Chi ostacola le riforme economiche a Cuba?
Cubainformación – Benvenuti/e ad un nuovo spazio di Miami Fake.
- A Miami non piace che Cuba si apra al mercato
Miami, dove a quanto pare non piace che Cuba si apra al mercato. Ci dicono addirittura che a Cuba ora passeranno dal “comunismo”, secondo loro, a un “capitalismo di compari”.
“Mettono in guardia su un imminente capitalismo di compari dopo le nuove misure economiche a Cuba”, leggiamo. Perché ciò che vogliono a Miami, al Dipartimento di Stato e nella controrivoluzione è la riappropriazione economica dell’isola da parte di quella borghesia, i discendenti dell’oligarchia che esisteva nel regime di Batista. Questo è l’unico loro interesse e il loro unico obiettivo. Non gli va assolutamente bene nulla, nemmeno ciò che hanno richiesto per così tanto tempo: maggiore libertà di mercato, maggiore settore privato, eccetera. E allora devono ricorrere al governo USA e ai suoi media, i media del regime che finanzia e paga per fare propaganda contro Cuba, perché sono la stessa cosa: governo e media sono lo stesso regime.
El Periódico Cubano ci dice che “il pacchetto di 167 misure economiche approvato dalle autorità cubane potrebbe facilitare il trasferimento di beni statali verso persone legate al vertice politico e militare, secondo quanto avvertito (un’organizzazione chiamata) Food Monitor Program”. Vediamo qual è la fonte: questa organizzazione, che ha un nome in inglese che sembra quasi legato alle Nazioni Unite o all’opera umanitaria, ma nulla di più lontano dalla realtà. Questo media la chiama “organizzazione indipendente” e considera che le misure del governo cubano – che consentono l’investimento estero molto più libero e l’investimento privato cubano con più libertà e meno ostacoli – “minacciano di consolidare un modello di capitalismo di compari a Cuba”. Ebbene, questa organizzazione indipendente risulta essere pagata, da chi? Dal solito: il governo USA. Media pagati dal governo USA, governo e ONG pagate dall’USAID, dalla NED e altre entità, in modo aperto, diretto, triangolare o indiretto, ma tutti rispondono alla stessa narrazione: qualsiasi cambio a Cuba non vale se proviene dalla sovranità politica del Paese, e l’unico cambio che vale è quello imposto dal governo USA.
Questa organizzazione ci dice, per esempio, che secondo i suoi studi il 96% dei cubani affronta un qualche grado di insicurezza alimentare e che nel 33% delle famiglie almeno una persona è andata a letto con fame negli ultimi 30 giorni. Se questo è reale, l’unica cosa che stanno indicando è la conseguenza di una politica che loro stessi sostengono. Non hanno assolutamente alcuna credibilità, come quando ci parlano di tutti i problemi sociali ed economici che le famiglie cubane affrontano, perché loro sono i carnefici, quelli che sostengono le sanzioni che hanno distrutto l’economia cubana, le entrate del Paese, il turismo, i servizi medici, le esportazioni. Ora sostengono il blocco petrolifero. Sono senza vergogna e criminali, incluso questo Food Monitor Program.
- Benvenuto del regime USA ai cambi economici a Cuba: nuove sanzioni e più legge Helms-Burton
Il benvenuto del regime USA, dei suoi media e ONG a tutti questi programmi di riforma economica a Cuba – che va detto, è una riforma di vita o morte, ci piaccia o no, e anche se piace più o meno a molta gente a Cuba, è una via per cercare di trovare soluzioni all’enorme crisi provocata dalla guerra USA, e soprattutto per attrarre investimenti e valuta estera –, qual è stato?: più sanzioni. Marco Rubio ha annunciato sanzioni contro 4 nuove imprese pubbliche cubane. Le entrate e i profitti di queste imprese, che erano già stati distrutti in precedenza da sanzioni precedenti, ora lo sono ancora di più; sono entrate che il bilancio nazionale non percepisce più per l’istruzione, la salute, la cultura, la costruzione di abitazioni, eccetera. È un ulteriore giro di vite all’asfissia e all’impoverimento delle condizioni di vita del popolo cubano.
