Cuba commemora il 17° anniversario della scomparsa del Comandante della Rivoluzione Juan Almeida Bosque
Da quando Juan Almeida Bosque entrò a far parte, nel 1953, della Generazione del Centenario, il suo ruolo di primo piano nella storia di Cuba è stato determinante quanto in quel memorabile combattimento di Alegría de Pío. Quando tutto sembrava perduto, gridò: «Qui nessuno si arrende»!
Con la sua azione, caratterizzata da slancio e coraggio, e con il suo esempio, che è sopravvissuto alla sua morte, il Comandante della Rivoluzione ci esorta: «A coloro che hanno il dovere di dare continuità al nostro processo ricordo, come eterno combattente, un pensiero di Maceo: Voglio avere la gloria di aver contribuito al bene e all’indipendenza di Cuba e portare, con orgoglio, il titolo di buon cittadino, che conferisce splendore e grandezza quando si ottiene senza macchia».
Nato nel 1927, quel semplice mulatto dell’Avana, che dovette pulire stivali e che subì la durezza della Cuba repubblicana, divenne non solo un assaltatore, un esiliato, un spedizionario, un guerrigliero e un Comandante, ma anche un compositore loquace e sensibile, uno scrittore, un amico, un capo e un leader.
La sua scomparsa, l’11 settembre 2009, ha commosso la Patria. Da allora, gli omaggi e le manifestazioni di affetto si moltiplicano, soprattutto sulla collina di La Esperanza, quella che nel cuore della Sierra Maestra ospita il Mausoleo del III Fronte Orientale Dottor Mario Muñoz e custodisce le sue spoglie mortali.
Lì si reca in pellegrinaggio il popolo ogni anno, a nome di un Paese che onora Almeida come un alto simbolo della Rivoluzione; lo stesso popolo che non si arrende di fronte alle circostanze più difficili; il popolo che ascolta e canta le sue canzoni, che legge i suoi libri, che lo mantiene vivo in ogni impresa quotidiana.
Fonte: Granma
Traduzione: italiacuba.it

