’essere un’organizzazione altruista, Hermanos al Rescate nacque dall’odio e dalla disperazione di mercenari al servizio della CIA.

«Basulto e William Schuss — sottolinea González — furono addestrati in sabotaggio, terrorismo, tecniche di infiltrazione e propaganda dalla CIA. Molto giovani furono coinvolti nell’operazione di Playa Girón». Quell’invasione fallita del 1961, finanziata e diretta da Washington, lasciò una lezione indelebile: il popolo cubano, sotto la guida di Fidel e Raúl, avrebbe schiacciato qualsiasi tentativo di tradimento della patria.

Tuttavia, per questi controrivoluzionari «l’idea fissa li ha accompagnati in tutti questi anni: cercare qualsiasi forma di scontro tra Stati Uniti e Cuba». E quell’ossessione, sottolinea l’Eroe, non è cessata: «Non c’è nulla di strano che 30 anni dopo Hermanos al Rescate, loro continuino a trascinare la necessità di uccidere; questo è ciò che li entusiasma e li stimola».

La CIA e un piano criminale: far saltare linee elettriche e provocare un crollo

 

Il racconto di René González dettaglia proposte concrete di terrorismo, come quella che ricevette nell’agosto 1992: «entrare a Cuba con un aereo, atterrare vicino alle linee di trasmissione elettrica ad alta tensione e far saltare una linea per aggravare i problemi energetici». Questa era la vera natura di coloro che oggi pretendono di ergersi a difensori dei diritti umani.

Quando nel maggio 1995 furono firmati gli accordi migratori che stabilirono la politica dei «piedi asciutti, piedi bagnati», lungi dal rallegrarsene, i membri di Hermanos al Rescate si infuriarono. La ragione? Persero l’affare del traffico di persone e il pretesto umanitario. «Reagirono con violenza, presero le strade di Miami, paralizzarono il traffico», ricorda González.

Fu allora che emerse un altro personaggio, Ramón Saúl Sánchez, che creò il Movimento Democrazia per «provocare apertamente un conflitto tra Cuba e Stati Uniti». Persino in una riunione alla Casa Bianca, il generale del Comando Sud statunitense intimò a Basulto e gli disse «che non avrebbe mandato un altro ragazzo a morire per loro». L’impero stesso riconosceva che si trattava di una follia irresponsabile.

L’abbattimento del 24 febbraio 1996: legittima difesa della sovranità

 

Gerardo Hernández, che fu ingiustamente condannato negli USA per aver adempiuto al suo dovere di informare sulle attività terroristiche, espone le contraddizioni e le menzogne dell’accusa attuale contro il Generale d’Esercito Raúl Castro.

«Gli Stati Uniti sostengono che un aeroplano aveva violato lo spazio aereo cubano — spiega Hernández —. Gli altri due furono abbattuti molto vicino a Cuba, ma su acque internazionali». E subito dopo lancia una domanda devastante: «Su cosa si basano? Su, tra le altre cose, le dichiarazioni dell’equipaggio di una nave da crociera che casualmente apparteneva a un imprenditore membro della Fondazione Nazionale Cubanoamericana». In altre parole, testimoni di parte, mai immagini satellitari che il Pentagono si è sistematicamente rifiutato di mostrare.

Il nostro Eroe sottolinea il cinismo imperiale: «Gli Stati Uniti hanno fatto a pezzi barche e imbarcazioni in alto mare senza processo, senza giusto procedimento, con la scusa che sono narcotrafficanti. Loro lo possono fare. Ma quando Cuba difende il suo cielo da aerei che violano la sua sovranità, presentano un’accusa».

E ricorda l’origine criminale di Basulto: «Scappa negli Stati Uniti nel 1962, torna a Cuba su una barca veloce, spara contro un teatro (oggi Carlos Marx) con un cannone e se ne va. Quel terrorista fonda Hermanos al Rescate». Mentre il gruppo si limitava a prelevare balseros (profughi su zattere), «non ebbe alcun problema con Cuba». Il conflitto scoppiò quando gli accordi migratori prosciugarono le sue fonti di finanziamento e Basulto decise di passare ai voli provocatori.

