Superando il blocco: Cuba avrà i primi 500 ventilatori polmonari

Il governo cubano ha tentato di comprare  ventilatori polmonari dalle imprese svizzere IMT Medial AG e Acutronic, ma nell’aprile scorso queste entità sono state comprate dalla compagnia statunitense Vyaire Medical Inc e hanno sospeso le relazioni commerciali per via delle restrizioni del blocco.

Colpita dal nuovo coronavirus e impedita dal blocco USA, Cuba ha sviluppato i suo ingegno scientifico e tecnico per cominciare a fabbricare i suoi propri ventilatori polmonari d’emergenza.

L’apparizione della COVID-19 nel paese, poco più di tre mesi e mezzo fa, ha obbligato il governo a prendere misure per affrontare la pandemia partendo da disegno del peggior scenario possibile, che prevedeva anche qualcosa che non è accaduta: il collasso delle sale di terapia intensiva e la mancanza di respiratori automatici.

In maniera previdente, il Governo ha cercato di comprare ventilatori polmonari dalle imprese svizzera  IMT Medial AG e Acutronic, ma nell’aprile scorso queste entità sono state acquistate dalla società USA Vyaire Medical Inc .

Queste imprese hanno immediatamente interrotto la relazione commerciale con l’Isola obbedendo alle leggi del blocco imposto dagli USA a Cuba da più di mezzo secolo.

«Così è sorto l’impegno di costruire un ventilatore in tempo record per far sì che nessun cubano restasse senza questi mezzi nel caso necessario» ha spiegato a a Xinhua l’ingegnere Ernesto Velarde, a capo del progetto che si realizza nel   Centro de Neuroscienze (CNEURO) de L’Avana.

Velarde, un uomo di 40 anni che prepara la sua tesi di Dottorato nell’Universita Tecnologica de L’Avana, ha segnalato che si sono basati nei codici aperti pubblicai in Internet dagli investigatori dell’Istituto Tecnologico del Massachusetts, USA, e dell’Università di  Kent, in Gran Bretagna.

«Ci siamo appoggiati a queste pubblicazioni, ma tutto il nostro software e il nostro disegno industriale sono totalmente originali», ha chiarito l’ingegnere che lavora nel centro da 15 anni.

Una ventina di specialisti di CNEURO, quasi tutti molto giovani, hanno partecipato allo sviluppo del dispositivo, ma hanno anche ricevuto le opinioni e le esperienze di esperti dell’istituzione del Ministero di Salute Pubblica e di altri settori.

L’apparato fabbricato in tre mesi, è il risultato della cooperazione tra diverse istituzioni scientifiche e produttive cubane e, secondo i suoi progettisti è all’altezza dei ventilatori d’emergenza con le maggiori prestazioni.

Il ventilatore cubano, oltre ad offrire la ventilazione assistita, è capace di misurare l’ossigeno ed ha un’alta funzionalità senza elettricità, cioè lavora con le batterie.

Il dispositivo ha due varianti, una invasiva che si applica al paziente con intubazione e l’altra non invasiva che non necessita questo procedimento.

«È un passo avanti verso la sovranità tecnologica del paese», ha assicurato il dottor  Mitchell Valdés Sosa, direttore del CNEURO.

Il dirigente ha considerato che la pandemia mondiale che ha creato una grande scarsità di risorse relazionate alla risposta sanitaria, nel caso cubano si sommano gli effetti del blocco di Washington che ostacola l’acquisto di strumenti, apparati e medicinali.

«Avere una sovranità tecnologica ci permette di garantire la salute al paese e d’evitare qualsiasi azione del blocco per impedire che ci giunga quello che necessitiamo», ha affermato Valdés, che è un noto neurofisiologo.

Lo scientífico ha segnalato che pubblicare i codici è una tendenza mondiale fomentata dalla pandemia e che si conosce come Scienza Aperta, perché permette di condividere le conoscenze.

Ciò nonostante, ha segnalato che i ventilatori polmonari cubani sono stati adattati ale necessità e alle condizioni del paese, partendo dalla cooperazione tra varie entità nazionali.

«Calcoliamo che alla fine di ottobre saranno pronti 250 ventilatori invasivi e 250 non invasivi, da consegnare al sistema nazionale di salute, rinforzando la nostra capacità di risposta alla  COVID-19 e a qualsiasi  tipo dei malattia», ha affermato con sicurezza.

Ora questi apparecchi sono in prova con animali, li usiamo con maiali di più di 50 chili per provare il funzionamento in condizioni vicine alla realtà prima di ricevere il Certificato del Centro per il Controllo Statale dei Medicinali , gli Apparecchi e i Dispositivi Medici (CECMED), l’autorità regolatrice  cubana.

Questi 500  ventilatori en processo di costruzione si costruiscono con fondi apportati dalla Unione Europea (UE), dall’entità non governativa MediCuba-Svizzera,  e da differenti compagnie che mobilitano le società cubane d’Igiene e Epidemiologia e di Bioingegneria.

Share Button

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.