Intervento ambasciatore di Cuba all’ONU

Intervento dell’Ambasciatore Rodolfo Benítez Verson, Rappresentante Permanente di Cuba, sul rapporto presentato dalla Relatrice Speciale per le Misure Coercitive Unilaterali riguardante la sua visita a Cuba per valutare l’impatto del blocco imposto dagli USA. 63° Periodo Ordinario di Sessioni del Consiglio per i Diritti Umani.

Ginevra, 9 settembre 2026

Signor Presidente:

Gli USA dicono che non esiste un blocco né un assedio energetico contro Cuba. Il rapporto della Relatrice Speciale smaschera il mentitore.

Con solide evidenze constatate durante la sua visita a Cuba, la Relatrice ha stabilito che non solo esistono, ma che inoltre si intensificano in modo sostenuto e causano enormi danni.

Dimostra anche che questa politica viola in modo flagrante, massiccio e sistematico i diritti umani dei cubani, incluso il diritto all’alimentazione, alla salute, all’istruzione, allo sviluppo e il diritto alla vita.

Non può esserci cinismo più grande che asfissiare un popolo e dare la colpa ad altri. Il rapporto della Relatrice prova che gli USA mentono quando pretendono di rendere Cuba responsabile delle conseguenze dei loro crudeli atti.

La Relatrice ha stabilito che, nonostante i sostenuti sforzi del governo cubano per proteggere la popolazione e mitigare i suoi effetti, le misure coercitive USA sono di tale magnitudine e persistenza da provocare scarsità di beni e servizi essenziali nelle famiglie cubane.

Washington sostiene che la sua politica verso Cuba è legale e che il blocco è una questione esclusivamente bilaterale. L’esaustiva analisi giuridica della Relatrice lo confuta categoricamente. Dimostra che il blocco deve essere revocato, perché viola il Diritto Internazionale e invade la sovranità e la giurisdizione degli altri Stati.

Il rapporto della Relatrice è oggettivo e fattuale. Sosteniamo le sue importanti raccomandazioni. Cuba darà seguito a quelle che la riguardano. Il governo degli Stati Uniti deve dare seguito alle proprie.

La valutazione presentata dalla Relatrice coincide con quanto denunciato da molti altri Esperti Indipendenti, Relatori Speciali e Gruppi di Lavoro del Consiglio per i Diritti Umani. Nessuno ha difeso gli USA. Tutti hanno chiesto la cessazione immediata del loro assedio contro Cuba.

Signor Presidente:

Lo scopo perverso e deliberato degli USA è provocare carenze estreme e un’asfissia totale delle famiglie cubane. Cercano di provocare una tragedia umanitaria per destabilizzare il paese e raggiungere i loro obiettivi politici.

In quello che costituisce un rafforzamento senza precedenti del blocco, dallo scorso gennaio gli USA hanno imposto un brutale assedio energetico contro Cuba. Minacciano ritorsioni contro qualsiasi paese che fornisca petrolio all’Isola. La scarsità di combustibili ha avuto un impatto devastante in quasi tutti gli ambiti della società.

Per mancanza di elettricità e di forniture, il sistema sanitario nazionale è costretto a rinviare gli interventi chirurgici non urgenti per dare priorità a quelli che salvano la vita. Più di 100000 pazienti aspettano un intervento chirurgico, di cui 12000 sono bambini. L’aspettativa di vita dei bambini con cancro è scesa dall’85% al 65%. Il tasso di mortalità infantile è cresciuto dal 4,4 per mille nati nel 2018 al 9,9 nel 2025. Dei 395 farmaci che Cuba produce all’interno del suo quadro sanitario di base, 300 mancano a causa delle difficoltà di accesso alle materie prime.

Dietro questi numeri ci sono esseri umani e l’immenso dolore e l’angoscia delle famiglie cubane.