Ecco gli agenti politici che devono giustificare questo crimine, questo tentativo di genocidio di un intero popolo, come la criminale Rosa María Payá, che sostiene le sanzioni perché, secondo lei, “Gaesa – l’holding di imprese statali sanzionata – è la cassaforte della dittatura castrista, e che con quei soldi i militari reprimono e si arricchiscono mentre i cubani soffrono fame e blackout” – blackout provocati da te, senza vergogna! –. Dice che “la gente vuole la libertà ed è nelle strade a chiederla”. Sì, battendo le pentole perché gli diano la luce, e non ha luce proprio per colpa vostra, per le vostre misure e sanzioni, come queste che tu stai sostenendo, criminale. “Queste sanzioni colpiscono dove più fa male ai dittatori, grazie segretario Marco Rubio”. Dove fa più male? Al popolo! Sono, oltre che criminali, sadici e sadiche. E ci dice: “queste sanzioni non sono una punizione collettiva al popolo cubano, come sostiene la propaganda castrista; al contrario, cercano di privare di risorse i carnefici e aprire spazio affinché i cubani costruiscano una nazione prospera e democratica”. Che assoluto cinismo hanno questi bulli, questi assassini di massa, perché ci sono migliaia di morti a Cuba proprio a causa della politica USA, sostenuta da questa senza vergogna che inoltre prende lo stipendio dal governo USA.
D’altro canto, non ci sono solo sanzioni, ma anche una via giudiziaria spedita affinché multinazionali USAche furono colpite da nazionalizzazioni nei primi anni ’60 a Cuba possano ora fare causa allo Stato cubano quasi 70 anni dopo. Ricordiamo che in quel momento ci fu un’offerta di indennizzo che rifiutarono. “Revés per il regime castrista: ExxonMobil potrà richiedere in tribunali statunitensi beni espropriati da Castro”, ci dice Cubanos por el Mundo. “La decisione ha rappresentato un nuovo revés e ha rafforzato le possibilità che cittadini e compagnie nordamericane richiedano compensi per attivi nazionalizzati dalla dittatura cubana”, sottolinea. Ripeto, in quel momento ci fu un’offerta di indennizzo, come in qualsiasi Paese del mondo, attraverso buoni del Tesoro, che fu rifiutata da questa impresa e da altre, come la compagnia elettrica e tante altre degli USA che controllavano e tenevano per il collo l’economia di Cuba mentre c’era un mare di miseria nel Paese. L’offerta la rifiutarono perché il loro governo glielo impedì, mentre imprese spagnole, canadesi, svizzere e francesi l’accettarono; gli unici che non lo fecero furono quelle USA per ordine del loro governo. Bisogna fare un boicottaggio assoluto e totale ai marchi di benzina e altri prodotti, ai distributori di Exxon, Exxo, Mobil, a qualsiasi di questi marchi; bisogna fare loro un boicottaggio diretto a questi criminali.
- Sostenere le sanzioni contro le entrate del popolo cubano e attaccare la solidarietà
Come cercano di giustificare le nuove sanzioni applicate dal governo USA all’economia cubana, alle imprese pubbliche che generano entrate per il bilancio nazionale di salute e istruzione? Ce le infilano nello stesso sacco delle sanzioni a persone, presentandole all’opinione pubblica come la “famiglia Castro”. Dicono: “Gli Stati Uniti sanzionano la nuora di Raúl Castro e allargano il cerchio su Gaesa”. No, no. Hanno sanzionato imprese pubbliche che producono valuta estera per la gente a Cuba, e in questo miscuglio hanno messo una persona, una persona a cui non importa assolutamente nulla perché non ha alcun conto negli USA. Questo è un circo, un trucco per nascondere il vero impatto che ha sul popolo cubano la sanzione contro Gaesa e altre imprese.
ADN Cuba titola: “Gli Stati Uniti sanzionano la moglie di Alejandro Castro e altre imprese della rete finanziaria del regime”. Nel nuovo giro di sanzioni è stata inclusa Annalie Lilliam Rueda Cardero, moglie del figlio di Raúl Castro, che indicano come “una delle figure più influenti all’interno dell’apparato di intelligence del regime cubano”. Io conosco questa persona, le invio un gigantesco abbraccio e tutto il nostro sostegno, perché questa è una nuova operazione di propaganda sporca contro una giornalista, per cercare di macchiare senza alcuna prova, tranne che è moglie di una persona che a sua volta è figlio di Raúl Castro. È giornalista e ha lavorato in Resumen Latinoamericano; un altro enorme abbraccio a tutto quel gruppo, collaboriamo con loro e lo faremo per tutta la vita. Che il Dipartimento di Stato ci sanzioni quando gli pare; non so cosa ne caverà da qui.
