Cuba non è né può essere una minaccia inusuale e straordinaria per la sicurezza nazionale USA, Cuba ha una profonda vocazione di pace, ha affermato il cancelliere Bruno Rodríguez Parrilla in un’intervista esclusiva con Prensa Latina.
Rodríguez Parrilla, che ha chiarito che “Cuba non è un nemico per gli USA, né vuole esserlo”, ha risposto alle domande di questa agenzia di stampa al termine di due giorni e mezzo di lavoro a New York, dove ha presentato la posizione del suo Paese e ha denunciato la minaccia militare e l’assedio energetico in una sessione formale del Consiglio di Sicurezza dell’ONU convocata dalla presidenza cinese di questo organo.
**Prensa Latina (PL): Su quali basi insiste il governo USA su questa cornice narrativa?
**Bruno Rodríguez (BR): Quando il governo USA adopera quel fallace e ridicolo argomento della presunta minaccia, ciò che intende è manipolare l’opinione pubblica USA, cubana e mondiale.
Quello che vuole è cercare di giustificare una politica che è genocida, è un crimine contro l’umanità, è una punizione collettiva, figure tutte riconosciute nel diritto internazionale. Cercano di giustificare un assedio energetico che provoca danni umanitari straordinari e cerca di preparare l’opinione pubblica per tentare di incolpare il governo cubano degli effetti che precisamente e in modo deliberato, per progetto, provocano le misure che ha preso.
È pura calunnia, è una favola, ma che va presa sul serio perché l’imperialismo USA è aggressivo e bisogna prendere sul serio le sue minacce e prepararsi sempre per lo scenario peggiore, anche se Cuba farà tutto il possibile per evitare una escalation militare.
Cuba non è una minaccia per il governo USA né per la sicurezza nazionale né per la politica estera di questo Paese, in primo luogo, perché è una piccola isola e questa è una superpotenza nucleare. In secondo luogo, perché Cuba ha una profonda vocazione di pace.
Fa parte dei principi della Rivoluzione cubana, è un popolo pacifico. È un Paese che ha sempre contribuito a preservare la pace e la sicurezza internazionali, emisferiche e regionali, che ha dato contributi molto importanti alla pace come sono stati, per esempio, i processi di pace in Colombia.
Fu all’Avana precisamente che i capi di Stato e di governo di tutta la regione firmarono la proclamazione di tutta l’America Latina e i Caraibi come zona di pace, che è uno dei grandi apporti del Generale dell’Esercito Raúl Castro Ruz alla politica estera della Rivoluzione cubana.
Questo proclama da allora è rimasta consacrato come un elemento essenziale necessario del diritto internazionale e che ha una permanente menzione nei dibattiti, nella narrativa e nei documenti che approvano gli stati della regione, nella composizione della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici o in altri gruppi regionali o subregionali.
D’altra parte, Cuba non è un nemico degli USA né si è mai proposta di esserlo. Non vuole esserlo in nessun modo, in primo luogo, perché ci sono legami profondi, affettivi, fraterni, tra il popolo cubano e il popolo USA, perché c’è una forte presenza di cittadini cubani residenti negli USA.
Inoltre, perché la maggior parte degli statunitensi e dei cubani residenti negli USA hanno sempre avuto una posizione a favore della normalizzazione delle relazioni tra entrambi i Paesi contro l’ostilità e il blocco economico commerciale imposto a Cuba.
Attualmente la maggior parte degli statunitensi e dei cubani qui negli USA si oppongono a un’avventura militare contro Cuba, che avrebbe conseguenze umanitarie e di altra natura incalcolabili e si oppongono fermamente all’assedio energetico che provoca danni umani straordinari, sofferenze, privazioni, dolore alle famiglie cubane.
**PL: Come valuta il trattamento del tema Cuba nella stampa occidentale a partire dall’incremento dell’aggressività del governo USA.
**BR: Il governo USA storicamente, ma in modo molto acuto ora, ha scatenato una guerra non convenzionale contro Cuba. Mi riferisco a una guerra cognitiva, ad una guerra culturale, a una guerra psicologica, a cercare di persuadere le persone oneste negli USA, i cubani e la comunità internazionale di obiettivi umanitari, che vuole proteggere il popolo cubano, mentre incolpa il governo cubano delle difficoltà socioeconomiche attuali.
Cioè, cercano di censurare la verità, di nascondere la verità, di manipolare l’informazione e per questo dispongono di fondi multimilionari e di piattaforme tecnologiche digitali molto potenti.
La maggior parte delle piattaforme tecnologiche che ospitano le reti digitali e che guidano il funzionamento di Internet appartengono a corporazioni USA che hanno legami speciali con il governo USA, che le obbliga e le pressiona per utilizzarle come un’arma digitale.
