Il primo dicembre 2025, poche ore dopo la chiusura dei seggi, ho visitato un gruppo di compagni di collettivi che erano stati ai seggi elettorali. Il racconto era stupefacente e i volti mostravano rabbia e frustrazione. Uno di loro mi ha detto: “Non avevamo mai perso nemmeno un seggio del mio centro di votazione, ma ieri li abbiamo persi tutti”; un altro mi ha detto: “Non possiamo spiegarci cosa sia successo”. Questo fenomeno si è ripetuto in tutto il paese.
Il risultato sembrava indicare un rifiuto enorme della popolazione al governo della presidentessa Xiomara Castro, che era l’amministrazione con più investimento sociale nella storia nazionale. Ovviamente, i risultati che i compagni hanno visto erano quelli che arrivavano a fiumi al centro di calcolo del Consiglio Nazionale Elettorale. Così ha cominciato a crearsi il mito che eravamo stati sconfitti con appena il 19% di approvazione, cifra che ancora ripetono i deputati ufficialisti bipartitici, i giornalisti e gli esperti al servizio del colpo di Stato fascista in Honduras.
Le cifre non quadravano, ma la velocità d’azione dell’ultradestra ha smantellato la Procura Generale della Repubblica e, in meno di due mesi, aveva già cambiato la Corte Suprema di Giustizia, aveva fatto processi politici al consigliere Marlon Ochoa, al magistrato Morazán, del Tribunale di Giustizia Elettorale, e al procuratore generale Jahel Zelaya, e aveva fatto pressione per le dimissioni della presidentessa della Corte Suprema di Giustizia. Una celerità che ha scomposto ciò che più somigliava a istituzionalità democratica nel paese.
Ma la spiegazione ci è stata inviata dall’uomo stellare della “striscia” fascista in tutto il continente, l’ex consigliere di Javier Milei, Fernando Cerimedo, che è caduto prigioniero in Bolivia, a seguito dell’ordine di assassinio della sua compagna sentimentale, che non solo è sopravvissuta, ma sembra essere la scatola delle perversità commesse da Cerimedo e di quelle che stava per commettere. Oggi molte verità circolano sulle reti sociali, tra queste, un audio dello stesso Cerimedo che parla con honduregni, dove li invita alla calma e spiega che “noi avevamo già identificato i seggi dove loro prendono di più, ed è lì che abbiamo messo i voti”.
In questo stesso audio, Cerimedo, con voce di comando, indica loro che “non possono contare voto per voto”. In queste poche righe è descritto ciò che hanno fatto: hanno riempito di voti i seggi di LIBRE, con cui lo hanno tolto dalla contesa. Inoltre, questo ha segnato l’inizio dell’operazione per distruggere il Partito Libero, basati sulla falsa premessa che la stragrande maggioranza del popolo ci odia. Risulta, dalle parole del tristemente celebre argentino, che in Honduras non abbiamo avuto elezioni il 30 novembre, ma un colpo di Stato elettorale, che ha segnato l’inizio dell’offensiva di Marco Rubio contro la sinistra continentale.
Infatti, il colpo di Stato in Honduras è così importante che Cerimedo sarebbe andato in questo paese con un funzionario pubblico argentino, vicino a Milei, portando una forte somma di denaro, per parlare con Nasry Asfura, essendo già “presidente”, per accordarsi sull’ingerenza in Messico e la destabilizzazione della Colombia e del governo della presidentessa Claudia Sheinbaum.
L’Honduras sarebbe l’epicentro di tutta la strategia di distruzione dei progetti popolari in America Latina, includendo il Venezuela e l’attuale asfissia contro Cuba. Tuttavia, sembra che il premio più grande sia la patria di Morelos, Zapata e Villa, in quella che a tutti gli effetti è una nuova forma di guerra dell’imperialismo nella regione, non solo per reimporre la Dottrina Monroe, ma per disarticolare l’esistenza di diversi paesi fragili come l’Honduras, dove stanno diventando di moda le società anonime al di sopra dello Stato nazione.
È importante, per LIBRE, spiegare a tutta la sua militanza la fallacia del 19% e ripensare la strategia di combattimento, che deve passare forzatamente per l’eliminazione di una caterva di movimenti de-ideologizzati che pretendono di transigere con la destra, dandole ragione in questa grande infamia perpetrata il 30 novembre 2025.