Gli artefici di questa politica di genocidio e castigo collettivo celebrano come successi l’agonia di una madre cubana che perde un figlio per mancanza di farmaci. Esultano quando i nostri anziani non hanno un’ambulanza per un’emergenza. Si rallegrano per i prolungati blackout, gli alti prezzi dei generi alimentari e le difficoltà con l’approvvigionamento idrico e altri servizi di base.

I funzionari di Washington, esperti nel trovare modi per strangolare il popolo cubano, hanno anche messo in vigore, dal 1° maggio, un esaustivo sistema di sanzioni secondarie contro entità o persone di paesi terzi, solo per aver avuto legami con Cuba.

Arrivano a estremi senza precedenti per amplificare gli effetti extraterritoriali della loro guerra multidimensionale contro il nostro paese.

Le conseguenze sono gravi. Basti pensare che più di 7000 container, per lo più contenenti alimenti, medicinali e dispositivi medici, rimangono bloccati in diversi paesi e non possono essere trasportati a Cuba, a causa delle intimidazioni contro le compagnie di navigazione.

I sofisticati metodi di asfissia contro la popolazione cubana sviluppati dagli USA negli ultimi mesi superano di gran lunga la pressione esercitata per decenni sul paese. La loro crudeltà non ha limiti.

Di conseguenza, il popolo cubano ha subito un deterioramento della qualità della vita e un danno umanitario incalcolabile.

Nessun popolo merita né deve essere sottoposto a tanto castigo solo per il fatto di difendere il proprio diritto all’autodeterminazione. Ma non ci piegheranno. Dovranno rendere conto alla storia e il popolo cubano non li perdonerà.

Signor Presidente:

Alla lunga lista di misure di rafforzamento estremo del blocco si è aggiunto il ricorso ricorrente a una narrativa contro Cuba altamente minacciosa e di confronto da parte delle massime strutture di potere dell’attuale governo statunitense.

Cuba è sotto la minaccia di un’aggressione militare. Come pretesto, gli USA arrivano all’assurdo di designare la nostra piccola isola come una presunta minaccia per la sicurezza della superpotenza militare.

Sfida il buon senso l’idea che Cuba possa essere un pericolo di fronte alla sproporzionata potenza del paese che spende di più in guerre, che possiede più di 5200 armi nucleari, 13000 aerei da guerra e 1200 basi militari in 80 paesi, inclusa la base navale di Guantánamo, in territorio cubano illegalmente occupato.

Non si può addurre alcuna giustificazione per attaccare Cuba, né per imporle misure coercitive disumane simili alla guerra per il loro impatto umanitario! Cuba non è una minaccia, il blocco sì!

Il nostro paese non desidera la guerra, che provocherebbe un bagno di sangue. Al contrario, difendiamo la pace. Ma se ci fosse un’aggressione, cosa che speriamo non accada mai, il nostro popolo difenderà la propria indipendenza, sovranità e integrità territoriale fino alle ultime conseguenze.

Signor Presidente:

Tacere di fronte a ciò che oggi viene fatto a Cuba indebolisce il Diritto Internazionale e rende il pianeta ancora più insicuro.

Non dimentichiamo che una parte del mondo ha voltato lo sguardo dall’altra parte quando si scatenavano gli orrori del genocidio a Gaza e oggi tutti dobbiamo affrontare le terribili conseguenze. Gli Stati Uniti vogliono che Cuba sia una Gaza silenziosa. Bisogna impedirlo.

Il silenzio o l’indifferenza mettono tutti in pericolo. Prima è stata Gaza. Oggi è Cuba. Domani potrebbe essere una qualsiasi delle nazioni qui rappresentate.

Cuba non si arrenderà! Il nostro popolo andrà avanti, perché la sua resilienza, creatività e determinazione non potranno essere bloccate. Ci riusciremo con i nostri sforzi e risorse, e con il supporto solidale di tutti coloro che nel mondo difendono le cause giuste.