Una caratteristica della politica di questo governo in questo periodo è stata quella di realizzare costantemente dichiarazioni ufficiali pubbliche ostili contro Cuba, minacciose, ultimatum, per cercare di fare pressione sul governo, sul popolo cubano per cercare di imporre concessioni inaccettabili in aspetti che appartengono solo al foro dei nostri affari interni, alla sovranità e alla libera determinazione del nostro popolo.
La grande stampa tradizionale USA, che oggi è multimediale, ha un grande peso nell’ambito comunicativo e anche il governo USA ha un’enorme capacità, a partire dalla proprietà privata che menzionavo prima delle piattaforme digitali, di gestire le reti in modo politicamente motivato.
E’ noto che che la stampa tradizionale e le reti digitali danno un’apparenza di democrazia e di libertà che è totalmente falsa. Si sa che rispondono ai loro proprietari e rispondono all’oligopolio USA, a questa plutocrazia e agiranno sempre sulla base dei loro interessi.
Sebbene sia vero che ci sono momenti in cui la stampa USA ha agito in modo più indipendente, in particolare quando il popolo statunitense è consapevole della realtà, quando ha qualche livello di informazione reale, quando conosce anche in modo limitato la verità e allora non si lascia ingannare dal suo governo né dalle sue politiche.
Un’altra caratteristica è stata, in questo periodo, la pressione costante sulla grande stampa USA e sulle reti digitali per pubblicare informazioni distorte, manipolate contro Cuba per amplificare i messaggi della narrativa ostile e bugiarda del governo USA.
Per esempio, l’osservatorio dei media di Cubadebate ha fatto analisi molto interessanti su questo tema e ha dimostrato i legami e la coordinazione tra il Dipartimento di Stato e alcuni media come Axios, USA Today o Politico, proprio al servizio dell’agenda del Dipartimento di Stato contro Cuba.
E in terzo luogo è stato tipico, di questo periodo, anche la filtrazione malevola, da parte del governo USA, di ciò che si tratta in conversazioni diplomatiche o in contatti che dovrebbero essere per essere produttivi, discreti.
In modo che posso dire che sì che c’è una minaccia militare reale, ma che l’aggressione cognitiva, culturale, comunicazionale, è stata in un modo o nell’altro sempre presente ma che in questo ultimo periodo si è acutizzata e si è aggravata in modo estremo.
Il popolo cubano non si lascia confondere perché ha un alto livello di istruzione ed è molto ben informato e segue questi temi con molto dettaglio, interesse e in modo critico, in modo assertivo e io spero che il popolo statunitense, soprattutto i giovani statunitensi e meno l’opinione pubblica mondiale si lascino ingannare da questa propaganda malevola e politicamente motivata del governo USA, in particolare del Dipartimento di Stato.
**PL: Ci piacerebbe ascoltare il suo commento circa la pretesa accusa del Dipartimento di Giustizia al dirigente cubano Raúl Castro.
**BR: Io lavoravo precisamente come rappresentante permanente presso le Nazioni Unite quando quel 24 febbraio 1996 si produsse l’abbattimento degli aerei che violarono lo spazio aereo e la sovranità di Cuba e sono testimone di prima mano dei fatti che accaddero qui alle Nazioni Unite al riguardo.
L’incriminazione contro il Generale dell’Esercito Raúl Castro Ruz è un atto infame, è un’offesa al nostro popolo, alla dignità nazionale. Il Generale dell’Esercito Raúl Castro Ruz non solo è un dirigente internazionale riconosciuto ed è il capo della Rivoluzione cubana, ma è una figura storica riconosciuta e venerabile.
Devo dire che non potrebbe vedere spiegazione alcuna per il fatto che il governo USA abbia aspettato 30 anni per fare questo passo calunnioso e insolito, perché, perché non lo ha fatto prima, perché lo fa proprio in questo momento.
In secondo luogo, è ovvio che questa decisione, che è una decisione totalmente politica, non legale, né giudiziaria, ciò che cerca è generare pretesti aggiuntivi per giustiziare un’aggressione militare contro Cuba o il blocco energetico o le misure aggiuntive di inasprimento del blocco che ha preso negli ultimi giorni come è l’applicazione di sanzioni secondarie.
Cioè, sanzioni contro Paesi, entità, persone d’affari, compagnie di terzi paesi con interessi negli USA, ma che non hanno alcun vincolo d’affari con Cuba, con cui cerca di ampliare l’effetto di intimidazione che caratterizza, che è uno degli strumenti che caratterizzano questo governo.
È una mossa politicamente senza scrupoli, destinata a ingannare la gente, ingannare i cittadini USA in primo luogo e anche la comunità internazionale.
