Lettera di un cubano che combatte l’Ebola in Guinea

José Eduardo Díaz Gómez http://lapupilainsomne.wordpress.com

ebolaDalla Guinea, dove adempie il suo compito, stupendo il mondo, la brigata medica cubana che lì combatte l’Ebola ci ha inviato, a ‘La pupila insomne’, questa lettera di uno dei suoi membri. Chiedo a tutti di contribuire alla sua divulgazione.

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Dall’Africa hanno chiesto, al mondo, la collaborazione per fermare un nemico invisibile: era l’Ebola che senza pietà né importando il sesso, età o razza, spegneva la vita a tutti coloro che incontrava sul suo cammino.

Molti si sono spaventati e altri hanno taciuto, abbiamo conosciuto alcuni che come disse Marti, aspettano oggi, ancora, che passi la tempesta con le braccia incrociate, i milionari non hanno compreso.

Indipendentemente dalla grandezza della minaccia, poche ore dopo questo appello, il nostro governo, umano ed internazionalista, ha annunciato al mondo intero che una brigata di camici bianchi era pronta a combattere questo flagello. Non pochi hanno fatto il passo in avanti, sino a che il nostro esempio impose allo stesso potente impero ed ai suoi seguaci che capissero che l’Ebola è una minaccia per l’umanità.

Oggi con orgoglio e senza tante cerimonie già siamo in battaglia prodigando coraggio, altruismo e semplicità, senza dimenticare il nostro fratello Jorge caduto al nostro arrivo, ammirandolo per la sua dedizione e scrupolo nel lavoro. Sono stati momenti amari che con l’appoggio da Cuba, del nostro Governo Rivoluzionario, nostro Partito Comunista, il Ministero della Salute Pubblica, la Dirigente della Brigata Medica e l’appoggio incondizionato della nostra ambasciatrice Maite Rivero Torres che ha aperto porte inimmaginabili, oltre che del suo cuore,ha permesso che nulla mancasse, ci unirono e crescere per continuare con il nostro dovere di salvare vite umane in questa terra africana insieme a quelli che oggi ci guidano.

Il nostro Popolo, Famiglia e Rivoluzione, con il trascorrere dei mesi capiranno che questo sarà il nostro Moncada, la nostra Sierra e la nostra Giron. A loro, al nostro Comandante in Capo Fidel Castro Ruz, e Raul chiediamo di aspettarci ai piedi della scaletta dell’aereo, poiché questa brigata di titani solo ritornerà in Patria a missione compiuta.

Carta de un cubano que combate el Ébola en Guinea: “Regresaremos con la misión cumplida”

José Eduardo Díaz Gómez

Desde Guinea, donde cumple su tarea asombrando al mundo, la brigada médica cubana que combate el Ébola allí nos ha hecho llegar a La pupila insomne esta carta de uno de sus integrantes. Pido a todos contribuir a su divulgación.

Desde el África pidieron, al mundo la colaboración para detener a un enemigo invisible: era el Ébola que sin piedad ni importarle sexo, edad o raza, cegaba la vida a todo el que encontrara a su paso.

Muchos se asustaron y otros callaron, conocimos a algunos como dijera Martí, esperan hoy todavía que pase la tormenta con los brazos en cruz, los millonarios se desentendieron.

Sin importar la magnitud de la amenaza pocas horas después de este llamado nuestro gobierno humano e internacionalista anunciaba ante el mundo entero que una brigada de batas blancas ya estaba lista para luchar contra este flagelo. No pocos dieron el paso al frente, hasta nuestro ejemplo impuso al propio imperio poderoso y sus secuaces que entendieron que el Ebola es una amenaza para la humanidad.

Hoy con orgullo y sin miramientos ya estamos en la batalla derrochando coraje, altruismo y sencillez, no olvidando a nuestro hermano Jorge caído a nuestra llegada, admirándolo por su dedicación y esmero en el trabajo. Fueron momentos amargos que con el apoyo desde Cuba de nuestro Gobierno Revolucionario, nuestro Partido Comunista, el Ministerio de Salud Publica, la Jefatura de la Brigada Médica y la ayuda incondicional de nuestra embajadora Maité Rivero Torres quien abrió puertas inimaginables, además de su corazón, permitiendo que nada faltara, nos hicieron unirnos y crecer para continuar con nuestro deber de salvar vidas humanas en esta tierra africana junto a los que hoy nos guían.

Nuestro Pueblo, Familia y Revolución cuando pasen los meses entenderán que esta será nuestro Moncada, nuestra Sierra y nuestro Girón. A ellos, a nuestro Comandante en Jefe Fidel Castro Ruz, a Raúl les pedimos nos esperen al pie de la escalerilla del avión, pues esta brigada de titanes solo regresará a la Patria con la misión cumplida.

 

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