Argentina: chi può manipolare le elezioni del 2027?

 Il caso Cerimedo e i sotterranei della democrazia

Cubadebate – Emilia Trabucco

A poco più di un anno dalle elezioni presidenziali dell’ottobre 2027 in Argentina, il caso Fernando Cerimedo obbliga a discutere quale capacità abbiano strutture private che concentrano denaro, tecnologia, media, intelligence sui dati e milizie digitali di intervenire su un processo elettorale e alterare le condizioni in cui si definisce la volontà popolare, ma anche cosa succede quando queste strutture si articolano con zone storicamente opache dello Stato e trovano nell’inazione giudiziaria una garanzia per continuare a operare.

Ciò che l’indagine boliviana ha iniziato a scoprire dopo l’attentato contro Nadia Beller supera ampiamente la traiettoria di un consulente accusato di tentato femminicidio: permette di osservare connessioni tra operatori elettorali delle destre latinoamericane, tecnologie sviluppate negli USA, strutture mediatiche, imprese private di sicurezza, movimenti di denaro e società legate a membri storici del sistema di intelligence argentino.

La domanda per l’Argentina non dovrebbe essere solo chi saranno i candidati presidenziali, ma quale intreccio viene esposto dietro attori come Cerimedo, quale sia la loro capacità di intervenire sulle elezioni del 2027 e perché la Giustizia argentina non sembri ancora interessata a indagare.

Cerimedo sta scontando 180 giorni di detenzione preventiva in Bolivia mentre la Procura lo indaga come presunto autore intellettuale dell’attacco contro Beller, che ha ricevuto tre colpi di arma da fuoco il 17 agosto. La perizia del suo cellulare ha trovato un testo registrato quattro giorni prima in cui si ipotizza di “eliminare” Nadia e comunicazioni avvenute durante l’attentato con un contatto identificato come “ECG”; parallelamente, cinque perquisizioni hanno portato a un’altra indagine per presunto arricchimento illecito e riciclaggio di denaro, dopo il ritrovamento di più di mezzo milione di boliviani in varie divise, un telefono satellitare, documentazione, elementi di polizia, mobili con scomparti nascosti e dispositivi che il procuratore Carlos Torrez ha definito una “mini farm di bot”. È rimasto in arresto anche Fritz Juniors Gironda Aquize, ex tenente dell’Esercito fuggito durante la perquisizione di un ufficio di cambio legato all’indagine economica.

La dimensione politica del caso si comprende ricostruendo la traiettoria di un operatore che è stato uno dei principali contributori dichiarati della campagna presidenziale di Javier Milei, ha partecipato alla sua strategia digitale e ha avuto la responsabilità di parte dell’organizzazione del controllo elettorale nel 2023; aveva lavorato nell’universo di Jair Bolsonaro in Brasile, successivamente ha consigliato Rodrigo Paz in Bolivia e Nasry Asfura in Honduras, mentre La Derecha Diario, fondata insieme a Juan Pablo Carreira tra gli altri e oggi di proprietà di Javier Negre, si espandeva come piattaforma regionale.

Negre ha cercato di prendere le distanze da Cerimedo in un comunicato pubblico di La Derecha Diario, nonostante l’abbondante evidenza pubblica che documenta la loro relazione. Già nel 2023 Cerimedo riconosceva pubblicamente di utilizzare troll creati tramite intelligenza artificiale per “intervenire negli algoritmi” e trasformare determinate questioni in argomenti rilevanti per il dibattito pubblico.

La definizione permette di superare la discussione limitata alle fake news: l’obiettivo è intervenire sulle condizioni di circolazione e gerarchizzazione dell’informazione e, con esse, su ciò che una società percepisce come vero, rilevante, maggioritario o possibile.

La scala di questo intervento assume un’altra dimensione quando si incorporano le connessioni internazionali tra Cerimedo, Brad Parscale, responsabile della macchina digitale di Donald Trump, e il petroliere texano Tim Dunn, uno dei grandi finanziatori della destra religiosa USA.

