Dalle fattorie di bot e troll al sicariato
L’arresto del consulente politico argentino Fernando Gabriel Cerimedo in Bolivia è dovuto a un fatto delittuoso, ma ha anche aperto una crepa strutturale che mostra una vasta rete di potere narrativo digitale.
Questo macchinario, operato dalle ombre del marketing politico, ha infiltrato sia partiti che governi dell’America Latina che mercanteggiano con l’opinione pubblica e deformano i processi democratici attraverso l’industrializzazione della disinformazione. L’evidenza giornalistica e giudiziaria disponibile fino ad ora mostra i suoi attori, relazioni e dispute.
SICARIATO: DAL DIGITALE AL REALE
Fernando Cerimedo, 45 anni, è un imprenditore e stratega di comunicazione digitale argentino, fondatore dell’agenzia Numen SRL e della holding Madero Media Group, oltre ad essere cofondatore del portale La Derecha Diario insieme a Javier Negre. Il suo profilo pubblico si è consolidato agendo come capo della comunicazione digitale della campagna presidenziale di Javier Milei nel 2023, dove ha dimostrato una capacità tecnica di intervenire negli algoritmi delle reti sociali.
Le abilità dello stratega hanno molto a che fare con l’élite repubblicane. Infatti, lo scorso febbraio ha ringraziato pubblicamente colui che fu il capo della campagna di Donald Trump nelle elezioni presidenziali del 2020, Brad Parscale, per avergli fornito la tecnologia che ha utilizzato per manipolare le elezioni in tutta la regione. La sua traiettoria è strettamente legata all’attuale amministrazione di Donald Trump e ai politici USA di estrema destra in Florida.
Tuttavia, questa traiettoria si è interrotta lo scorso agosto, quando è stato arrestato a Santa Cruz de la Sierra, in Bolivia, imputato dalla Procura per tentato femminicidio contro la sua ex compagna, l’avvocatessa e attivista Nadia Beller. Secondo l’indagine, condotta dal procuratore Yolanda Aguilera e dettagliata dai media, Beller è stata aggredita da due sicari vestiti da fattorini allo SwissHotel di Santa Cruz ed è sopravvissuta a tre colpi di arma da fuoco.
La vittima, che è incinta, ha sostenuto dalla clinica che Cerimedo ha ordinato l’attacco per metterla a tacere perché possedeva informazioni sensibili sulla presunta partecipazione del consulente in affari illeciti di combustibili e oro in Bolivia, così come su reti di corruzione in Argentina. La sua testimonianza, supportata da chat e registrazioni, suggerisce che Cerimedo temeva che lei rivelasse informazioni sulle sue operazioni illecite.
Cerimedo è stato arrestato all’aeroporto internazionale Viru Viru quando tentava di imbarcarsi su un volo per Buenos Aires. La giustizia boliviana ha decretato la sua detenzione preventiva per 180 giorni, mentre è in corso a La Paz un’indagine parallela per arricchimento illecito, dopo il ritrovamento di apparecchiature elettroniche e valuta estera nelle sue proprietà. Inoltre, la Procura di quel paese ha annunciato un altro procedimento contro di lui per presunto traffico di sostanze controllate e favoreggiamento del narcotraffico.
Il caso ha generato un’acuta crisi istituzionale nel governo del presidente Rodrigo Paz. Sebbene questi abbia riconosciuto che Cerimedo ha collaborato politicamente con la sua campagna durante le elezioni generali del 2025, si è affrettato a negare enfaticamente che l’argentino avesse un incarico, contratto o autorizzazione per rappresentare lo Stato boliviano e ha limitato il suo ruolo a una “collaborazione esterna” post-campagna. Tuttavia, Beller ha dichiarato che lo stratega argentino aveva il suo ufficio accanto a quello del presidente.
Tuttavia, questa versione è stata immediatamente contraddetta dal vicepresidente Edmand Lara, il quale ha affermato pubblicamente che Cerimedo “ha avuto potere e ha deciso nel governo” e che era stato persino sventato un tentativo di inscenare il suo assassinio in Ecuador. Ciò ha evidenziato le fessure nell’esecutivo boliviano e il suo disperato tentativo di evitare il danno politico prodotto da un operatore che, fino a poco tempo fa, era considerato un architetto chiave della sua narrativa pubblica.
