Intervento del ministro degli Esteri di Cuba, Bruno Rodríguez Parrilla, alla sessione aperta del Vertice dei BRICS
Sua Eccellenza, Dr. Narendra Modi, Primo Ministro della Repubblica dell’India:
Ringrazio l’India per il suo invito a questo importante Vertice e per la sua generosa ospitalità.
I BRICS hanno il potenziale per essere un fattore di pace e sicurezza per tutti, di sviluppo, giustizia e progresso del Sud Globale, indispensabile per costruire un nuovo ordine internazionale multilaterale, equo e democratico, basato sull’uguaglianza sovrana degli Stati e sul Diritto Internazionale.
È necessario lottare contro «la filosofia della spoliazione» affinché cessi «la filosofia della guerra» che sconvolge questa epoca a 66 anni dalla denuncia del Comandante in Capo Fidel Castro Ruz nel 1960 e che ora si manifesta nella cosiddetta «pace mediante la forza» e in aggressivi e violenti corollari imperialisti.
Nell’anno del Centenario del Comandante in Capo Fidel Castro Ruz, ci commuove essere arrivati in questa città coincidendo con la data della sua prima visita in India nel 1973.
È indispensabile sostituire l’architettura finanziaria internazionale espropriatrice con una che democratizzi le sue istituzioni e i suoi meccanismi di governance e, su quella strada, sarà necessario stabilire un sistema finanziario alternativo che permetta di avanzare verso un processo di dedollarizzazione dell’economia internazionale. L’impiego di valute nazionali risulta una proposta dei BRICS di somma importanza per alleviare gli squilibri del sistema monetario attuale.
La Nuova Banca di Sviluppo dei BRICS deve riaffermarsi sempre più come un’alternativa affinché i nostri paesi accedano a risorse finanziarie in condizioni più favorevoli.
I problemi strutturali delle nostre economie sono il risultato del colonialismo, del capitalismo selvaggio e neoliberista e dell’imperialismo. Il crollo delle esportazioni, la precarietà dei prezzi dei prodotti di base, la diminuzione degli investimenti esteri diretti, il debito estero, già più volte pagato; e la fuga di capitali ostacolano seriamente il nostro sviluppo. L’avanzata inesorabile del cambiamento climatico minaccia l’esistenza di tutti.
Urge rafforzare gli sforzi in materia di finanziamento allo sviluppo, così come la cooperazione internazionale, incluse le formule di cooperazione Sud-Sud, e il trasferimento di risorse, tecnologie e conoscenze, senza condizionalità.
Risulta centrale costruire un sistema multilaterale di commercio aperto, trasparente, inclusivo e non discriminatorio, che garantisca un trattamento speciale e differenziato per tutti i paesi in via di sviluppo.
Molto possono apportare anche i BRICS in materia di democratizzazione e accesso alla scienza, alla tecnologia e all’innovazione, in favore del Sud Globale, come contributo a colmare il divario digitale e tecnologico.
Nessuno come i BRICS potrebbe reclamare e contribuire a creare sistemi di governance democratici e partecipativi per lo sviluppo e l’applicazione delle nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, per metterle al servizio dello sviluppo e del benessere dei popoli, assicurando il loro uso pacifico, responsabile ed etico. Accogliamo con favore il lavoro sviluppato dai BRICS incentrato sulla tecnologia digitale e sull’IA.
Per la loro stessa natura, i BRICS hanno l’indefettibile responsabilità di prevenire e agire di fronte alla proliferazione delle misure coercitive unilaterali.
Negli ultimi anni, il criminale blocco economico, commerciale e finanziario degli USA contro Cuba si è rafforzato a livelli senza precedenti.
Con gli ordini esecutivi del 29 gennaio e del 1° maggio 2026, il governo degli USA ha instaurato un accerchiamento energetico contro Cuba che equivale a un blocco navale che costituisce un atto di guerra, secondo il Diritto Internazionale; e minaccia con «sanzioni secondarie» tutto il pianeta.
Ciò ha generato la distruzione violenta delle catene di approvvigionamento al paese. Le minacce alle compagnie di navigazione registrate in diversi paesi hanno provocato che più di 7000 container, caricati fondamentalmente con alimenti, medicine e dispositivi medici, siano paralizzati in diversi porti, nonostante la maggior parte di essi sia stata contrattata e pagata da imprese private cubane.
È un genocidio silenzioso che miete vite. Il tasso di mortalità infantile della nazione è raddoppiato da 4 per mille nati vivi a 9,9 e l’aspettativa di vita dei bambini malati di cancro è caduta dall’85% al 65%. Provocare danni umani, sofferenza e angoscia è l’obiettivo di questa politica crudele e deliberatamente progettata con quel fine.
Si tratta di un atto di punizione collettiva contro tutto il popolo cubano. I suoi effetti indiscriminati e di carattere umanitario risultano incalcolabili, e provocano grande sofferenza alle famiglie cubane. È lo strumento scelto per conseguire il «cambio di regime».
