Petro denuncia frode elettorale e dichiara Espriella presidente illegittimo

Il presidente della Colombia, Gustavo Petro, che terminerà il suo mandato il prossimo 7 agosto, ha presentato ieri in conferenza stampa presso la sede presidenziale del Palazzo di Nariño, insieme a ingegneri, avvocati e al gruppo dei Testimoni Digitali, le prove di un broglio elettorale di tipo informatico.

Le elezioni presidenziali in Colombia per eleggere presidente e vicepresidente per il periodo 2026-2030 si sono svolte il 31 maggio 2026, ma poiché nessuno dei candidati aveva raggiunto i voti necessari per ottenere la vittoria, si è tenuto un secondo turno il 21 giugno 2026, dal quale il Consiglio Nazionale Elettorale ha dato la vittoria al candidato di destra Abelardo de la Espriella e José Manuel Restrepo contro Iván Cepeda e Aida Quilcué.

Cittadini, testimoni elettorali, professionisti, accademici e organizzatori della società civile, dopo un processo di indagine e raccolta di prove che già si trovano nelle mani della Quinta Sezione del Consiglio di Stato della Colombia, tribunale supremo della giurisdizione contenzioso-amministrativa, hanno sottoscritto la loro adesione a un appello alla società civile colombiana e internazionale e a una dichiarazione che, affermano, «non formula imputazioni penali… il suo scopo è strettamente costituzionale, cittadino, tecnico e democratico: mettere in evidenza la necessità che i documenti elettronici che servono da supporto a un’elezione presidenziale possano dimostrare, mediante meccanismi oggettivi, aperti e indipendenti, la loro autenticità, integrità, tracciabilità e corrispondenza con i documenti originali prodotti dai giudici di seggio».

È proprio la verificabilità elettorale di tali documenti che è in discussione. Secondo quanto afferma William Villanueva, avvocato, ingegnere chimico e rappresentante dei testimoni digitali nelle elezioni presidenziali, i moduli E-14, che sono i verbali ufficiali di scrutinio dei giudici di seggio in ogni tavolo dopo la chiusura delle urne, sono stati rielaborati dopo essere stati scansionati. Lo indicano indizi come combinazioni di file, documenti con timbri di «riservato», registri incompleti di firme, nonché la separazione tra le informazioni del seggio elettorale e la votazione dei candidati da un lato e, dall’altro, le firme dei giudici di seggio.

Petro ha esposto durante la conferenza stampa che nell’analisi di oltre 350000 documenti sono stati trovati più di 122000 moduli E-14 che sono stati sistematicamente rielaborati, privati dei loro metadati e sigilli di sicurezza digitale, i lucchetti hash, che non compaiono nei moduli; file con timbri di «riservato»; documenti che inizialmente apparivano come «pagina non digitalizzata» e poi sono stati pubblicati con informazioni diverse; oltre a incongruenze nelle firme e nella tracciabilità dei file.

Gustavo Petro ha spiegato anche che le indagini hanno scoperto alterazioni nei censimenti elettorali, con 95 comuni dove il numero di elettori supera quello degli abitanti; 150 comuni dove il censimento elettorale supera quello della popolazione del 95% e altri 256 comuni dove lo supera del 90%, situati principalmente nei dipartimenti di Boyacá, Santander, Antioquia, Cundinamarca e l’Eje Cafetero. È proprio in questi comuni che il candidato di destra Abelardo de la Espriella ha ottenuto un vantaggio di 751000 voti, circostanze che richiedono un’indagine tecnica e giudiziaria.

Il presidente Petro ha anche sostenuto i sospetti sul modello di trasmissione dei risultati. In oltre 1350 seggi elettorali, che includono più di 32000 tavoli elettorali, si mostrano sequenze matematiche impossibili, un modello matematico a blocchi, lo stesso schema. Nei primi tavoli di quei seggi vince Abelardo e negli ultimi vince Cepeda, e il primo ottiene una differenza di 230000 voti a suo favore. «Questo non è possibile in votazioni umane — afferma Petro — ma è prodotto di matematica e di un algoritmo predeterminato».

È statisticamente impossibile una reiterazione così precisa di questo schema in un numero così elevato di tavoli. «Questo fenomeno può verificarsi in 82 seggi elettorali secondo la statistica, ma non in 1350 seggi elettorali», afferma Petro. «C’è uno schema matematico nella votazione e non un comportamento umano», conclude.