El 19 % de Cerimedo: la operación del golpe electoral en Honduras
Por: Ricardo Arturo Salgado
El primero de diciembre de 2025, unas horas después de que se cerraran las urnas, visité un grupo de compañeros de colectivos que habían estado en mesas electorales. El relato era pasmoso y los rostros mostraban rabia y frustración. Uno de ellos me dijo: “Nunca habíamos perdido ni una sola urna de mi centro de votación, pero ayer las perdimos todas”; otro me dijo: “No podemos explicarnos qué pasó”. Ese fenómeno se repitió a lo largo y ancho del país.
El resultado parecía indicar un rechazo inmenso de la población al gobierno de la presidenta Xiomara Castro, que era la administración con más inversión social en la historia nacional. Obviamente, los resultados que vieron los compañeros eran los que llegaban a raudales al centro de cómputo del Consejo Nacional Electoral. Así comenzó a crearse el mito de que habíamos sido derrotados con apenas el 19 % de aprobación, cifra que todavía repiten los diputados oficialistas bipartidistas, los periodistas y los expertos al servicio del golpe fascista en Honduras.
Las cifras no cuadraban, pero la velocidad de acción de la ultraderecha desmontó la Fiscalía General de la República y, en menos de dos meses, ya había cambiado la Corte Suprema de Justicia, había hecho juicios políticos al consejero Marlon Ochoa, al magistrado Morazán, del Tribunal de Justicia Electoral, y al fiscal general Jahel Zelaya, y había presionado la renuncia de la presidenta de la Corte Suprema de Justicia. Una celeridad que descompuso lo que más se había parecido a institucionalidad democrática en el país.
Pero la explicación nos la envió el hombre estelar de la “racha” fascista en todo el continente, el exasesor de Javier Milei, Fernando Cerimedo, quien cayó preso en Bolivia, a raíz de que ordenó el asesinato de su pareja sentimental, quien no solo sobrevivió, sino que parece ser la caja de perversidades cometidas por Cerimedo y las que estaba por cometer. Hoy muchas verdades circulan en redes sociales, entre ellas, un audio del mismo Cerimedo al habla con hondureños, donde los llama a la calma y explica que “nosotros ya habíamos identificado las urnas donde ellos sacan más, y fue ahí donde les metimos los votos”.
En este mismo audio, Cerimedo, con voz de mando, les indica que “no pueden contar voto por voto”. En esas pocas líneas está descrito lo que hicieron: atiborraron de votos las urnas de LIBRE, con lo que lo sacaron de la contienda. Además, eso marcó el inicio de la operación para destruir al Partido Libre, basados en que la gran mayoría del pueblo nos odia. Resulta, por las palabras del tristemente célebre argentino, que en Honduras no tuvimos elecciones el 30 de noviembre, sino un golpe de Estado electoral, que marcó el inicio de la ofensiva de Marco Rubio contra la izquierda continental.
De hecho, el golpe en Honduras es tan importante que Cerimedo habría viajado a este país con un funcionario público argentino, cercano a Milei, portando una fuerte suma de dinero, para hablar con Nasry Asfura, siendo ya “presidente”, para acordar sobre la injerencia en México y la desestabilización de Colombia y del gobierno de la presidenta Claudia Sheinbaum.
Honduras sería el epicentro de toda la estrategia de destrucción de los proyectos populares en América Latina, incluyendo a Venezuela y la actual asfixia contra Cuba. Sin embargo, parece que el premio mayor es la patria de Morelos, Zapata y Villa, en lo que a todas luces es una nueva forma de guerra del imperialismo en la región, no solo para reimponer la Doctrina Monroe, sino para desarticular la existencia de varios países frágiles como Honduras, donde se están poniendo de moda las sociedades anónimas por sobre el Estado nación.
Es importante, para LIBRE, explicar a toda su militancia la falacia del 19 % y replantear la estrategia de combate, que debe pasar forzosamente por la eliminación de una caterva de movimientos desideologizados que pretenden transar con la derecha, dándoles razón en esta gran infamia perpetrada el 30 de noviembre de 2025.
Exigimos una investigación a fondo sobre el caso de Fernando Cerimedo en Honduras:
Lo que está saliendo a la luz en Bolivia sobre Fernando Cerimedo no puede ser desconocido en Honduras.
Cerimedo, operador y asesor político extranjero vinculado a campañas de la derecha… pic.twitter.com/8JGvSLGsEB
— Rixi Moncada (@riximga) August 22, 2026