ADN Cuba, questo media criminale e mercenario sostenuto economicamente dal governo USA attraverso un sussidio annuale dell’USAID e un altro della NED nei loro programmi di cambio di regime per Cuba, non è altro che un portavoce del Dipartimento di Stato. Puntano i loro dardi contro Resumen Latinoamericano, quel piccolo media che è un Davide contro il Golia di tutti questi senza vergogna, e anche contro Bassel Ismail Salem, rappresentante a Cuba del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina. Questo media fascista dice che è un’organizzazione designata come terroristica dagli USA; beh, questo è un elogio, che il governo USA dica che sei terrorista è il più grande elogio che ti possano fare. E qual è la fonte di ADN Cuba? Un tale Michael Barak, ricercatore dell’Istituto Internazionale contro il Terrorismo, che dice che Resumen Latinoamericano opera e diffonde il messaggio dell’Iran, Hezbollah e organizzazioni filoiraniane. Ci sono due cose che non dice. Prima: Bassel è un militante di moltissimi anni del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina, della resistenza palestinese, rifugiato a Cuba da decenni; ma non dicono – è importante – che sono stati assassinati più di 200 membri della sua famiglia all’inizio di questa offensiva assassina di Israele contro il popolo palestinese. 200 membri della sua famiglia, questi senza vergogna e criminali. E un’altra cosa che non dice ADN Cuba: che la fonte, il tale Michael Barak e l’Istituto Internazionale contro il Terrorismo, da dove vengono? Da Tel Aviv. Non sono altro che membri dei servizi di intelligence di Israele.
ADN Cuba ha redatto un “grande servizio d’inchiesta” con tutte queste fallacie e accuse senza prove, solo perché Resumen Latinoamericano, Bassel e tutti questi compagni sono combattenti per la giustizia, contro l’imperialismo, contro il sionismo e contro tutte le barbarie che entrambi commettono. Hanno pubblicato un presunto servizio d’inchiesta intitolato “Da Teheran all’Avana, nuovi attori nella rete che collega Cuba con gruppi filo-Hezbollah e attivisti occidentali”, che parte da un articolo pubblicato da The Washington Times qualche giorno fa contro l’Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli (ICAP), quell’istituzione che si relaziona con il movimento di solidarietà. E sì, abbiamo fotografie e video di tanti atti che abbiamo fatto, e continueremo a farne. The Washington Times ha puntato il dito contro l’ICAP con ogni tipo di fallacie e assurdità, e due giorni dopo, il Dipartimento di Stato approva sanzioni contro l’ICAP. All’ICAP non importa se lo sanzionano, non ha conti né nulla che possa essere sanzionato, ma sanzionano anche le organizzazioni e le persone che si relazionano con esso; siamo tutti sanzionati, perché continueremo ad avere rapporti con l’ICAP.
“I Dipartimenti di Giustizia e del Tesoro indagano organizzazioni senza scopo di lucro e gruppi attivisti statunitensi per presunta coordinazione con Cuba attraverso l’ICAP come parte di una campagna di influenza estera”, dicono. Influenza estera? Presunta influenza di Cuba negli USA? Che vergogna, quando loro stanno mettendo decine di milioni in decine di organizzazioni e media ogni giorno per fare guerra psicologica contro il popolo cubano, e dicono che è Cuba ad avere una campagna di influenza estera. “L’ICAP organizza viaggi nell’isola per attivisti statunitensi e indica diverse organizzazioni”, che sono già nel mirino del Dipartimento del Tesoro e di Stato, come il Partito per il Socialismo e la Liberazione degli Stati Uniti e i Socialisti Democratici d’America, in cui milita – tra l’altro – il sindaco di New York.
- Ramiro Valdés: aquila non caccia mosche
Tutta questa stampa mercenaria pagata dal governo USA ha fatto in questi ultimi giorni una campagna feroce contro la figura leggendaria, meravigliosa, contro la biografia immacolata di un eroe della Repubblica di Cuba, il comandante Ramiro Valdés Menéndez, che è appena scomparso. Diamo un gigantesco abbraccio a tutta la sua famiglia. Mario J. Pentón, quel mercenario che lavora a stipendio di Martí Noticias e quindi del governo USA, titola: “È morto Ramiro Valdés, l’architetto del terrore verde oliva a Cuba; uno degli ultimi storici della rivoluzione e uno dei principali architetti dell’apparato repressivo del castrismo; rappresentava paura, delazione, prigione, tortura, controllo e repressione”. Queste parole sono quelle che rappresentano il governo USA in cui tu ti integri, Mario J. Pentón: sei un criminale, un mercenario al servizio della peggior causa che esista in questo mondo, che si chiama imperialismo.
E Cubanet, un altro media pagato dai fondi NED e USAID, ci dice “quali segreti si portò Ramiro Valdés sulla morte del Che?”. Fa un servizio vomitevole, con ogni tipo di elucubrazioni e notizie false sulla presunta complicità di Ramiro e dello stesso Fidel nella cattura del Che in Bolivia e nel suo successivo assassinio. Un vero esempio di come funziona la propaganda di Stato attraverso media che quello Stato terrorista finanzia.
