La canagliesca accusa contro il capo della Rivoluzione Cubana, Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, è priva di ogni legittimità e giurisdizione e costituisce un atto infame di provocazione politica che cerca di manipolare disonestamente i fatti accaduti il 24 febbraio 1996
La recente manovra del Dipartimento di Giustizia USA contro il Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, capo della Rivoluzione Cubana, esige un’analisi rigorosa alla luce del diritto internazionale, che denuda l’assoluta mancanza di fondamento legale di questa provocazione. Lungi dal costituire un processo giudiziario legittimo, ci troviamo di fronte a un inaccettabile esercizio di extraterritorialità, una violazione flagrante delle norme giuridiche internazionali e un grossolano tentativo di violare la sovranità della nostra Patria.
Questa accusa, priva di ogni legittimità e giurisdizione, costituisce un atto infame di provocazione politica che cerca di manipolare disonestamente i fatti accaduti il 24 febbraio 1996, quando la nostra Patria difese la sua sovranità di fronte alle ingerenze dell’organizzazione terroristica autodenominata Hermanos al Rescate.
Lungi dalla narrativa fraudolenta che l’impero cerca di imporre travestendo questo gruppo sovversivo radicato a Miami come una presunta entità «umanitaria», la storia e le prove documentali dimostrano una realtà innegabile: Hermanos al Rescate si dedicava a eseguire provocazioni ostili contro Cuba.
L’ILLEGALITÀ DELL’EXTRATERRITORIALITÀ E LA MANCANZA DI GIURISDIZIONE
Da un punto di vista strettamente giuridico, il governo USA è privo di ogni legittimità e giurisdizione per processare un cittadino e guida di un altro Paese sovrano per atti realizzati nel pieno esercizio della protezione del proprio territorio. Questa accusa è giuridicamente fraudolenta perché non ha alcun fondamento legale, né politico né morale. La pretesa di applicare leggi USA in modo extraterritoriale per giudicare un dirigente straniero costituisce un’aberrazione che ignora il principio di uguaglianza sovrana tra gli Stati. Come ha denunciato il presidente Miguel Díaz-Canel, si tratta di un’«azione politica, senza alcun fondamento giuridico».
LA LEGITTIMA DIFESA E IL SOSTEGNO DEL DIRITTO INTERNAZIONALE
Il tentativo di criminalizzare gli eventi del 24 febbraio 1996 omette in modo deliberato e disonesto il quadro giuridico oggettivo che sostenne l’azione dello Stato cubano. La risposta di Cuba alla reiterata incursione nel suo spazio aereo, da parte degli aeromobili operati dall’organizzazione terroristica Hermanos al Rescate, costituì un irrefutabile «atto di legittima difesa». Quell’azione protettiva fu pienamente sostenuta dalla Carta delle Nazioni Unite, dalla Convenzione di Chicago sull’Aviazione Civile Internazionale del 1944 e dai principi consuetudinari di sovranità aerea e proporzionalità.
Le prove documentali e diplomatiche che precedettero il fatto sono schiaccianti e dimostrano l’esaurimento delle vie pacifiche. Tra il 1994 e il 1996, il governo cubano presentò molteplici denunce formali al Dipartimento di Stato, all’Amministrazione Federale dell’Aviazione USA (FAA) e all’Organizzazione dell’Aviazione Civile Internazionale (OACI), dettagliando le oltre 25 violazioni gravi e deliberate del nostro spazio aereo in aperta trasgressione delle leggi internazionali. Di fronte all’inazione e complicità del governo USA, Cuba emise avvertimenti pubblici e ufficiali – trasmettendo messaggi di allerta direttamente all’allora presidente USA, Bill Clinton, indicando che qualsiasi aeromobile non autorizzato sarebbe stato intercettato e, se necessario, neutralizzato. L’uso della forza fu, pertanto, una misura giuridicamente fondata per salvaguardare la sovranità nazionale di fronte a provocazioni ostili di evidente dominio pubblico.
RIVENDICAZIONE DEL RISPETTO DELLA NORMA INTERNAZIONALE
Il processo a uno statista e storico dirigente della Rivoluzione di un altro Stato sovrano non è un atto di giustizia, ma una grave trasgressione delle convenzioni diplomatiche che attenta contro le basi stesse dell’istituzionalità globale. Come ha avvertito il nostro Ministero degli Affari Esteri, questa infame imputazione giudiziaria fa parte della «pratica oscura degli USA di utilizzare accuse come questa per agire militarmente contro Stati sovrani», strumentalizzando il suo apparato di giustizia come scusa per aggressioni armate.
