Dal XIX secolo, la scelta tra l’indipendenza e l’annessione agli USA è stata un tema centrale della politica portoricana. Il sostegno al Partito Indipendentista Portoricano di sinistra sta ora crescendo tra i giovani del paese.
In un discorso recente nella città di Nashville, l’ex candidata presidenziale democratica Kamala Harris ha parlato della necessità di «rivedere» diverse questioni del sistema politico USA: il Collegio Elettorale, la Corte Suprema e la statualità per Porto Rico e Washington, D.C. Mentre i media USA si sono affrettati a raccogliere i suoi commenti sul Collegio Elettorale e la Corte, la menzione di Porto Rico è rimasta secondaria.
L’appello alla statualità portoricana è diventato un tema ricorrente nel discorso democratico maggioritario. Tuttavia, risponde più alle fantasie liberali bianche di un imperialismo multiculturale che ai desideri reali del popolo portoricano di un cambio di status politico. In effetti, il movimento statalista portoricano è molto più allineato con il Partito Repubblicano che con i suoi rivali democratici. L’attuale governatrice pro-statualità del paese, Jenniffer González, è una fervente repubblicana e trumpista.
Se i consulenti democratici che consigliano Harris si fossero presi un po’ di tempo per indagare sulla politica portoricana contemporanea, avrebbero visto che il movimento indipendentista sta decollando tra i giovani del paese. Il candidato indipendentista Juan Dalmau ha fatto la storia ottenendo circa il 31% dei voti alle elezioni per il governatore del 2024.
La scelta tra l’indipendenza o l’annessione alla metropoli coloniale è stato il tratto distintivo della politica portoricana dal XIX secolo. Questo è un dibattito che il sociologo Rafael Bernabe, ex senatore portoricano per il Movimento Victoria Ciudadana, traccia in Obstinate Star: A History of the Puerto Rico Independence Movement. Bernabe racconta la storia degli uomini e delle donne che hanno mantenuto vivo il sogno dell’indipendenza portoricana negli ultimi duecento anni, concentrandosi al contempo sul ruolo che la classe lavoratrice del paese ha svolto all’interno del movimento.
Una nazione americana
Sebbene spesso escluse dalla conversazione sulle campagne indipendentiste latinoamericane di Simón Bolívar e José de San Martín, le colonie spagnole dei Caraibi insulari, Cuba e Porto Rico, fornirono soldati a entrambe le parti del conflitto. Uno di quei soldati, la cui vita è analizzata da Bernabe, è Antonio Valero, un ufficiale portoricano dell’esercito spagnolo che partecipò alle negoziazioni per l’indipendenza del Messico e decise di unirsi all’esercito della nazione appena indipendente.
Tuttavia, poco dopo l’indipendenza, gli ideali repubblicani di Valero lo misero in conflitto con Agustín de Iturbide, che si era incoronato Imperatore del Messico, costringendolo a fuggire nella Gran Colombia, dove si arruolò nell’esercito e combatté per l’indipendenza del Perù. Valero non smise mai di sognare di liberare la sua terra natale e cercò di convincere Bolívar a liberare le colonie caraibiche che ancora rimanevano alla Spagna. Questo piano stava per concretizzarsi nel 1827, ma fu abbandonato a causa delle potenziali minacce che una continuazione della guerra poteva rappresentare per l’indipendenza appena conquistata della Gran Colombia.
In Obstinate Star, Bernabe mostra che il sogno dell’indipendenza portoricana non morì con l’abbandonata invasione di Cuba e Porto Rico progettata da Bolívar, ma si riconfigurò come parte di un’identità antillana cosmopolita promossa da una nuova generazione di patrioti intellettuali cubani e portoricani.
Le due figure portoricane più importanti di questa nuova generazione furono Ramón Emeterio Betances e Eugenio María de Hostos, che si dimostrarono difensori chiave dell’indipendenza di Porto Rico alla fine del XIX secolo e gli architetti intellettuali della nazione portoricana. Entrambi appaiono ampiamente nella storia di Bernabe: sostenitori chiave della rivolta di Lares contro il dominio coloniale spagnolo nel 1868, collegarono la lotta per l’indipendenza portoricana con il movimento rivoluzionario cubano e altre lotte di liberazione in America Latina e Europa.
Il libro evidenzia anche come il movimento indipendentista si sia adattato alle mutate circostanze dopo la Guerra Ispano-americana, quando l’isola divenne colonia USA nel 1898, ponendo l’accento sulle connessioni e i confronti tra settori del movimento e il crescente movimento operaio nell’isola. Negli anni ’30, ’40 e ’50, queste connessioni e differenze divennero più pronunciate nella politica eclettica di Pedro Albizu Campos e del Partito Nazionalista Portoricano.