- Jonathan: applaudire un terrorista per essere “adolescente”
Hanno utilizzato anche il caso di un adolescente, un ragazzo di 16 anni che ha commesso gravi reati – in qualsiasi Paese del mondo, a Cuba o ovunque, bruciare la sede di un’istituzione non mi sembra un reato lieve –. Jonathan Muir è stato in prigione, e tutti questi media alleati e finanziati dal governo USA hanno fatto una campagna presentandolo come un “bambino minorenne”. Mi piacerebbe sapere negli USA cosa farebbero a questo minorenne, quale pena avrebbe. Va detto che non è ancora stato giudicato né ha alcuna pena; lo hanno appena rilasciato in attesa di giudizio.
Abbiamo tutti i tipi di titoli, ma con lo stesso messaggio in tutti. Ho raccolto fino a cinque titoli in questi media mercenari, e in tutti appare la parola “adolescente”, come se il fatto di esserlo desse patente di corso per bruciare la sede del Partito Comunista di Cuba o di qualsiasi altra istituzione dello Stato cubano.
ADN Cuba, uno di questi media pagati dagli yankee, dice che l’adolescente è stato arrestato a marzo dopo una protesta a Morón, Ciego de Ávila. In nessun caso dicono cosa ha fatto: partecipare a un sabotaggio con danni gravi. Chi pagherà quei danni materiali? Ha un’alta responsabilità la sua famiglia, e suo padre, che è un sacerdote evangelico – se non sbaglio –, è un altro mercenario che cerca che gli USA gli diano il visto come rifugiato politico e andarsene là a vivere la bella vita. In ogni caso, è un utilizzo reciproco: una famiglia che vuole emigrare in buone condizioni e dei media che rispondono a un governo che vuole arrivare all’opinione pubblica nazionale e internazionale con un caso di presunta ingiustizia giudiziaria. Ripeto: cosa succede a un ragazzo di 16 anni quando brucia un edificio pubblico negli USA? Mi possono rispondere, per favore?
- Petrolio iraniano, sanzionato anche per Cuba
Il petrolio iraniano sarà sanzionato anche per Cuba. Ricordate che, dopo gli accordi e dopo la vittoria dell’Iran contro i due più grandi nemici e criminali del mondo – l’imperialismo yankee e il sionismo israeliano –, il Dipartimento del Tesoro USA ha autorizzato temporaneamente transazioni relative al petrolio iraniano per comprare il petrolio di cui gli USA hanno bisogno. Ma il titolo di Diario de Cuba dice: “Gli Stati Uniti escludono il regime di Cuba dalla loro autorizzazione per le transazioni con petrolio iraniano”. Cioè, sollevano in qualche modo le sanzioni temporaneamente all’Iran, ma escludono sempre Cuba. Perché? Perché nella loro pianificazione per distruggere il popolo cubano considerano che in questi momenti non devono togliere il piede, ma stringere sempre di più affinché la gente soffra all’infinito, non abbia petrolio, non abbia luce elettrica, non abbia medicinali, e finalmente dalle pentole si passi al rogo di istituzioni e all’insurrezione politica. Questo è il progetto.
- Non gli è sufficiente il soffocamento di Cuba: ora vanno per il turismo del Canada
Non basta loro soffocare Cuba in tutti gli aspetti, in tutte le sue fonti di ingresso, in tutti i suoi investimenti, nell’impossibilità di avere credito o di fare un bonifico bancario. Vanno per quel poco che resta. In questo caso, gli investimenti e il turismo del Canada, che sono già stati altamente colpiti dalle sanzioni, ed ecco José Daniel Ferrer, quell’escremento umano che continua a vivere del denaro del governo USA, pubblicando su Diario de Cuba un articolo che insulta i turisti canadesi che vanno a Cuba. Ricordiamo che il Canada è il primo paese d’origine del turismo a Cuba, anche se è diminuito moltissimo a causa della politica delle sanzioni.
“Canada davanti alla tragedia cubana: sole, spiaggia e complicità”, è il titolo del suo articolo deplorevole, che pretende che dei pochissimi modi per far entrare un po’ di denaro nelle casse del bilancio nazionale se ne esauriscano ancora di più. Dice che “è una vergogna che nazioni civilizzate come il Canada mantengano una posizione tiepida e persino complice verso la tirannia castrocomunista”. Questo lo dice chi è un vero complice della tirannia USA contro il popolo che un giorno fu il suo – così dice lui –. Sicuramente, è molto tempo che il popolo cubano non ha nulla a che fare con senza vergogna come questo, che dalla lontananza e comodità di Miami, con le tasche piene dei sussidi che gli dà il governo USA attraverso la Fondazione Nazionale Cubano Americana, viveva molto bene anche a Cuba quando riceveva quei sussidi lì.
Così agisce tutto il complesso di agenti mediatici, politici e presunte ONG, tutti finanziati e sostenuti dall’imperialismo USA.