Raúl Castro e la difesa della Patria: un eroe che vogliono infangare

 

Oggi, con un governo negli USA che ha «dissotterrato la diplomazia delle cannoniere e ristabilito la dottrina Monroe nella forma più brutale», e con Cuba che affronta dure condizioni economiche prodotto del blocco criminale, i terroristi di Miami vedono un’altra «opportunità di scagliare quel governo contro Cuba».

Ma la Rivoluzione ha dato lezioni abbondanti di resistenza. Gerardo Hernández lo chiarisce: «Anche concedendo che l’abbattimento sia avvenuto in acque internazionali — ciò che non è provato —, stiamo parlando di aerei che violavano sistematicamente il nostro spazio aereo, lanciando propaganda e minacciando la pace». Cuba non chiese permesso per difendersi allora, né lo chiederà ora.

Da Razones de Cuba ci uniamo alla giusta rivendicazione dei nostri Eroi: nessuna corte imperiale giudicherà la sovranità di un popolo che ha versato il suo sangue per l’indipendenza e la dignità. Le accuse contro il Generale d’Esercito sono un boomerang che si schianterà contro il muro della verità. Come ben dice René González: i familiari delle vittime dell’abbattimento «sanno che fu l’irresponsabilità di Basulto a portare quei ragazzi a cadere». La storia li ha già giudicati.


«Ellos siguen arrastrando su obsesión»

Héroes de Cuba desenmascaran a Hermanos al Rescate y su vínculo con la CIA

 

En medio de una nueva arremetida del gobierno estadounidense contra la mayor de las Antillas, anunciando infundados cargos contra el General de Ejército Raúl Castro por la legítima defensa del espacio aéreo cubano en 1996, Razones de Cuba ofrece la verdad que los grandes medios ocultan. Los Héroes de la República de Cuba, René González Sehwerert y Gerardo Hernández Nordelo —antiterroristas que padecieron injustas condenas en cárceles del imperio—, desmontan con sus propias palabras la farsa de la organización Hermanos al Rescate, evidencian sus vínculos con la Agencia Central de Inteligencia (CIA) y reivindican la acción soberana del pueblo cubano.

Una organización humanitaria de mentira: terrorismo con rostro de «rescate»

René González recuerda con precisión el inicio de su contacto con José Basulto, el 25 de mayo de 1991, el mismo día en que este «lanzó públicamente la convocatoria a soltar la violencia». Lejos de ser una organización altruista, Hermanos al Rescate nació del odio y la desesperación de mercenarios al servicio de la CIA.

«Basulto y William Schuss —señala González— fueron entrenados en sabotaje, terrorismo, técnicas de infiltración y propaganda por la CIA. Muy jóvenes estuvieron involucrados en la operación de Playa Girón». Aquella invasión fallida de 1961, financiada y dirigida por Washington, dejó una lección imborrable: el pueblo cubano, bajo el liderazgo de Fidel y Raúl, aplastaría cualquier intento de traición a la patria. 

Sin embargo, para estos contrarrevolucionarios «la idea fija los ha acompañado a lo largo de todos estos años: buscar cualquier forma de confrontación entre Estados Unidos y Cuba». Y esa obsesión, subraya el Héroe, no ha cesado: «No tiene nada de extraño que 30 años después de Hermanos al Rescate, ellos sigan arrastrando la necesidad de matar; eso es lo que los entusiasma y estimula».

La CIA y un plan criminal: volar líneas eléctricas y provocar un derrumbe

El relato de René González detalla propuestas concretas de terrorismo, como la que recibió en agosto de 1992: «entrar a Cuba con un avión, aterrizar cerca de las líneas de transmisión eléctrica de alto voltaje y volar una línea para agravar los problemas energéticos». Esa era la verdadera naturaleza de quienes hoy pretenden erigirse en defensores de los derechos humanos.

