Risposta dell’Ambasciatore Ernesto Soberón Guzmán, Rappresentante Permanente di Cuba presso l’ONU, alla delegazione di Israele nel Dibattito dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite “Necessità di porre fine al Blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba”.
Signor Presidente,
Ci vediamo costretti a esercitare il diritto di replica di fronte alle infondate e inaccettabili accuse formulate dalla delegazione di Israele contro il mio paese.
Per una questione di elementare decoro, eviteremo di riferirci ad altri discorsi che seguono linee guida elaborate a Washington, al pari di quello di Israele, e che oggi altre due delegazioni hanno letto in questa sala.
Risulta quanto meno spudorato che il rappresentante di Israele, il cui Governo affronta un rifiuto senza precedenti della comunità internazionale per il genocidio, le gravissime violazioni del Diritto Internazionale e del Diritto Internazionale Umanitario che commette contro il popolo palestinese, pretenda di ergersi a critico di Cuba.
Invece di cercare di dare lezioni, lo Stato genocida di Israele dovrebbe, prima di tutto, rispondere della devastazione, della sofferenza e della morte che le sue azioni hanno provocato in Palestina e in altri territori arabi. Mentre il mondo osserva con orrore la distruzione sistematica di città, ospedali, scuole e campi profughi, la delegazione di Israele ripete, senza un briciolo di morale, un copione scritto a Washington per giustificare l’asfissia economica contro il mio paese. Il loro cinismo, al pari di quello del loro padrone, sembra non avere limiti.
Non accetteremo mai che coloro che cercano di giustificare il massacro contro il popolo palestinese pretendano, allo stesso tempo, di legittimare una politica di punizione collettiva contro il popolo cubano.
La nostra voce non sarà messa a tacere da coloro che cercano di sostituire il Diritto Internazionale con la forza, l’impunità e il doppio standard.
Molte grazie.
Réplica del Embajador Ernesto Soberón Guzmán, Representante Permanente de Cuba ante la ONU, a la delegación de Israel en el Debate de la Asamblea General de las Naciones Unidas “Necesidad de poner fin al Bloqueo económico, comercial y financiero impuesto por los Estados Unidos contra Cuba”.
Señor Presidente:
Nos vemos obligados a ejercer el derecho de réplica ante las infundadas e inaceptables acusaciones formuladas por la delegación de Israel contra mi país.
Por una cuestión de elemental decoro, evitaremos referirnos a otros discursos que siguen pautas elaboradas en Washington, al igual que el de Israel, y que hoy otras dos delegaciones han leído en esta sala.
Resulta cuando menos desvergonzado que el representante de Israel, cuyo Gobierno enfrenta un rechazo sin precedentes de la comunidad internacional por el genocidio, las gravísimas violaciones del Derecho Internacional y del Derecho Internacional Humanitario que comete contra el pueblo palestino, pretenda erigirse como crítico de Cuba.
En vez de pretender dar lecciones, el Estado genocida de Israel debería, antes que nada, responder por la devastación, el sufrimiento y la muerte que sus acciones han provocado en Palestina y otros territorios árabes. Mientras el mundo presencia con horror la destrucción sistemática de ciudades, hospitales, escuelas y campamentos de desplazados, la delegación de Israel repite, sin un ápice de moral, un guión escrito en Washington para justificar la asfixia económica contra mi país. Su cinismo, al igual que el de su amo, parece no tener límites.
No aceptaremos jamás que quienes intentan justificar la masacre contra el pueblo palestino pretendan, al mismo tiempo, legitimar una política de castigo colectivo contra el pueblo cubano.
Nuestra voz no será silenciada por quienes pretenden sustituir el Derecho Internacional por la fuerza, la impunidad y el doble rasero.
Muchas gracias.
