Una colonna di Gordon Chang attacca i pannelli solari cinesi a Cuba. La base di Roosevelt Roads a Porto Rico viene riattivata con 1300 marines. La Legge sul Commercio con il Nemico viene prorogata fino al 2027. Tre pezzi che disegnano un’unica strategia: pressione economica, militare e legale. Di fronte a ciò, Díaz-Canel si riunisce con il settore privato e 1,5 milioni di bambini si preparano a tornare tra i banchi di scuola.
Buongiorno. Oggi il tabellone informativo porta tre pezzi che, insieme, disegnano un’unica strategia: pressione economica, pressione militare e pressione legale, tutto puntato allo stesso obiettivo.
La colonna di Gordon Chang: l’attacco ai pannelli solari cinesi
Cominciamo dalla colonna di Gordon Chang su The Hill. Non è un funzionario, è un opinionista che da anni chiede mano dura contro la Cina, ma il suo testo interessa perché collega tre cose che Washington continua a ripetere separatamente: le sanzioni a Waldo Pérez Cortés, il rapporto su Cuba come “capitale del comunismo del XXI secolo” e ora un nuovo bersaglio: i pannelli solari cinesi.
“Qui sta la chiave. Chang non nasconde il vero motivo: riconosce che l’energia solare cinese copre già una parte crescente della domanda elettrica cubana, salendo dal 3 al 10% in appena un anno, e lo presenta come qualcosa da fermare.”
“Ovvero, la proposta non è contro un presunto spionaggio, è contro il fatto che Cuba risolva la sua crisi energetica attraverso una via che non dipende da Washington.”
L’energia solare è una delle poche alternative che Cuba ha per affrontare il blocco petrolifero. La cooperazione con la Cina in questo settore ha permesso di installare pannelli solari in centri vitali e in case di persone con malattie croniche. Ma per Washington, il fatto che Cuba risolva la sua crisi energetica senza dipendere dagli USA è inaccettabile.
Il viceministro Fernández de Cossio lo ha già definito per quello che è: una campagna di calunnie.
Porto Rico: la riattivazione di Roosevelt Roads
Secondo punto, Porto Rico. Il servizio di El Mundo descrive una base, Roosevelt Roads, chiusa dal 2004, riattivata dallo scorso novembre con un investimento di 79 milioni di dollari e più di 1300 marine del Combatant Command-24.
“Quello che non sempre si dice è da dove proviene questo dispiegamento. Recenti rapporti confermano che a giugno, dopo la visita del segretario Hegseth alla base navale di Guantánamo, quella stessa forza ha effettuato missioni di addestramento dalla nave USS Fort Lauderdale verso le coste cubane.”
La stessa governatrice Jenniffer González Colón arrivò a parlare a maggio della possibilità di una guerra contro Cuba “nelle prossime settimane”. Sono parole sue, non nostre.
“Quando a Miami dicono che ‘tutte le opzioni sono sul tavolo’, è questo che intendono in termini concreti: aerei, marines e una base riattivata a un passo dall’Isola.”
La riattivazione di Roosevelt Roads non è un movimento difensivo. È una base militare USA nei Caraibi, a pochi chilometri da Cuba, con capacità di dispiegare forze da combattimento. Il messaggio è chiaro: la minaccia militare non è retorica, è una capacità reale che Washington sta ricostruendo.
La proroga della Legge sul Commercio con il Nemico
Terzo punto, la proroga fino al 2027 delle facoltà della Legge sul Commercio con il Nemico.
“Questa legge ha più di sessant’anni e rimane la colonna vertebrale del blocco. Prorogarla nel bel mezzo del 2026 è una decisione politica, non un atto amministrativo automatico, e conferma che non c’è intenzione di allentare nulla mentre si parla di pressione massima sul terreno militare ed economico.”
La Legge sul Commercio con il Nemico fu firmata nel 1917. È una legge di guerra. La sua proroga non è un gesto amministrativo; è una dichiarazione che lo stato di guerra contro Cuba continua. E che non ci sono piani per cambiarlo.
Il vero contrasto del giorno: trasformazioni, non attesa
Tre pezzi, un’unica logica: se non con le sanzioni, è con le basi; se non con le basi, è con leggi di guerra che nessuno ricorda più quando sono state firmate.
Di fronte a ciò, ieri il presidente Díaz-Canel si è riunito con il settore privato cubano e ha parlato di un unico sistema imprenditoriale, statale e non statale, come pratica sistematica.
“Questo è il vero contrasto del giorno: da un lato, un’architettura di pressione che si espande; dall’altro, un paese che continua ad adattare il proprio modello economico senza aspettare Washington.”
In chiusura: il dato che non è nei rapporti di tendenza
Un dato che è anche notizia, anche se non compare in nessun rapporto di tendenza: martedì 1° settembre, più di un milione e 500 mila bambini e adolescenti cubani tornano tra i banchi di scuola.
“A quelli che parlano di collasso, questa cifra risponde da sola. Un sistema che crolla non apre le sue scuole ogni settembre, con maestro, banco e zaino che aspettano.”
Lo ha detto il presidente poche ore fa attraverso la sua pagina Facebook: Grazie al Ministero dell’Istruzione, ai governi locali, a ogni educatore e a ogni famiglia che oggi sta ultimando i preparativi.
