Basta mentire e dicano la verità su Cuba

Arthur González

Dal 1959 le diverse amministrazioni yankee ripetono la stessa litania di menzogne riguardo a Cuba, ma omettono la verità riflessa nei loro documenti ufficiali.

Ripetono all’infinito che Cuba è uno stato fallito e che il socialismo è un fallimento, per seminare questa matrice di opinione tra gli statunitensi e nel resto del mondo, con l’impiego della stessa strategia seguita da Hitler e dal suo ministro delle comunicazioni Joseph Goebbels, qualcosa che pratica il presidente Donald Trump da molti anni, ratificato negli ordini impartiti personalmente a Stephanie Grisham, segretaria stampa della Casa Bianca: “Finché continui a ripetere qualcosa, non importa ciò che dici, la gente lo crederà” .

Lo stesso fa Marco Rubio, Segretario di Stato che prova un odio particolare verso la Rivoluzione cubana. Quel “vitello” nutrito con il latte della vacca terroristica anticubana, non si stanca di ripetere il vecchio ritornello: “la situazione economica di Cuba non può migliorare senza cambi politici significativi, perché il modello economico vigente è fallito e qualsiasi recupero richiederà trasformazioni strutturali profonde”.

Tuttavia, non menziona che il 23 dicembre 1958 durante la riunione del Consiglio di Sicurezza Nazionale, l’allora direttore della CIA, Allen Dulles, espresse: “Dobbiamo evitare la vittoria di Castro…”.

Non era ancora trionfata la Rivoluzione, né erano state nazionalizzate le proprietà yankee, e già la CIA affermava che Castro non era l’uomo che gli USA avevano bisogno.

Non dice nemmeno una parola di quanto esposto nel piano di Azioni Occulte, approvato il 17 marzo 1960 dal presidente D. Wight Eisenhower, dove si espone: “L’obiettivo è provocare la sostituzione del regime di Castro con uno che risponda meglio ai veri interessi del popolo cubano e sia più accettabile per gli Stati Uniti”.

Fidel Castro non era accettabile per gli yankee e per questo motivo la CIA iniziò i suoi piani per assassinarlo dal 1959, secondo quanto consta in un rapporto desecretato, ciò che prova la natura terroristica e criminale degli USA, che seminano il terrore e la morte in tutti i Paesi con governi non accettabili per loro.

Cuba non ha mai formato organizzazioni per far crollare il capitalismo negli USA, come fanno loro contro la Rivoluzione cubana. Ricordiamo che la prima organizzazione controrivoluzionaria si strutturò a Miami il 28 gennaio 1959, da Rafael Díaz-Balart, che la denominò La Rosa Blanca, con appoggio della CIA, alla quale seguirono altre finanziate con denaro del governo USA.

Queste organizzazioni incendiarono decine di centri commerciali, teatri, cinema, scuole e fabbriche di ogni tipo, seguendo alla lettera i piani della CIA approvati dalle amministrazioni yankee. Chi desidera verificarlo può cercare il documento preparato dalla CIA per il Gruppo permanente del Consiglio Nazionale di Sicurezza, l’8 giugno 1963, intitolato: Politica occulta e programma integrato di azioni proposte verso Cuba.

Detto programma espone tutte le azioni da eseguire per sconfiggere la Rivoluzione cubana e tra altre questioni propone:”…l’informazione di intelligence è necessaria per permettere la pianificazione e l’organizzazione di operazioni per la rappresaglia economica. Solamente dopo che gli effetti della rappresaglia economica e delle azioni di sabotaggio si sentiranno profondamente nella popolazione e nei gruppi di élite, si può sperare di convertire la disaffezione nelle forze armate e altri centri di potere del regime, in rivolte attive contro il seguito castro-comunista”.

Allora, chi rappresenta un pericolo per la sicurezza di qualsiasi Paese del mondo?

Basta già mentire e accusare Cuba per giustificare le loro guerre contro la Rivoluzione, la quale, nonostante sia sottoposta a una spietata guerra economica, commerciale e finanziaria da quasi 70 anni, resiste stoicamente e questo gli yankee non lo sopportano.

