Lula: «Hanno paura che io ritorni alla Presidenza»

Fabrizio Verde | da lantidiplomatico.it

lula_tvDietro la vicenda ‘Lava Jato’ vi è la volontà di gettare fango su Lula e Dilma, oltre che chiedere la privatizzazione della statale Petrobras
«Oggi in questo paese essere un amico di Lula sembra sia diventato pericoloso. Ciò che si cerca di fare è criminalizzare il PT e Lula. Non esiste una spiegazione logica, hanno paura che io ritorni alla Presidenza», con queste parole, l’ex sindacalista e presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, ha commentato quanto accaduto in una conferenza stampa tenuta in seguito al suo rilascio avvenuto dopo tre ore d’interrogatorio.

Lula è passato quindi al contrattacco aggiungendo che tali azioni condotte contro di lui, non fanno altro che aumentare la voglia di tornare a partecipare da protagonista alla vita del paese: «Sono indignato per il comportamento tenuto nei miei confronti. Mi hanno danneggiato e offeso la mia storia, mi sento tradito ma voglio dire che non riusciranno a fermarmi!».

Un’interessante chiave di lettura dell’intera vicenda ‘Lava Jato’, la offre il giornalista brasiliano Beto Almeida, che spiega come l’obiettivo delle forze di destra sia quello di chiedere la privatizzazione della statale Petrobras: «Vogliono far intendere che se Petrobras non fosse statale queste cose non accadrebbero. La soluzione ai problemi di Petrobras è molto lontana dalla privatizzazione, vi è bisogno di un maggiore controllo statale».

Nelle strade per Lula, per la democrazia, per il Brasile 

Editoriale di Vermelho, portale web del Partito Comunista del Brasile (PCdoB) Traduzione di Marx21.it

Indignazione: questa è la parola che definisce il sentimento democratico brasiliano nel momento in cui i golpisti osano toccare il presidente Luiz Inácio Lula da Silva, il maggiore leader politico e popolare della Repubblica.

Il golpe è in corso! L’intrigo dei media della destra con settori della Magistratura e della Polizia Federale ha lanciato, venerdì mattina, la sfida più grande al popolo brasiliano, osando colpire colui che rappresenta tutti i democratici e i progressisti. E’ ovvio il carattere mediatico dell’azione. Il paese, i diritti civili, la democrazia, sono stati sequestrati da una specie di giustizia dello spettacolo.

Non ci importano le accuse menzognere avanzate per giustificare l’iniziativa arbitraria e golpista che, ora, colpisce direttamente il presidente Lula.

E’ il momento dell’azione contro l’arroganza golpista. E’ il momento della difesa dei cambiamenti democratici. Il momento è quello della difesa di Lula e di ciò che significa per i brasiliani. Del maggiore leader brasiliano. Del presidente che ha portato il paese fuori dalla mappa della fame. E’ il momento della difesa del Brasile.

La risposta alla sfrontatezza golpista non sarà silenziosa. Scendiamo nelle strade a difendere lo Stato Democratico di Diritto contro l’azione della destra. Golpe no!

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