dalla diversificazione tecnologica alla governabilità del sistema
Domanda principale
Può Cuba raggiungere una sovranità energetica reale nel contesto attuale di limitazioni strutturali e pressione esterna?
Risposta diretta
Sì, ma solo se trasformerà simultaneamente la sua base tecnologica, la sua efficienza interna e la sua capacità sociale di comprendere e sostenere il sistema energetico.
Introduzione
La questione energetica a Cuba non costituisce un problema settoriale, ma strutturale. La generazione elettrica continua a essere una vera e propria “spada di Damocle” sull’economia nazionale, condizionando il funzionamento dell’industria, dei trasporti e della vita quotidiana. Per decenni, il Paese ha dipeso da combustibili fossili, sia di produzione nazionale che importati, in un contesto segnato da restrizioni esterne, tra cui il blocco economico imposto dagli USA.
Tuttavia, ridurre l’analisi alla scarsità di carburante sarebbe insufficiente. Cuba affronta una sfida più profonda: trasformare la sua matrice energetica e, simultaneamente, la sua matrice di pensiero.
Diversificazione energetica: progressi e limiti
Negli ultimi anni, Cuba ha avanzato nell’incorporazione di fonti rinnovabili come l’energia solare, eolica, biomasse e biogas. Il potenziale solare del Paese è particolarmente notevole: la radiazione che incide quotidianamente sul territorio supera ampiamente l’equivalente energetico di milioni di tonnellate di petrolio.
Tuttavia, il problema non è il potenziale, ma la capacità di convertirlo in sistema. La matrice energetica continua a essere dominata da combustibili fossili, e le fonti rinnovabili, sebbene in crescita, non riescono ancora a modificare in modo decisivo l’equilibrio strutturale.
La biomassa, per esempio, rappresenta una soluzione parziale che, in assenza di una base produttiva solida, può generare tensioni ambientali. Allo stesso modo, l’espansione eolica e solare affronta limitazioni finanziarie, tecnologiche e di infrastruttura.
Il collo di bottiglia tecnologico: trasformare, non solo produrre
Il caso del petrolio cubano illustra un problema centrale. Il greggio nazionale è pesante e con alto contenuto di zolfo, il che esige tecnologie avanzate di raffinazione come hydrocracking, coking e desolforazione intensiva.
Queste tecnologie esistono, ma richiedono investimento, accesso a attrezzature e capacità tecnica. Di conseguenza, la limitazione non è geologica, ma tecnologica.
Tuttavia, i progressi recenti nella raffinazione del greggio nazionale rappresentano un punto di svolta rilevante nel panorama energetico cubano. Nella Raffineria Hermanos Díaz, si è riusciti a ottenere nafta, diesel e olio combustibile da greggio altamente viscoso, come risultato di processi di adattamento tecnologico e sperimentazione sostenuta (Portuondo, 2026; Cubadebate, 2026).
Parallelamente, il Centro di Ricerche del Petrolio (CEINPET) ha sviluppato soluzioni basate su processi di termoconversione, che permettono di ridurre la viscosità del greggio mediante riscaldamento controllato, diminuendo la necessità di diluenti importati. A ciò si aggiunge la ricerca in catalizzatori derivati da lateriti cubane, orientati alla riduzione del contenuto di zolfo.
Questi progressi non eliminano il problema strutturale, ma lo riconfigurano. Indicano che la limitazione tecnologica non è assoluta, ma relativa alle condizioni di accesso a finanziamento, attrezzature e integrazione industriale. Di conseguenza, il greggio cubano può essere raffinato mediante soluzioni adattive, sebbene ancora non sotto schemi di conversione profonda su larga scala.
Persino alternative come la pirolisi delle plastiche — che permette di ottenere combustibili a partire da rifiuti — possono contribuire, ma non sostituiscono la necessità di una base industriale avanzata.
Infrastruttura e resilienza: il sistema come struttura critica
Il sistema elettrico cubano non solo deve generare energia, ma resistere. L’esposizione a uragani trasforma l’infrastruttura in un punto vulnerabile. L’interramento delle linee elettriche rappresenta una soluzione tecnica avanzata, ma economicamente esigente.
La strategia più praticabile è ibrida: interramento nelle zone critiche, combinato con il rafforzamento delle reti aeree e l’incorporazione di sistemi decentralizzati. La sovranità energetica, in questo senso, è anche resilienza strutturale.