LA RAGNATELA NARRATIVA DELL'”UOMO DI MAGA IN AMERICA LATINA”
L’arresto di Cerimedo espone i fili di una rete di potere che attraversa la destra continentale. Il suo metodo era sempre lo stesso: offrire servizi di “campagne negative” e manipolazione digitale per influenzare i processi elettorali.
La rivista The Economist lo ha definito “l’uomo di MAGA in America Latina”, si riuniva pubblicamente con l’incaricato d’affari USA in Bolivia, Erik Martini, che occupa la massima carica diplomatica nel paese. Inoltre, lo scorso marzo, era la persona che accompagnava Paz quando si è riunito con il segretario di Stato, Marco Rubio, durante la visita negli USA nell’ambito del lancio dello “Scudo delle Americhe”.
In Argentina, è stato un operatore rilevante nella campagna presidenziale di Javier Milei nel 2023, arrivando a gestire migliaia di “troll” e account automatizzati per influenzare gli algoritmi delle reti sociali e distorcere la percezione pubblica. Secondo Beller, il presidente argentino pagava a Cerimedo 800 mila $ al mese — quasi 10 milioni di $ all’anno — nascosti come donazioni.
In Brasile, è stato indagato dalla Polizia Federale in relazione a presunte manovre di disinformazione dopo le elezioni del 2022, quando milioni di messaggi generati dalla sua struttura di bot e troll hanno creato il clima per il tentativo di colpo di Stato dell’8 gennaio 2023. Sebbene la Procura Generale del Brasile lo abbia esentato da accuse nel febbraio 2025, il suo nome rimane legato all’indagine di quei fatti.
Più recentemente, la sua rete di bot ha promosso campagne di disinformazione su una presunta “invasione migratoria marocchina” per destabilizzare il governo di Luiz Inácio Lula da Silva, attraverso legami operativi con il macchinario politico di Eduardo Bolsonaro.
In Cile, la sua presenza ha motivato che il Congresso promuovesse, alla fine di agosto scorso, una commissione d’inchiesta su richiesta del Partito Socialista. Legislatori come Daniel Manouchehri hanno segnalato la sua partecipazione a campagne di diffamazione digitale durante il plebiscito del 2022 e le elezioni presidenziali del 2025.
Cerimedo appare legato all’ambiente di José Antonio Kast e ad attacchi coordinati contro figure dell’opposizione come Evelyn Matthei, che ha denunciato di essere vittima di una campagna per farla apparire con problemi mentali.
In Ecuador, il suo ex socio Negre è stato invitato alla cerimonia di insediamento del presidente Daniel Noboa nel maggio 2025 e ha registrato un video accompagnato da fotografie con il presidente e sua moglie. Recentemente, il giornalista spagnolo ha pianto la scomparsa di Michele Sensi-Contugi, ex capo dell’Intelligence ecuadoriana, con cui condivide accuse di aver posizionato narrazioni che cercavano di stigmatizzare i settori dell’opposizione collegandoli al crimine organizzato e al narcotraffico.
In Colombia, l’ex presidente Gustavo Petro ha collegato direttamente Cerimedo a una presunta operazione di manipolazione massiccia attraverso milioni di profili falsi per alterare le elezioni a favore di Abelardo de la Espriella. Ha accusato l’imprenditore argentino di operare da Medellín e Miami per orchestrare questo presunto broglio elettorale, sebbene verificatori indipendenti abbiano segnalato che alcune delle prove visive presentate dal governo potrebbero mancare di solido fondamento forense.
Il ponte tra La Derecha Diario e la campagna di De la Espriella è Juan Gonzalo Ospina, che ha coordinato la campagna europea del candidato e poi è stato designato dal nuovo governo per rappresentare la Colombia presso il Belgio, l’Unione Europea e la NATO. L’ex socio di Cerimedo, Javier Negre, ha viaggiato lo scorso maggio sull’aereo privato dell’avvocato statunitense Dan Newlin — uno dei grandi contributori dell’ecosistema elettorale di Donald Trump — per assistere alla chiusura della campagna di De la Espriella a Barranquilla.
In Honduras, settori politici e dei diritti umani hanno chiesto indagini approfondite sulla sua ingerenza nei processi elettorali del dicembre 2025, collegando le sue operazioni digitali con le campagne di figure come Nasry “Tito” Asfura e Laura Fernández, in una trama denominata “Hondurasgate”. Cerimedo ha agito come capo della campagna del Partito Nazionale, in elezioni decise da una differenza inferiore allo 0,74%.