In terzo luogo, è un atto illegale, perché le corti USA né la procura generale USA possono avere giurisdizione su fatti che non sono accaduti in territorio statunitense o su persone che non si trovano in territorio USA, quindi è anche una grossolana manovra illegale e fraudolenta dal punto di vista del diritto internazionale e del diritto nazionale di praticamente tutti gli stati e anche della legge cubana.
In quarto luogo, noi affermiamo categoricamente che l’abbattimento si produsse come conseguenza della complicità di autorità nordamericane con questo gruppo che realizzò attività terroristiche contro Cuba, in particolare il suo capo è un terrorista, partecipante diretto in atti terroristici contro Cuba, che utilizzarono la facciata presumibilmente umanitaria per realizzare atti terroristici e ostili contro Cuba.
Io ricordo che si erano realizzate non meno di 25 violazioni dello spazio aereo cubano brutalmente. Io ricordo le immagini di sorvolo sulla città dell’Avana radenti a molto bassa altezza persino lanciando volantini alla popolazione.
Io ricordo l’indignazione della gente per strada, e l’indignazione del personale diplomatico qui a New York che dicevano ‘Fino a quando si permetterà a questa gente di violare la sovranità cubana?!’
Questo fatto accadde anche – in particolare – per la complicità delle autorità e delle agenzie di applicazione della legge in Florida. Sapevano per le loro stesse fonti che questi voli sarebbero accaduti, avrebbero potuto impedire che gli aerei decollassero, sapevano che i piani di volo erano falsi, che venivano alterati, che dichiaravano altre rotte.
Il Dipartimento di Stato, persino qualche funzionario del Dipartimento di Stato aveva partecipato direttamente a questi atti. Il Presidente USA allora aveva dato garanzie formali che avrebbe impedito la continuazione di queste violazioni dello spazio aereo cubano.
Il Governo di Cuba pubblicò una nota ufficiale avvertendo tutto il mondo che prossime violazioni dello spazio aereo avrebbero avuto risposte, sarebbero state respinte, avrebbero avute risposte militarmente e si sarebbero abbattuti gli aerei.
Il capo di questa operazione si mantenne volando dietro ai due aerei che furono abbattuti, conosceva perfettamente, conobbe perfettamente durante l’operazione, perché fu avvertito via radio, fu avvertito dai segnali convenzionali internazionali fatti dagli aerei cubani che a meno che non abbandonassero il territorio nazionale sarebbero stati abbattuti.
Quello che fece il capo fu mantenersi lui nello spazio aereo internazionale e lasciare avanzare gli altri due aerei sapendo che sarebbero stati oggetto di un abbattimento.
Perché non fu abbattuto il terzo aereo dove si trovava il capo di questa operazione? Per rispetto dello spazio aereo internazionale.
Il Governo USA manipolò l’informazione del luogo dell’abbattimento, che ribadisco, assicuro, fu nello spazio aereo e marittimo cubano.
Una volta che si produsse l’abbattimento le autorità USA chiesero immediatamente autorizzazione per cercare di trovare sopravvissuti e trovare i resti degli aerei. Autorità che fu concessa immediatamente.
E dove andarono a cercare fu proprio dentro lo spazio marittimo cubano, dopo pretesero manipolare il luogo dell’abbattimento, ingannare gli esperti dell’Organizzazione dell’Aviazione Civile Internazionale ai quali non permisero l’accesso all’evidenza, poterono solo ascoltare una cassetta di registrazione statunitense senza poter lavorare con essa.
Cercarono di stabilire la coordinata del luogo dell’abbattimento a partire dalla posizione di due navi che si trovavano lì, dopo fu evidente che il giornale di bordo di una delle imbarcazioni era stato alterato.
Ma il Governo USA avrebbe potuto presentare un’evidenza irrefutabile del luogo dell’abbattimento che sono i suoi dati radar e i suoi dati satellitari. Non lo fecero mai. Fino ad oggi non lo hanno mai fatto, perché nascondere quell’evidenza fondamentale?
In modo che posso dire che, in tutti gli ordini etico, politico e legale, questo atto indecente, infame, di incriminare il Generale dell’Esercito sarà condannato al fallimento e ciò che fa è rafforzare la fermezza e la decisione del nostro popolo di difendere la Rivoluzione e il capo tanto amato da tutti noi.
**PL: Sul dialogo tra USA e Cuba, che commento può farci?
**BR: In questa fase ci sono stati alcuni scambi, alcuni contatti, alcune conversazioni con il Governo USA come è stato pubblicato.