“Anche questa è la Rivoluzione: sostenersi nel quotidiano mentre fuori si discutono sanzioni, basi e leggi di guerra. Insieme difendiamo questa conquista.”
Presión en tres frentes: Paneles solares, bases militares y leyes de guerra
Una columna de Gordon Chang ataca los paneles solares chinos en Cuba. La base de Roosevelt Roads en Puerto Rico se reactiva con 1,300 marines. La Ley de Comercio con el Enemigo se prorroga hasta 2027. Tres piezas que dibujan una sola estrategia: presión económica, militar y legal. Frente a eso, Díaz-Canel se reúne con el sector privado y 1.5 millones de niños se preparan para regresar a las aulas.
Buenos días. Hoy el tablero informativo trae tres piezas que, juntas, dibujan una sola estrategia: presión económica, presión militar y presión legal, todo apuntando al mismo objetivo.
La columna de Gordon Chang: el ataque a los paneles solares chinos
Empecemos por la columna de Gordon Chang en The Hill. No es un funcionario, es un opinador que lleva años pidiendo mano dura contra China, pero su texto interesa porque conecta tres cosas que Washington viene repitiendo por separado: las sanciones a Waldo Pérez Cortés, el informe sobre Cuba como «capital del comunismo del siglo XXI» y ahora un blanco nuevo: los paneles solares chinos.
«Ahí está la clave. Chang no oculta el motivo real: reconoce que la energía solar china ya cubre una parte creciente de la demanda eléctrica cubana, subiendo del tres al diez por ciento en apenas un año, y lo presenta como algo que hay que frenar.»
«Es decir, la propuesta no es contra un supuesto espionaje, es contra que Cuba resuelva su crisis energética por una vía que no depende de Washington.»
La energía solar es una de las pocas alternativas que Cuba tiene para enfrentar el cerco petrolero. La cooperación con China en este sector ha permitido instalar paneles solares en centros vitales y hogares de personas con enfermedades crónicas. Pero para Washington, que Cuba resuelva su crisis energética sin depender de Estados Unidos es inaceptable.
El viceministro Fernández de Cossio ya lo calificó como lo que es: una campaña de calumnias.
Puerto Rico: la reactivación de Roosevelt Roads
Segundo punto, Puerto Rico. El reportaje de El Mundo describe una base, Roosevelt Roads, cerrada desde 2004, reactivada desde noviembre pasado con 79 millones de dólares de inversión y más de 1,300 infantes de marina de la Fuerza de Combate Litoral-24.
«Lo que no siempre se dice es de dónde viene ese despliegue. Reportes recientes confirman que en junio, tras la visita del secretario Hegseth a la base naval de Guantánamo, esa misma fuerza realizó misiones de entrenamiento desde el buque USS Fort Lauderdale hacia costas cubanas.»
La propia gobernadora Jenniffer González Colón llegó a hablar en mayo de la posibilidad de una guerra contra Cuba «en las próximas semanas». Son sus palabras, no las nuestras.
«Cuando en Miami dicen que ‘todas las opciones están sobre la mesa’, esto es lo que quieren decir en términos concretos: aviones, marines y una base reactivada a un paso de la Isla.»
La reactivación de Roosevelt Roads no es un movimiento defensivo. Es una base militar estadounidense en el Caribe, a pocos kilómetros de Cuba, con capacidad para desplegar fuerzas de combate. El mensaje es claro: la amenaza militar no es retórica, es una capacidad real que Washington está reconstruyendo.
La prórroga de la Ley de Comercio con el Enemigo
Tercer punto, la prórroga hasta 2027 de las facultades de la Ley de Comercio con el Enemigo.
«Esa ley tiene más de sesenta años y sigue siendo la columna vertebral del bloqueo. Prorrogarla en pleno 2026 es una decisión política, no un trámite automático, y confirma que no hay intención de aliviar nada mientras se habla de presión máxima en el terreno militar y económico.»
La Ley de Comercio con el Enemigo fue firmada en 1917. Es una ley de guerra. Su prórroga no es un gesto administrativo; es una declaración de que el estado de guerra contra Cuba continúa. Y que no hay planes de cambiarlo.
El contraste real del día: transformaciones, no espera
Tres piezas, una sola lógica: si no es por sanciones, es por bases; si no es por bases, es por leyes de guerra que ya nadie recuerda cuándo se firmaron.
Frente a eso, ayer el presidente Díaz-Canel se reunió con el sector privado cubano y habló de un solo sistema empresarial, estatal y no estatal, como práctica sistemática.
«Ese es el contraste real del día: de un lado, una arquitectura de presión que se amplía; del otro, un país que sigue ajustando su propio modelo económico sin esperar por Washington.»
Al cierre: el dato que no está en los reportes de tendencias
Un dato que también es noticia, aunque no esté en ningún reporte de tendencias: el martes 1ro de septiembre, más de un millón 500 mil niños y adolescentes cubanos regresan a las aulas.
«A los que hablan de colapso, esa cifra responde sola. Un sistema que se derrumba no abre sus escuelas cada septiembre, con maestro, pupitre y mochila esperando.»
Lo dijo el presidente hace unas horas a través de su página en Facebook: Gracias al Ministerio de Educación, a los gobiernos locales, a cada educador y a cada familia que hoy ultima preparativos.
«Eso también es la Revolución: sostenerse en lo cotidiano mientras afuera se discuten sanciones, bases y leyes de guerra. Juntos defendemos esa conquista.»