Albizu Campos abbracciava un nazionalismo populista militante che cercava di collegare Porto Rico con i movimenti sociali contemporanei dell’America Latina, riunendo sostenitori dell’indipendenza di tutte le ideologie, dai nazionalisti conservatori ai comunisti. Bernabe si occupa di evidenziare le contraddizioni ideologiche all’interno del Partito Nazionalista e i modi in cui questo lottò per conquistare la classe lavoratrice, contendendola al Partito Socialista, che sosteneva la statualità.
Porto Rico e la sinistra USA
Obstinate Star sottolinea anche la forte relazione tra il Partito Nazionalista e la sinistra USA durante questo periodo. L’autore si concentra in particolare sui legami che univano Albizu Campos al Partito Comunista degli Stati Uniti e al congressista newyorkese di sinistra Vito Marcantonio. Analizza poi gli anni successivi alla fondazione dello Stato Libero Associato nel 1952 e mostra come l’esperienza della Rivoluzione Cubana del 1959 abbia rivitalizzato il movimento indipendentista.
Il Movimento Pro Indipendenza (MPI), in modo simile al Movimento 26 Luglio a Cuba, avanzò verso una aperta adesione al marxismo-leninismo e col tempo si trasformò nel nuovo Partito Socialista Portoricano. Il movimento indipendentista portoricano seguì poi un percorso simile a quello di molte forze di sinistra in tutto il mondo tra gli anni ’60 e ’80, radicalizzandosi sempre di più.
Durante questi anni, si svilupparono molte piccole organizzazioni armate che portarono avanti azioni contro il colonialismo statunitense, come l’attentato del 1981 contro la Base Aerea Muñiz e la rapina a Wells Fargo del 1983, all’epoca la più grande rapina bancaria nella storia USA. Il racconto di Bernabe si guarda bene dal romanticizzare questi episodi, collocandoli al contempo all’interno delle più ampie condizioni storiche e politiche in cui si verificarono, analizzando minuziosamente molti dei complessi dibattiti che si svilupparono all’interno della sinistra in quell’epoca.
Durante lo stesso periodo, la diaspora portoricana negli USA cercò di identificarsi con il movimento indipendentista dell’isola. Per alcuni, questo significò unirsi alla sezione della diaspora del Partito Socialista Portoricano e vedersi come parte di una nazione divisa. Bernabe sostiene che questo approccio spesso portò a dare priorità alla lotta per l’indipendenza rispetto al sostegno ad altri movimenti all’interno degli USA. Una linea contrastante proveniva da El Comité, un’organizzazione originariamente sorta dalle lotte contro la gentrificazione e che sosteneva che i portoricani negli USA si organizzassero come una nazionalità oppressa all’interno della classe lavoratrice multinazionale statunitense, piuttosto che come parte di una nazione divisa.
Il dibattito tra queste due posizioni portò a una polarizzazione che esiste ancora oggi tra settori della sinistra portoricana. Da un lato, ci sono coloro che enfatizzano la necessità di concentrarsi principalmente sull’indipendenza; dall’altro, ci sono coloro che cercano di organizzarsi all’interno della sinistra USA lasciando la questione dell’indipendenza ai portoricani che vivono ancora nell’isola. Questo è un dibattito che la sinistra USA contemporanea dovrebbe studiare quando cerca di entrare in contatto con la diaspora portoricana.
Oltre la tokenizzazione*
Sebbene Porto Rico rimanga una delle colonie più antiche del mondo, il suo movimento indipendentista ha una ricca storia che continua oggi nel successo elettorale del Partito Indipendentista Portoricano e nella crescente popolarità del re pop indipendentista Bad Bunny. Bernabe mostra che il movimento indipendentista non è un monolito, ma una forza eterogenea composta da attivisti di una vasta varietà di ideologie e origini.
Obstinate Star può servire come strumento chiave per coloro che, all’interno della sinistra USA, vogliono comprendere meglio la politica portoricana contemporanea, al di là del successo di Bad Bunny e dell’occasionale tokenizzazione dell’isola da parte dell’élite del Partito Democratico. Bernabe offre anche una risorsa chiave per coloro che, nell’isola e in altri paesi latinoamericani, cercano di capire come, nonostante la situazione coloniale del paese, il movimento indipendentista portoricano abbia riflesso tendenze politiche più ampie in tutta l’America Latina, dalla prospettiva di uno storico con esperienza diretta nel movimento.
*Includere una persona o un gruppo marginalizzato in modo superficiale o simbolico, per dare l’impressione di diversità o inclusività, senza realmente concedere loro potere o ascoltare le loro richieste.
