Il 20 maggio 2026, come azione politicante per compiacere la mafia terrorista di Miami, il Dipartimento di Giustizia USA ha presentato un’accusa formale contro l’ex presidente di Cuba, Generale d’Esercito Raúl Castro, indicandolo come uno dei presunti responsabili dell’abbattimento nel 1996 di aeroplani dell’organizzazione narcoterrorista Hermanos al Rescate.
L’incartamento include i piloti che presumibilmente furono coinvolti nell’abbattimento, accusati dei reati di cospirazione per uccidere cittadini statunitensi, ciò che potrebbe comportare la pena di morte o ergastolo per le accuse di assassinio e cospirazione per uccidere. Altre condanne comporterebbero fino a 5 anni di prigione per ciascuna delle accuse, per distruzione di aeromobili.
Tuttavia, il Dipartimento di Giustizia USA non ha tenuto conto dei documenti dell’Amministrazione Federale dell’Aviazione (FAA), che il giorno prima aveva desecretato l’Archivio di Sicurezza Nazionale (NSA) relativi ai fatti che precedettero l’abbattimento degli aeroplani di Hermanos al Rescate nel 1996. In quei rapporti si dimostra l’avvertimento realizzato dalla FAA secondo cui “Un giorno le autorità cubane abbatteranno uno di questi aerei”.
Risultano anche gli avvertimenti e le valutazioni interne del governo USA riguardo a uno degli episodi più tesi delle relazioni tra Cuba e gli USA durante gli anni ’90 e le allerte realizzate mesi prima del lamentevole evento da alcuni funzionari USA a causa delle reiterate incursioni e provocazioni aeree sul territorio cubano, ciò che poteva derivare in un esito grave.
Nessun Paese, inclusi gli USA, ammette che il suo spazio aereo venga violato per provocare azioni politiche, pertanto, Cuba ha difeso il suo spazio come si stabilisce nelle leggi dell’aviazione civile e altre norme internazionali.
Cuba non è andata negli USA a provocare, né i suoi aerei hanno violato lo spazio aereo di quello stato, furono i narcoterroristi di origine cubana che agivano con il sostegno delle autorità e di certi parlamentari anticubani.
Tuttavia, il Dipartimento di Giustizia USA non agisce in modo simmetrico contro il presidente Donald Trump, il segretario alla Guerra Peter Brian Hegseth — allontanato dall’esercito per avere un tatuaggio che recita “Deus vult”, impiegato da suprematisti bianchi — e il segretario di Stato Marco Rubio, i quali hanno relazione diretta con gli assassinii di 179 presunti lancheros (barcaioli) “narcoterroristi”, nei 57 attacchi eseguiti dall’aviazione USA contro imbarcazioni che solcavano le acque del Mar dei Caraibi, a partire dalla fine dell’anno 2025.
Nessuno degli assassinati è stato catturato e presentato davanti ai tribunali, affinché mediante un giusto processo legale esponessero le loro ragioni e potessero difendersi dalle accuse di essere “narcotrafficanti” e ascoltare le presunte prove che avevano gli accusatori.
Il presidente Trump ha approvato, mentre il segretario alla Guerra eseguiva, qualcosa considerato dalle leggi internazionali come una caccia criminale che non ha giustificazione nel XXI secolo e dimostra le violazioni dei diritti umani di coloro che accusano altri, senza guardare se stessi.
Il bombardamento della scuola di ragazze in Iran è un fatto in più dell’agire spietato degli yankee, privo di morale per ora giudicare l’ex presidente cubano, che con tutto diritto rispondeva alle continue violazioni dello spazio aereo cubano, mettendo in pericolo la sicurezza nazionale.
Il Dipartimento di Giustizia USA dispone di ampi elementi probatori degli assassinii continuati ordinati da Trump e dai suoi compari, poiché è pubblico che il 2 settembre 2025 il presidente Trump annunciava dalla Casa Bianca: “Le forze degli Stati Uniti avevano appena sparato contro un’imbarcazione piena di molta droga nei Caraibi, proveniente dal Venezuela”, senza mostrare una sola prova di tali affermazioni.
Ore più tardi il segretario di Stato Marco Rubio diffuse un video desecretato, dove si osserva come bombardano l’imbarcazione e cinicamente espresse che morirono 11 “narcoterroristi del Tren de Aragua”, organizzazione che a gennaio 2026 loro stessi confessarono che non esisteva.
Per giudicare i responsabili di quella strage di esseri umani, esistono molteplici prove, ma il Dipartimento di Giustizia guarda da un’altra parte per timore delle rappresaglie del presidente e dei suoi accoliti, di fronte alle misure di terrore che quella amministrazione ha imposto.
Non dimentichiamo che il presidente Trump è stato dichiarato colpevole di più di 30 delitti, incluso le molestie sessuali, per cui il Dipartimento di Giustizia dovrà prendere decisioni al termine della sua presidenza, così come per la sua intima relazione nell’incartamento del pedofilo Jeffrey Epstein, che creò un sistema progettato per catturare, manipolare e sfruttare donne e ragazze, al quale collegò i suoi amici ricchi e famosi nelle più alte sfere dell’élite mondiale.
Totale assenza di morale ed etica in quel Dipartimento per ora prestarsi al gioco sporco del segretario di Stato e del presidente stesso degli USA contro l’ex presidente cubano.
