Campaign Nucleus ed EyesOver: le società di Trump in America Latina
La nuova Dottrina Monroe 2.0 implementata dagli Stati Uniti per prendere il pieno controllo dell’America Latina, con l’intento di saccheggiare le risorse naturali di cui abbonda, passa anche attraverso la rete. La disinformazione viene diffusa a piene mani in rete per portare l’estrema destra neoliberista latinoamericana, asservita a Washington, al potere nei vari paesi.
Le indagini in corso in Bolivia, a seguito dello smantellamento di una rete di disinformazione digitale, hanno riportato sotto i riflettori i legami con l’estrema destra internazionale.
L’operazione giudiziaria – di cui riferisce l’emittente Telesur – che ha portato al sequestro di una “bot farm” e di infrastrutture automatizzate, assume un significato ancora maggiore se si considera che solo sei mesi fa Eduardo Bolsonaro, figlio dell’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro e fratello del candidato presidenziale di estrema destra, aveva difeso pubblicamente l’attivista argentino Fernando Cerimedo.
All’epoca, l’oligarca brasiliano appoggiò campagne diffamatorie promuovendo la teoria di una “possibile frode” contro la legittima vittoria di Luiz Inácio Lula da Silva, in un chiaro tentativo di fomentare disordini sociali e disconoscere la volontà sovrana del popolo brasiliano.
Le recenti azioni della Procura di La Paz e Santa Cruz non solo hanno confermato il ritrovamento di denaro non dichiarato e la detenzione preventiva di Cerimedo per i reati di arricchimento illecito e tentato femminicidio, ma hanno anche rivelato la reale portata di queste strutture transnazionali.
La rete informatica non agiva isolata: era un vero e proprio strumento di manipolazione di massa per distorcere il discorso pubblico, attaccare i processi democratici nella regione e promuovere politiche economiche neoliberiste sostenute da settori allineati con gli interessi di Washington.
Le prove raccolte dal sistema giudiziario boliviano e le testimonianze rese nel corso del procedimento rivelano inoltre l’intenzione di estendere queste operazioni di guerra sporca digitale ad altri paesi della regione, come il Messico, con l’obiettivo di minare la stabilità dei governi progressisti e interferire con la libera autodeterminazione dei popoli.
Contemporaneamente, sono emerse segnalazioni di azioni coordinate di intimidazione e persecuzione contro leader sociali e figure storiche come l’ex presidente Evo Morales, a dimostrazione dell’uso di metodi violenti e irregolari quando le campagne di manipolazione non riescono a fermare il progresso popolare.
Data la gravità di queste scoperte, movimenti sociali, organizzazioni di base e sindacati in tutta la regione stanno alzando la voce per chiedere che le indagini vengano portate avanti nella loro interezza.
La difesa della sovranità nazionale, la trasparenza nei processi elettorali e il contenimento dei piani di destabilizzazione promossi dal capitale transnazionale stanno diventando compiti fondamentali per garantire la pace e l’integrazione delle nazioni del Sud del mondo di fronte all’assalto dell’estrema destra che è tornata in auge in tutta l’America Latina letteralmente trascinata al governo da Washington come dimostrano i recenti casi di Perù e Colombia, dove i presidenti neoliberisti di estrema destra hanno avuto la meglio in elezioni controverse e con vantaggi davvero risicati.
Del caso Cerimedo si è occupata anche Emilia Trabucco che su Nodal scrive: “A poco più di un anno dalle elezioni presidenziali argentine dell’ottobre 2027, il caso Fernando Cerimedo ci obbliga a riflettere sulla capacità delle strutture private che concentrano denaro, tecnologia, media, intelligence e milizie digitali di interferire in un processo elettorale e di alterare le condizioni in cui si definisce la volontà popolare. Solleva inoltre interrogativi su cosa accada quando queste strutture sono legate ad aree storicamente opache dello Stato e trovano nell’inerzia giudiziaria una garanzia per continuare a operare.