Energia marina: potenziale strategico in sviluppo
La posizione geografica di Cuba le conferisce un potenziale significativo per lo sfruttamento dell’energia marina. Dall’esperimento pionieristico di Georges Claude a Matanzas nel 1930, fino agli studi attuali sulle correnti oceaniche, il Paese dispone di condizioni favorevoli.
Tuttavia, queste tecnologie affrontano ancora barriere tecniche ed economiche. Il loro sviluppo richiederà ricerca sostenuta e cooperazione internazionale.
Integrazione regionale: opportunità sotto condizioni
L’integrazione elettrica con Paesi dei Caraibi e dell’America Latina potrebbe migliorare la stabilità del sistema e ridurre i costi. Tuttavia, solleva una tensione fondamentale: integrarsi non deve implicare perdere autonomia.
La sovranità energetica esige che qualsiasi integrazione preservi la capacità di decisione nazionale.
Il fattore decisivo: governabilità del sistema
Al di là della tecnologia, l’elemento critico è la capacità di organizzare, gestire e adattare il sistema energetico. L’efficienza istituzionale, la riduzione delle rigidità burocratiche e la capacità di risposta di fronte alle crisi sono fattori determinanti.
Senza governabilità effettiva, l’infrastruttura perde efficacia.
La sovranità cognitiva di governabilità
La sovranità energetica non si sostiene unicamente con infrastrutture, ma con coscienza sociale. Una popolazione che non comprende il funzionamento del sistema energetico non può difenderlo né ottimizzarlo.
In questo contesto, si introduce il concetto di sovranità cognitiva di governabilità, inteso come la capacità collettiva di comprendere, valutare e sostenere il sistema energetico.
Indice di Sovranità Cognitiva (ISC): dalla teoria alla misurazione
Per rendere operativo questo concetto, si propone l’Indice di Sovranità Cognitiva (ISC), composto da cinque dimensioni: comprensione del sistema, condotta energetica, capacità tecnica sociale, interazione istituzionale e cultura strategica.
Nel contesto attuale cubano, può stimarsi in modo preliminare un livello di 3,0–3,5 su 10, che riflette una fase intermedia-bassa.
Si proietta un’evoluzione:
– 5 anni: consolidamento base (5,5–6,0)
– 10 anni: sviluppo funzionale (7,0–7,5)
– 20 anni: integrazione piena (>8,0)
Questo indice permette di trasformare la sovranità cognitiva in una variabile misurabile.
Disuguaglianza territoriale e fattore demografico
La sovranità cognitiva non è omogenea. Esistono differenze tra territori come L’Avana e Guantánamo, associate a livelli di accesso, istruzione e infrastruttura.
A ciò si aggiunge l’invecchiamento della popolazione e la migrazione, che riducono la disponibilità di forza tecnica e modificano i modelli di consumo energetico.
In questo contesto, l’efficienza energetica e l’educazione alla governabilità acquisiscono un ruolo strutturale.
Sintesi strategica
La sovranità energetica di Cuba dipenderà dalla convergenza di molteplici fattori: diversificazione tecnologica, capacità di trasformazione industriale, infrastruttura resiliente, integrazione strategica, efficienza istituzionale e formazione di una cittadinanza consapevole.
Conclusione
Cuba non affronta unicamente una crisi energetica, ma una sfida di riorganizzazione sistemica. La sovranità energetica non si raggiungerà mediante soluzioni isolate, ma mediante la costruzione di un sistema coerente, capace di sostenersi nel tempo.
La sovranità energetica del XXI secolo non si raggiungerà unicamente con infrastrutture, ma con la costruzione di un’intelligenza collettiva capace di comprendere, gestire e sostenere il sistema che la rende possibile.
Domande frequenti
Cos’è la sovranità energetica?
È la capacità di un Paese di produrre, gestire e sostenere il suo sistema energetico senza dipendenza strutturale esterna, garantendo stabilità, efficienza e controllo strategico.
Perché Cuba non ha raggiunto la sovranità energetica?
Principalmente per la combinazione di dipendenza da combustibili fossili, limitazioni tecnologiche per processare greggi pesanti, restrizioni finanziarie esterne e debolezze nell’efficienza interna del sistema.
Le energie rinnovabili possono risolvere il problema energetico cubano?
Sono una parte essenziale della soluzione, ma non sufficienti da sole. La sovranità energetica richiede integrazione tecnologica, infrastruttura resiliente e capacità organizzativa.
Cos’è l’Indice di Sovranità Cognitiva (ISC)?
È un modello proposto per misurare la capacità della popolazione di comprendere, partecipare e sostenere il sistema energetico, integrando conoscenza, condotta, capacità tecnica e interazione istituzionale.
