Come gli USA utilizzano la cultura per sovvertire il governo cubano

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

“Il parco orizzontale” è un progetto finanziato dagli Stati Uniti che ha lo scopo di creare in Cuba nella società civile la convinzione che sia necessario un cambio di governo secondo la collaudata modalità dei golpe morbidi. Per questo vengono reclutati giovani artisti che con il pretesto di sviluppare arti alternative si occupano invece di veri e propri atti di sovversione. Il noto Movimento di San Isidro fa parte di questi gruppi di artisti che si dovrebbero occupare di sovvertire il governo cubano.

 

Sono stati pubblicati sul sito del Canal Caribe alcuni documenti che smascherano le reali intenzioni di questi gruppi e li inchiodano senza appello alle loro responsabilità ed ai legami con le organizzazioni non governative finanziate con i soldi dei contribuenti statunitensi. Abbiamo letto uno di questi documenti e ne pubblichiamo le parti salienti a dimostrazione che la buona fede e la spontaneità di questi artisti prestati alla controrivoluzione è solo una delle tante menzogne messe in circolazione per giustificarne le azioni. Inoltre risulta che i progetti sono ben lungi dall’essere semplici attività artistiche, sono in realtà dei veri e propri progetti sovversivi ed i legami del Movimento San Isidro con queste organizzazioni sono palesi.

Il progetto realizzato da “Iniziativa cubana per l’innovazione sociale e culturale” e finanziato da “Cultura Democratica” prevede la selezione di 15 giovani artisti cubani di età compresa tra i 18 ed i 35 anni a cui viene offerta la possibilità di mettere in pratica una loro idea artistica. A tale proposito viene messa a disposizione una borsa di studio per la realizzazione del loro progetto, viene a tal fine organizzato un corso di formazione da tenersi in Colombia completamente gratuito e tutta una serie di programmi di sostegno. Il progetto inizierà in aprile 2019 e terminerà in settembre 2021 e seguirà un cronogramma ben preciso le cui tappe sono elencate dettagliatamente nel documento. Il totale dei finanziamenti messi a disposizione per l’intero progetto è di 60.486 dollari statunitensi.

Ma quali sono le finalità del progetto? Nel documento che lo presenta viene spiegato che “ Il progetto mira a promuovere Ánima, un collettivo di artisti che funge da spazio alternativo in cui artisti e intellettuali cubani, che lavorano parzialmente o totalmente indipendenti dalle istituzioni statali, possono espandere le loro relazioni e progetti all’interno dell’isola e scambiare con artisti e intellettuali argentini . e della regione” al fine di avere una “ prospettiva democratica” dell’arte.

Secondo il documento il “regime cubano” ha ristretto gli spazi artistici agli artisti che criticano apertamente la rivoluzione e per questo motivo la necessità di supportare spazi di creazione indipendenti a Cuba è di vitale importanza.Nel primo anno del progetto, alcuni membri del team hanno subito la repressione” e “censure”da parte del governo.  E’ importante portare avanti questo progetto perché “settori ancora molto ampi dell’America Latina vivono l’idea errata che la rivoluzione cubana sia seme di sperimentazione, creazione e libertà, quindi si allontanano da ogni iniziativa che sia critica del regime” e poi questi artisti cubani “generalmente non trovano piattaforme dove possono impegnarsi in un dialogo franco e responsabile che alimenta e migliora le loro soluzioni nella più assoluta autonomia”.

Gli obiettivi del progetto sono eminentemente culturali, infatti nel documento si legge che il progetto deve  ”promuovere la libertà di espressione a Cuba attraverso l’arte” e “contribuire a sensibilizzare gli artisti e gli intellettuali argentini sulla realtà cubana” attraverso la “ricostruzione dei processi della memoria”, gli “ artisti potranno lavorare attraverso oggetti recuperati e interviste che raccolgono la memoria orale” e non solo. Più avanti capiremo a quale memoria si riferisce il progetto.