Ci dispiace la mancanza di progresso e l’inconsistenza nella condotta del Dipartimento di Stato che non si attiene a un unico parametro, ha una condotta nelle riunioni diplomatiche e d’altra parte realizza costantemente dichiarazioni ostili, aggressive, minacciose.
Pretende di usare la minaccia militare, pretende di dare ultimatum attraverso la stampa, cioè ciò che non fa in modo ufficiale nelle conversazioni; tuttavia, lo fa attraverso i media.
Alimenta costantemente la stampa con approcci malevoli, bugiardi, inesatti e costantemente filtra alle reti digitali informazioni tossiche, tutto ciò diretto a confondere il popolo USA, il popolo cubano e la comunità internazionale.
Nonostante questa condotta, Cuba continuerà a cercare di risolvere i problemi bilaterali attraverso mezzi diplomatici e spera che la parte USA mostri buona volontà e dimostri nei fatti che vuole avanzare verso una migliore relazione bilaterale.
È stato dimostrato in un periodo precedente, quando tornarono i Cinque Eroi a Cuba, quando furono permessi i viaggi individuali dei cittadini nordamericani nel nostro Paese o quando furono stabilite le ambasciate che è possibile per entrambi i Paesi risolvere problemi bilaterali.
Ciò conta con un consenso molto maggioritario dentro il popolo cubano, dentro gli USA e con un grande riconoscimento della comunità internazionale e sebbene non furono prese misure reali di flessibilizzazione del blocco in quel momento, si avanzò in 22 aree di cooperazione che furono benefiche per entrambi i Paesi.
Cuba ha, per esempio, trattamenti medici e farmaci di ultima generazione che sarebbe benefico che fossero a portata dei cittadini USA.
Perché proibire ai cittadini USA di viaggiare nel nostro Paese e farsi un’opinione di prima mano visitandoci?
Perché non mantenere cooperazione in materia di salute, scientifici, culturali, accademici, sportivi, in temi ambientali o di diversa natura? Non ha alcuna giustificazione al di là dell’ostilità e della politica di cambio di regime che applica il governo USA.
Storicamente il Governo Rivoluzionario, il Comandante in Capo Fidel Castro, il Generale dell’Esercito Raúl Castro, il primo segretario e presidente Miguel Díaz-Canel costantemente sono sempre stati disposti al dialogo con gli USA diretto a cercare di risolvere i problemi bilaterali e a trovare il modo di avere una relazione civilizzata nonostante le differenze tra entrambi i governi.
Si è sempre affermato che questo dialogo deve basarsi meramente sui principi universalmente riconosciuti, sui principi del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite.
Dovrà essere serio, responsabile, basato sul diritto internazionale, sull’uguaglianza sovrana degli stati, in assoluto piede di parità, sulla base del rispetto reciproco, in beneficio reciproco di entrambi i Paesi e naturalmente senza precondizioni né ingerenze negli affari interni dei paesi.
**PL: Come è stata la ricezione del messaggio di Cuba nel Consiglio di Sicurezza?
**BR: Fu una riunione a livello ministeriale che trattò i temi relazionati con il diritto internazionale, il multilateralismo, l’ordine internazionale e che riflesse un ampio consenso nel mondo contro la guerra, in difesa della pace, delle misure coercitive unilaterali, in appoggio al diritto allo sviluppo, in appoggio al diritto alla libera determinazione, il diritto alla vita.
Fu una sessione in cui si reiterò la centralità dell’Organizzazione delle Nazioni Unite nella conduzione degli affari internazionali, in cui si reclamò l’imperio del diritto internazionale contro il tentativo di imporre altre regole al capriccio dell’imperialismo USA o di imporre la dottrina totalmente illegale e suprematista dell’imposizione della pace mediante la forza e nel caso della nostra regione la Dottrina Monroe e il suo nuovo corollario.
In modo che posso dire che il dibattito fu positivo e intenso, che appoggiò le posizioni che Cuba difende in relazione a questi temi importanti.
Che ascoltò con attenzione la denuncia di Cuba e l’appello che a nome del Presidente della Repubblica e del nostro Governo facemmo alla comunità internazionale, al popolo statunitense e in particolare ai suoi giovani.
Avemmo anche una ventina di incontri bilaterali con altri cancellieri e dignitari assistenti. Avemmo l’opportunità anche di rivolgerci al mondo e al popolo cubano, e al popolo statunitense attraverso due importanti catene televisive nordamericane.
Io sento che è stata una visita rapida, intensa e produttiva che ha contribuito a esporre le posizioni e le richieste del nostro popolo in un momento particolarmente acuto del conflitto degli USA contro Cuba.