Nelle registrazioni, riportate dall’ex consigliere elettorale Marlon Ochoa, si ascolta la presunta voce di Cerimedo che dettaglia come la campagna di Asfura ha aggiunto voti a sé stessa in alcuni distretti, mentre sottraeva voti agli altri candidati. Inoltre, si evidenzia la manipolazione digitale dei verbali, la saturazione degli algoritmi attraverso fattorie di bot e nomine su misura nell’apparato giudiziario ed elettorale del paese centroamericano.
A livello internazionale, analisti come Julián Macías Tovar, direttore dell’osservatorio Pandemia Digital, hanno segnalato che Cerimedo opera come un intermediario chiave per il movimento MAGA di Donald Trump nella regione.
L’esperto ha avvertito che Cerimedo agiva come collegamento con agenzie di intelligence, qualificando il suo modus operandi come un “Piano Condor 2.0” e ha collegato la sua tecnologia di manipolazione con i metodi ereditati dallo scandalo di Cambridge Analytica, con echi di figure come Peter Thiel.
Un’altra figura citata dai media è Brad Parscale, che ha aiutato a plasmare Cerimedo e a addestrarlo in ingegneria elettorale. Questo esperto ha aiutato Trump a vincere nel 2016 usando annunci di Facebook e oggi promuove l’intelligenza artificiale come un potente strumento che potenzierà la manipolazione elettorale.
BOT, TROLL E LINCIAGGIO: POCA POLITICA E MOLTA DISINFORMAZIONE
Il nucleo operativo di questa rete risiede nella manipolazione della percezione come esercizio politico, una metodologia perfezionata da Cerimedo e dal suo socio, il giornalista e imprenditore spagnolo Javier Negre. Entrambi, che sono arrivati a possedere parti uguali (50000 quote ciascuno) in Madero Media Group, la società dietro La Derecha Diario, hanno industrializzato l’uso di “fattorie di bot” e troll.
Lo stesso Cerimedo ha ammesso in un’intervista a La Nación, nel maggio 2023, di gestire “un mucchio” di troll e circa 50 mila account creati artificialmente. Ha spiegato che il suo obiettivo non era necessariamente convincere, ma “mentire all’algoritmo”. Generando una rilevanza artificiale che inganna le piattaforme digitali, si ottiene che un contenuto fabbricato venga amplificato organicamente e raggiunga utenti reali. Questo processo, noto come astroturfing, crea una falsa sensazione di consenso maggioritario.
Un’indagine di Chequeado, nel 2017, ha dettagliato il funzionamento di queste fattorie: gli account vengono “incubati” per mesi per sembrare profili legittimi prima di essere attivati coordinatamente per inondare i trend e molestare gli oppositori.
Attraverso la simulazione di migliaia di interazioni simultanee, si altera il dibattito pubblico, si forzano i trend su piattaforme come X (ex Twitter) e si condiziona la linea informativa dei media tradizionali. Media come La Derecha Diario (il cui traffico è crollato drasticamente dopo l’arresto di Cerimedo), hanno funzionato come megafoni per installare temi, screditare oppositori e creare un clima di opinione favorevole ai loro interessi.
Questo macchinario di disinformazione non è esente da dispute interne per il controllo della narrazione e delle risorse. Un esempio paradigmatico è stato il conflitto aperto tra Javier Negre e settori della dirigenza dell’opposizione venezuelana. Lo spagnolo, che dirige Estado de Alarma TV, ha minacciato pubblicamente di svelare una presunta rete di corruzione guidata da María Corina Machado e dal suo stratega a Washington, David Smolansky.
Nei giorni successivi al doppio terremoto avvenuto in Venezuela, settori dell’opposizione estrema in Venezuela hanno generato una campagna di disinformazione che ha ostacolato le operazioni di soccorso. Negre ha accusato questo duo di canalizzare fondi per finanziare campagne di diffamazione contro il Venezuela. Ha accusato Machado di cercare di capitalizzare politicamente la crisi umanitaria provocata dagli eventi sismici, pianificando mobilitazioni civili in mezzo alle operazioni di soccorso, sostenendo che nell’opposizione venezuelana “non c’è nessuno al volante”.
Il caso Cerimedo rivela che, per le élite di destra, la manipolazione digitale ha smesso di essere uno strumento marginale per diventare un pilastro strutturale della disputa politica in America Latina. Le azioni di “operatori” isolati sono salite a un modello di business transnazionale che mercantilizza la libertà di espressione.