Vogliono far credere al mondo che Cuba sia uno stato fallito, quando documenti della CIA spiegano tutta la verità. Il 12 dicembre 1963, un esteso memorandum sulla situazione interna di Cuba, espone: “L’attuale politica degli Stati Uniti riguardo a Cuba ha per obiettivo isolarla dall’emisfero occidentale e dal resto del mondo libero, ed esercitare la maggior pressione possibile…. per evitare il consolidamento e la stabilizzazione del regime castro-comunista. Il programma di Azioni Occulte è stato progettato per appoggiare altre misure governative, con il fine di incrementare e intensificare le pressioni contro Castro e stimolare gli elementi dissidenti, specialmente nell’esercito, a portare a termine un colpo di Stato ed eliminare Castro…”

“Il principale obiettivo dei programmi occulti contro Castro è completare l’isolamento economico, politico e psicologico di Cuba rispetto all’America Latina e al mondo libero…. Queste misure sono state in buona parte responsabili delle attuali difficoltà economiche di Castro, ma potrebbero adottarsi nuove ed efficaci misure di Guerra Economica”.

Questo lo afferma la CIA e non è propaganda comunista, ma bisogna aggiungere le leggi che compongono quella guerra economica, tutte divulgate su Internet.

Nessuna nazione al mondo può svilupparsi pienamente con tante leggi per asfissiare la sua economia, e nonostante esse Cuba va avanti.

Perché Marco Rubio e Donald Trump non le menzionano?

Il 19 ottobre 1960 iniziò quella guerra, quando il presidente D. Eisenhower applicò a Cuba la Legge sul Commercio con il Nemico (TWEA). Essa proibisce qualsiasi tipo di transazione commerciale o finanziaria, incluse quelle relative a viaggi, trasporti o affari in tempo di guerra, o quando sia stata dichiarata un’emergenza nazionale in relazione a un Paese specifico.

Nel 1961 il Congresso USA approvò la Legge di Cooperazione Internazionale, sezione 620.a, che proibisce ogni aiuto a qualsiasi Paese comunista, inclusa Cuba, e a qualsiasi altro che presti aiuto all’isola. La Legge autorizza il presidente USA a stabilire e mantenere un “embargo” totale di tutto il commercio tra USA e Cuba.

Il 18 gennaio 1962 il presidente J.F. Kennedy approvò il Progetto Cuba (Piano Mangusta) e i suoi obiettivi erano: “Aiutare i cubani a rovesciare il regime comunista a Cuba e instaurare un nuovo governo con il quale gli Stati Uniti possano vivere in pace. Supportato da una guerra economica che induca il regime comunista a fallire nel suo sforzo di soddisfare le necessità del paese, le operazioni psicologiche accresceranno il risentimento della popolazione contro il regime e quelle di tipo militare daranno al movimento popolare un’arma d’azione per il sabotaggio e la resistenza armata a supporto degli obiettivi politici”.

Il 7 febbraio 1962, sotto l’autorità che gli conferiva la Legge di Cooperazione Internazionale, il presidente John F. Kennedy sospese tutto il commercio con Cuba e mediante il Decreto 3447, Risoluzione Federale No. 1085, stabilì l’embargo su tutto il commercio con Cuba, proibì l’importazione negli USA di tutti i beni di origine cubana e beni importati da o attraverso Cuba e tutte le esportazioni dagli USA a Cuba.

Nel 1963 il governo USA emise i Regolamenti per il Controllo degli Attivi Cubani (CACR) , in virtù della sezione 5.b della Legge sul Commercio con il Nemico del 1917. L’obiettivo espresso delle sanzioni è: “isolare economicamente il governo cubano e privarlo dei dollari statunitensi”. Le sanzioni congelano tutti gli attivi cubani negli USA e si incaricò il Dipartimento del Tesoro di regolare tutte le transazioni commerciali con Cuba, inclusi i viaggi autorizzati nell’Isola di cittadini USA.

I CACR stabiliscono per coloro che violano le sanzioni, punizioni penali che oscillano tra 10 anni di prigione, multe a imprese fino a un milione di $ USA e multe individuali fino a 250000 $. Possono anche imporsi punizioni civili fino a 55000 $ USA.

Il 1° marzo 1982 Ronald Reagan incluse Cuba nella Lista dei Paesi che Patrocinano il Terrorismo, ciò che implica severe restrizioni economiche, finanziarie e diplomatiche, come la proibizione di esportazioni di armi, la sospensione di aiuti economici, il blocco di crediti internazionali e limitazioni per accedere al sistema finanziario globale.