(Con informazioni di Prensa Latina)
Bruno Rodríguez: Cuba no es un enemigo de Estados Unidos, ni quiere serlo
Por: Deisy Francis Mexidor
Cuba no es ni puede ser una amenaza inusual y extraordinaria a la seguridad nacional de los Estados Unidos, Cuba tiene una profunda vocación de Paz, afirmó el canciller Bruno Rodríguez Parrilla en entrevista exclusiva con Prensa Latina.
Rodríguez Parrilla, quien dejó claro que “Cuba no es un enemigo para Estados Unidos, ni quiere serlo”, respondió preguntas de esta agencia de noticias al término de dos días y medio de trabajo en Nueva York, donde presentó la posición de su país y denunció la amenaza militar y el cerco energético en una sesión formal del Consejo de Seguridad de la ONU convocada por la presidencia China de este órgano.
Prensa Latina (PL): ¿Sobre la base de qué insiste el Gobierno de Estados Unidos en esa matriz de opinión?
Bruno Rodríguez (BR): Cuando el Gobierno de los Estados Unidos, cuando usa ese falaz y ridículo argumento de la supuesta amenaza, lo que pretende es manipular a la opinión pública estadounidense, cubana y mundial.
Lo que quiere es tratar de justificar una política que es genocida, es un crimen de lesa humanidad, es un castigo colectivo, figuras todas reconocidas en el derecho internacional. Tratan de justificar un cerco de combustible que provoca daños humanitarios extraordinarios y trata de preparar a la opinión pública para tratar de culpar al Gobierno cubano de los efectos que precisamente y de manera deliberada por diseño provocan las medidas que ha tomado.
Es pura calumnia, es una fábula, pero que hay que tomarse en serio porque el imperialismo estadounidense es agresivo y hay que tomar en serio sus amenazas y prepararse siempre para el peor escenario, aunque Cuba hará todo lo posible por evitar una escalada militar.
Cuba no es una amenaza para el Gobierno de los Estados Unidos ni para la seguridad nacional ni la política exterior de este país, en primer término, porque es una isla pequeña y esta es una superpotencia nuclear. En segundo lugar, porque Cuba tiene una profunda vocación de paz.
Es parte de los principios de la Revolución cubana, es un pueblo pacífico. Es un país que siempre ha contribuido a preservar la paz y la seguridad internacionales, hemisféricas y regionales, que ha hecho contribuciones muy importantes a la paz como han sido por ejemplo los procesos de paz en Colombia.
Fue en La Habana precisamente donde los jefes de Estado y Gobierno de toda la región firmaron la proclama de toda la América Latina y el Caribe como zona de paz, que es uno de los grandes aportes del General de Ejército Raúl Castro Ruz a la política exterior de la Revolución cubana.
Esta proclama desde entonces se ha quedado consagrada como un elemento esencial necesario del derecho internacional y que tiene una permanente mención en los debates, la narrativa y los documentos que aprueban los estados de la región, en la composición de la Comunidad de Estados Latinoamericanos y Caribeños o en otros grupos regionales o subregionales.
De otra parte, Cuba no es un enemigo de los Estados Unidos ni nunca se ha propuesto serlo. No quiere serlo de ninguna manera, en primer lugar, porque hay vínculos profundos, afectivos, fraternales, entre el pueblo cubano y el pueblo de los Estados Unidos, porque hay una fuerte presencia de nacionales cubanos residentes en los Estados Unidos.
Además, porque la mayoría de los estadounidenses y de los cubanos residentes en los Estados Unidos siempre han tenido una postura a favor de la normalización de relaciones entre ambos países contra la hostilidad y el bloqueo económico comercial impuesto a Cuba.
Actualmente la mayoría de los estadounidenses y de los cubanos aquí en Estados Unidos, se oponen a una aventura militar contra Cuba, que tendría consecuencias humanitarias y de otra naturaleza incalculables y se oponen fervientemente al cerco energético que provoca daños humanos extraordinarios, sufrimientos, privaciones, dolor a las familias cubanas.
PL: Cómo evalúa el tratamiento del tema Cuba en la prensa occidental a partir del incremento de la agresividad del Gobierno de Estados Unidos.
BR: El Gobierno de Estados Unidos históricamente, pero de una manera muy aguda ahora ha desatado una guerra no convencional contra Cuba. Me refiero a una guerra cognitiva, a una guerra cultural, a una guerra psicológica, a tratar de persuadir a las personas honestas en los Estados Unidos, a los cubanos y a la comunidad internacional de objetivos humanitarios, de que quiere proteger al pueblo cubano, mientras culpa al Gobierno cubano de las dificultades socioeconómicas actuales.
Es decir, tratan de censurar la verdad, de ocultar la verdad, de manipular la información y para eso cuenta con fondos multimillonarios y con plataformas tecnológicas digitales muy potentes.