È la stessa logica che sostiene l’ingiustificabile permanenza di Cuba nella fraudolenta lista di paesi presunti patrocinatori del terrorismo.
Il governo USA cerca di giustificare le sue azioni aggressive contro Cuba, come segnala il testo di entrambi gli Ordini Esecutivi, con il grossolano pretesto che l’isola è una «minaccia inusuale e straordinaria» per la sicurezza nazionale e la politica estera della superpotenza militare, nucleare, economica e tecnologica.
Cuba non è una minaccia; il blocco sì!
Tutte queste azioni violano la Carta delle Nazioni Unite e il Diritto Internazionale, incluso il Diritto Internazionale Umanitario, il Diritto Internazionale dei Diritti Umani e le norme internazionali di commercio e navigazione.
Se si permettesse al governo USA di distruggere una piccola nazione con lo scopo di cambiare il suo sistema politico, o con qualsiasi altro, il mondo diventerebbe ancora più pericoloso di quanto già sia. Cosa verrebbe dopo, chi sarebbe il prossimo?
Ringraziamo i paesi membri e partner del Gruppo per le dichiarazioni a favore della revoca del blocco e dell’assedio energetico contro Cuba; e le innumerevoli e genuine manifestazioni di appoggio e solidarietà con il nostro paese da parte dei popoli del mondo.
Siamo un paese di pace. Non siamo una minaccia per nessuno. Ci assiste la ragione e la giustizia. Continueremo a difendere, fino alle ultime conseguenze, il nostro diritto all’autodeterminazione, e nulla ci allontanerà dal cammino di sviluppo socialista che il nostro popolo, in stretta unità, ha scelto liberamente.
In ampio consenso, lavorano duramente il nostro popolo e governo, e affrontiamo ora, acceleratamente, trascendentali cambiamenti economici e sociali per risolvere problemi strutturali o del passato e per rispondere alla guerra economica che ci viene fatta. Non ci saranno abbandonati né cederemo nelle nostre politiche sociali.
Confidiamo, in primo luogo, nelle nostre capacità, vantaggi comparativi, esperienze, nella coscienza e solidarietà reciproca dei cubani. Rianimeremo settori produttivi, aumenteremo le nostre esportazioni, approfitteremo delle nostre risorse. Continueremo ad avanzare impetuosamente nel cambiamento della matrice energetica del paese. In qualsiasi circostanza, avanzeremo nel recupero della nostra economia e nel benessere delle famiglie cubane.
Siamo anche pronti a contribuire, con le nostre modeste esperienze, al rafforzamento di questo sempre più importante raggruppamento BRICS, al quale aspiriamo a integrarci come membri a pieno titolo.
Molte grazie.
Intervención del canciller de Cuba, Bruno Rodríguez Parrilla, en la sesión abierta de la Cumbre de los BRICS
Granma – Órgano oficial del PCC
Su Excelencia, Dr. Narendra Modi, primer ministro de la República de la India:
Agradezco a la India su invitación a esta importante Cumbre y su generosa hospitalidad.
Los BRICS tienen el potencial de ser un factor de paz y seguridad para todos, desarrollo, justicia y progreso del Sur Global, indispensable para construir un nuevo orden internacional multilateral, equitativo y democrático, basado en la igualdad soberana de los Estados y en el Derecho Internacional.
Es necesario luchar contra «la filosofía del despojo» para que cese «la filosofía de la guerra» que trastorna esta época a 66 años de la denuncia del Comandante en Jefe Fidel Castro Ruz en 1960 y que ahora se manifiesta en la llamada «paz mediante la fuerza» y en agresivos y violentos corolarios imperialistas.
En el año del Centenario del Comandante en Jefe Fidel Castro Ruz, nos conmueve haber arribado a esta ciudad coincidiendo con la fecha de su primera visita a India en el año 1973.
Es indispensable sustituir la expoliadora arquitectura financiera internacional por una que democratice sus instituciones y mecanismos de gobernanza y, en ese camino será necesario establecer un sistema financiero alternativo que permita avanzar hacia un proceso de desdolarización de la economía internacional. El empleo de monedas nacionales resulta una propuesta de los BRICS de suma importancia para paliar los desequilibrios del sistema monetario actual.
El Nuevo Banco de Desarrollo de los BRICS debe reafirmarse cada vez más como una alternativa para que nuestros países accedan a recursos financieros en condiciones más favorables.
Los problemas estructurales de nuestras economías son el resultado del colonialismo, el capitalismo salvaje y neoliberal y el imperialismo. La caída de las exportaciones, la precariedad de los precios de los productos básicos, la disminución de la inversión extranjera directa, la deuda externa, ya varias veces pagada; y la fuga de capitales obstaculizan seriamente nuestro desarrollo. El avance inexorable del cambio climático amenaza la existencia de todos.
Urge fortalecer los esfuerzos en materia de financiación al desarrollo, así como la cooperación internacional, incluyendo las fórmulas de cooperación Sur-Sur, y la transferencia de recursos, tecnologías y conocimientos, sin condicionalidades.