Nel 1991 l’Istituto di Studi Strategici USA dichiarò: “Le ristrettezze socioeconomiche da sole non sono sufficienti per creare una Rivoluzione autonoma dal basso. La società civile cubana non ha sentito la necessità di ribellarsi contro il sistema, piuttosto convive in armonia con esso”.

Nel 1992 il presidente George H. Bush firmò l’entrata in vigore della Legge per la Democrazia a Cuba (Legge Torricelli), che proibisce alle filiali di imprese USA di stabilire relazioni commerciali con Cuba, proibisce ai cittadini USA di viaggiare a Cuba e proibisce di inviare rimesse di denaro al Paese. Uno degli obiettivi è “cercare di raggiungere una transizione pacifica alla democrazia e la ripresa della crescita economica di Cuba, mediante l’applicazione attenta di sanzioni contro il governo di Castro e sostegno al popolo cubano. Esorta i governi di altri Paesi che mantengono relazioni commerciali con Cuba, a restringere le loro attività di commercio e credito”.

Quale Paese può avere uno sviluppo armonico in tali condizioni?

Questo è precisamente ciò che dà fastidio agli yankee, poiché nonostante tutte le leggi Cuba è andata avanti. La mafia di Miami progettò le provocazioni dell’organizzazione narcoterrorista Hermanos al Rescate, per obbligare il presidente W. Clinton a firmare un’altra legge che incrementasse la guerra economica.

Nel marzo 1996, il presidente Clinton firmò la Legge per la Libertà e la Solidarietà Democratica Cubane, nota come Legge Helms-Burton. Con essa le sanzioni contro Cuba adottarono una maggiore forza di legge e possono essere eliminate solo dal Congresso. Detta Legge pretende “rafforzare le sanzioni internazionali contro il Governo di Castro” e “pianificare il supporto a un governo di transizione che conduca a un governo eletto democraticamente nell’Isola”.

Di fronte alla resistenza eroica del popolo cubano, Donald Trump, indotto dal suo Segretario di Stato, firmò il 29 gennaio 2026, un ordine esecutivo che dichiara un’emergenza nazionale su Cuba e annuncia l’imposizione di dazi per i paesi che le vendano petrolio, considerando che l’Isola rappresenta una minaccia straordinaria e inusuale per gli USA.

Nel constatare che il popolo cubano mantiene maggioritariamente il suo sostegno alla Rivoluzione, il 1° maggio 2026 Donald Trump firmò un altro ordine esecutivo che inasprisce le misure contro il governo cubano, imponendo sanzioni a imprese e banche straniere che realizzino affari con l’isola. Aggiunge che gli USA bloccheranno, tra altre persone, coloro che operano o hanno operato nei settori di energia, mineraria, difesa o sicurezza di Cuba o hanno fornito supporto materiale, finanziario o tecnologico al governo di Cuba o ad altri individui “sanzionati”.

Qualsiasi persona, impresa o organizzazione finanziaria che operi o faccia affari con entità cubane sanzionate, subirà il blocco totale dei suoi attivi negli USA. Se una banca di un altro Paese facilita una transazione significativa per qualche entità cubana ristretta dal governo USA, si esporrà alla chiusura dei suoi conti a Wall Street o alla proibizione di operare in $.

Il risultato di queste misure è stato immediato. Importanti catene alberghiere straniere fino a imprese minerarie canadesi e processori di pagamenti internazionali, cessarono i loro affari con Cuba. Mastercard e Visa sospesero le transazioni per visitatori stranieri non USA.

Le compagnie di navigazione europee CMA CGM, della Francia, e Hapag-Lloyd, della Germania, sospesero temporaneamente nuovi invii e operazioni di trasporto di merci verso l’isola.

Decine di aerolinee internazionali sospesero i loro voli verso l’Isola e il turismo, settore principale dell’economia cubana, è stato notevolmente colpito, vecchio sogno di Marco Rubio per strangolare l’economia dell’Isola e colpire il popolo con il fine che questo incolpi il socialismo delle sue ristrettezze.

Ted Henken, esperto di Cuba al Baruch College, ha puntualizzato: “Si può chiamare un colpo doppio, è stato uno strangolamento graduale ma consistente da parte dell’amministrazione Trump contro l’economia cubana”.

Ma questo non è finito, mancano ancora nuove misure per far morire di fame tutto il popolo cubano, per poi dire che Cuba è uno Stato fallito.

Ricordiamo José Martí quando espresse: “I deboli rispettino: i grandi avanti. Questo è compito di grandi”.