El movimiento independentista de Puerto Rico gana fuerza
Desde el siglo XIX, la elección entre la independencia y la incorporación a los Estados Unidos ha sido un tema central de la política puertorriqueña. El apoyo al izquierdista Partido Independentista Puertorriqueño está creciendo ahora entre la juventud del país.
En un discurso reciente en la ciudad de Nashville, la ex candidata presidencial demócrata Kamala Harris habló sobre la necesidad de «revisar» varias cuestiones del sistema político estadounidense: el Colegio Electoral, la Corte Suprema y la estadidad para Puerto Rico y Washington, D.C. Mientras los medios estadounidenses se apresuraron a recoger sus comentarios sobre el Colegio Electoral y la Corte, la mención de Puerto Rico quedó como algo secundario.
El llamado a la estadidad puertorriqueña se ha convertido en un tema recurrente en el discurso demócrata mayoritario. Sin embargo, responde más a las fantasías liberales blancas de un imperialismo multicultural que a los deseos reales del pueblo puertorriqueño de un cambio de estatus político. De hecho, el movimiento estadista puertorriqueño está mucho más alineado con el Partido Republicano que con sus rivales demócratas. La actual gobernadora pro-estadidad del país, Jenniffer González, es una ferviente republicana y trumpista.
Si los consultores demócratas que asesoran a Harris se hubieran tomado un poco de tiempo para investigar la política puertorriqueña contemporánea, habrían visto que el movimiento independentista está despegando entre la juventud del país. El candidato independentista Juan Dalmau hizo historia al obtener cerca del 31 por ciento de los votos en la elección a gobernador de 2024.
La elección entre la independencia o la incorporación a la metrópoli colonial ha sido el rasgo definitorio de la política puertorriqueña desde el siglo XIX. Este es un debate que el sociólogo Rafael Bernabe, ex senador puertorriqueño por el Movimiento Victoria Ciudadana, traza en Obstinate Star: A History of the Puerto Rico Independence Movement. Bernabe cuenta la historia de los hombres y mujeres que mantuvieron vivo el sueño de la independencia puertorriqueña a lo largo de los últimos doscientos años, al tiempo que se enfoca en el papel que la clase trabajadora del país desempeñó dentro del movimiento.
Una nación americana
Aunque a menudo se las excluye de la conversación sobre las campañas independentistas latinoamericanas de Simón Bolívar y José de San Martín, las colonias españolas del Caribe insular, Cuba y Puerto Rico, proveyeron soldados a ambos bandos del conflicto. Uno de esos soldados, cuya vida analiza Bernabe, es Antonio Valero, un oficial puertorriqueño del ejército español que participó en las negociaciones de independencia de México y decidió unirse al ejército de la nación recién independizada.
Sin embargo, poco después de la independencia, los ideales republicanos de Valero lo enfrentaron con Agustín de Iturbide, quien se había coronado Emperador de México, lo que lo llevó a huir a la Gran Colombia, donde se alistaría en el ejército y lucharía por la independencia del Perú. Valero nunca dejó de soñar con liberar su tierra natal e intentó convencer a Bolívar de liberar las colonias caribeñas que a España aún le quedaban. Este plan estuvo a punto de concretarse en 1827, pero fue abandonado debido a las posibles amenazas que una continuación de la guerra podía suponer para la independencia recién conquistada de la Gran Colombia.
En Obstinate Star, Bernabe muestra que el sueño de la independencia puertorriqueña no murió con la abandonada invasión de Cuba y Puerto Rico proyectada por Bolívar, sino que se reconfiguró como parte de una identidad antillana cosmopolita promovida por una nueva generación de patriotas intelectuales cubanos y puertorriqueños.
Las dos figuras puertorriqueñas más destacadas de esta nueva generación fueron Ramón Emeterio Betances y Eugenio María de Hostos, quienes demostrarían ser defensores clave de la independencia de Puerto Rico a fines del siglo XIX y los arquitectos intelectuales de la nación puertorriqueña. Ambos aparecen extensamente a lo largo de la historia de Bernabe: partidarios clave del levantamiento de Lares contra el dominio colonial español en 1868, conectaron la lucha por la independencia puertorriqueña con el movimiento revolucionario cubano y otras luchas de liberación en América Latina y Europa.
El libro también destaca cómo el movimiento independentista se adaptó a las circunstancias cambiantes tras la Guerra Hispano-estadounidense, cuando la isla se convirtió en colonia de los Estados Unidos en 1898, poniendo énfasis en las conexiones y confrontaciones entre sectores del movimiento y el creciente movimiento obrero en la isla. En las décadas de 1930, 1940 y 1950, estas conexiones y diferencias se hicieron más pronunciadas en la política ecléctica de Pedro Albizu Campos y el Partido Nacionalista Puertorriqueño.