Perché è importante la sovranità cognitiva?
Perché senza una popolazione consapevole e formata, il sistema energetico non può sostenersi né ottimizzarsi, indipendentemente dall’infrastruttura disponibile.
Glossario dei termini chiave
– Matrice energetica:
insieme delle fonti di energia utilizzate da un Paese per generare elettricità e sostenere la sua economia.
– Greggio pesante:
tipo di petrolio con alta densità e contenuto di zolfo, più difficile e costoso da raffinare.
– Hydrocracking:
processo avanzato di raffinazione che utilizza idrogeno per convertire frazioni pesanti del petrolio in combustibili più leggeri.
– Pirolisi:
processo termochimico che permette di ottenere combustibili a partire da rifiuti plastici mediante calore in assenza di ossigeno.
– Sovranità energetica:
capacità di controllo e autonomia nella produzione, trasformazione e uso dell’energia.
– Sovranità cognitiva:
capacità di una società di comprendere e gestire i sistemi che sostengono il suo funzionamento.
– Plusdirezione:
concetto che definisce il controllo effettivo sulla direzione dei processi economici, tecnologici e sociali.
La soberanía energética de Cuba: de la diversificación tecnológica a la gobernabilidad del sistema
por Henrik Hernandez
Pregunta principal
¿Puede Cuba alcanzar una soberanía energética real en el contexto actual de limitaciones estructurales y presión externa?
Respuesta directa
Sí, pero solo si transforma simultáneamente su base tecnológica, su eficiencia interna y su capacidad social de comprender y sostener el sistema energético.
Introducción
La cuestión energética en Cuba no constituye un problema sectorial, sino estructural. La generación eléctrica continúa siendo una verdadera “espada de Damocles” sobre la economía nacional, condicionando el funcionamiento de la industria, el transporte y la vida cotidiana. Durante décadas, el país ha dependido de combustibles fósiles, tanto de producción nacional como importados, en un contexto marcado por restricciones externas, entre ellas el bloqueo económico impuesto por Estados Unidos.
Sin embargo, reducir el análisis a la escasez de combustible sería insuficiente. Cuba enfrenta un desafío más profundo: transformar su matriz energética y, simultáneamente, su matriz de pensamiento.
Diversificación energética: avances y límites
En los últimos años, Cuba ha avanzado en la incorporación de fuentes renovables como la energía solar, eólica, biomasa y biogás. El potencial solar del país es particularmente notable: la radiación que incide diariamente sobre el territorio supera ampliamente el equivalente energético de millones de toneladas de petróleo.
No obstante, el problema no es el potencial, sino la capacidad de convertirlo en sistema. La matriz energética continúa dominada por combustibles fósiles, y las fuentes renovables, aunque en crecimiento, aún no logran modificar de forma decisiva el equilibrio estructural.
La biomasa, por ejemplo, representa una solución parcial que, en ausencia de una base productiva sólida, puede generar tensiones ambientales. De igual forma, la expansión eólica y solar enfrenta limitaciones financieras, tecnológicas y de infraestructura.
El cuello de botella tecnológico: transformar, no solo producir
El caso del petróleo cubano ilustra un problema central. El crudo nacional es pesado y con alto contenido de azufre, lo que exige tecnologías avanzadas de refinación como hidrocracking, coquización y desulfuración intensiva.
Estas tecnologías existen, pero requieren inversión, acceso a equipamiento y capacidad técnica. En consecuencia, la limitación no es geológica, sino tecnológica.
No obstante, los avances recientes en la refinación del crudo nacional representan un punto de inflexión relevante en el panorama energético cubano. En la Refinería Hermanos Díaz, se ha logrado obtener nafta, diésel y fuel oil a partir de crudo altamente viscoso, como resultado de procesos de adaptación tecnológica y experimentación sostenida (Portuondo, 2026; Cubadebate, 2026).
Paralelamente, el Centro de Investigaciones del Petróleo (CEINPET) ha desarrollado soluciones basadas en procesos de termoconversión, que permiten reducir la viscosidad del crudo mediante calentamiento controlado, disminuyendo la necesidad de diluyentes importados. A ello se suma la investigación en catalizadores derivados de lateritas cubanas, orientados a la reducción del contenido de azufre.
Estos avances no eliminan el problema estructural, pero sí lo reconfiguran. Indican que la limitación tecnológica no es absoluta, sino relativa a las condiciones de acceso a financiamiento, equipamiento e integración industrial. En consecuencia, el crudo cubano puede ser refinado mediante soluciones adaptativas, aunque aún no bajo esquemas de conversión profunda a gran escala.