Come ha denunciato il viceministro degli Affari Esteri del nostro Paese, Carlos Fernández de Cossío, questo processo spurio contro il nostro capo della Rivoluzione è fraudolento, senza fondamento legale né morale. Fa parte della pratica degli USA di fabbricare pretesti per giustificare un’aggressione militare e la punizione collettiva all’Isola mediante l’intensificazione del genocida blocco.
Cuba ha ratificato, in reiterate occasioni, davanti alla comunità globale il suo impegno per la pace e la sua incrollabile determinazione a esercitare il diritto inalienabile alla legittima difesa, riconosciuto nella Carta delle Nazioni Unite e, di conseguenza, chiede la cessazione immediata dell’uso abusivo delle istituzioni giudiziarie statunitensi ed esige il più stretto rispetto della legalità internazionale e della sovranità delle nazioni. Nessun dictum spurio né misura coercitiva potrà piegare la decisione incommovibile del nostro popolo di difendere la sua Patria e la sua Rivoluzione socialista.
Di fronte a tanta manipolazione imperiale, spetta a noi denunciarla e chiamare la comunità internazionale e le persone di buona volontà a pronunciarsi, come hanno già fatto diversi governi, partiti politici, movimenti sociali e personalità di tutto il mondo.
Questa nuova aggressione si schianta contro un Paese che non si arrende. Il popolo cubano riafferma oggi, con la massima forza e fermezza, la sua decisione incommovibile di difendere la Patria, la sua Rivoluzione socialista e di offrire il suo sostegno irrestrittivo e invariabile al Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, capo della Rivoluzione Cubana. Qualsiasi tentativo dell’imperialismo di piegarci si scontrerà sempre con la nostra resistenza eroica.
*Dottore in Scienze, professore titolare della Facoltà di Diritto dell’Università dell’Avana
Frente a la extraterritorialidad imperial: La inquebrantable defensa jurídica de la soberanía de Cuba
La canalla acusación contra el líder de la Revolución Cubana, General de Ejército Raúl Castro Ruz, carece de toda legitimidad y jurisdicción y constituye un acto infame de provocación política que busca manipular deshonestamente los hechos ocurridos el 24 de febrero de 1996
Autor: Arnel Medina Cuenca
La reciente maniobra del Departamento de Justicia de Estados Unidos contra el General de Ejército Raúl Castro Ruz, líder de la Revolución Cubana, exige un análisis riguroso a la luz del derecho internacional, que desnuda la absoluta carencia de fundamento legal de esta provocación. Lejos de constituir un proceso judicial legítimo, nos encontramos ante un ejercicio inaceptable de extraterritorialidad, una violación flagrante de las normas jurídicas internacionales y un burdo intento de vulnerar la soberanía de nuestra Patria.
Esta acusación, carente de toda legitimidad y jurisdicción, constituye un acto infame de provocación política que busca manipular deshonestamente los hechos ocurridos el 24 de febrero de 1996, cuando nuestra Patria defendió su soberanía frente a las injerencias de la organización terrorista autodenominada Hermanos al Rescate.
Lejos de la narrativa fraudulenta que el imperio intenta imponer al disfrazar a este grupo subversivo radicado en Miami como una supuesta entidad «humanitaria», la historia y las pruebas documentales demuestran una realidad innegable: Hermanos al Rescate se dedicaba a ejecutar provocaciones hostiles contra Cuba.
LA ILEGALIDAD DE LA EXTRATERRITORIALIDAD Y LA FALTA DE JURISDICCIÓN
Desde un punto de vista estrictamente jurídico, el Gobierno de Estados Unidos carece de toda legitimidad y jurisdicción para enjuiciar a un ciudadano y líder de otro país soberano por actos realizados en el pleno ejercicio de la protección de su propio territorio. Esta acusación es jurídicamente fraudulenta porque no tiene asidero legal, ni político ni moral alguno. La pretensión de aplicar leyes estadounidenses de manera extraterritorial para juzgar a un líder extranjero constituye una aberración que desconoce el principio de igualdad soberana entre los Estados. Tal como ha denunciado el Presidente Miguel Díaz-Canel, se trata de una «acción política, sin ningún basamento jurídico».