Deformando lo spazio pubblico, polarizzando i dibattiti e molestando i dissidenti attraverso il coordinamento inautentico, queste reti erodono la capacità delle società di discernere la realtà.
Nel frattempo, governi e movimenti di estrema destra proteggono queste strutture finanziarie, tecnologiche e politiche che sostengono questa industria della finzione, le cui radici affondano tanto nelle capitali latinoamericane quanto nei centri di potere di Washington.
De las granjas de bots y trolls al sicariato
El caso Cerimedo: más allá de la telaraña de desinformación política
La detención del consultor político argentino Fernando Gabriel Cerimedo en Bolivia se debió a un hecho delictivo, pero también abrió una grieta estructural que muestra una vasta red de poder narrativo digital.
Esta maquinaria, operada desde las sombras del marketing político, ha infiltrado tanto a partidos como a gobiernos de América Latina que transan con la opinión pública y deforman los procesos democráticos mediante la industrialización de la desinformación. La evidencia periodística y judicial disponible hasta ahora muestra a sus actores, relaciones y disputas.
SICARIATO: DE LO DIGITAL A LO REAL
Fernando Cerimedo, de 45 años, es un empresario y estratega de comunicación digital argentino, fundador de la agencia Numen SRL y del holding Madero Media Group, además de ser cofundador del portal La Derecha Diario junto a Javier Negre. Su perfil público se consolidó al actuar como jefe de comunicación digital de la campaña presidencial de Javier Milei en 2023, donde demostró una capacidad técnica para intervenir en los algoritmos de las redes sociales.
Las destrezas del estratega tienen mucho que ver con las élites republicanas. De hecho, en febrero pasado agradeció públicamente a quien fuera el jefe de campaña de Donald Trump en las elecciones presidenciales de 2020, Brad Parscale, por proporcionarle la tecnología que ha utilizado para manipular elecciones en toda la región. Su trayectoria está estrechamente vinculada a la actual administración de Donald Trump y a políticos estadounidenses de extrema derecha en Florida.
Sin embargo, dicha trayectoria se truncó en agosto pasado, cuando fue detenido en Santa Cruz de la Sierra, Bolivia, imputado por la Fiscalía por tentativa de femicidio contra su expareja, la abogada y activista Nadia Beller. Según la investigación, liderada por la fiscal Yolanda Aguilera y detallada por medios, Beller fue emboscada por dos sicarios vestidos de repartidores en el SwissHotel de Santa Cruz y sobrevivió a tres disparos.
La víctima, quien se encuentra embarazada, ha sostenido desde la clínica que Cerimedo ordenó el ataque para silenciarla porque poseía información sensible sobre la presunta participación del consultor en negocios ilícitos de combustibles y oro en Bolivia, así como sobre redes de corrupción en Argentina. Su testimonio, respaldado por chats y grabaciones, sugiere que Cerimedo temía que ella revelara información sobre sus operaciones ilícitas.
Cerimedo fue aprehendido en el aeropuerto internacional Viru Viru cuando intentaba abordar un vuelo hacia Buenos Aires. La justicia boliviana decretó su prisión preventiva por 180 días, mientras se tramita en La Paz una investigación paralela por enriquecimiento ilícito, tras el hallazgo de equipos electrónicos y divisas en sus propiedades. Además, la Fiscalía de ese país anunció otro proceso en su contra por presunto tráfico de sustancias controladas y encubrimiento al narcotráfico.
El caso ha generado una aguda crisis institucional en el gobierno del presidente Rodrigo Paz. Aunque este reconoció que Cerimedo colaboró políticamente con su campaña durante las elecciones generales de 2025, se apresuró a negar enfáticamente que el argentino tuviera un cargo, contrato o autorización para representar al Estado boliviano y limitó su rol a una “colaboración externa” post-campaña. Sin embargo, Beller declaró que el estratega argentino tenía su propio despacho al lado de la oficina del presidente.
No obstante, esta versión fue inmediatamente contradicha por el vicepresidente Edmand Lara, quien afirmó públicamente que Cerimedo “tuvo poder y decidió en el gobierno” y que incluso se había frustrado un intento de montaje de su asesinato en Ecuador. Esto evidenció las fisuras en el Ejecutivo boliviano y su desesperado intento por evitar el daño político producido por un operador que, hasta hace poco, era considerado un arquitecto clave de su narrativa pública.