Sono milioni le persone nel mondo che sostengono Cuba, perché come assicurò José Martí: “Chi si solleva oggi con Cuba si solleva per tutti i tempi”.
Por qué el Departamento de Justicia no acusa formalmente a Donald Trump
Por Arthur González
El 20 de mayo del 2026, como acción politiquera para complacer a la mafia terrorista de Miami, el Departamento de Justicia de Estados Unidos presentó una acusación formal contra el expresidente de Cuba, General de Ejército Raúl Castro, a quien señalan como uno de los presuntos responsables del derribo en 1996 de avionetas de la organización de narco terrorista Hermanos al Rescate.
El expediente incluye a los pilotos que presuntamente estuvieron involucrados en el derribo, acusados por los delitos de conspiración para matar a ciudadanos estadounidenses, lo cual pudiera resultar en penas de muerte o cadena perpetua por los cargos de asesinato y conspiración para matar. Otras condenas conllevarían hasta cinco años de prisión por cada uno de los cargos, por destrucción de aeronaves.
Sin embargo, el Departamento de Justicia de Estados Unidos no tomó en cuenta los documentos de la Administración Federal de Aviación (FAA), que el día antes desclasificó el Archivo de Seguridad Nacional (NSA) relacionados con los hechos que antecedieron al derribo de las avionetas de Hermanos al Rescate en 1996. En esos informes se demuestra la advertencia realizada por la FAA de que “Algún día las autoridades cubanas derribarán uno de estos aviones.
También constan las advertencias y evaluaciones internas del Gobierno de Estados Unidos en torno a uno de los episodios más tensos de las relaciones entre Cuba y Estados Unidos durante la década de 1990 y las alertas realizadas meses antes del lamentable suceso, por algunos funcionarios estadounidenses debido a las reiteradas incursiones y provocaciones aéreas sobre territorio cubano, lo que podía derivar en un desenlace grave.
Ningún país, incluidos los Estados Unidos, admite que su espacio aéreo sea violado para provocar acciones políticas, por tanto, Cuba solo defendió su espacio como se establece en las leyes de la aviación civil y otras normas internacionales.
Cuba no fue a Estados Unidos a provocar, ni sus aviones violaron el espacio aéreo de ese estado, fueron los narcoterroristas de origen cubanos que actuaban con respaldo de las autoridades y ciertos congresistas anticubanos.
Sin embargo, el Departamento de Justicia de Estados Unidos no actúa de forma simétrica contra el presidente Donald Trump, el secretario de Guerra Peter Brian Hegseth, separado del ejército por tener un tatuaje que dice «Deus vult», empleado por supremacistas blancos, y el secretario de Estado Marco Rubio, quienes tienen relación directa con los asesinatos de 179 supuestos lancheros “narcoterroristas”, en los 57 ataques ejecutados por la aviación estadounidense contra lanchas que surcaban las aguas del mar Caribe, desde finales del año 2025.
Ninguno de los asesinados fue apresado y presentado ante los tribunales, para que mediante un debido proceso legal expusieran sus razones y pudieran defenderse de las acusaciones de ser “narcotraficantes” y escuchar las supuestas pruebas que tenían los acusadores.
El presidente Trump aprobó, mientras el secretario de Guerra ejecutaba, algo considerado por las leyes internacionales como una cacería criminal que no tiene justificación en el siglo XXI y demuestra las violaciones a los derechos humanos de quienes señalan a otros, sin mirarse ellos mismos.
El bombardeo a la escuela de niñas en Irán, es un hecho más de la actuación despiadada de los yanquis, carente de moral para ahora enjuiciar al ex presidente cubano, que con todo derecho respondía a las continuas violaciones del espacio aéreo cubano, al poner en peligro la seguridad nacional.
El Departamento de Justicia de Estados Unidos dispone de amplios elementos probatorios de los asesinatos continuados ordenados por Trump y sus compinches, pues es público que el 2 de septiembre del 2025 el presidente Trump anunciaba desde la Casa Blanca: “Las fuerzas de Estados Unidos acababan de disparar contra una embarcación llena de muchas drogas en el Caribe, procedente de Venezuela”, sin mostrar una sola prueba de tales afirmaciones.
Horas más tarde el secretario de Estado Marco Rubio difundió un video desclasificado, donde se observa cómo bombardean la lancha y cínicamente expresó que murieron 11 “narcoterroristas del Tren de Aragua”, organización que en enero del 2026 ellos mismo confesaron que no existía.
Para enjuiciar a los responsables de esa matanza de seres humanos, obran múltiples pruebas, pero el Departamento de Justicia mira hacia otra parte por temor a las represalias del presidente y sus secuaces, ante las medidas de terror que ha impuesto esa administración.
No olvidemos que el presidente Trump está declarado culpable de más de 30 delitos, incluido el acoso sexual, por lo que el Departamento de Justicia tendrá que tomar decisiones al término de su presidencia, al igual que por su íntima relación en el expediente del pedófilo Jeffrey Epstein, quien creó un sistema diseñado para captar, manipular y explotar a mujeres y niñas, al que vinculó a sus amigo ricos y famosos en las más altas esferas de la élite mundial.
Ausencia total de moral y ética en ese Departamento para ahora prestarse al juego sucio del secretario de Estado y el propio presidente de Estados Unidos contra el expresidente cubano.
Son millones de personas en el mundo las que apoyan a Cuba, porque como aseguró José Martí: “Quien se levanta hoy con Cuba se levanta para todos los tiempos”