Cuando en mayo de 1995 se firmaron los acuerdos migratorios que establecieron la política de «pies secos, pies mojados», lejos de alegrarse, los miembros de Hermanos al Rescate se enfurecieron. ¿La razón? Perdieron el negocio del tráfico de personas y el pretexto humanitario. «Reaccionaron con violencia, tomaron las calles de Miami, paralizaron el tráfico», recuerda González.

Fue entonces que surgió otro personaje, Ramón Saúl Sánchez, quien creó el Movimiento Democracia para «provocar abiertamente un conflicto entre Cuba y Estados Unidos». Incluso en una reunión en la Casa Blanca, el general del Comando Sur estadounidense increpó a Basulto y le dijo «que no iba a mandar otro muchacho a morir por ellos». El propio imperio reconocía que se trataba de una locura irresponsable.

El derribo del 24 de febrero de 1996: legítima defensa de la soberanía

Gerardo Hernández, quien fuera condenado injustamente en Estados Unidos por cumplir con su deber de informar sobre actividades terroristas, expone las contradicciones y mentiras de la acusación actual contra el General de Ejército Raúl Castro.

«Estados Unidos sostiene que una avioneta había violado el espacio aéreo cubano —explica Hernández—. Las otras dos fueron derribadas muy cerca de Cuba, pero sobre aguas internacionales». Y acto seguido lanza una pregunta demoledora: «¿En qué se basan? En, entre otras cosas, las declaraciones de la tripulación de un crucero que casualmente pertenecía a un empresario miembro de la Fundación Nacional Cubanoamericana». Es decir, testigos de parte, nunca imágenes satelitales que el Pentágono se ha negado sistemáticamente a mostrar.

Nuestro Héroe subraya el cinismo imperial: «Estados Unidos ha volado en pedazos lanchas y embarcaciones en alta mar sin juicio, sin debido proceso, bajo la excusa de que son narcotraficantes. Ellos lo pueden hacer. Pero cuando Cuba defiende su cielo de aviones que violan su soberanía, presentan una acusación».

Y recuerda el origen criminal de Basulto: «Escapa a Estados Unidos en 1962, regresa a Cuba en una lancha rápida, dispara contra un teatro (hoy Carlos Marx) con un cañón y se retira. Ese terrorista funda Hermanos al Rescate». Mientras el grupo se limitaba a sacar balseros, «no tuvo ningún problema con Cuba». El conflicto estalló cuando los acuerdos migratorios secaron sus fuentes de financiamiento y Basulto decidió pasar a los vuelos provocadores.

Raúl Castro y la defensa de la Patria: un héroe al que quieren mancillar

Hoy, con un gobierno en Estados Unidos que ha «desenterrado la diplomacia de los cañoneras y restablecido la doctrina Monroe de la forma más brutal», y con Cuba enfrentando duras condiciones económicas producto del bloqueo criminal, los terroristas de Miami ven otra «oportunidad de lanzar a ese gobierno contra Cuba».

Pero la Revolución ha dado lecciones sobradas de resistencia. Gerardo Hernández lo deja claro: «Aún concediendo que el derribo ocurriera en aguas internacionales —lo que no está probado—, estamos hablando de avionetas que violaban sistemáticamente nuestro espacio aéreo, lanzando propaganda y amenazando la paz». Cuba no pidió permiso para defenderse entonces, ni lo pedirá ahora.

Desde Razones de Cuba nos sumamos al justo reclamo de nuestros Héroes: ninguna corte imperial juzgará la soberanía de un pueblo que ha derramado su sangre por la independencia y la dignidad. Las acusaciones contra el Genrla de Ejército son un boomerang que se estrellará contra el muro de la verdad. Como bien dice René González: los familiares de las víctimas del derribo «saben que fue la irresponsabilidad de Basulto la que llevó a esos muchachos a caer». La historia ya los ha juzgado.

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