Ciò che Gustavo Petro sta denunciando è un broglio elettorale attraverso la manipolazione del software elettorale e degli algoritmi, e che qualsiasi elezione in qualsiasi paese del mondo può essere manipolata per porre fine alla sovranità nazionale. Petro ha menzionato che la Colombia non è la prima e che ci sono già cinque casi documentati di manipolazione di software israeliani di elezioni popolari in varie parti del mondo.

Prima della conferenza stampa, Petro aveva anticipato attraverso il suo account sulle rete sociale X che il candidato del Patto Storico Iván Cepeda aveva vinto la presidenza, «che le elezioni sono state rubate dagli israeliani facoltosi guidati da un genocida e lo hanno fatto dall’estero modificando il voto in 1665 seggi elettorali già individuati. Hanno agito su quasi due milioni di voti dei cittadini cambiandoli. I luoghi sono stati quelli in cui assicuravano tavoli con giudici loro e senza testimoni elettorali del Patto, che avevano precedentemente spostato, in Antioquia, Bogotà e Norte de Santander».

«È la costituzione il nostro ponte comune se vogliamo davvero rispettarla e applicarla… La nostra risposta è la pace e la vita, ma anche l’azione decisa per non arretrare su alcun diritto o libertà», ha affermato Petro.

Dal canto suo, il candidato del Patto Storico annunciava che «il prossimo 7 agosto saremo, come abbiamo sempre fatto, insieme al popolo colombiano. Non accettiamo che ci venga impedito l’esercizio democratico del diritto che abbiamo all’opposizione politica».

Sono state convocate concentrazioni a Barranquilla, Cali e Bogotà in una espressione pacifica di disobbedienza civile e sovranità popolare.

Cepeda ha sottolineato che in vista del giuramento di insediamento di Abelardo De la Espriella come presidente della Colombia il prossimo 7, «la sua cittadinanza statunitense costituisce un impedimento che è solo sanabile con la sua rinuncia ad essa affinché possa essere riconosciuto come Capo di Stato pienamente legittimo». «La carica di Capo di Stato — ha aggiunto — esige lealtà esclusiva e inequivocabile verso la Nazione colombiana e verso la sua sovranità».

(Con informazioni da Mundo Obrero)


Gustavo Petro denuncia fraude electoral y declara a Abelardo de la Espriella presidente ilegítimo

 

El presidente de Colombia, Gustavo Petro, quien finaliza su mandato el próximo 7 de agosto, presentó ayer en rueda de prensa desde la sede presidencial del Palacio de Nariño, junto a ingenieros, abogados y el grupo de Testigos Digitales, evidencias de un fraude electoral de carácter informático.

Las elecciones presidenciales en Colombia para elegir presidente y vicepresidente de Colombia para el periodo 2026-2030 se celebraron el 31 de mayo de 2026 pero al no alcanzar ninguna de las candidaturas los votos necesarios para obtener la victoria, se realizó una segunda vuelta el 21 de junio de 2026 de la que el Consejo Nacional Electoral dio la victoria al candidato de la derecha Abelardo de la Espriella y José Manuel Restrepo frente a Iván Cepeda y Aida Quilcué.

Ciudadanos, testigos electorales, profesionales, académicos y organizadores de la sociedad civil, tras un proceso de investigación y recopilación de pruebas que ya se hayan en manos de la Sección Quinta del Consejo de Estado de Colombia, tribunal supremo de la jurisdicción de lo contencioso administrativo, han suscrito su adhesión a un llamamiento a la sociedad civil colombiana e internacional y una declaración que, afirman, «no formula imputaciones penales… su propósito es estrictamente constitucional, ciudadano, técnico y democrático: poner de presente la necesidad de que los documentos electrónicos que sirven de soporte a una elección presidencial puedan demostrar, mediante mecanismos objetivos, abiertos e independientes, su autenticidad, integridad, trazabilidad y correspondencia con los documentos originales producidos por los jurados de votación».