Ciò che l’inchiesta boliviana ha iniziato a rivelare dopo l’attentato a Nadia Beller va ben oltre la vicenda di un consulente accusato di tentato femminicidio: svela connessioni tra operatori elettorali della destra latinoamericana, tecnologie sviluppate negli Stati Uniti, strutture mediatiche, società di sicurezza private, movimenti di denaro e aziende legate a membri di lunga data dei servizi segreti argentini. La questione per l’Argentina non dovrebbe essere solo chi saranno i candidati alla presidenza, ma quale rete si cela dietro figure come Cerimedo, quale sia la sua capacità di influenzare le elezioni del 2027 e perché il sistema giudiziario argentino sembri ancora disinteressato a indagare su di lui.
Cerimedo sta scontando 180 giorni di detenzione preventiva in Bolivia, mentre la Procura lo indaga come presunto mandante dell’attentato contro Beller, colpito da tre proiettili il 17 agosto. L’analisi forense del suo cellulare ha rivelato un messaggio di testo inviato quattro giorni prima in cui discuteva dell'”eliminazione” di Nadia, nonché comunicazioni avvenute durante l’attentato con un contatto identificato come “ECG”. Contemporaneamente, cinque perquisizioni hanno portato a un’ulteriore indagine per presunto arricchimento illecito e riciclaggio di denaro, a seguito del ritrovamento di oltre mezzo milione di boliviani in varie valute, un telefono satellitare, documenti, materiale della polizia, mobili con scomparti segreti e dispositivi che il procuratore Carlos Torrez ha descritto come una “mini-bot farm”. Anche Fritz Juniors Gironda Aquize, ex tenente dell’esercito fuggito durante un blitz in un ufficio di cambio collegato all’inchiesta finanziaria, è stato arrestato.
La dimensione politica del caso emerge chiaramente ricostruendo la traiettoria di un individuo che è stato uno dei principali finanziatori dichiarati della campagna presidenziale di Javier Milei, ha partecipato alla sua strategia digitale ed è stato incaricato di organizzare parte della supervisione elettorale nel 2023. Aveva lavorato nella cerchia di Jair Bolsonaro in Brasile, per poi consigliare Rodrigo Paz in Bolivia e Nasry Asfura in Honduras, mentre La Derecha Diario, fondata tra gli altri con Juan Pablo Carreira e ora di proprietà di Javier Negre, si stava espandendo come piattaforma regionale. Negre ha tentato di prendere le distanze da Cerimedo con una dichiarazione pubblica rilasciata da La Derecha Diario, nonostante le numerose prove pubbliche che documentano il loro rapporto. Nel 2023, Cerimedo ha ammesso pubblicamente di utilizzare troll generati dall’intelligenza artificiale per “intervenire sugli algoritmi” e rendere determinate questioni rilevanti nel dibattito pubblico”.
La sua analisi prosegue tracciando i contatti internazionali di Cerimedo che portano dritti negli USA: “La portata di questo intervento assume un’ulteriore dimensione se consideriamo i legami internazionali tra Cerimedo, Brad Parscale, a capo della macchina digitale di Donald Trump, e il magnate del petrolio texano Tim Dunn, uno dei principali finanziatori della destra religiosa americana. Cerimedo si presentava come il rappresentante latinoamericano di Campaign Nucleus e EyesOver, le società di Parscale, piattaforme progettate per integrare l’analisi dell’opinione pubblica in tempo reale con l’esecuzione delle campagne politiche. La stessa Campaign Nucleus presenta questa architettura come un meccanismo in grado di rilevare i cambiamenti nel sentimento pubblico e di tradurli immediatamente in decisioni di campagna. Cerimedo ha ringraziato pubblicamente Parscale per aver reso disponibile “la sua tecnologia” e Dunn per il suo sostegno alla lotta politica latinoamericana.