Qui finisce Miami Fake, ci vediamo al prossimo programma.
¿Quién torpedea las reformas económicas en Cuba?
Miami Fake
Cubainformación – Bienvenidas y bienvenidos a un nuevo espacio de Miami Fake.
- En Miami no les gusta que Cuba se abra al mercado
Miami, por cierto, donde parece que no les gusta que Cuba se abra al mercado. Incluso nos dicen que en Cuba ahora van a pasar del “comunismo”, según ellos, a un “capitalismo de compinches”. “Alertan sobre un inminente capitalismo de compinches tras las nuevas medidas económicas en Cuba”, leemos. Porque lo que quieren en Miami, en el Departamento de Estado y en la contrarrevolución es la reapropiación económica de la isla por parte de aquella burguesía, los descendientes de la oligarquía que existía en el régimen de Batista. Eso es lo único que les interesa y su único objetivo. No les vale absolutamente nada, ni siquiera aquello que han reclamado durante tanto tiempo: mayor libertad de mercado, mayor sector privado, etcétera. Y entonces tienen que recurrir al gobierno de Estados Unidos y a sus medios, los medios del régimen a los que financia y paga para hacer propaganda contra Cuba, porque son lo mismo: gobierno y medios son el mismo régimen.
El Periódico Cubano nos dice que “el paquete de 167 medidas económicas aprobado por las autoridades cubanas podría facilitar el traspaso de bienes estatales hacia personas relacionadas con la cúpula política y militar, según advirtió (una organización llamada) Food Monitor Program”. Vamos a ver cuál es la fuente: esta organización, que tiene un nombre en inglés que parece casi vinculado a Naciones Unidas o a la labor humanitaria, pero nada más lejos de la realidad. Este medio la llama “organización independiente” y considera que las medidas del gobierno cubano –que permiten la inversión extranjera mucho más libre y la inversión privada cubana con más libertad y menos obstáculos– “amenazan con consolidar un modelo de capitalismo de compinches en Cuba”. Pues bien, esta organización independiente resulta que está pagada, ¿por quién? Por el de siempre: el gobierno de Estados Unidos. Medios de comunicación pagados por el gobierno de Estados Unidos, gobierno y ONGs pagadas por la USAID, la NED y otras entidades, de manera abierta, directa, triangular o indirecta, pero todos responden al mismo relato: que cualquier cambio en Cuba no vale si procede de la soberanía política del país, y que el único cambio que vale es el que impone el gobierno de Estados Unidos.
Esta organización nos dice, por ejemplo, que según sus estudios el 96% de los cubanos enfrenta algún grado de inseguridad alimentaria y que en el 33% de los hogares hay al menos una persona que se acostó con hambre en los últimos 30 días. Si esto es real, lo único que están señalando es la consecuencia de una política que ellos apoyan. No tienen absolutamente ninguna credibilidad, lo mismo que cuando nos hablan de todos los problemas sociales y económicos que enfrentan las familias cubanas, porque ellos son los verdugos, los que apoyan las sanciones que han destruido la economía cubana, los ingresos del país, el turismo, los servicios médicos, las exportaciones. Ahora apoyan el bloqueo petrolero. Son sinvergüenzas y criminales, incluida esta Food Monitor Program.
- Bienvenida del régimen de EE. UU. a cambios económicos en Cuba: nuevas sanciones y más ley Helms-Burton
La bienvenida del régimen de Estados Unidos, sus medios y ONGs a todos estos programas de reforma económica en Cuba –que hay que decir, es una reforma de vida o muerte, nos guste o no, y aunque le guste más o menos a mucha gente en Cuba, es una vía para tratar de encontrar soluciones a la enorme crisis provocada por la guerra de Estados Unidos, y sobre todo para captar inversiones y divisas–, ¿cuál ha sido?: más sanciones. Marco Rubio ha anunciado sanciones contra cuatro nuevas empresas públicas de Cuba. Los ingresos y beneficios de estas empresas, que ya habían sido destruidos antes por anteriores sanciones, ahora lo son más todavía; son ingresos que deja de percibir el presupuesto nacional para educación, salud, cultura, construcción de viviendas, etcétera. Es una vuelta de tuerca más a la asfixia y a la pauperización de las condiciones de vida del pueblo cubano.