La mayor parte de las plataformas tecnológicas que hospedan a las redes digitales y que conducen el funcionamiento de Internet pertenecen a corporaciones estadounidenses que tienen vínculos especiales con el Gobierno de Estados Unidos, que las obliga y presiona para utilizarlas como un arma digital.
Una característica de la política de este gobierno en este periodo ha sido la de realizar constantemente declaraciones oficiales públicas hostiles contra Cuba, amenazadoras, ultimátum, para tratar de presionar al gobierno, al pueblo cubano para tratar de imponer concesiones inaceptables en aspectos que solo pertenecen al fuero de nuestros asuntos internos, a la soberanía y a la libre determinación de nuestro pueblo.
La gran prensa tradicional estadounidense, que hoy es multimedial, tiene un gran peso en el ámbito comunicacional y también el gobierno de Estados Unidos tiene una enorme capacidad, a partir de la propiedad privada que mencionaba antes de las plataformas digitales de manejar las redes de forma políticamente motivada.
He sabido que la prensa establecida y las redes digitales, dan una apariencia de democracia y de libertad que es totalmente falsa. Se sabe que responden a sus dueños, y responden al oligopolio estadounidense, a esta plutocracia y siempre actuarán sobre la base de sus intereses.
Aunque es verdad en que hay momentos en que la prensa estadounidense ha actuado de forma más independiente, en particular cuando el pueblo estadounidense es consciente de la realidad, cuando tiene algún nivel de información real, cuando conoce incluso de manera limitada la verdad y entonces no se deja engañar por su gobierno ni por sus políticas.
Otra característica ha sido en este periodo la presión constante sobre la gran prensa estadounidense y sobre las redes digitales para publicar información sesgada, manipulada contra Cuba para amplificar los mensajes de la narrativa hostil y mentirosa del Gobierno de los Estados Unidos.
Por ejemplo, el observatorio de medios de Cubadebate ha hecho análisis muy interesantes sobre este tema y ha demostrado los vínculos y la coordinación entre el Departamento de Estado y algunos medios como Axios, USA Today o Politico, precisamente al servicio de la agenda del Departamento de Estado contra Cuba.
Y en tercer lugar ha sido típico de este periodo también la filtración malintencionada por parte del gobierno estadounidense de lo que se trata en conversaciones diplomáticas o en contactos que deberían ser para que sean productivos, discretos.
De manera que puedo decir que sí que hay una amenaza militar real, pero que la agresión cognitiva, cultural, comunicacional, ha estado de una forma u otra siempre presente pero que en este último periodo se ha agudizado y se ha agravado de una manera extrema.
El pueblo cubano no se deja confundir porque tiene un alto nivel de instrucción y está muy bien informado y sigue estos temas con mucho detenimiento, interés y de una manera crítica, de una manera asertiva y yo espero que el pueblo estadounidense, sobre todo los jóvenes estadounidenses y menos la opinión pública mundial se dejen engañar por esta propaganda malintencionada y políticamente motivada del Gobierno de Estados Unidos, en particular del Departamento de Estado.
PL: Nos interesaría escuchar su comentario acerca de la pretendida acusación del Departamento de Justicia al líder cubano Raúl Castro.
BR: Yo trabajaba precisamente como representante permanente ante las Naciones Unidas cuando aquel 24 de febrero de 1996 se produjo el derribo de las avionetas que violaron el espacio aéreo y la soberanía de Cuba y soy testigo de primera mano de los hechos que ocurrieron aquí en Naciones Unidas al respecto.
La instrucción de cargo contra el General de Ejército Raúl Castro Ruz es un acto infame, es una afrenta a nuestro pueblo, a la dignidad nacional. El General de Ejército Raúl Castro Ruz no solo es un líder internacional reconocido y es el líder la Revolución cubana, sino que es una figura histórica reconocida y venerable.
Debo decir que no podría ver explicación alguna para el hecho de que el gobierno de Estados Unidos haya demorado 30 años en dar este paso calumnioso e insólito, por qué, por qué no lo hizo antes, por qué lo hace precisamente en este momento.
En segundo lugar, es obvio que esta decisión, que es una decisión totalmente política, no legal, ni judicial, lo que busca es generar pretextos adicionales para justiciar una agresión militar contra Cuba o el bloqueo de combustible o las medidas adicionales de endurecimiento del bloqueo que ha tomado en los últimos días como es la aplicación de sanciones secundarias.
Es decir, sanciones contra países, entidades, personas de negocios, compañías de terceros países con intereses en Estados Unidos, pero que no tienen ningún vínculo de negocios con Cuba, con cual busca ampliar el efecto de intimidación de amedrentamiento que caracteriza, que es una de las herramientas que caracterizan a este gobierno.