LA LEGÍTIMA DEFENSA Y EL AMPARO DEL DERECHO INTERNACIONAL
El intento de criminalizar los sucesos del 24 de febrero de 1996 omite de forma deliberada y deshonesta el marco jurídico, objetivo que amparó el accionar del Estado cubano. La respuesta de Cuba ante la reiterada incursión en su espacio aéreo, por parte de las aeronaves operadas por la organización terrorista Hermanos al Rescate, constituyó un irrefutable «acto de legítima defensa». Esa acción protectora estuvo plenamente amparada por la Carta de las Naciones Unidas, el Convenio de Chicago sobre Aviación Civil Internacional de 1944 y los principios consuetudinarios de soberanía aérea y proporcionalidad.
Las pruebas documentales y diplomáticas que anteceden al hecho son abrumadoras y demuestran el agotamiento de las vías pacíficas. Entre 1994 y 1996, el Gobierno cubano presentó múltiples denuncias formales ante el Departamento de Estado, la Administración Federal de Aviación de los EE. UU. (FAA) y la Organización de la Aviación Civil Internacional (OACI), detallando las más de 25 violaciones graves y deliberadas de nuestro espacio aéreo en abierta transgresión de las leyes internacionales. Ante la inacción y complicidad del Gobierno estadounidense, Cuba emitió advertencias públicas y oficiales –trasladando mensajes de alerta directamente al entonces presidente de Estados Unidos, Bill Clinton, indicando que cualquier aeronave no autorizada sería interceptada y, de ser necesario, neutralizada. El uso de la fuerza fue, por tanto, una medida jurídicamente fundamentada para salvaguardar la soberanía nacional ante provocaciones hostiles de ostensible dominio público.
RECLAMO AL RESPETO DE LA NORMA INTERNACIONAL
El enjuiciamiento de un estadista e histórico dirigente de la Revolución de otro Estado soberano no es un acto de justicia, sino una grave transgresión de las convenciones diplomáticas que atenta contra las bases mismas de la institucionalidad global. Como ha advertido nuestro Ministerio de Relaciones Exteriores, esta imputación judicial infame forma parte de la «práctica oscura de EE. UU. de utilizar acusaciones como esta para actuar militarmente contra Estados soberanos», instrumentalizando su aparato de justicia como excusa para agresiones armadas.
Como ha denunciado el viceministro de Relaciones Exteriores de nuestro país, Carlos Fernández de Cossío, este proceso espurio contra nuestro Líder de la Revolución es fraudulento, sin asidero legal ni moral. Forma parte de la práctica de EE. UU. de fabricar pretextos para justificar una agresión militar y el castigo colectivo a la Isla mediante el recrudecimiento del genocida bloqueo.
Cuba ha ratificado, en reiteradas ocasiones, ante la comunidad global su compromiso con la paz y su inquebrantable determinación de ejercer el derecho inalienable a la legítima defensa, reconocido en la Carta de las Naciones Unidas y, en consecuencia, demanda el cese inmediato del uso abusivo de las instituciones judiciales estadounidenses y exige el más estricto respeto a la legalidad internacional y a la soberanía de las naciones. Ningún dictamen espurio ni medida coercitiva podrá doblegar la decisión inconmovible de nuestro pueblo de defender su Patria y su Revolución socialista.
Ante tanta manipulación imperial, nos corresponde denunciarla y llamar a la comunidad internacional y a las personas de buena voluntad a pronunciarse, como ya lo han hecho distintos gobiernos, partidos políticos, movimientos sociales y personalidades de todo el orbe.
Esta nueva agresión se estrella contra un país que no se rinde. El pueblo cubano reafirma hoy, con la mayor fuerza y firmeza, su decisión inconmovible de defender la Patria, su Revolución socialista y brindar su respaldo irrestricto e invariable al General de Ejército Raúl Castro Ruz, líder de la Revolución Cubana. Cualquier intento del imperialismo por doblegarnos se topará siempre con nuestra resistencia heroica.
*Doctor en Ciencias, profesor titular de la Facultad de Derecho de la Universidad de La Habana