Come disse il nostro Eroe Nazionale José Martí: “Un principio giusto, dal fondo di una caverna, può più di un esercito”.

Vinceremo, perché il diritto e la ragione sono con Cuba.

Molte grazie.


Intervención del Embajador Rodolfo Benítez Verson, Representante Permanente de Cuba, sobre el informe presentado por la Relatora Especial para Medidas Coercitivas Unilaterales sobre su visita a Cuba para evaluar el impacto del bloqueo impuesto por los Estados Unidos. 63° Período Ordinario de Sesiones del Consejo de Derechos Humanos. Ginebra, 9 de septiembre de 2026

 

Señor Presidente:

Dice Estados Unidos que no hay un bloqueo ni un cerco energético contra Cuba. El Informe de la Relatora Especial delata al mentiroso.

Con sólidas evidencias constatadas durante su visita a Cuba, la Relatora ha dictaminado que no solo existen, sino que además se intensifican de manera sostenida y ocasionan enormes daños.

También demuestra que esa política viola de manera flagrante, masiva y sistemática los derechos humanos de los cubanos, incluyendo el derecho a la alimentación, a la salud, a la educación, al desarrollo y el derecho a la vida.

No puede haber mayor cinismo que asfixiar a un pueblo y culpar a otros. El informe de la Relatora prueba que Estados Unidos miente cuando pretende responsabilizar a Cuba de las consecuencias de sus crueles actos. 

La Relatora determinó que, a pesar de los sostenidos esfuerzos del gobierno cubano para proteger a la población y mitigar sus efectos, las medidas coercitivas de Estados Unidos son de tal magnitud y persistencia que provocan escasez de bienes y servicios esenciales en los hogares cubanos.

Sostiene Washington que su política hacia Cuba es legal y que el bloqueo es un tema exclusivamente bilateral. El exhaustivo análisis jurídico de la Relatora lo refuta categóricamente. Demuestra que el bloqueo tiene que ser levantado, porque viola el Derecho Internacional e invade la soberanía y jurisdicción de los demás Estados.

El informe de la Relatora es objetivo y factual. Apoyamos sus importantes recomendaciones. Cuba cumplirá con las que le corresponden. El gobierno de Estados Unidos debe cumplir con las suyas.

La evaluación presentada por la Relatora coincide con lo denunciado por muchos otros Expertos Independientes, Relatores Especiales y Grupos de Trabajo del Consejo de Derechos Humanos. Ninguno ha defendido a Estados Unidos. Todos han demandado el cese inmediato de su asedio contra Cuba.

Señor Presidente:

El propósito perverso y deliberado de Estados Unidos, es provocar carencias extremas y asfixia total a las familias cubanas. Intentan facturar una tragedia humanitaria para desestabilizar al país y alcanzar sus objetivos políticos.

En lo que constituye un reforzamiento sin precedentes del bloqueo, desde enero pasado Estados Unidos ha impuesto un brutal cerco energético contra Cuba.  Amenazan con represalias a cualquier país que suministre petróleo a la Isla. La escasez de combustibles ha tenido un impacto demoledor en casi todos los ámbitos de la sociedad.

Por falta de electricidad e insumos, el sistema nacional de salud se ve obligado a postergar cirugías no urgentes para priorizar las que definen la vida. Más de 100 mil pacientes esperan por una cirugía, de los cuales 12 mil son niños. La expectativa de vida de niños con cáncer cayó de un 85% a un 65%. La tasa de mortalidad infantil ha crecido de 4.4 por cada mil nacidos en 2018 a 9.9 en 2025.  De los 395 fármacos que Cuba produce dentro de su cuadro básico de salud, 300 están en falta por las dificultades para acceder a materias primas. 

Detrás de esas cifras hay seres humanos y el inmenso dolor y angustia de las familias cubanas.

