Arthur Gonzalez https://heraldocubano.wordpress.com
Gli eventi politici che stanno accadendo in Argentina e Venezuela, dopo il trionfo elettorale della destra, è la migliore e più completa lezione per i popoli dell’America Latina. Senza perdere un solo minuto, i vincitori, per mandato popolare, stanno smantellando l’intero quadro giuridico che era conformato nel corso degli anni per favorire gli spodestati, la classe operaia e contadina e gli studenti.
I piani e Programmi di Azione Coperta eseguiti dalle agenzie d’ intelligence USA, in particolare la CIA, insieme alle azioni del Dipartimento di Stato, hanno logorato il popolo attraverso la carenza di prodotti di prima necessità, come conseguenza della Guerra Economica, soprattutto in Venezuela, insieme alle campagne psicologiche al fine di aumentare il risentimento della gente contro il governo.
In Argentina il nuovo presidente non ha perso tempo per licenziare centinaia di dipendenti del Senato, di agenzie di stampa che trasmettevano la verità e quelli dell’Istituto Kirchner, in dimostrazione di ciò che è capace di fare la destra pro yankee quando assume il potere.
Il Venezuela è un altro esempio di ciò che accade ai popoli che fanno scelte sbagliate nell’uso di diritti democratici e perdono la loro memoria, al votare per un’opposizione dedita pienamente a Washington, responsabili di atti terroristici, come incendiare le università e le istituzioni di governo, oltre al colpo di Stato, che in palese violazione della Costituzione, ha destituito e rapito il presidente Hugo Chavez.
La prima azione del nuovo parlamento, dove la destra pro-imperialista ha ottenuto la maggioranza, è stata togliere i quadri con l’immagine di Simon Bolivar ed il presidente Chavez, ciò che fa presagire altre di carattere più aggressivo, come quella annunciata dal nuovo presidente dell’Assemblea Nazionale di destituire a Nicolas Maduro, Presidente eletto dal popolo.
La strategia utilizzata ora dagli USA è identica a quella applicata contro la Rivoluzione cubana dal 1959, quando l’allora vice segretario di Stato, Lester Mallory, affermava in un memorandum datato aprile 1960: “… Non c’è una opposizione politica efficace a Cuba; quindi, l’unica misura prevedibile che abbiamo oggi per alienare il supporto interno alla Rivoluzione è attraverso il disappunto e lo scoraggiamento sulla base dell’insoddisfazione e le difficoltà economiche … “
Due anni dopo, non vedendo i risultati attesi, il presidente JF Kennedy, approvava, il 18 gennaio 1962, un tenebroso Programma, che tra le altre questioni affermava: […] “L’azione politica sarà appoggiata da una guerra economica per indurre il regime comunista a fallire nel suo sforzo per soddisfare le necessità del Paese, le operazioni psicologiche aumenteranno il risentimento del popolo contro il regime, e quelle militare, daranno al movimento popolare un’arma di azione per il sabotaggio e la resistenza armata a sostegno degli obiettivi politici”.
Non a caso a metà del 2006, gli USA hanno attivato cinque gruppi di lavoro inter-agenzie, di cui 3 nel Dipartimento di Stato, uno nel Commercio e uno amministrato congiuntamente dal Consiglio di Sicurezza Nazionale e dal Dipartimento della Sicurezza Interna; ma il fatto più significativo da quell’aggiustamento fu la nomina di un direttore di Missione d’Intelligence, solo per Cuba e Venezuela.
Includere i due paesi in una sola Direzione, attesta la priorità delle agenzie di intelligence per ottenere ribaltare entrambi i processi rivoluzionari.
Un’altra prova di come gli USA sono coinvolti in questo, fu la presenza del suo Incaricato d’Affari in occasione della presa di possesso del nuovo gruppo nell’Assemblea Nazionale del Venezuela e le centinaia di milioni di dollari investiti in tutte le azioni dell’opposizione di destra, accoppiata alle campagne mediatiche, la carenza di prodotti e l’aumento forzato dei prezzi.
Questa lezione storica ha dimostrato che con l’opposizione non si può essere tolleranti, poiché quando riprendono il potere distruggono tutto ciò che sa di Rivoluzione, addirittura calpestando la legge.
In Venezuela si preanuncia la sospensione di alcune delle missioni stabilite da Chavez, qualcosa che nuocerà ad una gran parte della popolazione e forse a molti di coloro che hanno dato i loro voti alla destra.
Quelli che hanno perso la memoria e non hanno resistito alle misure di guerra economica e hanno creduto che Nicolas Maduro fosse l’unico responsabile della situazione che attraversa oggi l’economia venezuelana, ora sapranno quanto costa sbagliarsi in politica e pagheranno con lacrime, e persino con sangue, il loro errore.
Cubane/i dovranno guardarsi in quello specchio per evitare di essere trascinati dai canti di sirena, né credere nelle parole fantasiose di coloro che cercano di progettare “nuove strategie” economiche come: “strutturare una tattica per creare le basi che esorcizzino lo scenario attuale USA; facilitare la ri-articolazione del consenso politico interno, e perfino ricostruire l’architettura istituzionale cubana”, perché il problema fondamentale che affronta l’economia di Cuba è il Blocco economico, commerciale e finanziario, oltre agli errori e problemi che bisogna cambiare urgentemente.
Brasile, Bolivia, Ecuador e Cuba devono trarre conclusioni da quello che è successo, perché costerà molto recuperare il terreno perso, di fronte ad un nemico potente, con grandi risorse economiche, padrone dei mezzi d’informazione per avvelenare i cittadini e che mai penserà di favorire programmi sociale a beneficio del popolo.