Justamente la verificabilidad electoral de dichos documentos es lo que está en entredicho. Según afirma William Villanueva, abogado, ingeniero químico y representante de los testigos digitales en las elecciones presidenciales, los formularios E-14, que son las actas oficiales de escrutinio de los jurados de votación en cada mesa tras el cierre de las urnas, fueron reprocesados después de escaneados, así lo señalan indicios como combinaciones de archivos, documentos con sellos de «confidencial», registros incompletos de firmas, así como la separación entre la información del puesto de votación y votación de candidatos por un lado y aparte, las firmas de los jurados de votación.

Petro expuso durante la rueda de prensa que en el análisis de más de 350.000 documentos se encontraron que más de 122.000 formularios E-14 fueron reprocesados sistemáticamente, despojándolos de sus metadatos y sellos de seguridad digital, los candados hash, que no aparecen en los formularios; archivos con sellos de “confidencial”; documentos que aparecían inicialmente como “página no digitalizada” y luego fueron publicados con información distinta; además de inconsistencias en firmas y en la trazabilidad de los archivos.

Gustavo Petro explicó también que las investigaciones han descubierto alteraciones en los censos electorales, con 95 municipios donde el número de votantes supera al de los habitantes; 150 municipios donde el censo electoral supera al de la población en un 95% y otros 256 municipios donde lo supera en un 90%, ubicados principalmente en los departamentos de Boyacá, Santander, Antioquía, Cundinamarca y el Eje Cafetero. Justamente es en esos municipios donde del candidato de la derecha Abelardo de la Espriella obtuvo una ventaja de 751.000 votos, circunstancias que exigen una investigación técnica y judicial.

El presidente Petro sostuvo también las sospechas sobre el patrón de transmisión de resultados. En más de 1350 puestos electorales, que incluyen más de 32.000 mesas electorales, se muestran secuencias matemáticas imposibles, un modelo matemático por bloques, el mismo patrón. En las primeras mesas de esos puestos electorales gana Abelardo y en las últimas gana Cepeda, y el primero saca una diferencia de 230.000 votos a su favor. «Eso no es posible en votaciones humanas —afirma Petro— sino que es producto de matemáticas y un algoritmo predeterminado».

Es imposible estadísticamente una reiteración tan precisa de ese patrón en un número tan grande de mesas. «Este fenómeno se puede dar en 82 puestos de votación según la estadística, pero no en 1350 puestos de votación», afirma Petro. «Hay un patrón matemático en la votación y no un comportamiento humano», concluye.

Lo que está denunciando Gustavo Petro es un fraude electoral a través de la manipulación del software electoral y los algoritmos y que cualquier elección en cualquier país del mundo puede ser manipulado para acabar con la soberanía nacional. Petro mencionó que Colombia no es el primero y que ya van cinco casos en línea por manipulación de software israelíes de elecciones populares en diversas partes del mundo.

Previo a la rueda de prensa, Petro adelantó a través de su cuenta en la red social X que el candidato del Pacto Histórico Iván Cepeda había ganado la presidencia, «que las elecciones se las robaron los israelíes adinerados dirigidos por un genocida y lo hicieron desde el extranjero modificando la votación en 1665 puestos electorales ya detectados. Actuaron sobre casi dos millones de votos de la ciudadanía cambiándolos. Los lugares fueron donde aseguraban mesas con jurados de ellos mismos y sin testigos electorales del Pacto a los que movieron previamente, en Antioquia, Bogotá y Norte de Santander».

«Es la constitución nuestro puente común si de verdad queremos acatarla y aplicarla… Nuestra respuesta es la paz y la vida, pero también la acción contundente para no retroceder en ningün derecho ni libertad», afirmó Petro.

Por su parte, el candidato del Pacto Histórico anunciaba que «el próximo 7 de agosto estaremos, como lo hemos hecho siempre, junto al pueblo colombiano. No aceptamos que se nos impida el ejercicio democrático del derecho que tenemos a la oposición política».

Hay concentraciones convocadas en Barranquilla, Cali y Bogotá en una expresión pacífica de desobediencia civil y soberanía popular.

Cepeda señaló que de cara al juramento de posesión de Abelardo De la Espriella como presidente de Colombia el próximo día 7, «su ciudadanía estadounidense constituye un impedimento que solo es subsanable con su renuncia a ella para que pueda ser reconocido como Jefe de Estado plenamente legítimo». «La jefatura del Estado —añadió— exige lealtad exclusiva e inequívoca con la Nación colombiana y con su soberanía».

(Con información de Mundo Obrero)

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