Los artífices de esa política de genocidio y castigo colectivo, celebran como éxitos la agonía de una madre cubana que pierde a un hijo por falta de medicamentos. Se regocijan cuando nuestros ancianos no disponen de ambulancia para una emergencia. Se alegran por los prolongados cortes de electricidad, los altos precios de los alimentos y las dificultades con el abasto de agua y otros servicios básicos.

Los funcionarios de Washington, expertos en buscar maneras de estrangular al pueblo cubano, han puesto también en vigor, desde el 1 de mayo, un exhaustivo esquema de sanciones secundarias contra entidades o personas de terceros países, solo por tener vínculos con Cuba.

Llegan a extremos sin precedentes para amplificar los efectos extraterritoriales de su guerra multidimensional contra nuestro país.

Las consecuencias son graves. Basta mencionar que más de 7 mil contenedores, la mayoría con alimentos, medicinas y dispositivos médicos, permanecen varados en diferentes países y no pueden ser trasladados a Cuba, debido a la intimidación contra las navieras.

Los sofisticados métodos de asfixia contra la población cubana que ha desarrollado Estados Unidos en los últimos meses, superan con creces la presión ejercida durante décadas sobre el país. Su crueldad no tiene límites.

Como resultado, el pueblo cubano ha sufrido un deterioro en su calidad de vida y un daño humanitario incalculable.

Ningún pueblo merece ni debe ser sometido a tanto castigo solo por el hecho de defender su derecho a la autodeterminación. Pero no nos van a doblegar.  Tendrán que rendir cuentas ante la historia y el pueblo cubano no los perdonará.

Señor Presidente:

A la extensa lista de medidas de reforzamiento extremo del bloqueo, se ha sumado la utilización recurrente de una narrativa contra Cuba altamente amenazadora y de confrontación por parte de las máximas estructuras de poder del actual gobierno estadounidense.

Cuba está bajo la amenaza de una agresión militar. Como pretexto, Estados Unidos llega al absurdo de designar a nuestra pequeña isla como una supuesta amenaza a la seguridad de la superpotencia militar.

Desafía el sentido común la idea de que Cuba pueda ser un peligro ante el desproporcionado poderío del país que más gasta en la guerra, que posee más de 5 200 armas nucleares, 13 000 aviones de guerra y 1 200 bases militares en 80 países, incluyendo la base naval de Guantánamo, en territorio cubano ilegalmente ocupado.

No puede esgrimirse justificación alguna para atacar a Cuba, ni para imponerle medidas coercitivas inhumanas semejantes a la guerra por su impacto humanitario ¡Cuba no es una amenaza, el bloqueo sí! 

Nuestro país no desea la guerra, que provocaría un baño de sangre. Por el contrario, defendemos la paz. Pero si hay una agresión, lo que esperamos que nunca ocurra, nuestro pueblo defenderá su independencia, soberanía e integridad territorial hasta las últimas consecuencias.

Señor Presidente:

Callar ante lo que hoy se le hace a Cuba, debilita el Derecho Internacional y hace al planeta aún más inseguro.

No olvidemos que una parte del mundo miró hacia otro lado cuando se desataban los horrores del genocidio en Gaza y hoy todos tenemos que asumir las terribles consecuencias. Estados Unidos pretende que Cuba sea una Gaza silenciosa. Hay que impedirlo.

El silencio o la indiferencia ponen a todos en peligro. Antes fue Gaza.  Hoy es Cuba.  Mañana puede ser cualquiera de las naciones aquí representadas.

¡Cuba no se rendirá! Nuestro pueblo saldrá adelante, porque su resiliencia, creatividad y determinación no podrán ser bloqueados. Lo lograremos con nuestros propios esfuerzos y recursos, y con el apoyo solidario de todos los que en el mundo defienden las causas justas.

Como dijo nuestro Héroe Nacional José Martí: “Un principio justo, desde el fondo de una cueva, puede más que un ejército”.

Venceremos, porque el derecho y la razón están con Cuba.

Muchas gracias

Granma

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