Cerimedo è stato presentato come rappresentante latinoamericano di Campaign Nucleus ed EyesOver – aziende di Parscale -, piattaforme destinate a integrare l’analisi in tempo reale dell’opinione pubblica con l’esecuzione di campagne politiche; la stessa Campaign Nucleus presenta questa architettura come un meccanismo in grado di rilevare modifiche del sentimento pubblico e convertirle immediatamente in decisioni di campagna. Cerimedo ha ringraziato pubblicamente Parscale per aver messo a disposizione “la sua tecnologia” e Dunn per il suo sostegno alla disputa politica latinoamericana.

I dispositivi che la Procura boliviana ha caratterizzato come una farm di bot permettono quindi di spostare la discussione dagli strumenti all’organizzazione politica che li utilizza. Troll, account automatizzati, intelligenza artificiale, media digitali e piattaforme di analisi dell’opinione possono funzionare come componenti di strutture più ampie che si sintetizzano nella caratterizzazione di milizie digitali: dispositivi organizzati, dotati di risorse, direzione e obiettivi politici, capaci di intervenire coordinatamente sul dibattito pubblico, installare agende, costruire nemici, perseguitare avversari e produrre una rappresentazione artificiale di maggioranze e minoranze.

Nei giorni successivi alle perquisizioni, sono state registrate modifiche significative nelle metriche degli account appartenenti all’ecosistema libertario, incluso quello di Milei. La coincidenza obbliga a chiedersi quanto della potenza politica presentata come opinione pubblica spontanea esprima relazioni sociali effettivamente esistenti e quanto risponda a una capacità organizzata e finanziata di intervenire su di esse.

È necessario incorporare, per completare il quadro, uno strato meno visibile e probabilmente più strutturale, perché i registri societari collegano Cerimedo a Vicente Federico Quintanal, suo socio in Compañía Sudamericana de Inversiones e Surlibre Inversiones, e a Natalia Basil, sua moglie ed ex funzionaria dell’ANDIS.

Quintanal condivide società e domicili con persone legate all’ambiente di Silvia Majdalani, ex vicedirettrice dell’AFI (Agenzia Federale di Intelligence) durante il macrismo: Hollybar SA ha incorporato come membri il marito di Majdalani e suo genero, Julián Giménez, che era stato anche suo segretario privato all’Intelligence.

Un altro ramo conduce verso Oscar Ramón Giménez, che ha preso il controllo di National Security Enterprise, azienda fondata da Basil dedicata alla sicurezza e successivamente ampliata alla cybersecurity, e che appare legato societariamente a Darío Richarte, ex numero due della SIDE; Juan José Gallea, ex direttore delle Finanze dell’organismo; e imprenditori dell’ambiente di Sergio Szpolski e Antonio “Jaime” Stiuso.

Le coincidenze di domicili, società incrociate e oggetti commerciali rivelano che la struttura imprenditoriale di Cerimedo era molto più vicina al gruppo storico dell’intelligence argentina di quanto permetta la sua caratterizzazione come semplice specialista in marketing elettorale (Volosin, 2026).

È proprio in questa articolazione che si può osservare una trasformazione più profonda dei sotterranei della democrazia argentina. I vecchi apparati di intelligence, le imprese private di sicurezza e le strutture specializzate in operazioni non scompaiono necessariamente di fronte al capitalismo finanziario-digitale: possono articolarsi con nuove capacità di elaborazione delle informazioni, segmentazione sociale, sorveglianza digitale, intelligenza artificiale e manipolazione algoritmica.

La possibilità di intervenire su un’elezione non richiede nemmeno di alterare fisicamente un’urna; può operare molto prima, sulle condizioni materiali in cui milioni di persone ricevono informazioni, identificano minacce, costruiscono preferenze e infine decidono. La sovranità popolare inizia a essere contestata, in questo terreno, prima dell’atto elettorale.