Es una movida políticamente inescrupulosa, destinada a engañar a la gente, engañar a los ciudadanos estadounidenses en primer lugar y también a la comunidad internacional.
En tercer lugar, es un acto ilegal, porque las cortes de los Estados Unidos ni la procuraduría general de los Estados Unidos pueden tener jurisdicción sobre hechos que no ocurrieron en territorio estadounidense o sobre personas que no están en el territorio estadounidense, entonces es también una burda maniobra ilegal y fraudulenta desde el punto de vista del derecho internacional y del derecho nacional de prácticamente de todos los estados y también de la ley cubana.
En cuarto lugar, nosotros afirmamos categóricamente que el derribo se produjo como consecuencia de la complicidad de autoridades norteamericanas con este grupo que realizó actividades terroristas contra Cuba, en particular su cabecilla es un terrorista, participante directo en actos terroristas contra Cuba, que utilizaron la fachada supuestamente humanitaria para realizar actos terroristas y hostiles contra Cuba.
Yo recuerdo que se habían realizado no menos de 25 violaciones del espacio aéreo cubano brutalmente. Yo recuerdo las imágenes de sobrevuelo a la ciudad de La Habana rasantes a muy baja altura incluso lanzando octavillas a la población.
Yo recuerdo la indignación de la gente en la calle, y la indignación del personal diplomático aquí en Nueva York que decían ‘¡¿hasta cuándo se va a permitir a esta gente violar la soberanía cubana?!’
Este hecho ocurrió también -en particular- por la complicidad de las autoridades y de las agencias de aplicación de la Ley en la Florida. Sabían por sus propias fuentes que estos vuelos ocurrirían, pudieron haber impedido que los aviones despegaran, sabían que los planes de vuelo eran falsos, que se alteraban, que declaraban otras rutas.
El Departamento de Estado, incluso algún funcionario del Departamento de Estado había participado directamente en estos actos. El Presidente de los Estados Unidos entonces había dado garantías formales de que impediría la continuidad de estas violaciones del espacio aéreo cubano.
El Gobierno de Cuba publicó una nota oficial advirtiendo a todo el mundo que próximas violaciones del espacio aéreo serían respondidas, serían repelidas, serían respondidas militarmente y se derribarían los aviones.
El cabecilla de esta operación se mantuvo volando por detrás de las dos avionetas que fueron derribadas, conocía perfectamente, conoció perfectamente durante la operación, porque fue advertido por radio, fue advertido por las señales convencionales internacionales hechas por los aviones cubanos que a menos de que abandonaran el territorio nacional serían derribados.
Lo que hizo el cabecilla fue mantenerse él en espacio aéreo internacional y dejar avanzar las otras dos avionetas sabiendo que serían objeto de un derribo.
¿Por qué no fue derribada la tercera avioneta donde estaba el cabecilla de esta operación?, por respeto al espacio aéreo internacional.
El Gobierno de Estados Unidos manipuló la información del lugar del derribo, que reitero, aseguro, fue en el espacio aéreo y marítimo cubano.
Una vez que se produjo el derribo las autoridades estadounidenses pidieron inmediatamente autorización para tratar de buscar sobrevivientes y encontrar los restos de las avionetas. Autoridad que se concedió inmediatamente.
Y donde fueron a buscar fue precisamente dentro del espacio marítimo cubano, después pretendieron manipular el lugar del derribo, engañar a los expertos de la Organización de Aviación Civil Internacional a los que no permitieron el acceso a la evidencia, solamente pudieron escuchar una cinta de grabación estadounidense sin poder trabajar con ella.
Trataron de establecer la coordenada del lugar del derribo a partir de la posición de dos barcos que se encontraban allí, después fue evidente que la bitácora de una de las embarcaciones había sido alterada.
Pero el Gobierno de Estados Unidos podía haber presentado una evidencia irrefutable del lugar del derribo que son sus datos del radar y sus datos satelitales. Nunca lo hicieron. Hasta hoy nunca lo han hecho, por qué ocultar esa evidencia fundamental
De manera que puedo decir que, en todos los órdenes ético, político y legal, este acto indecente, infame, de instruir cargos al General de Ejército estará condenado al fracaso y lo que hace es fortalecer la firmeza y la decisión de nuestro pueblo de defender la Revolución y al líder tan querido por todos nosotros.
PL: Sobre el diálogo entre Estados Unidos y Cuba, ¿qué comentario puede hacernos?
BR: En esta etapa ha habido algunos intercambios, algunos contactos, algunas conversaciones con el Gobierno de los Estados Unidos como ha sido publicado.