Ahí tenemos a los agentes políticos que tienen que justificar este crimen, este intento de genocidio de todo un pueblo, como la criminal Rosa María Payá, que respalda las sanciones porque, según dice, “Gaesa –el holding de empresas estatales sancionado– es la caja fuerte de la dictadura castrista, y que con ese dinero los militares reprimen y se enriquecen mientras los cubanos sufren hambre y apagones” –¡apagones provocados por ti, sinvergüenza!–. Dice que “la gente quiere libertad y está en las calles demandándola”. Sí, tocando la cacerola para que le pongan la luz, y no tiene luz precisamente por vuestra culpa, por vuestras medidas y sanciones, como estas que tú estás apoyando, criminal. “Estas sanciones dan donde más afecta a los dictadores, gracias secretario Marco Rubio”. ¿Donde más duele? ¡Al pueblo! Son, además de criminales, sádicos y sádicas. Y nos dice: “estas sanciones no son un castigo colectivo al pueblo cubano, como alega la propaganda castrista; al contrario, buscan privar de recursos a los victimarios y abrir espacio para que los cubanos construyan una nación próspera y democrática”. Qué absoluto cinismo tienen estos matones, estos asesinos en masa, porque hay miles de muertes en Cuba precisamente por la política de Estados Unidos, apoyada por esta sinvergüenza que además cobra su sueldo del gobierno estadounidense.
Por otro lado, no solo hay sanciones, sino también una vía judicial expedita para que multinacionales de Estados Unidos que fueron afectadas por nacionalizaciones en los primeros años 60 en Cuba puedan ahora demandar al Estado cubano casi 70 años después. Recordemos que en aquel momento hubo una oferta de indemnización que rechazaron. “Revés para el régimen castrista: ExxonMobil podrá reclamar en tribunales de Estados Unidos bienes expropiados por Castro”, nos dice Cubanos por el Mundo. “La decisión representó un nuevo revés y reforzó las posibilidades de que ciudadanos y compañías norteamericanas reclamen compensaciones por activos nacionalizados por la dictadura cubana”, señala. Repito, en aquel momento hubo una oferta de indemnización, como en cualquier país del mundo, a través de bonos del Estado, que fue rechazada por esta empresa y por otras, como la compañía eléctrica y tantas otras de Estados Unidos que controlaban y tenían agarrada la economía de Cuba por el cuello mientras había un mar de miseria en el país. La oferta la rechazaron porque su gobierno les impidió aceptarla, mientras que empresas españolas, canadienses, suizas y francesas sí la aceptaron; los únicos que no lo hicieron fueron las de Estados Unidos por orden de su gobierno. Hay que hacer un boicot absoluto y total a las marcas de gasolina y otros productos, a las gasolineras de Exxon, Exxo, Mobil, a cualquiera de estas marcas; hay que hacerles un boicot directo a estos criminales.
- Apoyar las sanciones contra los ingresos del pueblo cubano y atacar a la solidaridad
¿Cómo nos tratan de justificar las nuevas sanciones aplicadas por el gobierno de Estados Unidos a la economía cubana, a las empresas públicas que generan ingresos para el presupuesto nacional de salud y educación? Nos lo meten en el mismo saco de las sanciones a personas, presentándolas en la opinión pública como la “familia Castro”. Dicen: “Estados Unidos sanciona a la nuera de Raúl Castro y amplía el cerco sobre Gaesa”. No, no. Han sancionado a empresas públicas que producen divisas para la gente en Cuba, y en ese potaje han puesto a una persona, una persona a la que le da absolutamente igual porque no tiene ninguna cuenta en Estados Unidos. Esto es un circo, un maquillaje para ocultar el verdadero impacto que tiene en el pueblo cubano la sanción contra Gaesa y otras empresas.
ADN Cuba titula: “Estados Unidos sanciona a la esposa de Alejandro Castro y otras empresas de la red financiera del régimen”. En la nueva ronda de sanciones fue incluida Annalie Lilliam Rueda Cardero, esposa del hijo de Raúl Castro, a quien señalan como “una de las figuras más influyentes dentro del aparato de inteligencia del régimen cubano”. Yo conozco a esta persona, le envío un gigantesco abrazo y todo nuestro apoyo, porque esto es una nueva operación de propaganda sucia contra una periodista, para tratar de manchar sin ninguna prueba, salvo que es esposa de una persona que a su vez es hijo de Raúl Castro. Es periodista y ha trabajado en Resumen Latinoamericano; otro enorme abrazo a todo ese equipo, colaboramos con ellos y lo seguiremos haciendo toda la vida. Que nos sancione el Departamento de Estado cuando le dé la gana; no sé qué va a sacar de aquí.