La produzione industriale di nemici attraverso questi dispositivi assume una gravità aggiuntiva quando si articola con la violenza come strumento politico. Il tentato femminicidio contro Beller presenta un’indagine penale a sé stante e sarebbe irresponsabile stabilire connessioni automatiche con altri fatti, ma l’Argentina ha già sperimentato le conseguenze del normalizzare che un avversario possa essere trasformato discorsivamente in qualcuno da eliminare.

Il 1 settembre 2022 Fernando Sabag Montiel ha sparato a centimetro dalla testa di Cristina Fernández de Kirchner; intorno a quell’attentato sono apparse organizzazioni come Revolución Federal, circuiti di finanziamento e relazioni economiche con la famiglia Caputo che l’indagine giudiziaria non è mai riuscita – né ha voluto – ricostruire integralmente.

La persistenza di queste reti per periodi prolungati risulta difficile da spiegare senza incorporare la componente che completa il dispositivo: l’impunità.

Dall’ospedale, Beller ha descritto presunti affari di Cerimedo legati a carburanti, oro, assicurazioni e contratti statali in Bolivia, ha denunciato meccanismi di riciclaggio in Argentina e ha affermato che il suo ex compagno conosceva informazioni sulla trama di corruzione indagata nell’ANDIS (Agenzia Nazionale per la Disabilità) e su Karina Milei.

La deputata Marcela Pagano ha chiesto che Beller venga citata come testimone e consegni le prove che afferma di conservare; Cerimedo, inoltre, aveva già dichiarato al procuratore Franco Picardi che Diego Spagnuolo gli aveva parlato delle irregolarità dell’ANDIS.

Mentre la Procura boliviana ha aperto d’ufficio un’indagine patrimoniale, ha perquisito proprietà e ha iniziato a ricostruire società e movimenti economici, finora non esistono informazioni pubbliche su un procedimento argentino avviato a partire da questi ritrovamenti, un’azione dell’UIF per ricostruire i suoi movimenti finanziari o una richiesta di cooperazione rivolta alla Bolivia.

Questa assenza di reazione istituzionale risulta ancora più significativa di fronte al tentativo del Governo di trasformare ora Cerimedo in un personaggio esterno al mileismo. Milei ha affermato di aver smesso di frequentarlo nel 2023, ma i registri ufficiali mostrano almeno tredici ingressi successivi alla Casa Rosada tra dicembre 2023 e giugno 2024, autorizzati da funzionari del Governo, incluso l’ultima visita, da Santiago Caputo (a cui Karina Milei ha appena tolto la comunicazione presidenziale, in mezzo allo scandalo). Juan Pablo Carreira, socio di Cerimedo in La Derecha Diario, occupa oggi la Direzione Nazionale della Comunicazione Digitale.

Le elezioni presidenziali del 2027 iniziano, quindi, molto prima dell’ingresso nella cabina elettorale e si giocano anche nell’infrastruttura tecnologica in grado di fabbricare rilevanza, nel capitale che finanzia questi strumenti, nelle milizie digitali che producono e perseguitano nemici, nei media che trasformano operazioni in informazione, nelle reti private di sicurezza e intelligence che attraversano i governi e in un Potere (Partito/Mafia) Giudiziario la cui selettività determina quali trame saranno indagate e quali potranno continuare a funzionare.

Il caso Cerimedo importa meno per il crollo di uno dei suoi operatori che per ciò che permette di osservare dietro di lui: la possibile articolazione tra i vecchi sotterranei della democrazia e le nuove tecnologie di intervento politico, all’interno di un’architettura regionale di potere con capacità accumulata di agire sulle condizioni in cui i nostri popoli decidono.

