El Secretario de Estado de #EEUU confunde constantemente, con total intención, las cifras y la respuesta de #Cuba sobre los montos de ayuda anunciados por su gobierno desde noviembre de 2025.
Desde el primer anuncio, la posición cubana se ha mantenido invariable: nuestro… pic.twitter.com/Oh7F2gpdJy
— Bruno Rodríguez P (@BrunoRguezP) June 13, 2026
La polemica tra Cuba e USA sull’assistenza umanitaria destinata all’isola si è nuovamente intensificata. Il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez, ha accusato il segretario di Stato USA, Marco Rubio, di manipolare deliberatamente fatti e cifre riguardanti gli aiuti annunciati da Washington negli ultimi mesi. In un messaggio pubblicato su X, Rodríguez ha ribadito che L’Avana non ha mai respinto gli aiuti offerti senza condizioni politiche. Tuttavia, il capo della diplomazia cubana ha definito “cinica” la narrativa USA, sottolineando che gli annunci di assistenza risultano poco significativi se confrontati con l’impatto delle sanzioni economiche imposte dagli USA.
Secondo il governo cubano, Washington ha impiegato oltre sei mesi per completare l’invio di un primo pacchetto di aiuti del valore di 3 milioni di $ e diversi mesi per trasferire solo una parte dei successivi 6 milioni annunciati. Da qui il dubbio espresso da Rodríguez sulla reale volontà USA di concretizzare rapidamente il nuovo programma da 100 milioni di $ presentato a maggio dal Dipartimento di Stato. L’Avana sostiene che tale cifra sia irrisoria rispetto ai danni economici provocati annualmente dall’embargo e dalle restrizioni energetiche, che secondo le autorità cubane superano i 5 miliardi di $ l’anno.
Per il governo dell’isola, gli annunci umanitari avrebbero soprattutto una funzione propagandistica, mentre una misura realmente efficace sarebbe la revoca delle sanzioni e delle limitazioni alle forniture energetiche. La controversia si inserisce in un contesto di crescente tensione tra i due Paesi. Dall’inizio del secondo mandato del presidente USA Donald Trump, Cuba denuncia un ulteriore irrigidimento della politica di pressione economica da parte di Washington. Secondo L’Avana, le nuove misure hanno aggravato le difficoltà del Paese in settori strategici come energia, sanità, trasporti, istruzione e approvvigionamento alimentare.
Gli USA, dal canto loro, sostengono che gli aiuti siano destinati direttamente alla popolazione cubana attraverso organizzazioni religiose e umanitarie indipendenti. Il governo cubano respinge però questa impostazione, affermando che il vero ostacolo allo sviluppo dell’isola non sia la mancanza di assistenza esterna, bensì il protrarsi di un blocco economico che dura da oltre sessant’anni e che continua a pesare in modo significativo sulla vita quotidiana della popolazione.