Il progetto prevede quindi di ricostruire la memoria di “una società che ha perso se stessa” attraverso la catalogazione di documenti, immagini, testimonianze da raccoglier in libri anche solo fotografici. Inoltre verranno organizzate escursioni sui luoghi della memoria dimenticati dalla rivoluzione. oltre a mostre dei materiali raccolti. Di vitale importanza poi è pubblicare tutto il lavoro su internet e sulle reti sociali per diffonderlo alla popolazione.

Ma qual’è la memoria dimenticata che secondo il progetto deve essere recuperata? La memoria in questione è quella della democrazia dimenticata. “Memoria de la Democracia mira ad affrontare il periodo della storia cubana in cui le istituzioni politiche e statali hanno assunto il modello democratico-rappresentativo e il sistema giuridico costituzionale era basato sulla protezione teorica dei diritti civili e politici classici”. Continuando a leggere si scopre che “questo è un periodo della storia cubana che è stato oggetto di deliberata distorsione, travisamento, manipolazione e diffamazione da parte della macchina di propaganda dello stato totalitario stabilita per sei decenni sull’isola e che ha utilizzato il passato periodo repubblicano per squalificare ogni alternativa” ma  soprattutto il progetto “vuole essere una ricerca per la ricostruzione di valori democratici che sono stati oggetto di tanto immeritato discredito”.

Non ci vuole molta fantasia per capire a quale memoria  e a quale sistema politico si riferisce il documento: a quello prerivoluzionario ovvero alla dittatura di Fulgencio Batista che tanti diritti e democrazia aveva portato alla società cubana dell’epoca.  Aspetto quello della memoria storica, si legge nel documento  “particolarmente delicato a Cuba, paese dove la memoria, quella che si archivia, resta nella nebulosa del segreto o viene manipolata per evidenti fini politici e si trasforma in un prodotto setacciato dall’ideologia”. Insomma tutte le gesta eroiche compiute durante la dittatura di Batista sarebbero state manipolate con dovizia per discreditare la democrazia che allora vigeva sull’isola dai vincitori della rivoluzione. “Per questo motivo, questo gruppo di ricerca ha l’imperativo di ricostruire la memoria come nazione, estraendo il veleno che è stato inoculato per decenni e al quale siamo diventati immuni dimenticando, cioè morendo. Cuba ha sofferto di un futuro utopico, pieno di promesse sospette”, si legge nel documento.

Inoltre il programma prevede che una volta raccolto tutto il materiale si svolgano incontri in varie università argentine pubbliche e private come l’Università Nazionale delle Arti (UNA), l’Università Nazionale di Buenos Aires, l’Università Nazionale di Córdoba e l’Università Cattolica Argentina (UCA), nonché nei centri culturali della comunità perché la gente conosca la memoria che lo stato cubano ha volontariamente cancellato. Durante questi incontri verranno organizzate interviste con gli artisti ed i mezzi di informazione più importanti.

“Cultura Democratica” è un’organizzazione della società civile con sede in Argentina dedicata alla ricerca, alla formazione e al sostegno delle iniziative dei cittadini che contribuiscono al rafforzamento della cultura politica umanista.  La sua missione è promuovere la democrazia e la difesa dei diritti fondamentali sulla base di valori come la solidarietà e il principio di sussidiarietà.

Ma chi sono i responsabili del progetto? Coordinatore del progetto a Buenos Aires è Micaela Hierro Dori e coordinatore a L’Avana è Anamely Ramos González membro del Movimento San Isidro che ha partecipato tra l’altro al primo sciopero della fame promosso nel mese di novembre dello scorso anno dal suo movimento politico.

Il legame tra il Movimento di San Isidro, che raccoglie artisti cubani, ed il progetto sovversivo di “Cultura Democratica” è evidente non solo per i vari stipendi pagati ad alcuni membri ma anche riguardo la piattaforma programmatica. Infatti il movimento rivendica una maggiore libertà artistica che poi sta alla base del progetto di “Cultura Democratica”. Infine la coordinatrice del progetto a Cuba è casualmente una degli artisti che fanno parte del movimento.

I motivi che animano il movimento sono ovviamente artistici e non politici e soprattutto nati dalla spontaneità degli stessi membri.

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