Se la democrazia presuppone che la volontà popolare possa esprimersi liberamente, la discussione argentina prima dell’ottobre 2027 dovrà iniziare col determinare chi ha la capacità materiale di condizionarla, chi finanzia questa capacità e perché, quando alcuni frammenti di queste strutture vengono a galla, la Giustizia argentina torna a guardare dall’altra parte.


Argentina: ¿Quién puede manipular las elecciones de 2027? El caso Cerimedo y los sótanos de la democracia

 

A poco más de un año de las elecciones presidenciales de octubre de 2027 en Argentina, el caso Fernando Cerimedo obliga a discutir qué capacidad tienen estructuras privadas que concentran dinero, tecnología, medios, inteligencia de datos y milicias digitales para intervenir sobre un proceso electoral y alterar las condiciones en las que se define la voluntad popular, pero también qué sucede cuando esas estructuras se articulan con zonas históricamente opacas del Estado y encuentran en la inacción judicial una garantía para continuar operando.

Lo que la investigación boliviana comenzó a descubrir después del atentado contra Nadia Beller excede largamente la trayectoria de un consultor acusado de tentativa de femicidio: permite observar conexiones entre operadores electorales de las derechas latinoamericanas, tecnologías desarrolladas en Estados Unidos, estructuras mediáticas, empresas privadas de seguridad, movimientos de dinero y sociedades vinculadas con integrantes históricos del sistema de inteligencia argentino.

La pregunta para la Argentina no debería ser solamente quiénes serán los candidatos presidenciales, sino qué entramado queda expuesto detrás de actores como Cerimedo, cuál es su capacidad para intervenir sobre las elecciones de 2027 y por qué la Justicia argentina todavía no parece interesada en investigarlo.

Cerimedo cumple 180 días de prisión preventiva en Bolivia mientras la Fiscalía lo investiga como presunto autor intelectual del ataque contra Beller, quien recibió tres disparos el 17 de agosto. El peritaje de su celular encontró un texto registrado cuatro días antes en el que se plantea “eliminar” a Nadia y comunicaciones mantenidas durante el atentado con un contacto identificado como “ECG”; paralelamente, cinco allanamientos derivaron en otra investigación por presunto enriquecimiento ilícito y legitimación de ganancias ilícitas, luego del hallazgo de más de medio millón de bolivianos entre distintas monedas, un teléfono satelital, documentación, elementos policiales, mobiliario con compartimentos ocultos y dispositivos que el fiscal Carlos Torrez calificó como una “mini granja de bots”. También quedó detenido Fritz Juniors Gironda Aquize, exteniente del Ejército que huyó durante el allanamiento de una casa de cambios relacionada con la investigación económica.

La dimensión política del caso se comprende al reconstruir la trayectoria de un operador que fue uno de los principales aportantes declarados de la campaña presidencial de Javier Milei, participó de su estrategia digital y tuvo a su cargo parte de la organización de la fiscalización electoral en 2023; había trabajado en el universo de Jair Bolsonaro en Brasil, posteriormente asesoró a Rodrigo Paz en Bolivia y a Nasry Asfura en Honduras, mientras La Derecha Diario, fundada junto con Juan Pablo Carreira entre otros y hoy propiedad de Javier Negre, se expandía como plataforma regional.

Negre, intentó desmarcarse de Cerimedo en un comunicado público de La Derecha Diario, a pesar de la sobrada evidencia pública que documenta su relación. Ya en 2023 Cerimedo reconocía públicamente que utilizaba trolls creados mediante inteligencia artificial para “intervenir en los algoritmos” y convertir determinados asuntos en temas relevantes de la conversación pública.

La definición permite superar la discusión limitada a las fake news: el objetivo consiste en intervenir sobre las condiciones de circulación y jerarquización de la información y, con ellas, sobre aquello que una sociedad percibe como verdadero, relevante, mayoritario o posible.

