L’Eroe della Repubblica di Cuba Ramón Labañino Salazar ha affermato oggi che il Generale dell’Esercito Raúl Castro Ruz non ha bisogno che nessun tribunale straniero lo difenda, poiché la sua difesa è il suo popolo, la dignità di aver resistito e 67 anni di Rivoluzione.
Con il titolo “L’ultima infamia”, Labañino Salazar, uno dei cinque cubani processati decenni fa negli USA per aver allertato Cuba di azioni terroristiche contro l’isola (I Cinque), ha scritto un articolo in cui offre solide argomentazioni su quella che definisce un’accusa assurda da parte di quel paese nordamericano contro il leader della Rivoluzione.
Trattandosi di un’esclusiva per l’Agenzia Cubana di Notizie del vicepresidente dell’Associazione Nazionale degli Economisti e dei Contabili di Cuba, riproduciamo di seguito il testo per intero.
L’ultima infamia
Ramón Labañino Salazar
Quando ho appreso la notizia che un tribunale USA intendeva mettere sul banco degli imputati il generale dell’Esercito Raúl Castro Ruz, ho provato dapprima incredulità, poi indignazione e, infine, un profondo fastidio di fronte al degrado del diritto internazionale. Non è la prima volta che l’impero del nord trasforma la giustizia in un’arma politica, ma questa accusa supera ogni limite di tollerabilità.
Che tipo di ordine internazionale è questo, in cui un paese si erge a giudice e carnefice delle azioni sovrane di un’altra nazione?
Il processo ai Cinque (Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Fernando González e René González) è durato quasi sette mesi e ha approfondito l’incidente dei velivoli dell’organizzazione terroristica “Hermanos al Rescate”. I miei fratelli René e Gerardo lo hanno già descritto in modo eccellente.
Tutto quel tempo trascorso nei tribunali e nella battaglia legale ci ha permesso di conoscere più da vicino la giurisprudenza statunitense, e posso affermare, senza timore di sbagliarmi, che questa causa è giuridicamente ridicola.
Gli USA non hanno giurisdizione su un atto avvenuto nello spazio aereo cubano, compiuto da forze cubane, in difesa della sovranità cubana. È come se un vicino volesse giudicarmi per ciò che faccio all’interno della mia stessa casa. L’articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite è chiaro: sovranità e uguaglianza degli Stati. Ma per Washington, la sovranità è valida solo quando le fa comodo.
Ricordo bene il contesto del 1996. Abbiamo visto come i piccoli aerei di “Hermanos al Rescate” sorvolassero L’Avana impunemente, lanciando propaganda e violando il nostro spazio aereo. Venticinque gravi violazioni documentate, 16 note diplomatiche ignorate.
Cosa avrebbero fatto gli Stati Uniti se un piccolo aereo straniero avesse sorvolato il Pentagono? La risposta la conosciamo tutti: lo avrebbero abbattuto, ridotto in polvere in volo senza esitare. Ma quando Cuba si difende, viene accusata. Questa si chiama ipocrisia, e la giurisprudenza internazionale la condanna.
Il caso Congo contro Belgio del 2002 non è un’opinione, è una sentenza vincolante. La Corte Internazionale di Giustizia ha stabilito che gli ex capi di Stato godono di immunità per gli atti ufficiali.
Raúl Castro, nel 1996, era ministro delle FAR (Forze Armate Rivoluzionarie). Ha agito in virtù della sua carica. Pretendere di giudicarlo è altrettanto assurdo. Per caso qualche tribunale dell’Avana ha giurisdizione su Washington? Ebbene no. Eppure, loro si credono in diritto di farlo.
Non ho il minimo dubbio che questa causa sia pura politica. È l’ennesima menzogna per giustificare una possibile invasione della nostra patria. I terroristi dell’estrema destra cubano-americana non vogliono accordi né soluzioni diplomatiche, vogliono assassinare un intero popolo per l’unica ragione di essere degni.
Non è giustizia, è vendetta. Non è diritto, è un colpo di Stato giudiziario.
E non illudiamoci, l’obiettivo non è solo il nostro generale Raúl Castro, leader storico della Rivoluzione cubana. L’obiettivo è umiliare Cuba, giustificare future aggressioni e inviare un messaggio a tutti i paesi del Sud del mondo.
Ma c’è qualcosa che Washington non riesce a capire: noi cubani sappiamo vivere sotto assedio. Abbiamo imparato a riconoscere le farsesche procedure giudiziarie dal caso Posada Carriles — quel terrorista confesso che hanno protetto a Miami — fino ad oggi.
Dov’è la giustizia USA per le vittime del volo 455 della Cubana de Aviación, fatto esplodere in volo da terroristi addestrati dalla CIA? A questa domanda non risponderanno mai.
Sappiamo che questo tribunale di Washington potrà continuare con la sua farsa giudiziaria. Ma so anche che la storia ha una memoria lunga e che tra cinquant’anni, quando l’impero sarà solo un ricordo, gli studenti di diritto leggeranno questo caso come un classico esempio di extraterritorialità abusiva e di come il potere politico corrompa la giustizia.
Il generale dell’esercito Raúl Castro Ruz non ha bisogno che lo difenda alcun tribunale straniero. La sua difesa è il suo popolo, la sua difesa è la dignità di aver resistito, la sua difesa sono 67 anni di Rivoluzione. E finché a Cuba ci sarà un solo uomo e una sola donna disposti a difendere la sua sovranità, tutte le cause, tutti i blocchi e tutte le calunnie dell’impero saranno carta straccia.
La giustizia non può essere un travestimento del potere.
Come Fidel, anche Raúl è stato assolto dalla storia.
(Ramón Labañino Salazar, Eroe della Repubblica di Cuba, 25 maggio 2026)
Fonte: acn
Traduzione: italiacuba.it