LA TELARAÑA NARRATIVA DEL “HOMBRE DE MAGA EN AMÉRICA LATINA”
La detención de Cerimedo expone los hilos de una red de poder que atraviesa la derecha continental. Su método era siempre el mismo: ofrecer servicios de “campañas negativas” y manipulación digital para influir en procesos electorales.
La revista The Economist le calificó como “el hombre de MAGA en América Latina”, se reunía públicamente con el encargado de negocios de Estados Unidos en Bolivia, Erik Martini, quien ocupa el máximo cargo diplomático en el país. Además, en marzo pasado, era la persona que acompañaba a Paz cuando se reunió con el secretario de Estado, Marco Rubio, durante la visita a Estados Unidos en el marco del lanzamiento del “Escudo de las Américas”.
En Argentina, fue un operador relevante en la campaña presidencial de Javier Milei en 2023 que llegó a gestionar miles de “trolls” y cuentas automatizadas para influir en los algoritmos de las redes sociales y distorsionar la percepción pública. Según Beller, el presidente argentino pagaba a Cerimedo 800 mil dólares al mes —casi 10 millones de dólares al año— encubiertas como donaciones.
En Brasil, fue investigado por la Policía Federal en relación con supuestas maniobras de desinformación tras las elecciones de 2022, cuando millones de mensajes generados desde su estructura de bots y trolls crearon el clima para el intento de golpe de Estado del 8 de enero de 2023. Aunque la Fiscalía General de Brasil lo eximió de cargos en febrero de 2025, su nombre sigue vinculado a la investigación de aquellos hechos.
Más recientemente, su red de bots ha promovido campañas de desinformación sobre una supuesta “invasión migratoria marroquí” para desestabilizar al gobierno de Luiz Inácio Lula da Silva, esto mediante vínculos operativos con la maquinaria política de Eduardo Bolsonaro.
En Chile, su presencia ha motivado que el Congreso impulsara, a finales de agosto pasado, una comisión investigadora a petición del Partido Socialista. Legisladores como Daniel Manouchehri han señalado su participación en campañas de difamación digital durante el plebiscito de 2022 y las elecciones presidenciales de 2025.
Cerimedo aparece vinculado con el entorno de José Antonio Kast y con ataques coordinados contra figuras opositoras como Evelyn Matthei, quien denunció ser víctima de una campaña para hacerla parecer con problemas mentales.
En Ecuador, su exsocio, Negre fue invitado a la toma de posesión del presidente Daniel Noboa en mayo de 2025 y grabó un video acompañado de fotografías con el mandatario y su esposa. Recientemente, el periodista español lamentó el fallecimiento de Michele Sensi-Contugi, exjefe de Inteligencia ecuatoriano, con quien comparte acusaciones de posicionar narrativas que buscaban estigmatizar a los sectores de oposición al vincularlos con el crimen organizado y el narcotráfico.
En Colombia, el expresidente Gustavo Petro ha conectado directamente a Cerimedo con una presunta operación de manipulación masiva mediante millones de perfiles falsos para alterar los comicios a favor de Abelardo de la Espriella. Acusó al empresario argentino de operar desde Medellín y Miami para orquestar este supuesto fraude electoral, aunque verificadores independientes han señalado que algunas de las pruebas visuales presentadas por el gobierno podrían carecer de sustento forense sólido.
El puente entre La Derecha Diario y la campaña de De la Espriella es Juan Gonzalo Ospina, quien coordinó la campaña europea del candidato y luego fue designado por el nuevo gobierno para representar a Colombia ante Bélgica, la Unión Europea y la OTAN. El exsocio de Cerinedo, Javier Negre, viajó en mayo pasado en el avión privado del abogado estadounidense Dan Newlin —uno de los grandes aportantes del ecosistema electoral de Donald Trump— para asistir al cierre de campaña de De la Espriella en Barranquilla.
En Honduras, sectores políticos y de derechos humanos han exigido investigaciones a fondo sobre su injerencia en los procesos electorales de diciembre de 2025, vinculando sus operaciones digitales con las campañas de figuras como Nasry “Tito” Asfura y Laura Fernández, en una trama denominada “Hondurasgate”. Cerimedo actuó como jefe de campaña del Partido Nacional, en unos comicios decididos por una diferencia menor al 0,74%.