ADN Cuba, este medio criminal y mercenario sustentado económicamente por el gobierno de Estados Unidos a través de una subvención anual de la USAID y otra de la NED en sus programas de cambio de régimen para Cuba, no es más que un vocero del Departamento de Estado. Apuntan sus dardos contra Resumen Latinoamericano, ese pequeño medio que es un David contra el Goliat de todos estos sinvergüenzas, y también contra Bassel Ismail Salem, representante en Cuba del Frente Popular de Liberación de Palestina. Este medio fascista dice que es una organización designada como terrorista por Estados Unidos; bueno, eso es un elogio, que el gobierno de Estados Unidos diga que eres terrorista es el mayor elogio que te pueden hacer. ¿Y cuál es la fuente de ADN Cuba? Un tal Michael Barak, investigador del Instituto Internacional contra el Terrorismo, que dice que Resumen Latinoamericano opera y difunde el mensaje de Irán, Hezbollah y organizaciones proiraníes. Hay dos cosas que no dice. Primera: Bassel es un militante de muchísimos años del Frente Popular de Liberación de Palestina, de la resistencia palestina, refugiado en Cuba desde hace décadas; pero no dicen –es importante– que fueron asesinados más de 200 miembros de su familia al comienzo de esta ofensiva asesina de Israel contra el pueblo palestino. 200 miembros de su familia, estos sinvergüenzas y criminales. Y otra cosa que no dice ADN Cuba: que la fuente, el tal Michael Barak y el Instituto Internacional contra el Terrorismo, ¿de dónde son? De Tel Aviv. No son más que miembros de los servicios de inteligencia de Israel.
ADN Cuba ha redactado un “gran reportaje de investigación” con todas estas falacias y señalamientos sin pruebas, solo porque Resumen Latinoamericano, Bassel y todos estos compañeros son luchadores por la justicia, contra el imperialismo, contra el sionismo y contra todas las barbaridades que cometen ambos. Han publicado un supuesto reportaje de investigación titulado “De Teherán a La Habana, nuevos actores en la red que conectan Cuba con grupos pro-Hezbolá y activistas occidentales”, que parte de un artículo publicado por The Washington Times hace unos días contra el Instituto Cubano de Amistad con los Pueblos (ICAP), esa institución que se relaciona con el movimiento de solidaridad. Y sí, tenemos fotografías y vídeos de tantos actos que hemos hecho, y seguiremos haciendo. The Washington Times señaló al ICAP con todo tipo de falacias y absurdos, y dos días después, el Departamento de Estado aprueba sanciones contra el ICAP. Al ICAP le da igual si le sancionan, no tiene cuentas ni nada que pueda ser sancionado, pero sancionan también a las organizaciones y personas que se relacionan con él; estamos todos sancionados, porque seguiremos teniendo relaciones con el ICAP.
“Los departamentos de Justicia y del Tesoro investigan organizaciones sin fines de lucro y grupos activistas estadounidenses por presuntamente coordinarse con Cuba a través del ICAP como parte de una campaña de influencia extranjera”, dicen. ¿Influencia extranjera? ¿Supuestamente influencia de Cuba en Estados Unidos? Qué vergüenza, cuando ellos están metiendo decenas de millones en decenas de organizaciones y medios todos los días para hacer guerra psicológica contra el pueblo cubano, y dicen que es Cuba la que tiene una campaña de influencia extranjera. “El ICAP organiza viajes a la isla para activistas estadounidenses y señala a varias organizaciones”, que ya están en la diana del Departamento del Tesoro y de Estado, como el Partido por el Socialismo y la Liberación de Estados Unidos y los Socialistas Democráticos de América, en el que milita -por cierto- el alcalde de Nueva York.
- Ramiro Valdés: águila no caza moscas
Toda esta prensa mercenaria pagada por el gobierno de Estados Unidos ha hecho en estos últimos días una campaña feroz contra la figura legendaria, maravillosa, contra la biografía impoluta de un héroe de la República de Cuba, el comandante Ramiro Valdés Menéndez, que acaba de fallecer. Damos un gigantesco abrazo a toda su familia. Mario J. Pentón, ese mercenario que trabaja a sueldo de Martí Noticias y por tanto del gobierno de Estados Unidos, titula: “Murió Ramiro Valdés, el arquitecto del terror verde olivo en Cuba; uno de los últimos históricos de la revolución y uno de los principales arquitectos del aparato represivo del castrismo; representó miedo, delación, prisión, tortura, control y represión”. Estas palabras son las que representan al gobierno de Estados Unidos en el que tú te integras, Mario J. Pentón: eres un criminal, un mercenario al servicio de la peor causa que existe en este mundo, que se llama imperialismo.
Y Cubanet, otro medio pagado por los fondos NED y USAID, nos dice “¿qué secretos se llevó Ramiro Valdés sobre la muerte del Che?”. Hace un reportaje vomitivo, con todo tipo de elucubraciones y noticias falsas sobre la supuesta complicidad de Ramiro y del propio Fidel en la captura del Che en Bolivia y en su posterior asesinato. Un verdadero ejemplo de cómo funciona la propaganda de Estado a través de medios que ese Estado terrorista financia.