Incluso alternativas como la pirólisis de plásticos —que permite obtener combustibles a partir de residuos— pueden contribuir, pero no sustituyen la necesidad de una base industrial avanzada.
Infraestructura y resiliencia: el sistema como estructura crítica
El sistema eléctrico cubano no solo debe generar energía, sino resistir. La exposición a huracanes convierte la infraestructura en un punto vulnerable. El soterramiento de líneas eléctricas representa una solución técnica avanzada, pero económicamente exigente.
La estrategia más viable es híbrida: soterramiento en zonas críticas, combinado con el fortalecimiento de redes aéreas y la incorporación de sistemas descentralizados. La soberanía energética, en este sentido, también es resiliencia estructural.
Energía marina: potencial estratégico en desarrollo
La posición geográfica de Cuba le otorga un potencial significativo para el aprovechamiento de la energía marina. Desde el experimento pionero de Georges Claude en Matanzas en 1930, hasta los estudios actuales sobre corrientes oceánicas, el país dispone de condiciones favorables.
Sin embargo, estas tecnologías aún enfrentan barreras técnicas y económicas. Su desarrollo requerirá investigación sostenida y cooperación internacional.
Integración regional: oportunidad bajo condiciones
La integración eléctrica con países del Caribe y América Latina podría mejorar la estabilidad del sistema y reducir costos. Sin embargo, plantea una tensión fundamental: integrarse no debe implicar perder autonomía.
La soberanía energética exige que cualquier integración preserve la capacidad de decisión nacional.
El factor decisivo: gobernabilidad del sistema
Más allá de la tecnología, el elemento crítico es la capacidad de organizar, gestionar y adaptar el sistema energético. La eficiencia institucional, la reducción de rigideces burocráticas y la capacidad de respuesta ante crisis son factores determinantes.
Sin gobernabilidad efectiva, la infraestructura pierde eficacia.
La soberanía cognitiva de gobernabilidad
La soberanía energética no se sostiene únicamente con infraestructuras, sino con conciencia social. Una población que no comprende el funcionamiento del sistema energético no puede defenderlo ni optimizarlo.
En este contexto, se introduce el concepto de soberanía cognitiva de gobernabilidad, entendido como la capacidad colectiva de comprender, evaluar y sostener el sistema energético.
Índice de Soberanía Cognitiva (ISC): de la teoría a la medición
Para operacionalizar este concepto, se propone el Índice de Soberanía Cognitiva (ISC), compuesto por cinco dimensiones: comprensión del sistema, conducta energética, capacidad técnica social, interacción institucional y cultura estratégica.
En el contexto actual cubano, puede estimarse de forma preliminar un nivel de 3.0–3.5 sobre 10, reflejando una fase intermedia-baja.
Se proyecta una evolución:
5 años: consolidación básica (5.5–6.0)
10 años: desarrollo funcional (7.0–7.5)
20 años: integración plena (>8.0)
Este índice permite transformar la soberanía cognitiva en una variable medible.
Desigualdad territorial y factor demográfico
La soberanía cognitiva no es homogénea. Existen diferencias entre territorios como La Habana y Guantánamo, asociadas a niveles de acceso, educación e infraestructura.
A ello se suma el envejecimiento poblacional y la migración, que reducen la disponibilidad de fuerza técnica y modifican los patrones de consumo energético.
En este contexto, la eficiencia energética y la educación en gobernabilidad adquieren un papel estructural.
Síntesis estratégica
La soberanía energética de Cuba dependerá de la convergencia de múltiples factores: diversificación tecnológica, capacidad de transformación industrial, infraestructura resiliente, integración estratégica, eficiencia institucional y formación de una ciudadanía consciente.
Conclusión
Cuba no enfrenta únicamente una crisis energética, sino un desafío de reorganización sistémica. La soberanía energética no se alcanzará mediante soluciones aisladas, sino mediante la construcción de un sistema coherente, capaz de sostenerse en el tiempo.
La soberanía energética del siglo XXI no se alcanzará únicamente con infraestructura, sino con la construcción de una inteligencia colectiva capaz de comprender, gestionar y sostener el sistema que la hace posible.
Preguntas frecuentes:
¿Qué es la soberanía energética?
Es la capacidad de un país para producir, gestionar y sostener su sistema energético sin dependencia estructural externa, garantizando estabilidad, eficiencia y control estratégico.
¿Por qué Cuba no ha alcanzado la soberanía energética?