En las grabaciones, consignadas por el exconsejero electoral Marlon Ochoa, se escucha la presunta voz de Cerimedo detallando cómo la campaña de Asfura sumó votos para sí misma en ciertos distritos, mientras que restaba votos a los demás candidatos. Además, se evidencia la manipulación digital de actas, la saturación de algoritmos mediante granjas de bots y nombramientos a medida en el aparato judicial y electoral del país centroamericano.
En el plano internacional, analistas como Julián Macías Tovar, director del observatorio Pandemia Digital, han señalado que Cerimedo opera como un intermediario clave para el movimiento MAGA de Donald Trump en la región.
El experto advirtió que Cerimedo actuaba como enlace con agencias de inteligencia, calificando su modus operandi como un “Plan Cóndor 2.0” y vinculó su tecnología de manipulación con los métodos heredados del escándalo de Cambridge Analytica, con ecos de figuras como Peter Thiel.
Otra figura que reseñan los medios es Brad Parscale, quien ayudó a moldear a Cerimedo y a entrenarlo en ingeniería electoral. Este experto ayudó a Trump a ganar en 2016 usando anuncios de Facebook y hoy promueve la inteligencia artificial como una poderosa herramienta que potenciará la manipulación electoral.
BOTS, TROLLS Y LINCHAMIENTO: POCA POLÍTICA Y MUCHA DESINFORMACIÓN
El núcleo operativo de esta red reside en la manipulación de la percepción como ejercicio político, una metodología perfeccionada por Cerimedo y su socio, el periodista y empresario español Javier Negre. Ambos, quienes llegaron a poseer partes iguales (50.000 cuotas cada uno) en Madero Media Group, la sociedad detrás de La Derecha Diario, han industrializado el uso de “granjas de bots” y trolls.
El propio Cerimedo admitió en una entrevista con La Nación, en mayo de 2023, que manejaba “un montón” de trolls y cerca de 50 mil cuentas creadas artificialmente. Explicó que su objetivo no era necesariamente convencer, sino “mentirle al algoritmo”. Al generar una relevancia artificial que engañe a las plataformas digitales, se logra que un contenido fabricado sea amplificado orgánicamente y alcance a usuarios reales. Este proceso, conocido como astroturfing, crea una falsa sensación de consenso mayoritario.
Una investigación de Chequeado, en 2017, detalló el funcionamiento de estas granjas: las cuentas se “incuban” durante meses para parecer perfiles legítimos antes de ser activadas coordinadamente para inundar tendencias y hostigar a opositores.
Mediante la simulación de miles de interacciones simultáneas, se altera el debate público, se fuerzan tendencias en plataformas como X (antes Twitter) y se condiciona la pauta informativa de los medios tradicionales. Medios como La Derecha Diario (cuyo tráfico cayó drásticamente tras la detención de Cerimedo), han funcionado como un altavoces para instalar temas, desacreditar opositores y crear un clima de opinión favorable a sus intereses.
Esta maquinaria de desinformación no está exenta de disputas internas por el control del relato y los recursos. Un ejemplo paradigmático ha sido el conflicto abierto entre Javier Negre con sectores de la dirigencia opositora venezolana. El español, que dirige Estado de Alarma TV, amenazó públicamente con develar una presunta red de corrupción liderada por María Corina Machado y su estratega en Washington, David Smolansky.
En los días posteriores al doble terremoto ocurrido en Venezuela, sectores de la oposición extrema en Venezuela generaron una campaña de desinformación que obstaculizó las labores de rescate. Negre acusó a este dúo de canalizar fondos para financiar campañas de desprestigio contra Venezuela. Acusó a Machado de intentar capitalizar políticamente la crisis humanitaria provocada por los eventos sísmicos, planificando movilizaciones civiles en medio de las labores de rescate, bajo la premisa de que en la oposición venezolana “no hay nadie al volante”.
El caso Cerimedo devela que, para las élites derechistas, la manipulación digital ha dejado de ser una herramienta marginal para convertirse en un pilar estructural de la disputa política en América Latina. Las acciones de “operadores” aislados han escalado a un modelo de negocio transnacional que mercantiliza la libertad de expresión.
Al deformar el espacio público, polarizar debates y hostigar a disidentes mediante la coordinación inauténtica, estas redes erosionan la capacidad de las sociedades para discernir la realidad.
Entretanto, gobiernos y movimientos de ultraderecha protegen a estas estructuras financieras, tecnológicas y políticas que sostienen esta industria de la ficción, sus raíces se hunden tanto en las capitales latinoamericanas como en los centros de poder de Washington.