Albizu Campos abrazaba un nacionalismo populista militante que buscaba conectar a Puerto Rico con los movimientos sociales contemporáneos de América Latina, reuniendo a partidarios de la independencia de todas las ideologías, desde nacionalistas conservadores hasta comunistas. Bernabe se ocupa de destacar las contradicciones ideológicas dentro del Partido Nacionalista y las formas en que este luchó por ganarse a la clase trabajadora, disputándosela al Partido Socialista, que apoyaba la estadidad.
Puerto Rico y la izquierda estadounidense
Obstinate Star también hace hincapié en la fuerte relación entre el Partido Nacionalista y la izquierda estadounidense durante este período. El autor se concentra en particular en los vínculos que unían a Albizu Campos con el Partido Comunista de Estados Unidos y con el congresista neoyorquino de izquierda Vito Marcantonio. Luego analiza los años posteriores a la fundación del Estado Libre Asociado en 1952 y muestra cómo la experiencia de la Revolución Cubana de 1959 revitalizó el movimiento independentista.
El Movimiento Pro Independencia (MPI), de manera similar al Movimiento 26 de Julio en Cuba, avanzó hacia una abierta adhesión al marxismo-leninismo y con el tiempo se transformó en el nuevo Partido Socialista Puertorriqueño. El movimiento independentista puertorriqueño siguió después un camino similar al de muchas fuerzas de izquierda en todo el mundo entre las décadas de 1960 y 1980, radicalizándose cada vez más.
Durante estos años, se desarrollaron muchas organizaciones armadas pequeñas que llevaron adelante acciones contra el colonialismo estadounidense, como el atentado de 1981 contra la Base Aérea Muñiz y el robo a Wells Fargo de 1983, en su momento el mayor robo bancario de la historia de Estados Unidos. El relato de Bernabe se cuida de no romantizar estos episodios, al tiempo que los ubica dentro de las condiciones históricas y políticas más amplias en las que se produjeron, desglosando de manera minuciosa muchos de los complejos debates que se desarrollaron dentro de la izquierda en esa época.
Durante el mismo período, la diáspora puertorriqueña en Estados Unidos buscó identificarse con el movimiento independentista de la isla. Para algunos, esto significó sumarse a la sección de la diáspora del Partido Socialista Puertorriqueño y verse a sí mismos como parte de una nación dividida. Bernabe sostiene que este enfoque a menudo llevó a priorizar la lucha por la independencia por sobre el apoyo a otros movimientos dentro de Estados Unidos. Una línea contrastante provino de El Comité, una organización que originalmente surgió de las luchas contra la gentrificación y que abogaba para que los puertorriqueños en Estados Unidos se organizaran como una nacionalidad oprimida dentro de la clase trabajadora multinacional estadounidense, en lugar de hacerlo como parte de una nación dividida.
El debate entre estas dos posiciones derivó en una polarización que sigue existiendo hoy entre sectores de la izquierda puertorriqueña. Por un lado, están quienes enfatizan la necesidad de concentrarse principalmente en la independencia; por otro, están quienes buscan organizarse dentro de la izquierda estadounidense dejando la cuestión de la independencia para los puertorriqueños que todavía viven en la isla. Este es un debate que la izquierda estadounidense contemporánea debería estudiar a la hora de intentar vincularse con la diáspora puertorriqueña.
Más allá de la tokenización
Aunque Puerto Rico sigue siendo una de las colonias más antiguas del mundo, su movimiento independentista tiene una rica historia que se continúa hoy en el éxito electoral del Partido Independentista Puertorriqueño y en la creciente popularidad del rey pop independentista Bad Bunny. Bernabe muestra que el movimiento independentista no es un monolito, sino una fuerza heterogénea compuesta por activistas de una amplia variedad de ideologías y orígenes.
Obstinate Star puede servir como una herramienta clave para quienes, dentro de la izquierda estadounidense, quieran entender más sobre la política puertorriqueña contemporánea, más allá del éxito de Bad Bunny y la ocasional tokenización de la isla por parte de las élites del Partido Demócrata. Bernabe también ofrece un recurso clave para quienes, en la isla y en otros países latinoamericanos, buscan entender cómo, a pesar de la situación colonial del país, el movimiento independentista puertorriqueño ha reflejado tendencias políticas más amplias en toda América Latina, desde la perspectiva de un historiador con experiencia directa en el movimiento.