I dispositivi che la Procura boliviana ha definito una ‘bot farm’ permettono di spostare la discussione dagli strumenti stessi all’organizzazione politica che li utilizza. Troll, account automatizzati, intelligenza artificiale, media digitali e piattaforme di analisi dell’opinione pubblica possono funzionare come componenti di strutture più ampie, riassunte nella definizione di milizie digitali: entità organizzate, dotate di risorse, leadership e obiettivi politici, capaci di intervenire in modo coordinato nel dibattito pubblico”.
Leggiamo inoltre: “Per completare il quadro, è necessario includere uno strato meno visibile e probabilmente più strutturale, poiché i registri aziendali collegano Cerimedo a Vicente Federico Quintanal, suo socio in Compañía Sudamericana de Inversiones e Surlibre Inversiones, e a Natalia Basil, sua moglie ed ex funzionaria dell’ANDIS. Quintanal condivide società e indirizzi con individui legati a Silvia Majdalani, ex vicedirettrice dell’AFI (Agenzia Federale di Intelligence) durante l’amministrazione Macri: la Hollybar SA annoverava tra i suoi soci il marito e il genero della Majdalani, Julián Giménez. Giménez aveva anche ricoperto il ruolo di segretario personale della Majdalani presso l’Agenzia di Intelligence.
Un altro ramo della rete porta a Oscar Ramón Giménez, che ha assunto il controllo della National Security Enterprise, una società di sicurezza fondata da Basil e successivamente espansa nel settore della cybersicurezza. La National Security Enterprise sembra avere legami aziendali con Darío Richarte, ex numero due della Segreteria di Stato per l’Intelligence (SIDE); Juan José Gallea, ex direttore finanziario dell’agenzia; e imprenditori associati a Sergio Szpolski e Antonio “Jaime” Stiuso. Questi indirizzi condivisi, le società sovrapposte e le attività commerciali rivelano che la struttura aziendale di Cerimedo era molto più vicina alle figure storiche dell’intelligence argentina di quanto la sua descrizione di semplice specialista di marketing elettorale lascerebbe intendere (Volosin, 2026).
È proprio in questa articolazione che si può osservare una trasformazione più profonda del tessuto sociale della democrazia argentina. I vecchi apparati di intelligence, le società di sicurezza private e le strutture operative specializzate non scompaiono necessariamente di fronte al capitalismo finanziario-digitale: possono essere integrati con nuove capacità di elaborazione delle informazioni, segmentazione sociale, sorveglianza digitale, intelligenza artificiale e manipolazione algoritmica. La possibilità di influenzare un’elezione non richiede la modifica fisica di un’urna; può operare molto prima, sulle condizioni materiali in cui milioni di persone ricevono informazioni, identificano le minacce, formano le proprie preferenze e, in definitiva, decidono. La sovranità popolare inizia a essere contestata, in quest’arena, prima ancora dell’atto elettorale”.
Insomma, mentre il complesso mediatico mainstream continua a portare avanti la narrazione, smentita anche dalla CIA, di elezioni vinte con brogli dal chavismo in Venezuela, l’estrema destra neoliberista latinoamericana con il sostegno attivo degli Stati Uniti viene portata al potere attraverso manipolazioni mediatiche gigantesche e veri e propri brogli elettorali come denunciato dal presidente uscente Gustavo Petro in Colombia. Gli esponenti neoliberisti avranno poi la funzione di cancellare la sovranità dei propri paesi e agire esclusivamente in funzione degli interessi statunitensi.
La disinformazione risulta infine propedeutica a screditare politiche di segno socialista con l’obiettivo di implementare la macelleria sociale neoliberista. Massacrare i popoli con il pretesto di dover rimettere in sesto le finanze pubbliche e rilanciare l’economia. Lo abbiamo visto in Europa, lo stiamo vedendo nell’Argentina devastata dall’ottuso neoliberismo di Javier Milei.