Basta de mentir y digan la verdad sobre Cuba

 Por Arthur González 

 

Desde 1959 las diferentes administraciones yanquis repiten la misma letanía de mentiras respecto a Cuba, pero omiten la verdad reflejada en sus documentos oficiales. 

Reiteran hasta la saciedad que Cuba es un estado fallido y el socialismo es un fracaso, para sembrar esa matriz de opinión entre los estadounidenses y en el resto del mundo, con el empleo de la misma estrategia seguida por Hitler y su ministro de comunicaciones Joseph Goebbels, algo que practica el presidente Donald Trump desde hace muchos años, ratificado en las órdenes impartidas personalmente a Stephanie Grisham, secretaria de prensa de la Casa Blanca: “Mientras sigas repitiendo algo, no importa lo que digas, la gente lo va a creer”. 

Lo mismo hace Marco Rubio, secretario de Estado quien siente un odio particular hacia la Revolución cubana.  Ese “ternero” alimentado con la leche de la vaca terrorista anticubana, no se cansa de repetir el viejo estribillo: “la situación económica de Cuba no puede mejorar sin cambios políticos significativos, porque el modelo económico vigente ha fracasado y cualquier recuperación requerirá transformaciones estructurales profundas”. 

Sin embargo, no menciona que el 23 diciembre 1958 durante la reunión del Consejo Seguridad Nacional, el entonces director de la CIA, Allen Dulles expresó: “Debemos evitar la victoria de Castro…” 

No había triunfado la Revolución, ni nacionalizadas las propiedades yanquis y ya la CIA afirmaba que Castro no era el hombre que Estados Unidos necesitaba. 

Tampoco dice una palabra de lo expuesto en el plan de Acciones Encubiertas, aprobado el 17 de marzo de 1960 por el presidente D. Wight Eisenhower, donde se expone: “El objetivo es provocar la sustitución del régimen de Castro por uno que responda mejor a los verdaderos intereses del pueblo cubano y sea más aceptable para Estados Unidos”. 

Fidel Castro no era aceptable para los yanquis y por ese motivo la CIA inició sus planes para asesinarlo desde 1959, según consta en un informe desclasificado, lo que prueba la naturaleza terrorista y criminal de Estados Unidos, que siembran el terror y la muerte en todos los países con gobiernos no aceptables para ellos. 

Cuba jamás ha conformado organizaciones para derrumbar el capitalismo en Estados Unidos, como hacen ellos contra la Revolución cubana. Recordemos que la primera organización contrarrevolucionaria se estructuró en Miami el 28 de enero de 1959, por Rafael Díaz-Balart, la que denominó La rosa blanca, con apoyo de la CIA, a la que le siguieron otras financiadas con dinero del gobierno estadounidense. 

Esas organizaciones incendiaron decenas de centros comerciales, teatros, cines, escuelas y fábricas de todo tipo, cumpliendo al pie de la letra los planes de la CIA aprobados por las administraciones yanquis. Quienes deseen verificarlo pueden buscar el documento preparado por la CIA para el Grupo permanente del Consejo Nacional de Seguridad, el 8 de junio de 1963, titulado: Política encubierta y programa integrado de acciones propuestas hacia Cuba. 

Dicho programa expone todas las acciones a ejecutar para derrotar a la Revolución cubana y entre otras cuestiones plantea: “…la información de inteligencia se necesita para permitir el planteamiento y organización de operaciones para la represalia económica. Solamente después que los efectos de la represalia económica y de las acciones de sabotaje se sientan profundamente en la población y en los grupos de élite, se puede esperar convertir la desafección en las fuerzas armadas y otros centros de poder del régimen, en revueltas activas contra el séquito Castro-comunista”. 

Entonces, ¿Quién representa un peligro para la seguridad de cualquier país del mundo? 

Basta ya de mentir y acusar a Cuba para justificar sus guerras contra la Revolución, la que, a pesar de estar sometida a una despiadada guerra económica, comercial y financiera desde hace casi 70 años, resiste estoicamente y eso los yanquis no lo soportan. 