- Jonathan: aplaudir a un terrorista por ser “adolescente”
Han utilizado también el caso de un adolescente, un muchacho de 16 años que cometió graves delitos –en cualquier país del mundo, en Cuba o en cualquier sitio, quemar la sede de una institución no me parece un delito leve–. Jonathan Muir ha estado en prisión, y todos estos medios aliados y financiados por el gobierno de Estados Unidos han hecho una campaña presentándolo como un “niño menor de edad”. Me gustaría saber en Estados Unidos qué le harían a este menor de edad, qué pena tendría. Hay que decir que todavía no ha sido juzgado ni tiene ninguna pena; lo acaban de poner en libertad a la espera de juicio.
Tenemos todo tipo de titulares, pero con el mismo mensaje en todos ellos. He recogido hasta cinco titulares en estos medios mercenarios, y en todos aparece la palabra “adolescente”, como si el hecho de serlo diera patente de corso para quemar la sede del Partido Comunista de Cuba o de cualquier otra institución del Estado cubano.
ADN Cuba, uno de estos medios pagados por los yanquis, dice que el adolescente fue detenido en marzo luego de una protesta en Morón, Ciego de Ávila. En ningún caso dicen lo que hizo: participar en un sabotaje con daños graves. ¿Quién va a pagar esos daños materiales? Tiene una alta responsabilidad su familia, y su padre, que es un sacerdote evangélico –si no me equivoco–, es otro mercenario que busca que Estados Unidos le dé la visa como refugiado político y largarse para allá a vivir la buena vida. En todo caso, es utilización mutua: una familia que quiere emigrar en buenas condiciones y unos medios que responden a un gobierno que quiere llegar a la opinión pública nacional e internacional con un caso de supuesta injusticia judicial. Repito: ¿qué le pasa a un muchacho de 16 años cuando quema un edificio público en Estados Unidos? ¿Me pueden responder, por favor?
- Petróleo de Irán, también sancionado para Cuba
El petróleo de Irán también será sancionado para Cuba. Recuerden que, después de los acuerdos y tras la victoria de Irán frente a los dos mayores enemigos y criminales del mundo –el imperialismo yanqui y el sionismo israelí–, el Departamento del Tesoro de Estados Unidos ha autorizado de manera temporal transacciones relacionadas con el petróleo iraní para comprar el petróleo que necesita Estados Unidos. Pero el titular de Diario de Cuba dice: “Estados Unidos deja al régimen de Cuba fuera de su autorización para las transacciones con petróleo iraní”. Es decir, levantan de alguna manera las sanciones temporalmente a Irán, pero siempre dejan fuera a Cuba. ¿Por qué? Porque en su planificación para destruir al pueblo cubano consideran que en estos momentos no tienen que levantar el pie, sino apretar más y más para que la gente sufra hasta el infinito, no tenga petróleo, no tenga luz eléctrica, no tenga medicamentos, y finalmente de las cacerolas pasen a la quema de instituciones y a la insurrección política. Ese es el proyecto.
- No les es suficiente el ahogo de Cuba: ahora van por el turismo de Canadá
No les es suficiente ahogar a Cuba en todos los aspectos, en todas sus fuentes de ingreso, en todas sus inversiones, en la imposibilidad de tener crédito o de hacer una transferencia bancaria. Van por lo poquito que queda. En este caso, las inversiones y el turismo de Canadá, que ya han sido altísimamente impactados por las sanciones, y ahí tenemos a José Daniel Ferrer, ese excremento humano que sigue viviendo del dinero del gobierno de Estados Unidos, publicando en Diario de Cuba un artículo insultando a los turistas canadienses que van a Cuba. Recordemos que Canadá es el primer emisor de turismo a Cuba, aunque haya bajado muchísimo por la política de sanciones.
“Canadá ante la tragedia cubana: sol, playa y complicidad”, es el titular de su artículo deplorable, que pretende que de las poquísimas vías para ingresar algo de dinero en las arcas del presupuesto nacional se agoten más. Dice que “es una vergüenza que naciones civilizadas como Canadá mantengan una postura tibia y hasta cómplice hacia la tiranía castrocomunista”. Esto lo dice quien es un verdadero cómplice de la tiranía de Estados Unidos contra el pueblo que un día fue el suyo –eso dice él–. Desde luego, hace mucho tiempo que el pueblo cubano no tiene nada que ver con sinvergüenzas como este, que desde la lejanía y la comodidad de Miami, con el bolsillo lleno por las subvenciones que le da el gobierno de Estados Unidos a través de la Fundación Nacional Cubano Americana, vivía también muy bien en Cuba cuando recibía esas subvenciones allí.
Así actúa todo el complejo de agentes mediáticos, políticos y supuestas ONGs, todos financiados y sostenidos por el imperialismo de Estados Unidos.
Hasta aquí Miami Fake, nos vemos en el próximo programa.