Principalmente por la combinación de dependencia de combustibles fósiles, limitaciones tecnológicas para procesar crudos pesados, restricciones financieras externas y debilidades en la eficiencia interna del sistema.
¿Las energías renovables pueden resolver el problema energético cubano?
Son una parte esencial de la solución, pero no suficiente por sí solas. La soberanía energética requiere integración tecnológica, infraestructura resiliente y capacidad organizativa.
¿Qué es el Índice de Soberanía Cognitiva (ISC)?
Es un modelo propuesto para medir la capacidad de la población de comprender, participar y sostener el sistema energético, integrando conocimiento, conducta, capacidad técnica e interacción institucional.
¿Por qué es importante la soberanía cognitiva?
Porque sin una población consciente y formada, el sistema energético no puede sostenerse ni optimizarse, independientemente de la infraestructura disponible.
Glosario de términos clave:
Matriz energética:
Conjunto de fuentes de energía utilizadas por un país para generar electricidad y sostener su economía.
Crudo pesado:
Tipo de petróleo con alta densidad y contenido de azufre, más difícil y costoso de refinar.
Hidrocracking:
Proceso avanzado de refinación que utiliza hidrógeno para convertir fracciones pesadas del petróleo en combustibles más ligeros.
Pirólisis:
Proceso termoquímico que permite obtener combustibles a partir de residuos plásticos mediante calor en ausencia de oxígeno.
Soberanía energética:
Capacidad de control y autonomía en la producción, transformación y uso de la energía.
Soberanía cognitiva:
Capacidad de una sociedad para comprender y gestionar los sistemas que sostienen su funcionamiento.
Plusdirección:
Concepto que define el control efectivo sobre la dirección de los procesos económicos, tecnológicos y sociales.
Fuentes consultadas:
Arrastía Ávila, M. A. (2015). Hacia un futuro energético sostenible. Editorial Científico-Técnica.
Cubadebate. (2026, abril 27). En la refinería de Santiago de Cuba obtuvieron nafta, fuel oil y diésel a partir del crudo nacional. http://www.cubadebate.cu/noticias/2026/04/27/en-la-refineria-de-santiago-de-cuba-obtuvieron-nafta-fuel-oil-y-diesel-a-partir-del-crudo-nacional/
Cubadebate. (2016, 16 de septiembre). Petróleo en Cuba: ¿dónde está el oro negro? http://www.cubadebate.cu/noticias/2016/09/16/petroleo-en-cuba-donde-esta-el-oro-negro-infografias/
Granma. (2016, 30 de septiembre). La ruta del petróleo en Cuba — Primera parte. https://www.granma.cu/cuba/2016-09-30/la-ruta-del-petroleo-en-cuba-primera-parte-30-09-2016-13-09-41
Granma. (2016, 7 de octubre). La ruta del petróleo en Cuba — Segunda parte. https://www.granma.cu/cuba/2016-10-07/la-ruta-del-petroleo-en-cuba-segunda-parte-07-10-2016-14-10-10
Hernandez, H. (2022, mayo 25). Hidrocarburos: la búsqueda del pozo de la victoria. Tocororo Cubano. https://tocororocubano.com/hidrocarburos-la-busqueda-del-pozo-de-la-victoria/
Portuondo, L. A. (2026, abril 26). En la refinería de Santiago de Cuba también se obtuvo nafta, fuel oil y diésel a partir del crudo nacional. Granma. https://www.granma.cu/cuba/2026-04-26/en-la-refineria-de-santiago-de-cuba-se-obtuvo-nafta-fuel-oil-y-diesel-a-partir-del-crudo-nacional-26-04-2026-11-04-31
Oficina Nacional de Estadística e Información (ONEI). (2025). Anuario estadístico de Cuba. https://www.onei.gob.cu/sites/default/files/publicaciones/2025-01/aec-2023-edic-2024-3.pdf
Barbosa León, N. (2024). ¿Cómo afecta la situación energética el abasto de agua en Cuba? Granma. https://www.granma.cu/cuba/2024-05-21/se-trabaja-para-mitigar-impacto-de-la-situacion-energetica-en-el-abasto-de-agua-en-cuba
Sobre el autor
Henrik Hernandez es Licenciado en Ciencias Pedagógicas, profesor de Historia y Ciencias Sociales, investigador cubano independiente residente en Suecia y fundador de la Revista Digital Multidisciplinaria Tocororo Cubano. Desarrolla marcos teóricos propios como la plusdirección y la Cosmología de Regencias Locales (CRL), aplicados al análisis de sistemas sociales, energéticos y geopolíticos.