La escala de esa intervención adquiere otra dimensión cuando se incorporan las conexiones internacionales entre Cerimedo, Brad Parscale, responsable de la maquinaria digital de Donald Trump, y el petrolero texano Tim Dunn, uno de los grandes financistas de la derecha religiosa estadounidense.

Cerimedo fue presentado como representante latinoamericano de Campaign Nucleus y EyesOver -empresas de Parscale-, plataformas destinadas a integrar análisis en tiempo real de la opinión pública con ejecución de campañas políticas; la propia Campaign Nucleus presenta esa arquitectura como un mecanismo capaz de detectar modificaciones del sentimiento público y convertirlas inmediatamente en decisiones de campaña. Cerimedo agradeció públicamente a Parscale por haber puesto “su tecnología” a disposición y a Dunn por su respaldo a la disputa política latinoamericana.

Los dispositivos que la Fiscalía boliviana caracterizó como una granja de bots permiten desplazar entonces la discusión desde las herramientas hacia la organización política que las utiliza. Trolls, cuentas automatizadas, inteligencia artificial, medios digitales y plataformas de análisis de opinión pueden funcionar como componentes de estructuras más amplias que se sintetizan en la caracterización de milicias digitales: dispositivos organizados, dotados de recursos, conducción y objetivos políticos, capaces de intervenir coordinadamente sobre la conversación pública, instalar agendas, construir enemigos, perseguir adversarios y producir una representación artificial de mayorías y minorías.

Durante los días posteriores a los allanamientos se registraron modificaciones significativas en las métricas de cuentas pertenecientes al ecosistema libertario, incluida la de Milei. La coincidencia obliga a preguntarse cuánto de la potencia política presentada como opinión pública espontánea expresa relaciones sociales efectivamente existentes y cuánto responde a una capacidad organizada y financiada para intervenir sobre ellas.

Es necesario incorporar, para completar el mapa, una capa menos visible y probablemente más estructural, porque los registros societarios conectan a Cerimedo con Vicente Federico Quintanal, socio suyo en Compañía Sudamericana de Inversiones y Surlibre Inversiones, y con Natalia Basil, su esposa y exfuncionaria de ANDIS.

Quintanal comparte sociedades y domicilios con personas vinculadas al entorno de Silvia Majdalani, ex subdirectora de la AFI (Agencia Federal de Inteligencia) durante el macrismo: Hollybar SA incorporó como integrantes al marido de Majdalani y a su yerno, Julián Giménez, quien además había sido secretario privado suyo en Inteligencia.

Otra rama conduce hacia Oscar Ramón Giménez, quien tomó el control de National Security Enterprise, empresa fundada por Basil dedicada a seguridad y posteriormente ampliada a ciberseguridad, y que aparece relacionado societariamente con Darío Richarte, ex número dos de la SIDE; Juan José Gallea, exdirector de Finanzas del organismo; y empresarios del entorno de Sergio Szpolski y Antonio “Jaime” Stiuso.

Las coincidencias de domicilios, sociedades cruzadas y objetos comerciales revelan que  la estructura empresarial de Cerimedo se encontraba mucho más próxima al elenco histórico de la inteligencia argentina de lo que permite su caracterización como simple especialista en marketing electoral (Volosin, 2026).

Es precisamente en esa articulación donde puede observarse una transformación más profunda de los sótanos de la democracia argentina. Los antiguos aparatos de inteligencia, las empresas privadas de seguridad y las estructuras especializadas en operaciones no necesariamente desaparecen frente al capitalismo financiero-digital: pueden articularse con capacidades nuevas de procesamiento de información, segmentación social, vigilancia digital, inteligencia artificial y manipulación algorítmica.

La posibilidad de intervenir sobre una elección tampoco requiere alterar físicamente una urna; puede operar mucho antes, sobre las condiciones materiales en las que millones de personas reciben información, identifican amenazas, construyen preferencias y finalmente deciden. La soberanía popular comienza a ser disputada, en ese terreno, antes del acto electoral.