Quieren hacerle creer al mundo que Cuba es un estado fallido, cuando documentos de la CIA explican toda la verdad. El 12 de diciembre de 1963, un extenso memorando sobre la situación interna de Cuba, expone: “La actual política de los Estados Unidos respecto a Cuba tiene por objetivo aislarla del hemisferio occidental y del resto del mundo libre, y ejercer la mayor presión posible…. para evitar la consolidación y estabilización del régimen Castro-Comunista. El programa de Acciones Encubiertas ha sido diseñado para apoyar otras medidas gubernamentales, con el fin de incrementar e intensificar las presiones contra Castro y estimular a los elementos disidentes, especialmente en el ejército, para llevar a cabo un golpe de Estado y eliminar a Castro…” 

“El principal objetivo de los programas encubiertos contra Castro es completar el aislamiento económico, político y psicológico de Cuba respecto a América Latina y el mundo libre….  Estas medidas han sido en buena parte responsables de las actuales dificultades económicas de Castro, pero pudieran adoptarse nuevas y eficaces medidas de Guerra Económica”. 

Esto lo afirma la CIA y no es propaganda comunista, pero hay que añadir las leyes que conforman esa guerra económica, todos divulgados en Internet. 

Ninguna nación en el mundo puede desarrollarse plenamente con tantas leyes para asfixiar su economía, y a pesar de ellas Cuba sigue adelante. 

¿Por qué Marco Rubio y Donald Trump no las mencionan? 

El 19 de octubre de 1960 se inició esa guerra, cuando el presidente D. Eisenhower le aplicó a Cuba la Ley de Comercio con el Enemigo (TWEA). La misma prohíbe cualquier tipo de transacción comercial o financiera, incluidas las relativas a viajes, transportes o negocios en tiempos de guerra, o cuando se haya declarado una emergencia nacional en relación con un país específico. 

En 1961 el Congreso estadounidense aprobó la Ley de Cooperación Internacional, sección 620.a, que prohíbe toda ayuda a cualquier país comunista, incluida Cuba, y a cualquier otro que preste ayuda a la isla. La Ley autoriza al presidente de Estados Unidos a establecer y mantener un “embargo” total de todo el comercio entre Estados Unidos y Cuba. 

El 18 de enero de 1962 el presidente J.F. Kennedy aprobó el Proyecto Cuba, (Plan Mangosta) y sus objetivos eran: “Ayudar a los cubanos a derrocar al régimen comunista en Cuba e instaurar un nuevo gobierno con el cual Estados Unidos pueda vivir en paz. Apoyado por una guerra económica que induzca al régimen comunista a fracasar en su esfuerzo por satisfacer las necesidades del país, las operaciones psicológicas acrecentarán el resentimiento de la población contra el régimen y las de tipo militar darán al movimiento popular un arma de acción para el sabotaje y la resistencia armada en apoyo a los objetivos políticos”. 

El 7 de febrero de 1962, bajo la autoridad que le otorgaba la Ley de Cooperación Internacional, el presidente John F. Kennedy suspendió todo el comercio con Cuba y mediante el Decreto 3447, Resolución Federal No. 1085, estableció el embargo sobre todo el comercio con Cuba, prohibió la importación a Estados Unidos de todos los bienes de origen cubano y bienes importados desde o a través de Cuba y todas las exportaciones de Estados Unidos a Cuba. 

En 1963 el gobierno estadounidense emitió las regulaciones al Control de los Activos Cubanos (CACR, por sus siglas en inglés), en virtud de la sección 5.b de la Ley de Comercio con el Enemigo de 1917. El objetivo expreso de las sanciones es: “aislar económicamente al gobierno cubano y privarlo de los dólares estadounidenses”. Las sanciones congelan todos los activos cubanos en Estados Unidos y se encargó al Departamento del Tesoro regular todas las transacciones comerciales con Cuba, incluidos los viajes autorizados a la Isla de ciudadanos estadounidenses. 

CACR establece para quienes violen las sanciones, castigos penales que oscilan entre 10 años de prisión, multas a empresas de hasta un millón de dólares estadounidenses y multas individuales de hasta 250.000 dólares. También pueden imponerse castigos civiles de hasta 55.000 dólares estadounidenses. 

El 1ro de marzo de 1982 Ronald Reagan incluyó a Cuba en la Lista de Países que Patrocinan el Terrorismo, lo que implica severas restricciones económicas, financieras y diplomáticas, como la prohibición de exportaciones de armas, la suspensión de ayuda económica, el bloqueo de créditos internacionales y limitaciones para acceder al sistema financiero global. 