Resulta medular construir un sistema multilateral de comercio abierto, transparente, inclusivo y no discriminatorio, que garantice un tratamiento especial y diferenciado para todos los países en desarrollo.
Mucho pueden aportar también los BRICS en materia de democratización y acceso a la ciencia, la tecnología y la innovación, en favor del Sur Global, como contribución a cerrar la brecha digital y tecnológica.
Nadie como los BRICS podría reclamar y contribuir a crear sistemas de gobernanza democráticos y participativos para el desarrollo y aplicación de las nuevas tecnologías, como la inteligencia artificial para ponerlas al servicio del desarrollo y el bienestar de los pueblos, asegurando su uso pacífico, responsable y ético. Celebramos el trabajo desarrollado por los BRICS enfocado en tecnología digital e IA.
Por su propia naturaleza, los BRICS tienen la indeclinable responsabilidad de prevenir y actuar frente a la proliferación de las medidas coercitivas unilaterales.
En los últimos años, el criminal bloqueo económico, comercial y financiero de los EE.UU. contra Cuba se ha reforzado a niveles sin precedentes.
Con las órdenes ejecutivas del 29 de enero y el 1º de mayo de 2026, el gobierno de los EE.UU. ha instaurado un cerco energético contra Cuba que equivale a un bloqueo naval que constituye un acto de guerra, según el Derecho Internacional; y amenaza con «sanciones secundarias» a todo el planeta.
Ello ha generado la disrupción violenta de las cadenas de suministros al país. Las amenazas a las compañías navieras registradas en diversos países han provocado que más de 7 mil contenedores, cargados en lo fundamental con alimentos, medicinas y dispositivos médicos estén paralizados en diversos puertos, pese a que hayan sido contratados y pagados la mayoría de ellos por empresas privadas cubanas.
Es un genocidio silencioso que cobra vidas. La tasa de mortalidad infantil de la nación se duplicado de 4 por mil nacidos vivos a 9,9 y la expectativa de vida de los niños enfermos de cáncer ha caído de 85% a 65%. Provocar daños humanos, sufrimiento y angustia es el objetivo de esta política cruel y deliberadamente diseñada con ese fin.
Se trata de un acto de castigo colectivo contra todo el pueblo cubano. Sus efectos indiscriminados y de carácter humanitario resultan incalculables, y provocan gran sufrimiento a las familias cubanas. Es el instrumento escogido para conseguir el «cambio de régimen».
Es la misma lógica que sustenta la injustificable permanencia de Cuba en la fraudulenta lista de países supuestamente patrocinadores del terrorismo.
El gobierno de los EE.UU. trata de justificar sus acciones agresivas contra Cuba, como señala el texto de ambas Órdenes Ejecutivos con el burdo pretexto de que la isla es una «amenaza inusual y extraordinaria» para la seguridad nacional y la política exterior de la superpotencia militar nuclear, económica y tecnológica.
Cuba no es una amenaza; el bloqueo sí!
Todas estas acciones violan la Carta de las Naciones Unidas y el Derecho Internacional, incluyendo el Derecho Internacional Humanitario, el Derecho Internacional de los Derechos Humanos y las normas internacionales de comercio y navegación.
Si se permitiera al gobierno de Estados Unidos destruir a una pequeña nación con el propósito de cambiar su sistema político, o con cualquier otro, el mundo se tornaría aún más peligroso de lo que ya es. ¿Qué vendría después, quién sería el próximo?
Agradecemos a los países miembros y socios del Grupo por los pronunciamientos a favor del levantamiento del bloqueo y del cerco energético contra Cuba; y las incontables y genuinas muestras de apoyo y solidaridad con nuestro país de los pueblos del mundo.
Somos un país de paz. No somos una amenaza para nadie. Nos asiste la razón y la justicia. Continuaremos defendiendo, hasta las últimas consecuencias, nuestro derecho a la libre determinación, y nada nos apartará del camino de desarrollo socialista que nuestro pueblo, en estrecha unidad, ha escogido libremente.
En amplio consenso, trabajan arduamente nuestro pueblo y gobierno, y acometemos ahora, aceleradamente, trascendentales cambios económicos y sociales para resolver problemas estructurales o del pasado y para responder a la guerra económica que se nos hace. No habrá desamparados ni cejaremos en nuestras políticas sociales.
Confiamos, en primer lugar, en nuestras capacidades, ventajas comparativas, experiencias, en la conciencia y solidaridad mutua de los cubanos. Reanimaremos sectores productivos, aumentaremos nuestras exportaciones, aprovecharemos nuestros recursos. Continuaremos avanzando impetuosamente en el cambio de la matriz energética del país. En cualquier circunstancia, avanzaremos en la recuperación de nuestra economía y en el bienestar de las familias cubanas.
Estamos también listos para contribuir, con nuestras modestas experiencias, al fortalecimiento de esta cada vez más importante agrupación BRICS, a la que aspiramos a integrarnos como miembros plenos.
Muchas gracias.