La producción industrial de enemigos mediante esos dispositivos adquiere una gravedad adicional cuando se articula con la violencia como herramienta política. El intento de femicidio contra Beller presenta una investigación penal propia y sería irresponsable establecer conexiones automáticas con otros hechos, pero Argentina ya comprobó las consecuencias de naturalizar que un adversario pueda transformarse discursivamente en alguien eliminable.

El 1° de septiembre de 2022 Fernando Sabag Montiel gatilló un arma a centímetros de la cabeza de Cristina Fernández de Kirchner; alrededor de aquel atentado aparecieron organizaciones como Revolución Federal, circuitos de financiamiento y relaciones económicas con la familia Caputo que la investigación judicial nunca logró -ni quiso- reconstruir integralmente.

La persistencia de estas redes durante períodos prolongados resulta difícil de explicar sin incorporar el componente que completa el dispositivo: la impunidad.

Desde el hospital, Beller describió presuntos negocios de Cerimedo relacionados con combustibles, oro, seguros y contratos estatales en Bolivia, denunció mecanismos de lavado en Argentina y afirmó que su expareja conocía información sobre la trama de corrupción investigada en ANDIS (Agencia Nacional de Discapacidad) y sobre Karina Milei.

La diputada Marcela Pagano pidió que Beller sea citada como testigo y entregue las pruebas que afirma conservar; Cerimedo, además, ya había declarado ante el fiscal Franco Picardi que Diego Spagnuolo le había hablado de las irregularidades de ANDIS.

Mientras la Fiscalía boliviana abrió de oficio una investigación patrimonial, allanó propiedades y comenzó a reconstruir sociedades y movimientos económicos, hasta el momento no existe información pública sobre una causa argentina iniciada a partir de esos hallazgos, una actuación de la UIF para reconstruir sus movimientos financieros o un pedido de cooperación dirigido a Bolivia.

Esa ausencia de reacción institucional resulta todavía más significativa frente al intento del Gobierno de convertir ahora a Cerimedo en un personaje externo al mileísmo. Milei afirmó que dejó de relacionarse con él en 2023, pero los registros oficiales muestran al menos trece ingresos posteriores a la Casa Rosada entre diciembre de 2023 y junio de 2024, autorizados por funcionarios del Gobierno, incluida la última visita, por Santiago Caputo (a quien Karina Milei acaba de desvincular de la comunicación presidencial, en medio del escándalo). Juan Pablo Carreira, socio de Cerimedo en La Derecha Diario, ocupa hoy la Dirección Nacional de Comunicación Digital.

Las elecciones presidenciales de 2027 comienzan, por lo tanto, mucho antes del ingreso al cuarto oscuro y se disputan también en la infraestructura tecnológica capaz de fabricar relevancia, en el capital que financia esas herramientas, en las milicias digitales que producen y persiguen enemigos, en los medios que convierten operaciones en información, en las redes privadas de seguridad e inteligencia que atraviesan gobiernos y en un Poder (Partido/Mafia) Judicial cuya selectividad determina qué tramas serán investigadas y cuáles podrán continuar funcionando.

El caso Cerimedo importa menos por el derrumbe de uno de sus operadores que por aquello que permite observar detrás suyo: la posible articulación entre los viejos sótanos de la democracia y las nuevas tecnologías de intervención política, dentro de una arquitectura regional de poder con capacidad acumulada para actuar sobre las condiciones en las que nuestros pueblos deciden.

Si la democracia supone que la voluntad popular pueda expresarse libremente, la discusión argentina antes de octubre de 2027 deberá comenzar por determinar quiénes tienen capacidad material para condicionarla, quién financia esa capacidad y por qué, cuando algunos fragmentos de esas estructuras salen a la superficie, la Justicia argentina vuelve a mirar hacia otro lado.

Por: Emilia Trabucco    

Share Button

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.