Perciò José Martí disse:”Tutti resistiamo a ciò di cui avremo da soffrire tutti”.
Excelente lección
Por Arthur González
Los acontecimientos políticos que están sucediendo en Argentina y Venezuela, posterior al triunfo electoral de la derecha, es la mejor y más completa lección para los pueblos de América Latina.
Sin dejar pasar un solo minuto, los ganadores, por mandato popular, van desmantelando todo el andamiaje legal que se conformó durante años para favorecer a los desposeídos, a la clase obrera y campesina, y a los estudiantes.
Los planes y Programas de Acción Encubierta ejecutados por las agencias de inteligencia estadounidense, principalmente la CIA, unidas a las acciones del Departamento de Estado, fueron desgastando al pueblo a través de la escasez de productos de primera necesidad, como resultado de la Guerra Económica, especialmente en Venezuela, sumada a las campañas psicológicas para crear el resentimiento de la gente contra el Gobierno.
En Argentina el nuevo Presidente no perdió tiempo para cesantear a cientos de empleados del Senado, de agencias de prensa que transmitían la verdad y a los del Instituto Kirchner, en demostración de lo que es capaz la derecha pro yanqui cuando asume el poder.
Venezuela es otro ejemplo de que le sucede a los pueblos que toman decisiones equivocadas en el uso de sus derechos democráticos y pierden la memoria, al votar por una oposición entregada a Washington totalmente, responsable de actos terroristas, como incendiar centros universitarios e instituciones gubernamentales, además del golpe de Estado que en franca violación de la Constitución, destituyó y secuestró al mandatario Hugo Chávez.
La primera acción del nuevo parlamento, donde la derecha pro imperialista alcanzó la mayoría, fue descolgar los cuadros con la imagen de Simón Bolívar y la del Presidente Chávez, lo que augura otras de carácter más agresivo, como la anunciada por el nuevo presidente de la Asamblea Nacional de destituir a Nicolás Maduro, Presidente elector por el pueblo.
La estrategia empleada ahora por Estados Unidos es idéntica a la aplicada contra la Revolución cubana desde 1959, cuando el entonces sub secretario de Estado, Lester Mallory, afirmaba en un memorando fechado en abril de 1960:
“…No existe una oposición política efectiva en Cuba; por tanto, el único medio previsible que tenemos hoy para enajenar el apoyo interno a la Revolución es a través del desencanto y el desaliento basado en la insatisfacción y las dificultades económicas…”
Dos años más tarde, al no ver los resultados esperados, el Presidente J.F. Kennedy, aprobaba el 18 de enero de 1962 un tenebroso Programa, que entre otras cuestiones afirmaba: […] “La acción política será apoyada por una guerra económica que induzca al régimen comunista a fracasar en su esfuerzo por satisfacer las necesidades del país, las operaciones psicológicas acrecentarán el resentimiento de la población contra el régimen, y las de tipo militar darán al movimiento popular un arma de acción para el sabotaje y la resistencia armada en apoyo a los objetivos políticos”.
No en balde a mediados del año 2006, Estados Unidos activó cinco grupos de trabajo interagenciales, de ellos 3 dentro del Departamento de Estado, uno en el de Comercio y uno administrado conjuntamente por el Consejo de Seguridad Nacional y el Departamento de Seguridad Interna; pero lo más significativo de ese ajuste fue el nombramiento de un director de Misión de Inteligencia, solo para Cuba y Venezuela.
Incluir a los dos países en una sola Dirección, afirma la prioridad de las agencias de inteligencia para lograr revertir ambos procesos revolucionarios.
Una prueba más de como Estados Unidos está involucrado en eso, fue la presencia de su Encargado de Negocios en la toma de posesión de la nueva bancada en la Asamblea Nacional venezolana y los cientos de millones de dólares invertidos en todo el accionar de la oposición derechista, unido a las campañas mediáticas, el desabastecimiento de productos y el alza forzada de los precios.
Esta lección histórica ha demostrado que con la oposición no puede haber paños tibios, pues cuando retoman el poder arrasan con todo lo que les huela a Revolución, incluso pisoteando las leyes.
En Venezuela ya se anuncia la suspensión de algunas de las misiones establecidas por Chávez, algo que perjudicará a una gran parte de la población y quizás a muchos de los que le dieron sus votos a la derecha.
Los que perdieron la memoria y no resistieron las medidas de guerra económica y creyeron que Nicolás Maduro era el único responsable de la situación por la que atraviesa la economía venezolana, ahora sabrán lo que cuesta equivocarse en política y pagarán con lágrimas, y hasta con sangre, su error.
Cubanas y cubanos deberán mirarse en ese espejo para no dejarse arrastrar por cantos de sirena, ni creer en palabras rebuscadas de aquellos que intentan diseñar “nuevas estrategias” económicas como: “estructurar una estrategia para sentar las bases que exorcicen el escenario actual estadounidense; facilitar la rearticulación del consenso político interno, y hasta reconstruir la arquitectura institucional cubana”, porque el problema básico que confronta la economía de Cuba es el Bloqueo económico, comercial y financiero, al margen de errores y cuestiones que se requieren cambiar con urgencia.
Brasil, Bolivia, Ecuador y Cuba tiene que sacar conclusiones de lo sucedido, pues costará mucho retomar el terreno perdido, frente a un enemigo poderoso con amplios recursos económicos, dueño de los medios de información para envenenar a los ciudadanos y que nunca pensará favorecer programas sociales que beneficien al pueblo.
Por eso José Martí dijo: “Todos resistamos de aquello de lo que hemos de padecer todos”.