En 1991 el Instituto de Estudios Estratégicos de Estados Unidos declaró: “Las penurias socio económicas por sí solas no son suficientes para crear una Revolución autónoma desde abajo. La sociedad civil cubana no ha sentido la necesidad de rebelarse contra el sistema, más bien convive en armonía con este”. 

En 1992 el presidente George H. Bush firmó la entrada en vigor de la Ley para la Democracia en Cuba (Ley Torricelli), que prohíbe a las filiales de empresas estadounidenses establecer relaciones comerciales con Cuba, prohíbe a los ciudadanos estadounidenses viajar a Cuba y prohíbe enviar remesas de dinero al país. Uno de los objetivos es “tratar de lograr una transición pacífica a la democracia y la reanudación del crecimiento económico de Cuba, mediante la aplicación cuidadosa de sanciones contra el gobierno de Castro y apoyo al pueblo cubano. Exhorta a los gobiernos de otros países que mantienen relaciones comerciales con Cuba, a restringir sus actividades de comercio y crédito. 

¿Algún país puede tener un desarrollo armónico en tales condiciones? 

Eso es precisamente lo que molesta a los yanquis, pues a pesar de todas las leyes Cuba siguió adelante. La mafia de Miami diseñó las provocaciones de la organización narco terrorista Hermanos al Rescate, para obligar al presidente W. Clinton a firmar otra ley que incrementara la guerra económica. 

En marzo de 1996, el presidente Clinton firmó la Ley para la Libertad y la Solidaridad Democrática Cubanas, conocida como Ley Helms-Burton. Con ella las sanciones contra Cuba adoptaron una mayor fuerza de ley y solo pueden ser eliminadas por el Congreso. Dicha Ley pretende “fortalecer las sanciones internacionales contra el Gobierno de Castro” y “planificar el apoyo a un gobierno de transición que conduzca a un gobierno electo democráticamente en la Isla”. 

Ante la resistencia heroica del pueblo cubano, Donald Trump, inducido por su secretario de Estado, firmó el 29 de enero de 2026, una orden ejecutiva quedeclara una “emergencia nacional” sobre Cuba y anuncia la imposición de aranceles para los países que le vendan petróleo, al considerar que la Isla representa una amenaza extraordinaria e inusual para Estados Unidos. 

Al constatar que el pueblo cubano mantiene mayoritariamente su apoyo a la Revolución, el 1ro de mayo 2026 Donald Trump firmó otra orden ejecutiva que endurece las medidas contra el gobierno cubano, al imponer sanciones a empresas y bancos extranjeros que realicen negocios con la isla. Añade que Estados Unidosbloqueará, entre otras personas, a quienes operen o hayan operado en los sectores de energía, minería, defensa o seguridad de Cuba o hayan brindado apoyo material, financiero o tecnológico al gobierno de Cuba o a otros individuos “sancionados”. 

Cualquier persona, empresa u organización financiera que opere o haga negocios con entidades cubanas sancionadas, sufrirá el bloqueo total de sus activos en Estados Unidos. Si un banco de otro país facilita una transacción significativa para alguna entidad cubana restringida por el gobierno estadounidense, se expondrá al cierre de sus cuentas en Wall Street o a la prohibición de operar en dólares. 

El resultado de estas medidas fue inmediato. Importantes cadenas hoteleras extranjeras hasta mineras canadienses y procesadoras de pagos internacionales, cesaron sus negocios con Cuba.Mastercard y Visa suspendieron las transacciones para visitantes extranjeros no estadounidenses. 

Las navieras europeas CMA CGM, de Francia, y Hapag-Lloyd, de Alemania, suspendieron temporalmente nuevos envíos y operaciones de transporte de mercancías hacia la isla. 

Decenas de aerolíneas internacionales suspendieron sus vuelos a la Isla y el turismo, rubro principal de la economía cubana, se afectó notablemente, viejo sueño de Marco Rubio para estrangular la economía de la Isla y afectar al pueblo con el fin de que culpe al socialismo de sus penurias. 

Ted Henken, experto en Cuba en el Baruch College, apuntó: Se puede llamar un golpe doble, ha sido una estrangulación gradual pero consistente por parte de la administración Trump contra la economía cubana. 

Pero esto no se ha acabado, aún faltan nuevas medidas para matar de hambre a todo el pueblo cubano, para después decir que Cuba es un Estado fallido. 

Recordemos a José Martí cuando expresó: “Los flojos respeten: los grandes adelante. Esta es tarea de grandes”.

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