Lamentamos la falta de progreso y la inconsistencia en la conducta del Departamento de Estado que no se atiene a un único rasero, tiene una conducta en las reuniones diplomáticas y por otra parte realiza constantemente declaraciones hostiles, agresivas, amenazadoras.
Pretende usar la amenaza militar, pretende dar ultimátum a través de la prensa, es decir lo que no hace de manera oficial en las conversaciones; sin embargo, lo hace a través de los medios.
Alimenta constantemente a la prensa con enfoques malintencionados, mentirosos, inexactos y constantemente filtra a las redes digitales información tóxica, todo ello dirigido a confundir al pueblo estadounidense, al pueblo cubano, y a la comunidad internacional.
A pesar de esa conducta, Cuba continuará tratando de resolver los problemas bilaterales a través de medios diplomáticos y espera que la parte estadounidense muestre buena voluntad y demuestre en los hechos que quiere avanzar hacia una mejor relación bilateral.
Quedó demostrado en un periodo anterior, cuando retornaron los Cinco Héroes a Cuba, cuando se permitieron los viajes individuales de los ciudadanos norteamericanos a nuestro país o cuando se establecieron las embajadas que es posible para ambos países resolver problemas bilaterales.
Ello cuenta con un consenso muy mayoritario dentro del pueblo cubano, dentro de los Estados Unidos y con un gran reconocimiento de la comunidad internacional y aunque no se tomaron medidas reales de flexibilización del bloqueo en aquel momento, si se avanzó en 22 áreas de cooperación que fueron beneficiosas para ambos países.
Cuba tiene, por ejemplo, tratamientos médicos y fármacos de última generación que sería beneficioso que estuviera al alcance de los ciudadanos estadounidenses.
¿Por qué prohibir a los ciudadanos estadounidenses viajar a nuestro país y formarse una opinión de primera mano visitándonos?
¿Por qué no mantener cooperación en asuntos de salud, científicos, culturales, académicos, deportivos, en temas ambientales o de distinta naturaleza? No tiene ninguna justificación más allá de la hostilidad y de la política de cambio de régimen que aplica el gobierno de los Estados Unidos.
Históricamente el Gobierno Revolucionario, el Comandante en Jefe Fidel Castro, el General de Ejército Raúl Castro, el primer secretario y presidente Miguel Díaz-Canel consistentemente siempre han estado dispuestos al diálogo con los Estados Unidos dirigido a tratar de resolver los problemas bilaterales y a encontrar la manera de tener una relación civilizada a pesar de las diferencias entre ambos gobiernos.
Siempre se ha planteado que este diálogo ha de basarse meramente en los principios universalmente reconocidos, en los principios del derecho internacional y de la Carta de las Naciones Unidas.
Tendrá que ser serio, responsable, basado en el derecho internacional, en la igualdad soberana de los estados, en absoluto pie de igualdad, sobre la base del respeto mutuo, en beneficio recíproco de ambos países y por supuesto sin precondiciones ni injerencias en los asuntos internos de los países.
PL: ¿Cómo fue la recepción del mensaje de Cuba en el Consejo de Seguridad?
BR: Fue una reunión a nivel ministerial que trató los temas relacionados con el derecho internacional, el multilateralismo, el orden internacional y que reflejó un amplio consenso en el mundo contra la guerra, en defensa de la paz, las medidas coercitivas unilaterales, en respaldo al derecho al desarrollo, en respaldo al derecho a la libre determinación, el derecho a la vida.
Fue una sesión en la que se reiteró la centralidad de la Organización de Naciones Unidas en la conducción de los asuntos internacionales, en la que se reclamó el imperio del derecho internacional contra la tentativa de imponer otras reglas al capricho del imperialismo estadounidense o de imponer la doctrina totalmente ilegal y supremacista, de la imposición de la paz mediante la fuerza y en el caso de nuestra región la Doctrina Monroe y su nuevo corolario.
De manera que puedo decir que el debate fue positivo e intenso, que respaldó las posiciones que Cuba defiende en relación con estos temas importantes.
Que escuchó con atención la denuncia de Cuba y la apelación que a nombre del Presidente de la República y de nuestro Gobierno hicimos a la comunidad internacional, al pueblo estadounidense y en particular a sus jóvenes.
Tuvimos también una veintena de encuentros bilaterales con otros cancilleres y dignatarios asistentes. Tuvimos la oportunidad también de dirigirnos al mundo y al pueblo cubano, y al pueblo estadounidense a través de dos importantes cadenas de televisión norteamericanas.
Yo siento que ha sido una visita rápida, intensa y productiva que ha contribuido a exponer las posiciones y los reclamos de nuestro pueblo en un momento particularmente agudo del conflicto de Estados Unidos contra Cuba.
(Con información de Prensa Latina)
